Vittorio Sgarbi e Francesco Salvi, la strana coppia

Nella lista di Sgarbi c’è la tv Patto con Silvio: sarà l’anti Santoro

Di Pierre de Nolac

Il caso del giorno

Vittorio Sgarbi tornerà in tv, subito dopo le elezioni, su una rete Mediaset. Grazie a un accordo con Silvio Berlusconi. Il critico d’arte, che è pronto per ricoprire il ruolo di anti Santoro, avrà una trasmissione su Retequattro. Non sarà da solo, però: accanto avrà il comico Francesco Salvi, noto anche per la canzone (un vero tormentone) «C’è da spostare una macchina». L’apparizione dell’inedita coppia televisiva sarà intitolata «Sgarbi Salvi l’arte»: si dice che sarà un test per poi lanciare, dopo le vacanze estive, un programma in grado di contrastare Michele Santoro.

Sgarbi ne ha parlato in occasione della presentazione romana del progetto «case a 1 euro», già lanciato con successo nella siciliana Salemi, e che l’ex sottosegretario vuole esportare anche nella provincia di Rieti. Con il fotografo (e non solo) Oliviero Toscani, è riuscito a convincere il ministro Sandro Bondi dell’utilità di una mostra intitolata «Fratelli e sorelle d’Italia». Bondi era in collegamento telefonico da Moncalieri, dove era impegnato nella campagna elettorale a favore del candidato della Lega e del Pdl Roberto Cota, apprezzando l’impegno di Sgarbi e Toscani. Un via libera, quello del titolare del dicastero di via del Collegio Romano, che è stato subito preso in parola dal critico d’arte e dal creativo, pronti a occupare con la loro rassegna di immagini le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia. In più, la provincia di Trapani si vanterà di essere un’area «desmafiatizzata», secondo la definizione di Toscani.

Ancora più impegnativa, e con risvolti negativi che sembrano essere stati rimossi dal genio di Oliviero, l’idea di creare a Salemi un marchio ufficiale del falso, da applicare alle borse che cercano di imitare le grandi griffe della moda internazionale. Nelle intenzioni di Sgarbi, il comune potrebbe diventare un centro mondiale dei vu cumprà che venderanno ai vip dei veri falsi. Entrando in collisione con tutti gli imprenditori del made in Italy che cercano di difendere la qualità del prodotto lottando contro la criminalità che distribuisce oggetti spesso realizzati con materiali scadenti, e a volte anche pericolosi per la salute.

da Italia Oggi

A Salemi il sindaco non può fare il sindaco neanche se si chiama Sgarbi

L’articolo di ieri di Attilio Bolzoni sulle pagine regionali di “La Repubblica”, dal titolo “Salemi, voltafaccia a Sgarbilandia “Provano a fermarmi con le calunnie””, è illuminante per comprendere lo sviluppo e l’attuale stato del rapporto tra Vittorio Sgarbi e la comunità della cittadina del Belice

SALEMI (TRAPANI) – Il sindaco non può fare il sindaco neanche se si chiama Sgarbi. Nella città che Garibaldi proclamò “prima capitale d’Italia”, Salemi, undicimila abitanti in mezzo alla più araba delle campagne siciliane, gli effetti speciali e gli assessori vip non bastanoa dare tutto il potere al sempre più furioso Vittorio. Lascia, non lascia, denuncia, si contorce, minaccia dimissioni e minaccia di restare. E tutto alla vigilia del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, che qui si celebra con un anno di anticipo sulla ricorrenza nazionale proprio per la bandiera issata dai garibaldini – nel maggio del 1860 – su una delle tre torri del castello normanno.

