Riprendono i lavori del porto: toccarsi please !

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Nico Torrisi, ha annunciato oggi che non ci sono più ostacoli burocratici per la ripresa dei cantieri per entrambi i lotti di lavori dell’area portuale.

Il primo lotto sospeso per il sequestro dei lavori per l’utilizzo di cemento depotenziato sarà eseguito dalla medesima ditta che aveva eseguito le precedenti opere la CO.VE.CO. quella coinvolta nella recente indagine sul MO.SE.
Resta da realizzare ancora un trenta per cento circa del totale dei lavori preventivati per un ammontare di sette milioni di euro circa.

L’ulteriore prosieguo dei lavori, il cosiddetto secondo lotto, era stato aggiudicato in un primo tempo ad un’ATI (Associazione temporanea di Imprese) costituita da COMES TIGULLIO di Chiavari (Ge), CA.TI.FRA srl di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), SEICON srl di Castellammare del Golfo (TP) e CO.GE.TA. srl di Trapani, quest’ultima oggetto di sequestro perchè nella disponibilità di Vito Tarantolo e tramite lui (è la convinzione degli inquirenti) in quelle di Matteo Messina Denaro.

Pertanto dopo la rinuncia dell’ATI aggiudicataria i lavori sono stati aggiudicati alla ditta che seguiva in graduatoria. In questo caso i lavori sono pari a circa quindici milioni e mezzo di euro.

Alla conferenza era presente l’onorevole MImmo Turano.

toccarsi

 

Castellammare: condannati i tre degli “arretrati”

Trapani, eredita azienda e il pizzo: tre condanne dopo la denuncia

PALERMO. Dal padre, e poi dalla madre, aveva ereditato l’azienda, la Agesp spa. Ma assieme alla società, operativa nel campo dei rifiuti, Gregory Bongiorno s’era portato dietro anche un pesante fardello: il pagamento del pizzo. Lo scorso anno Bongiorno ha denunciato i suoi estorsori e sotto processo, davanti al gup Giangaspare Camerini, sono finiti Mariano Asaro, ritenuto dagli inquirenti esponente di spicco di Cosa nostra del Trapanese, Gaspare Mulè, e Fausto Pennolino. Il gup ha condannato a 8 anni e 10 mesi Mulè (che in continuazione con una precedente condanna ha avuto 11 anni e 10 mesi), a 3 anni e 8 mesi Asaro (18 anni e 8 mesi in continuazione con una
precedente condanna), e a 6 anni e 8 mesi Pennolino (8 anni e 10 mesi in continuazione). Tutti accusati di estorsione e tentata estorsione aggravate dalla modalità mafiosa.

Dopo aver preso in mano l’azienda in seguito alla morte della madre, l’imprenditore, nel 2005, avrebbe consegnato 10 mila euro a Mulè, che si era presentato quale rappresentante dei boss. Le pressioni estorsive sarebbero andate avanti fino ad aprile 2007. Poi un lungo periodo di pausa, poichè i suoi estorsori vengono arrestati e condannati per il loro organico inserimento nell’associazione mafiosa. Cinque mesi dopo avviene la svolta in Confindustria, con l’adozione del nuovo Codice etico: fuori dall’associazione gli imprenditori che non denunciano. Bongiorno porta avanti l’attività fino a quando la mafia, l’anno scorso, ribussa ai cancelli della sua azienda. Pretende il pagamento degli arretrati: 60 mila euro, maturati, secondo la cosca, dal 2007 a oggi. Bongiorno, da un anno alla guida degli industriali trapanesi, decide di denunciare gli estorsori

da GDS.IT

Tutta la vicenda qui

Ampunitiiiiii !!!

L’espressione è di origine romanesca, ma qui il termine, anche ed indifferentemente nella versione più asettica di “impunito“, viene definito dal dizionario online “Sabatini Coletti” come aggettivo “Che non ha avuto la debita punizione: delitto i.” e come singolare maschile “Sfrontato,sfacciato: faccia da i.”.

