Scontro Sonia Alfano (Idv) vs. Licia Ronzulli (Pdl) al Parlamento Europeo – video

“Please respect !” disse il presidente di turno Stavros Lambrinidis rivolgendosi alla Pdl Licia Ronzulli.

E il termine “vajassa” sbarcò al Parlamento europeo pronunciato da Sonia Alfano nei confronti di Licia Ronzulli.

A fronteggiarsi infatti oggi pomeriggio nell’emiciclo di Strasburgo erano le europarlamentari dell’Idv Sonia Alfano e la Pdl Licia Ronzulli.
La prima ha dato della «vajassa» alla seconda e quest’ultima ora giura che la querelerà.
La scintilla è scattata al momento della dichiarazione di voto sulla relazione sulla Carta dei diritti fondamentali della Ue.
È il turno della Alfano, che condanna “le costanti violazioni della Carta da parte del governo italiano”, riferendosi “all’accordo Italia-Libia”, alla cosidetta “legge bavaglio”, ai “processi che hanno visto implicato il premier” e “all’acquisto di deputati”. “Il 9 dicembre – insiste Sonia Alfano – il Parlamento europeo festeggiava la giornata contro la corruzione, ieri il Parlamento italiano ha lanciato la prima giornata per la corruzione dei deputati”.
Licia Ronzulli non ci stà, urla “non è vero, non è vero”, interrompendo la collega che risponde con “Stai zitta”, ma la Ronzulli continua fino a prendersi una solenna un’ammonizione da parte del presidente di turno dell’emiciclo, il greco Stavros Lambrinidis.
All’insistenza della Ronzulli la Alfano fa notare che: “Le vajasse sono arrivate anche al Parlamento europeo”.
“Mi ha dato della vajassa e la querelo”, è l’ultima parola della Ronzulli.

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Salemi, tra contraddizioni artistiche e polemiche stantie

Credo che i due video che vi propongo meritino la vostra attenzione più della ennesima e vuota polemica in corso su mafia ed antimafia, che tuttavia, per completezza d’informazione, vi propongo subito dopo.

Nel primo lo scorso 31 dicembre Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della mostra  a Salemi  de,  “L’adorazione dei pastori”, di Rubens, dopo avere illustrato l’opera esposta e le sua valenze in relazione alla “Natività” del Caravaggio esposta a Messina,  annuncia la prossima esposizione a Salemi in occasione delle “Cene di San Giuseppe” della “Natività”.

Nel secondo video le rimostranze di Graziano Cecchini, per lo sfratto dato alle opere di Street Art dall’assessore alla cultura Peter Glidewell in occasione della mostra del Rubens.

Infine diamo conto della ennesima polemica sul tema della mafia e dell’antimafia, questa volta con Sonia Alfano.

 Con una dichiarazione all’agenzia ASCA  Sonia Alfano, ricorda a Sgarbi che “per rispetto della sua stessa intelligenza dovrebbe avere il buon senso di tacere e di non osare pronunciare i nomi dei nostri cari e, per una volta nella vita, manifestare coerenza mantenendo fede al proposito palesato pochi giorni fa di dimettersi. La Sicilia gliene sarebbe grata“, il tutto dopo avere affermato che: “Le volgari reazioni ed accuse di Vittorio Sgarbi alle nostre parole sull’iniziativa del suo assessore, Oliviero Toscani, di registrare il marchio ‘M.A.F.I.A.’, suscitano in noi l’indifferenza e la compassione che un simile personaggio merita

Nella nota diffusa dall’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Sonia Alfano, in qualità di presidente, replica alle ultime dichiarazioni del critico d’arte e sindaco di Salemi, ricordando che “Sgarbi, come di consueto, sproloquia con la sua solita volgarita’ di argomenti che non e’ in grado di comprendere. Non sa o finge di non sapere che le parole di Sciascia, cosi’ care al sindaco di Salemi, sui professionisti dell’antimafia erano un chiaro riferimento a Paolo Borsellino, alla cui vedova Sgarbi ha proposto di concedere la cittadinanza onoraria di Salemi“.

Sonia Alfano, quindi, fa notare che “ad ulteriore riprova dell’incoerenza e dell’assoluta malafede di Sgarbi, che mente sapendo di mentire, ci teniamo a precisare che la suddetta associazione non percepisce alcun contributo pubblico ma e’ interamente autofinanziata da noi familiari togliendo tempo e danaro alle nostre famiglie. E’ comprensibile che Sgarbi abbia dato per scontato che le nostre molte attivita’ siano finanziate con contributi pubblici poiche’ lui vive ed ha sempre vissuto sulle spalle dei contribuenti. A volte in modo lecito, a volte rubando ai cittadini italiani, come la sua condanna per truffa nei confronti dello Stato dimostra“.