E tutto nel secondo anniversario di Sgarbilandia, luogo delle meraviglie dentro la Valle del Belice, una volta nota solo per il terribile terremoto del ’68 e oggi per le case vendute a un euro (con impegno di ristrutturarle) a Massimo Moratti e Lucio Dalla, a Katia Ricciarelli e Alain Elkann, a Vladimir Luxuria e Bruno Vespa, ai ministri Rotondi e Brunetta, a Giuseppe Tornatore e Anna Falchi. «Con le invidie e le calunnie stanno cercando di fermarmi ma non ci riusciranno», dice il sindaco eletto quasi due anni fa con il 60,7 per cento dei voti e sponsorizzato da un ex deputato regionale – Pino Giammarinaro, ex andreottiano invischiato in vicende di mafia e corruzione ma poi assolto – che Vittorio Sgarbi ha messo in ombra appena qualche mese dopo il suo “sbarco” a Salemi. Annuncia: «Me ne vado, anzi resto: non me ne vado più perché l’Utopia a Salemi deve vivere». In piazza Dittatura numero 1, dove c’è il suo ufficio, al dittatore non fanno fare il dittatore. Lui dice che qui è più potente dei cugini Salvo, Nino e Ignazio, gli esattori mafiosi che a Salemi erano nati ma che poi diventarono i vicerè di Sicilia. «Ma non è vero», raccontano in piazza Alicia e sui vicoli che si arrampicano fra bellissime chiese e mura di tufo dorato. E sottovoce aggiungono: «Lui vorrebbe fare tutto così, in un attimo, ma ci sono regole da rispettare e deve rispettarle anche lui». Il sindaco Sgarbi fai conti con la burocrazia.

Ragionieri, segretari, economi, uffici di vigilanza e di controllo, commissioni e sottocommissioni, veti e divieti. Lui, e tutta la corte di personaggi eccellenti trascinati su questa altura che guarda l’isola di Favignana, è in guerra aperta con una rete che vuole imbrigliare la creatività al potere. Metà paese (entusiasta)è con Vittorio, l’altra metà (inferocita) è contro Vittorio. E la mafia non c’entra niente con le intimidazioni, non è la mafia che affossa le delibere della sua giunta, non sono i boss a truccare regolamenti comunali o a commissionare furti in Municipio. Sono altri. Alcuni noti e alcuni ignoti.

D’altronde se lo sarebbe dovuto aspettare prima di arrivare in questo magnifico paese della provincia trapanese, costruito su colline bianche e abbaglianti che già nel ‘600 venivano descritte così: «Unni viditi muntagni di issu/ chissa è Salemi, passatici arrassu/ sunnu nimici di lu crucifissu / e amici di lu Satanassu». Dove vedete montagna di gesso state lontano, non sono amici del crocifisso ma amici di Satanasso.

Satanasso è per esempio qualcuno che, a proposito delle case del terremoto vendute a un euro agli italiani famosi, ha falsificato il regolamento che il sindaco Sgarbi e la sua giunta avevano portato in consiglio comunale per l’approvazione. Il testo del consulente è stato contraffatto: in aula n’è arrivato un altro. Satanasso è qualcuno alla Ragioneria generale del Comune che si è “dimenticato” di impegnare somme per iniziative culturali.

Satanasso è anche chi, un giorno, non ha provveduto a inoltrare una pratica sui progetti per il recupero di strutture confiscate alla mafia. Hanno dato la colpa a Sgarbi, in realtà lui aveva impartito istruzioni a un funzionario che non ha ubbidito. «Ci vogliono immobilizzare, molti pensano solo al passato con la rassegnazione che non si può cambiare», racconta Antonella Favuzza, una farmacista che è vicesindaco di Salemi, la stessa signora che (con i suoi soldi) ha pagato la benzina per trasportare alcuni giornalisti da Salemi all’aeroporto di Punta Raisi su un’auto del parco comunale. Qualcuno ha fatto denuncia alla Guardia di Finanza e hanno aperto un’inchiesta sul niente. «Lurido topo», gli scrivono nelle lettere anonime. «Cane malato, ucciditi», lo insultano al cellulare. Una volta un cane morto gliel’hanno fatto trovare davanti a piazza Dittatura, un’altra volta era un maiale sgozzato.

Ma intanto a Salemi, paese conosciuto solo per le sue disgrazie e le sue tragedie di mafia, non erano mai arrivati così tanti turisti. Per il festival sulla cultura ebraica e quell’altro sul cinema religioso, per le mostre su Caravaggio e Rubens. «Ma a me non aggiustano mai la strada sotto casa», si lamenta un cittadino di Salemi, uno di quelli che «non sopporta Sgarbi: anzi mi sta proprio sulle palle». Sul muro della dimora che anni fa era degli esattori Salvo, qualcuno ha scritto l’altro giorno: «Sgarbi via». Via se n’era già andato, ad ottobre, l’assessore comunale alla Creatività Oliviero Toscani. Ma gli amici di Vittorio giurano che sta tornando. Qui a Salemi, nella repubblica degli artisti.