Il caso è quello dei pontili e del lido autorizzati ai piedi del Castello di Castellammare del Golfo , di cui si dice nel comunicato del Comune di Castellammare del Golfo:

Dietrofront del demanio per le concessioni nell’area portuale.

L’assessorato regionale non revocherà quelle già rilasciate.

Il sindaco: “Non possiamo consentire questo sfregio ambientale. Promuoverò ogni altra azione prevista dalla legge”

«Non possiamo consentire lo sfregio ambientale nella zona di cala marina e cala petrolo. E’ un fatto allarmante. Chiederemo un’audizione alla commissione regionale Ambiente, rimarcando l’opportunità della sospensione del rilascio di concessioni demaniali. Promuoverò ogni altra azione prevista dalla legge a tutela del patrimonio paesaggistico. Ho ribadito formalmente la richiesta di ritiro della concessione rilasciata. Su quelle in itinere l’amministrazione esprime la propria ferma volontà, manifestata anche con atti deliberativi della giunta e del consiglio comunale, di sospendere il rilascio di concessioni demaniali su specchio acqueo e terraferma, che creano problemi ai lavori portuali in corso ed a tutela del paesaggio attorno al castello». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola dopo la conferenza di servizi riguardante le concessioni demaniali nel tratto di costa che va dal castello fino a cala petrolo.

Nella precedente conferenza di servizi convocata dal sindaco perché venisse sospeso il rilascio di nuove concessioni demaniali, capitaneria di porto, soprintendenza, genio civile e demanio, avevano ritenuto legittime le richieste dell’amministrazione, concordando sull’opportunità della sospensione del rilascio di concessioni demaniali. In particolare il demanio regionale si era impegnato a verificare “la possibilità di sospendere i procedimenti non ancora conclusi”. Ieri, invece, il responsabile dell’Arta Demanio, Salvatore Di Martino, ha sottolineato che in un particolare caso (pontile sotto castello) “con dispiacere, l’ufficio ritiene non procedibile la richiesta di revoca della concessione rilasciata”. Per le istruttorie in corso, invece, è stata richiesta, entro il 12 maggio, “formale relazione all’amministrazione, sulle ragioni che contrasterebbero con il rilascio delle relative concessioni”. La Regione sembra decisa ad andare avanti: “se le argomentazioni prodotte non saranno ritenute esaustive, l’ufficio procederà all’iter istruttorio, previa comunicazione”. Il presidente del consiglio comunale, Domenico Bucca sta già convocando un consiglio straordinario urgente “a tutela dell’immagine di Castellammare. Non si può svendere e sfregiare l’immagine della città per 3.800 “denari” – ha affermato il presidente del consiglio comunale -. Il demanio non tiene in considerazione il parere negativo della soprintendenza e la mancanza del parere della soprintendenza del mare. Una vera contraddizione: perché per l’approvazione del progetto di messa in sicurezza del porto, il Comune ha dovuto osservare una precisa prescrizione della soprintendenza, cioè la realizzazione del molo soffolto, mentre in questa occasione il demanio ritiene di non dovere tenere conto del parere negativo della soprintendenza, espresso a tutela del paesaggio”.

Portavoce del Sindaco: Annalisa Ferrante

L’unica cosa che ancora resta da stabilire è chi è (o chi sono) gli “impuniti” (e per quanto tempo continueranno ad esserlo) tra funzionari regionali e amministratori e funzionari locali.

Castellammare pontili al castello: non è mica finita qui !

Perchè se è pur vero che il sindaco Coppola è “amareggiato” è anche vero che le decisioni conclusive, (revoca, annullamento, diniego ? Perchè qui qualcuno qualcosa ha rilasciato a torto o a ragione con tutte le eventuali conseguenze giuridiche), dovranno essere prese con altra conferenza di servizi il 23 aprile, e sembra di capire che le stesse conclusioni siano condizionate dalla ri-ri-ri-ri-ri-ri-ripresa dei lavori del porto, il che è tutto dire.