Fa sorridere – continua la nota – che un condannato per truffa si preoccupi di capire come siano amministrati dei fondi pubblici. Ad ogni modo, voglia Sgarbi sapere, che svariate volte abbiamo chiesto che sull’argomento venga fatta chiarezza e sono numerose le denunce che abbiamo avanzato contro l’elargizione poco trasparente dei fondi per l’antimafia pur non avendone mai beneficiato. Ci duole far notare ad un pregiudicato del suo calibro, qualora confuso dai fumi dei suoi deliri non se ne fosse accorto, che noi, nel chiedere trasparenza siamo assai piu’ credibili di un condannato per truffa nei confronti dello Stato, sponsorizzato, durante questa sua ultima pittoresca avventura politica, da un ex latitante quale Giuseppe Giammarinaro e’ stato. Va da se’ – sottolinea Sonia alfano – che ad un personaggio con un simile curriculum non resta altro da fare che attaccare, con notizie peraltro false e dunque ancor piu’ volgari, i familiari degli uomini morti per difendere questa nazione anche da persone come Vittorio Sgarbi e che nessuno conosce meglio di noi“.

Il tutto in risposta alle affermazioni fatte da Vittorio Sbarbi e che possono essere riassunte da una nota dell’agenzia IMGPress.it in cui Vittorio Sgarbi affermava: “La mancanza di intelligenza, sostanziale e formale, di Sonia Alfano e delle presunte associazioni antimafia – dalle quali, sono certo, non si sentono rappresentati molti parenti delle vittime – arriva a colpire anche l’assessore Oliviero Toscani, il quale registrando il marchio M.A.F.I.A ha fatto una scelta antimafiosa, paradossale e provocatoria comè nel suo stile. Difficile immaginare che capiscano lo stile persone che ne sono prive al punto da continuare a parlare in nome di morti che non possono rispondere. Respingo ogni polemica annunciando la commemorazione di Leonardo Sciascia nel ventennale della morte con un grande convegno sul tema ‘I professionisti dell’antimafia e i finanziamenti pubblici alle loro attività’, già sotto inchiesta dopo la questione di don Bucaro del ‘Centro Borsellino’. E chiederò alla Commissione antimafia come vengono spesi i finanziamenti da queste associazioni e con quale beneficio nell’azione sostanziale contro la mafia che va fatta con proposte e garanzie ai cittadini onesti. Per questo sono certo che valga di più la mostra della natività di Rubens delle inutili polemiche non contro di me ma contro Agnese Borsellino per sue dichiarazioni spontanee e limpidissime nella visione di una nuova Sicilia anche attraverso la presenza di persone come Oliviero Toscani, Peter Glidewell, Philippe D’Averio, Carlin Petrini e me. Annuncio ancora che nel ventennale della morte di Sciascia il progetto del museo della mafia, affidato alla Fondazione Rosselli – e per la Comunicazione ad Oliviero Toscani – sarà dedicato alla memoria di Leonardo Sciascia, di cui sono assolutamente certo di interpretare il pensiero, a differenza di quanti, da sinistra e in modo arbitrario, interpretano quello di Paolo Borsellino, di cui non io, ma Francesco La Licata, ricorda la militanza nel Fuan. Sono proprio le associazioni come quella presieduta da Sonia Alfano che vogliono politicizzare una materia che resta nell’ambito criminale e contro la quale Oliviero Toscani e io non abbiamo meno titoli e meno volontà di contrapposizione avendo sempre lavorato per la difesa di valori di civiltà e di libertà. Se a loro piacciono i fascisti di sinistra come Antonio Di Pietro, vadano a vedere, mentre accusano me di truffe inesistenti – materialmente ed economicamente inesistenti – dove siano finiti i finanziamenti al partito ottenuti da Di Pietro, e di fronte a questo esempio di doppia morale, si vergognino“.

Salemi – questa cittadinanza non s’ha da dare

Cittadinanza onoraria di Salemi alla vedova Borsellino

Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino, ricevera’ la cittadinanza onoraria di Salemi. Lo ha annunciato Vittorio Sgarbi, sindaco del piccolo centro in provincia di Trapani, dove la signora Borsellino e’ stata in visita.