di Attilio Bolzoni (04 febbraio 2010)

da “La Repubblica

Vittorio Sgarbi … quasi quasi si dimette

Ha usato, insieme al vice sindaco di Salemi, un’auto di proprietà del Comune, pagando la benzina di tasca propria, per prelevare e accompagnare alcuni giornalisti in aeroporto. Ora la Gdf indaga su quanto accaduto nel comune di Salemi e sul comportamento del sindaco Vittorio Sgarbi, che minaccia le dimissioni. “Se per il lavoro di rinascita che ho fatto e faccio a Salemi con l’obiettivo di risollevarla dall’oblìo e dall’incuria in cui l’hanno tenuta i miei predecessori, debbo anche subire le indagini della Guardia di Finanza, mi dimetto in questo istante da sindaco“.

Lo dice Vittorio Sgarbi commentando una indagine della Guardia di Finanza che sta verificando le modalità di utilizzo di una vettura di proprietà del Comune. “Subire una indagine perché, con la benzina pagata per giunta di tasca propria dal vice sindaco, abbiamo prelevato e poi riaccompagnato all’aeroporto i giornalisti di quotidiani nazionali arrivati a Salemi per un convegno – spiega Sgarbi – e tra questi il responsabile delle pagine culturali del quotidiano La Repubblica, mi sembra semplicemente una vergogna che non posso tollerare. Invece di essere ringraziato, mi indagano”.

Nei giorni scorsi 3 agenti della Guardia di Finanza si sono recati al Comune per acquisire informazioni sulla vettura, su chi la guidava, sulle persone che vi sono salite sopra e per quali ragioni. Sempre nell’ambito della stressa indagine il vice sindaco Antonella Favuzza, che ha pagato di tasca propria il carburante, domattina sarà sentita dalla Guardia di Finanza.

da APCOM

Salemi: a dire basta ora è Vittorio Sgarbi

Una nota d’agenzia (Adnkronos) ed un’intervista, pubblicata dalla edizione Palermo de “la Repubblica” di oggi 10 ottobre, per dire che: “Il sindaco di Salemi (Trapani), Vittorio Sgarbi, stamane ha revocato l’incarico di assessore a Oliviero Toscani.
Il fotografo, che aveva la delega alla Creativita’, alla Comunicazione e ai Diritti umani, nonostante avesse piu’ volte annunciato alla stampa l’intenzione di dimettersi, non ha mai formalizzato questo intendimento, e cioe’ non ha mai presentato al Comune la lettera di rinuncia alla carica assessoriale.

Toscani è ingeneroso, le sue invettive sono false e senza prove. A questo punto lo caccio io.

Ho deciso di revocargli l’incarico perche’ e’ venuto meno il rapporto fiduciario. Ovviamente l’attivita’ dell’assessorato alla Creativita’ continuera’ con nuovi stimoli e nuove risorse per dimostrare che in Sicilia e’ possibile lavorare e non vi e’ la condizione di dover scappare.“.

Il sostituto di Toscani sara’ nominato con molta probabilita’ gia’ lunedi’ prossimo.

E nell’intervista Sgarbi precisa inoltre, ancora una volta, il suo rapporto con Pino Giammarinaro con una serie di affermazioni abbastanza secche: “E’ stato Giammarinaro a volermi come sindaco di Salemi. Mi ha chiamato lui e siamo qui grazie a qiesta unione. Ma poi io mi sono messo a fare il sindaco e adesso decido solo io. Lui controllerebbe tutto ? A stento è riuscito a ottenere una miseria, tremila euro, per un torneo di volley. Idem la sua richiesta per un gruppo musicale, a costo zero.“.

Ed ancora: “Riguardo a Giammarinaro che posso dire ? Voleva che in giunta ci fossero uomini suoi, voleva nominare il vice-sindaco, è vero. E tanti altri. Ma io non ho voluto. Alla fine i personaggi che possiamo ricondurre a lui sono gli assessori Angelo Calistro e Caterina Bivona.“.

Giammarinaro è privo di capacità politica, o meglio, di capacità di condizionamento. Se Toscani ha le prove di qualcosa le tiri fuori.“.

Ed infine la stoccata finale a Oliviero Toscani (o a Pino Giamamrinaro ?): “[Oliviero Toscani]non vuole fare l’assessore alla Creatività perchè crede che tutto sia controllato da Giammarinaro ? E’ come se dicessi che io non posso fare il sindaco di Salemi perchè c’è Matteo Messina Denaro.“.