Il sindaco Coppola si dice anche “amareggiato per le insinuazioni e le accuse”, nei suoi confronti, “dal gruppo consiliare Cambiamenti”. E conclude: “Il demanio regionale prende atto di quanto convenuto e si impegna a verificare, anche acquisita la certezza della consegna delle aree oggetto di intervento in appalto relativo alla messa in sicurezza del porto, la possibilità di sospendere i procedimenti non ancora conclusi, pertinenti lo specchio d’acqua portuale. Il 23 aprile si terrà un’altra conferenza di servizi dove saranno prese le decisioni conclusive”.“. da GDS.IT

D’altra parte sembra ancora di capire che non essendosi dotato questo Comune del Piano di Utilizzo del Demanio MarittimoPUDM (o almeno a questa conclusione arrivo io da cittadino che ne cerca un qualche segno della sua presenza sul sito istituzionale), l’ARTA è da supporre agisca ai sensi del punto 6 del suo Decreto del 4 luglio 2011 con il quale si stabilisce un regime provvisorio:

6.  Regime  transitorio
Nelle  more  dell’approvazione  dei  piani  di  utilizzo,  ai  sensi  dell’art. 4, legge  regionale n.  15 del  2  dicembre  2005,  nuove concessioni  demaniali  marittime  potranno  essere  rilasciate  previa  sottoscrizione  di  apposita  clausola,  con  la  quale  il  concessionario si  impegni  ad  adeguare  la  propria  struttura  alle  previsioni  del  piano  nei  modi  e  nei  termini  in  cui  sarà  approvato  dall’ARTA,  e  di  non vantare  alcun  diritto  al  rinnovo  del  titolo  concessorio  ove  l’attività  e/o  struttura  che  ne  forma  oggetto  non  risulti  più  prevista  nel  piano  stesso  o  non  sia  più  comunque  compatibile  con  questo.
Le  concessioni  rilasciate  ai  sensi  del  comma  precedente  devono  rispettare  i  parametri  e  le  disposizioni  contenute  nelle presenti  linee  guida.

A prescindere da tutte le altre considerazioni di natura ambientale e storiche è curioso tuttavia come lo stesso decreto, nella parte seconda, la dove fissa gli indirizzi metodologici, raccomandi che:

In  generale,  i  porti  turistici  non  devono  essere  concepiti  e  gestiti  come  posteggi  di  barche  di  proprietà  dei  residenti, ma devono  rappresentare  una  attrattiva  per  incentivare  flussi  turistici  che  accedendo  dal  mare,  inizino  itinerari  di  fruizione  turistica non  limitati  alle  attrattive  costiere,  ma  che  spazino  su  tutti  i  segmenti  che  compongono  l’offerta  turistica  dell’isola,  da  quello culturale,  a  quello  enogastronomico,  dai  circuiti  tematici  alle  tradizioni  etnoantropologiche.

Evidentemente per i funzionari regionali la normativa continua ad essere come la pelle di quelle parti lì… elastica.

Pepito, quel falso “Conte di Calatafimi” che lega Josephine Backer alla Sicilia

Si dice che dietro ogni uomo di successo ci sia una grande donna, e al contrario che dietro ogni donna di successo invece ci sia solo lei.
L’affermazione in entrambi i casi è forse generalmente vera, tuttavia è accaduto che dietro il successo di una prima donna ci sia stato un uomo, magari equivoco, magari truffatore, magari millantatore, ma con un fascino tale da riuscire a trasformare una promettente stellina della danza tribale o pseudo tale in una stella di prima grandezza.

Lei si chiamava Josephine Baker da St. Louis, lui Pepito (Giuseppe) Abatino “conte di Calatafimi”, titolo inventato, appunto, anche se realmente nato a Calatafimi.

Pepito-BakerGiuseppe Abatino, infatti nacque qui a due passi da noi, a Calatafimi, cittadina nota per l’epica battaglia tra borboni e garibaldini del 15 maggio 1860 che ha segnato la storia dell’unità d’Italia, il 10 novembre 1898 alle tre e dieci del mattino in un’abitazione del corso Vittorio Emanuele.