La cerimonia e’ prevista nel marzo del 2009 durante la tradizionale festa religiosa delle “Cene di San Giuseppe”.
“Come siciliana -ha detto Agnese Borsellino- sono felicissima della scelta di Sgarbi di fare il sindaco in una cittadina siciliana. Vedo nel suo lavoro un’azione missionaria.
Sono convinta che, grazie anche lui, comincera’ una nuova stagione”. Per Sgarbi, che ha accompagnato l’ospite per le vie del centro storico e nelle visite al Museo civico, ad alcune Chiese e al presepe vivente, “nell’ordine degli arrivi significativi di questi mesi, e cioe’ personalita’ del mondo della cultura, dell’arte e delle Istituzioni, quello di Agnese Borsellino segnala un punto di attenzione rispetto al termine importante della legalita’, e cioe’ collegare la vita e l’esperienza di Paolo Borsellino ad un dato di fatto, e cioe’ che alla fine le cose mutano, cambiano. Sciascia diceva che la Sicilia e’ irredimibile.
E’ un timore – ha aggiunto Sgarbi – che ho avuto anch’io ma spero che questo non sia sempre cosi’. Dal ’92 ad oggi molte cose sono cambiate. E anche molte azioni giudiziarie, talvolta perentorie e anche violente, hanno pero’ fortemente segnato il corpo mafioso e credo lo abbiano limitato fortemente”.

da Il Tempo.it

Cittadinanza alla vedova di Borsellino – Lite tra Sgarbi e i fratelli del giudice

Rita e Salvatore Borsellino invitano la cognata a dire no al sindaco di Salemi. – «Sgarbi condannato per aver definito “assassini” dei magistrati». La replica del primo cittadino: «Li querelo»

PALERMO – È polemica tra Rita e Salvatore Borsellino e Vittorio Sgarbi. I fratelli del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio del 1992 prendono le distanze dalla cognata Agnese Piraino Leto, vedova del giudice, invitandola a non accettare la cittadinanza onoraria offertale dal sindaco di Salemi. La cerimonia di consegna della cittadinanza è prevista nel marzo del 2009. «Come siciliana – ha detto qualche giorno fa Agnese Borsellino – sono felicissima della scelta di Sgarbi di fare il sindaco in una cittadina siciliana. Vedo nel suo lavoro un’azione missionaria». «Apprendiamo dalla stampa con stupore e disappunto – hanno invece scritto Rita e Salvatore Borsellino in una nota – che nostra cognata avrebbe accettato l’offerta della cittadinanza onoraria della città di Salemi da parte del sindaco Vittorio Sgarbi, personaggio dai comportamenti non certamente limpidi né eticamente corretti, condannato anche per aver definito “assassini” dei magistrati, e a cui quindi non si addice certamente il termine di “missionario”. Chiediamo per questo a nostra cognata, proprio per il cognome che porta, di declinare l’offerta ricevuta».

QUERELA – Parole che non sono piaciute a Vittorio Sgarbi, il quale, dicendosi «indignatissimo», ha annunciato che querelerà Rita e Salvatore Borsellino «per le gravissime frasi diffamatorie». La loro reazione, ha spiegato il sindaco di Salemi, «dimostra che Sciascia aveva ragione: sono dei professionisti dell’antimafia che, per esistere, fanno vivere la mafia anche dove non c’è». Sgarbi, in particolare, smentisce di aver definito “assassini” i magistrati: «L’ho solo detto a Fabio De Pasquale, che ha lasciato morire in carcere Gabriele Cagliari».

Per quanto riguarda la cittadinanza ad Agnese Borsellino, il sindaco Sgarbi ribadisce che «la vedova del magistrato è venuta a Salemi per sua espressa volontà» e che «ha avuto parole di apprezzamento sincere nei miei confronti, addirittura cogliendo in me una somiglianza con Paolo Borsellino; credo – ha aggiunto Sgarbi – che più di chiunque altro abbia conosciuto bene il marito». Il sindaco del paese in provincia di Trapani puntualizza inoltre che «tutto quanto affermato dalla signora Agnese e diffuso dall’ufficio stampa è registrato. Rita e Salvatore Borsellino, offendono non solo me, ma anche la cognata, perché la ritengono incapace di intendere e di volere. Si vergognino».

LA GIUNTA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE – Sostegno al sindaco è arrivato dalla giunta comunale di Salemi, che ha deciso di costituirsi parte civile nell’eventuale processo nei confronti di Rita e Salvatore Borsellino. Intanto, l’Associazione nazionale familiari vittime di mafia, presieduta da Sonia Alfano, ha invitato «Agnese Borsellino a non prendere decisioni avventate e a riflettere sulla proposta di Sgarbi».

da Corriere.it