Oliviero Toscani: “Io a Giammarinaro non devo nulla”

Oliviero Toscani è’ tornato ieri sull’argomento delle sue dimissioni da assessore alla creatività del Comune di Salemi con una intervista ad Emanuele Lauria, pubblicata dalla edizione Palermo de “La Repubblica”

“L’ormai ex assessore alla Creatività del Comune Di Salemi spiega il suo addio: ‘Laggiù c’è una colla in cui restano invischiate le iniziative importanti. Mi hanno visto Come un disturbatore, c’è una vecchia mentalità'”

Il fotografo attacca il ras dc Giammarinaro: ‘Comanda lui, Sgarbi è un ingenuo'”

“Non sono riuscito a realizzare il progetto delle case a un euro. Tutti hanno desistito di fronte ai problemi posti dai tecnici. In realtà sono interessi privati che condizionano l’attività. Basta atterrare a Punta Raisi per sentir discutere di finanziamenti, aiuti pubblici fondi europei. La Sicilia soffre di rassegnazione, di mancanza di energia e coraggio”

Intervista al fotografo dopo l’addio alla giunta di Salemi

Toscani: “Io, bloccato dagli speculatori”

Emanuele Lauria

«Dopo un anno in Sicilia mi è venuta voglia di votare per la Lega». Caustico, tagliente e provocatorio come le sue campagne pubblicitarie: Oliviero Toscani non fa sconti. E, chiamato in causa da Sgarbi, torna sui motivi della decisione – annunciata a Repubblica – di lasciare la giunta di Salemi e rinunciare alla scommessa incarnata da un assessorato alla Creatività. Rivelando come dietro l´addio ci sia lo stop alla vendita delle case a un euro. Operazione affogata in un più vasto piano di dismissione degli immobili di cui lo stesso Toscani ha chiesto il ritiro: «Hanno prevalso interessi speculativi». Il fotografo mette nel mirino Sgarbi («Parla tanto ma ha le mani legate») e un paese «dove gli uomini di Giammarinaro controllano tutto».

Toscani, lei si è tirato indietro e Sgarbi l’ha accusata di aver accettato l’idea che tutto qui è uguale, tutto è mafia.
«Io sono un libero professionista, Vittorio cerca di fare il politico. Io voglio concludere le cose che porto avanti. Ho capito che c´è una colla, laggiù, in cui restano invischiate le iniziative più importanti. Non è che nel resto d´Italia sia molto diverso, ahimè».

Ha detto che la creatività è l´opposto della sicilianità, suscitando aspre polemiche. E premi Nobel come Pirandello o Quasimodo dove li mettiamo?
«Protagonisti del secolo scorso. Oggi la Sicilia cosa produce? Cosa dice la gente nel mondo di quest´Isola? Siamo seri: è un problema di mentalità. Basta atterrare a Punta Raisi per sentire discutere di finanziamenti, aiuti pubblici, fondi europei. Di assistenzialismo, in una parola. Sbaglio o già Sciascia accennava al male della sicilitudine? Chi vuol bene a questa terra parla come me, gli altri fanno facili moralismi».

Sicilia irredimibile, per dirla ancora con Sciascia.
«Aveva ragione lui. A Salemi sono stato visto come un disturbatore perché, ad esempio, mi sono opposto a un parcheggio schifoso in piazza Alicia, l´unica cosa bella che ha il paese. “Non si posteggia perché c´è Toscani”, hanno detto subito i salemitani. Il proprietario del bar è venuto da me a lamentarsi, invece di ringraziarmi perché la piazza ha acquisito valore e ora può mettere i tavolini fuori. Ripeto: è una questione di mentalità».

Ma quali progetti non è riuscito a realizzare?
«Uno su tutti, le case a un euro. Ci lavoravamo da un anno, avevamo fatto venire a Salemi notai e avvocati di grido. Tutti alla fine hanno desistito, davanti ai tremila problemi posti dai tecnici. In realtà ci sono interessi privati che condizionano il Comune. Tutti lo sanno. Come tutti sanno che a Salemi c´è un capo supremo a determinare l´attività amministrativa».