Il padre Tommaso, figlio di Raffaele era nato nel 1860 a Catanzaro, e la madre, Maria Immacolata Mulè Li Bassi, di Giuseppe e Cristina Li Bassi, era nata a Palermo il 7 aprile 1861. Il padre, quando Giuseppe viene alla luce a Calatafimi, è capitano del 14° Fanteria di stanza a Trapani. Tommaso e Maria Immacolata Mulè Li Bassi, si erano sposati a Palermo il 30 gennaio 1890.

Giuseppe Abatino risiedette a Calatafimi solo alcuni anni, poi il padre venne trasferito a Palermo ed è da qui che Giuseppe emigrerà a Parigi qualche anno dopo la fine della prima guerra mondiale.

Dei primi anni del suo soggiorno parigino si sa poco. E’ qui che comunque comincia a farsi appellare Conte di Calatafimi ed è grazie a tale titolo ed alle sue trovate da grande truffatore che riesce ad introdursi nei salotti parigini del tempo.

labakereabatino3Nel 1925 conosce lei, Josèphine Baker, da poco arrivata a Parigi e fino ad allora soubrette poco conosciuta negli ambienti del charleston. Giuseppe “Pepito” Abatino la scopre, appena ventenne al “Casino de Paris”, dove la cantante e ballerina si Saint Louis, nel Missuri, anche lei emigrata a Parigi, lancia la canzone “J’ai deux amours” che poi, nel corso degli anni, sarebbe rimasta per sempre legata alla sua immagine.

Josephine Baker-Freda Josephine Carson era nata a St. Louis nel Missouri, il 3 giugno 1906,da Eddie Carson e Carrie McDonald, lavandaia.
Josephine lascia presto la scuola e trascorre l’infanzia lavorando come cameriera e baby-sitter per guadagnarsi da vivere.
A tredici anni lavorando come cameriera in un bar incontra il suo primo marito Willie Wells.
Il matrimonio non durerà molto e nel 1921 si sposa per una seconda volta con Willie Baker.
Intanto diviene ballerina ed entra a far parte del corpo di ballo di Philadelphia.
Nel 1923 riesce ad unirsi al coro delle Stepper Dixie, che rappresenta la commedia musicale ” Shuffle Along ” e si trasferisce a New York. Ben presto riusce ad apparire a Broadway nello spettacolo “Dandies Chocolate”. Allo stesso modo compare al Plantation Club ed al Cotton Club di Harlem.
Arriva a Parigi il 25 settembre ed il 2 ottobre 1925 esordisce con “La Revue Nègre” al teatro Music Hall degli Champs-Elysées.

Qui Giuseppe Abatino la incontra se ne innamora e ne diventa il manager e compagno di vita.
Pepito è amico di impresari e direttori di teatro e fra i tanti anche di monsier Derval, direttore delle “Folies-Bergère”, qui Joséphine nel 1926 esordisce con la rivista “La folie du jour”.
Pepito inventa per lei uno dei più arditi show di tutti i tempi, facendole indossare soltanto un gonnellino con sedici banane pendenti, un costume inventato per lei dal costumista austriaco Paul Seltenhammer che diventerà un’icona degli anni 20′ e 30′ e della vita parigina in particolare.
La sua bellezza e la bravura mandano Parigi in delirio tanto che il teatro registra costantemente il tutto esaurito.
Nei suoi spettacoli e nelle sue canzoni si uniscono il gusto piccante e ricercato del varietà francese al folklore un po’ stereotipato della musica africana.

Screen shot 2013-03-21 at 5.05.04 PMIl 10 Dicembre 1926 apre il suo nightclub “Chez Josephine” nella Rue Fontaine di Parigi.

Nel 1927 pubblica la sua prima autobiografia “Les Memoires de Josephine Baker”, è la star più pagata d’Europa e rivaleggia con Gloria Swanson e Mary Pickford per essere la donna più fotografata del mondo.
La sua influenza sul costume e sulla moda è tale che le donne parigine cominciano ad usare delle creme per scurire la loro pelle.
La diva ha una voce con tonalità perfette per il jazz ed un corpo sensuale che ha mostra senza esitazione ed indossando stravaganti mise.
Tutto ciò risulta essere la formula esplosiva di Josephine, detta anche la “Perla Nera” e la “Dea Creola”.