Parla dell´ex deputato dc Giammarinaro, sponsor dell´elezione di Sgarbi?
«È un problema di Vittorio, non mio. Io a Giammarinaro non devo nulla, l´ho detto anche in piazza. Ieri mi ha telefonato chiedendomi di non andare via, ho risposto che farò quello che devo fare. Sgarbi parla ma ha le mani legate. Giammarinaro gli ha indicato un paio di assessori, i suoi uomini controllano tutto. Vittorio è un uomo incredibile, è generoso e buono. Ma ingenuo. Deve crescere».

Il ciclone Sgarbi a Salemi, un anno dopo. Solo immagine?
«Macché. Abbiamo realizzato tanti progetti, dalla lotta al randagismo alla promozione del vino. Per una manifestazione come “Benedivino”, che ha avuto risalto nazionale, sono dovuto andare a invocare un contributo dal presidente della Provincia Turano come fosse un favore. Mia moglie non ci credeva: “Ma devi arrivare a questo?”, mi ha chiesto. Tra parentesi: gli artisti di “Benedivino” ancora attendono quanto promesso. Con le case a un euro, l´iniziativa cui tenevo di più, volevo ricostruire il paese. L´impressione è che abbiano prevalso tentazioni speculative. Sì, ho chiesto di fermare tutto».

Che futuro ha l´amministrazione di Salemi?
«Credo che Sgarbi attenda un posto più importante, poi lascerà. A me interessava il progetto Salemi. L´ho portato avanti con ragazzi straordinari, che hanno dovuto confrontarsi con indifferenza e scarsa riconoscenza. Ecco, nei giovani siciliani io credo molto».

Il male peggiore della Sicilia: la politica, la cattiva amministrazione, la mafia?
«Io direi la mala abitudine, il malcostume, il fatalismo, la rassegnazione. La mancanza di energia e di coraggio: di creatività, insomma. Se dovessi descrivere l´Isola con un´immagine delle mie campagne, sceglierei quella della modella anoressica».

da “La Republica” del 09/10/2009

Vittori Sgarbi vs. Luigi Crimi

In precedenza l’ex (pessimo) sindaco di Salemi Luigi Crimi avrebbe chiesto al Ministro dell’Interno Maroni di “decretare la sua [di Sgarbi] decadenza da sindaco di Salemi”, ora, un po per distogliere l’attenzione dalle preannunciate dimissioni dell’uomo di punta della sua giunta (Oliviero Toscani), e un po per poter dar sfogo alla sua vena di polemista Vittorio Sgarbi risponde:

Dal suo condominio Crimi mi manda a dire e mi spiega quello che non ha mai capito. Avendo contribuito a stuprare la sua città, anche con lo scempio delle pale eoliche su cui non ha mai mostrato alcuna contrarietà – e che sono alla base delle minacce che io ho ricevuto dopo avere denunciato gli interessi mafiosi che le avevano favorite – mi suggerisce di rinunciare ad una scorta spiegandomi che la gente di Salemi non è violenta. Cosa che io so. Come so che Matteo Messina Denaro e i mafiosi come lui non stanno lontano da qui, e si preoccupano di chi ha una voce che si fa sentire e non un pigolìo come quello di Crimi, nel suo cortile

So che rispondendo ancora a questo Crimi ridò vita a un fantasma, fascista non sopravvissuto, al quale nessun Popolo della Libertà darà più il minimo spazio, non per indifferenza o per diversa valutazione politica, ma perché non prenderà più un voto neanche dai fascisti come lui

Con la spudoratezza di chi non è in grado di capire se non l’inerzia e il servilismo di quelli che ritiene dipendenti, Crimi non avverte la trasformazione radicale di Salemi nella percezione che oggi ne ha il mondo, come testimonia tutta la stampa internazionale che ha descritto cosa è accaduto da quando io sono sindaco, ignorando persino il nome di Salemi prima di quel momento, quando sindaco era Crimi

E non capisce, questo Crimi, che proprio i miei rapporti con il Presidente del Consiglio, costretto a cacciarmi per la petulanza di quel ministro Urbani oggi sparito – come è sparito Crimi – e i miei rapporti con Letizia Moratti, il cui consenso cala di giorno in giorno e che non sarà più ricandidata, sono la prova di quella indipendenza che mi rende libero da ogni partito e pronto ad affermare la mia visione con alleanze mutevoli.