A un certo punto della storia tra Josephine e Pepito, alcuni dicono 1927 altri 1931, i due si sposano in un matrimonio che però sembra sia stato solo una invenzione pubblicitaria.

Nel 1930 si dedica professionalmente al canto, con grande successo. Partecipa a diversi film come La Sirena dei Tropici (1927), Zou-Zou (1934) e La Principessa Tam-Tam (1935).
In quegli anni diviene la musa di gente del calibro di Langston Hughes, Ernest Hemingway, F. Scott Fitzgerald, e Pablo Picasso.
Josephine è stravagante tanto sul palco che nella vita, ama gli animali ed ha: un leopardo, uno scimpanzé, un serpente, un maiale, una capra, un pappagallo, diversi pesci, tre gatti e sette cani.
Josephine fu la prima star Afro-Americana di un film di successo con la sua interpretazione di “Zou-zou”,  la cui sceneggiatura fu firmata da Pepito il quale firmerà anche le scene de “La Principessa Tam Tam”.

Nel 1936 Pepito muore di cancro a Parigi.

Nel 1937 Josephine acquisisce la cittadinanza francese e si sposa una terza volta con Jean Lion dal quale divorzierà nel 1941. Durante la seconda guerra mondiale non solo scrive e canta per le truppe alleate ma partecipa anche a rischiosissime missioni di spionaggio in favore della resistenza francese e degli alleati per la quale verrà insignita negli anni seguenti di numerose medaglie tra cui la Croce di Guerra e la Legion d’Onore da parte del Generale De Gaulle e del grado di capitano

Nel 1947 si risposa con Joe Bouillon, insieme acquistano il castello di Milandes in Dordogna, dove accolgono prima e poi adottano dodici bambini provenienti da diversi paesi del mondo, che lei chiamava “la mia tribù arcobaleno”. Per il mantenimento del castello e della sua “tribù arcobaleno” Josephine negli anni successivi spese tutta la sua fortuna.

Famoso fu il suo impegno civile a favore dei diritti dei neri, sebbene ormai residente in modo permanente in Francia, sostenne l’American Civil Rights Movement
Nel 1963 partecipa ed è tra gli oratori della Marcia di Washington per i diritti civili al fianco di Martin Luther King.

L’8 aprile 1975 all’età di sessantotto anni organizza uno “speciale” al teatro Bobino di Parigi per celebrare i suoi cinquanta anni di lavoro. Tra il folto pubblico personaggi come la principessa Grace di Monaco e Sophia Loren.

Pochi giorni dopo l’esistenza terrena di questa donna dalla vita intensa e leggendaria si conclude. Josephine entra in coma e muore il 12 aprile 1975 per un’emorragia cerebrale.

Un corteo funebre di circa ventimila persone sfila per le strade di Parigi.
Josephine Baker è la prima ed unica donna americana a cui la Francia ha tributato gli onori militari, durante il suo funerale furono esplosi ventuno colpi di cannone in suo onore.
Josephine Baker è sepolta nel Principato di Monaco.

Princess Tam Tam

Parte 1a

Parte 2a

Parte 3a

Il New York Times si chiede: un gay, cattolico e di sinistra può davvero battere la corruzione in Sicilia ?

La mia risposta è no ! Ragionevolmente nessuno potrà battere la corruzione in Sicilia.

E non basterà l’essere “diverso”, ma anche “Cattolico” e di “sinistra”.

Da quando c’è l’elezione diretta del Presidente della Regione in Sicilia i siciliani hanno eletto un tale Salvatore Cuffaro, finito dietro le sbarre per avere in qualche modo favorito la mafia, poi un tale Raffaele Lombardo, sotto processo per avere avuto a che fare anche lui in qualche modo con la mafia, e poi infine Rosario Crocetta, finito sotto processo da parte dei maggiorenti del Pd per avere osato combattere la mafia, il malaffare e la corruzione che tutti a parole dicono volere avversare ma che nei fatti per tacito accordo tra le parti mai e poi mai debbono essere combattuti realmente.

Crocetta’s predecessor is currently being prosecuted on charges of ties to organized crime. The one before him is serving time in jail. Another one, Piersanti Mattarella, was killed by the Mafia in 1980. “Either dead or in jail,” Crocetta told me. “I don’t know yet how my story will end.”

Crocetta’s claims that he would bring a revolution to Sicily now ring more hollow. But if the revolution dies, it may not be from a Mafia assassin’s knife in the back but from a thousand political cuts. When I spoke with him by phone in mid-September, however, Crocetta seemed upbeat. Isolation is something of a natural condition for him. He did not manage to cut many jobs (“This is not a time for social slaughter,” he told me), but he saved money in other ways. “When I came into office, Sicily was risking bankruptcy,” he said. “We have cut more than 2.5 billion euros in expenses without significant job losses, and we succeeded in freeing 850 million in European funds” — earmarked for aid to Sicily — “that were tied up in bureaucracy.” He went on, anticipating questions about the criticisms that are now regularly lodged against him: “We cannot make miracles. Even President Obama has to wait to see the effect of big revolutions like the health care reform.” He went silent for a while on the phone, then said: “I don’t know if my government will be the one to harvest the results of change, but I’m sure that I have disrupted things. It’s my presence, more than my accomplishments, that signifies change.”

Certo ci stanno persone come Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Caponnetto e altri isolati esponenti del PD che scrivono cose come questa:

Per la prima volta un esponente della vera antimafia non parolaia e per questo condannato a morte prova a governare una regione difficile da amministrare: Rosario Crocetta. La verità e che Crocetta ha toccato gli interessi di cosa nostra ben radicati nella burocrazia regionale. Crocetta ha colpito gli interessi politici e clientelari dietro gli enti di formazione. Ha tagliato gli sprechi senza fare macelleria sociale. Crocetta è scomodo a 360 gradi in quanto è un personaggio reale e non virtuale. È un personaggio vero che prova a cambiare la Sicilia. Rosario Crocetta è il primo esponente del centrosinistra a vincere le elezioni regionali in Sicilia. Prima di lui nessuno ce l’aveva mai fatta. È un governatore che sicuramente avrà i suoi difetti ma di cui non ci si vergogna. Ebbene a meno di un anno dalla sua elezione invece che rilanciare la sua azione di governo i siciliani del pd escono dalla maggioranza. Un gesto che al centro nord nessuno tra i militanti del pd comprende e che viene inquadrato nella c.d. sindrome del Tafazzi. Crocetta fa parte dal 2004 dell’ufficio di presidenza della Fondazione Caponnetto. Ognuno di noi ha le proprie idee politiche spesso diverse ma quando viene toccato uno di noi che combatte l’illegalità mafiosa e non, in nome del nostro maestro di vita Nonno Nino, lo difendiamo a spada tratta. Oggi è in corso un tentativo di isolamento e di delegittimazione nei confronti di Crocetta. La delegittimazione spesso è l’anticamera della eliminazione fisica. È sempre avvenuto così. Ebbene noi non lo permetteremo, a prescindere. Invitiamo quindi tutti a sostenerlo indipendentemente dalle proprie idee al grido di: giù le mani da Crocetta.“.

Ma ci stanno anche e sopratutto gli altri, il corpo grosso del Pd, quello che tace e consente, quello che alla fine conta davvero.

E’ la Sicilia, è l’Italia, bellezza e tu puoi fare davvero poco !

qui il lunghissimo articolo di Marco De Martino sul New York Times

Castellammare del Golfo : convocato il consiglio Comunale

E’ stato convocato per il giorno 30 luglio 2013 alle ore 13,00 in seduta straordinaria d’urgenza il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo.
Due soli i punti all’ordine del giorno
1 – Proposta di deliberazione di Consiglio Comunale n.51 del 13/05/2013 avente per oggetto: “Approvazione adesione al Patto dei Sindaci”.
2 – Proposta di deliberazione di Consiglio Comunale n.53 del 01/07/2013 avente ad oggetto: “Tributo comunale sui rifiuti e servizi TARES: determinazione del numero delle rate e relative scadenze”.