Ed è quello che è accaduto con Giammarinaro, il quale ha avuto l’intelligenza di chiamarmi a Salemi, ma non condiziona in alcun modo la mia azione. Tanto che si trova esattamente nelle stesse condizioni di Urbani e della Moratti. Con la stessa differenza che, se volesse sfiduciarmi, sarebbe un danno più per lui che per me, oltre che un ritorno della città al buio nel quale l’ha tenuta, con gli altri, questo Crimi.

Dopo avere evocato il Ministro della Difesa – che lo lascerà naufragare – ora Crimi invoca il Ministro dell’Interno che dovrebbe – non si sa perché – su sua sollecitazione, decretare la mia decadenza da sindaco.

Ebbene, raccogliendo il suo invito, ho già chiamato il Ministro Maroni e l’ho invitato a Salemi, dove è già venuto – ma Crimi, che dorme, non lo sa – il Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali Michelino Davico, esponente della Lega, testimone delle attività di Salemi ben note e riconosciute dallo stesso Ministro, e il Sottosegretario all’Interno, con la delega alla Pubblica Sicurezza, Alfredo Mantovano.

Trovo grottesco, oltre che falso, il riferimento di Crimi a un «inquinamento istituzionale», di cui forse parla per pregressa esperienza personale.
Con ciò mi suggerisce di andare a verificare le delibere della sua amministrazione (si fa per dire) per rendermi conto di come funzionasse la macchina amministrativa al suo tempo, pensando per esempio ai continui abbattimenti e distruzioni di case nel centro storico.

D’altra parte, della sostanziale incapacità di Crimi, è prova il fatto che il suo mandato non è scaduto naturalmente, ma in seguito ad una sfiducia del Consiglio Comunale, votata peraltro anche da esponenti del suo stesso partito.

Ridicole, ancora, le sue osservazioni riguardo, per esempio, ai «costi eccessivi delle bollette per l’elettricità consumate nei locali del castello», evidentemente derivati dall’utilizzo del castello per l’interesse dei cittadini (rassegne cinematografiche, presentazioni di libri, conferenze).

Le insinuazioni sui libri della casa editrice Bompiani tentano di coprire la difesa degli interessi della consorte di Crimi, con la differenza che mia sorella lavora con tenacia e ostinazione, mentre sua moglie con ostinazione e tenacia non ha fatto mai nulla.

Non è difficile invitare autori Bompiani che sono i più notevoli fra gli italiani e stranieri, in un catalogo che va da Sciascia a Eco, da Merlo a Gnoli, personalità rispettate e ammirate. Ma che Crimi, dormendo, non conosce, non avendo probabilmente mai sfiorato un libro nella sua vita.

Su un solo punto concordo con Crimi: sulla inopportunità di querelarlo. Per difetto di esistenza

Nel frattempo non rinuncia a rivendicare la paternità dell’espressione usata, qualche sera fa in diretta televisiva, da Silvio Berlusconi nei confronti di Rosy Bindi, “Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente“, pronunciata dallo stesso Sgarbi nel lontano 1993 in un confronto con Mino Martinazzoli.

Rosy Bindi nell’occasione ha risposto per le rime al presidente del consiglio, “Sono una donna che non è a sua disposizione e ritengo molto gravi le sue affermazioni”, non sappiamo come rispose allora Martinazzoli a Vittorio Sgarbi.

A Salemi “Benedivino” per promuovere la cultura del vino

Il 4, 5 e 6 Settembre il Teatro all’Aperto di Salemi, realizzato da F. Venezia, M. Aprile e R. Collovà (1987-1990) e affacciato sulla valle del Belice, diventerà il palcoscenico per una manifestazione che permetterà di provare la vinoterapia con degli insoliti massaggi a base di uva e mosto delle nostre vigne o con l’esclusivo “bain barrique” firmato Caudalìe.

Il vino come fonte di benessere totale: dal palato all’estetica, dal relax alla cultura, dalla storia al paesaggio, sarà il protagonista di “Benedivino“, iniziativa promossa dall’assessorato alla Creatività di Oliviero Toscani.

Oltre al sindaco Vittorio Sgarbi e all’assessore Oliviero Toscani parteciperanno alla tre giorni che comprende anche incontri, conferenze e performance di danza, musica e teatro ispirate al tema del vino Fulvio Pierangelini, Davide Paolini, Roberto Bellini, Philippe Daverio, Eleonora Abbagnato, Don Pasta, Daniele Di Bonaventura e Stefano Sabelli.