Vinicio Capossela a Segesta il 4 agosto 2011

Vinicio Capossela sarà a Segesta il 4 agosto, con il suo nuovo show fortemente caratterizzato dai temi del disco «Marinai, profeti e balene», n’opera sul fato, sul viaggio e il mare come metafora e scenografia del destino umano, uscito nell’aprile scorso, nell’ambito del Calatafimi Segesta Festival.
Sul palco cpon lui saliranno: Mauro Ottolini (trombone, conchiglie, ottoni, flauti, kalimba, temporale), Achille Succi (ance, flauti, shakuhachi, shehnai, tin whistle), Alessandro “Asso” Stefana (chitarre, banjo, baglama), Glauco Zuppiroli (contrabbasso), Zeno De Rossi (batteria, conga, gong delle nuvole, teste di morto), Francesco Arcuri (campionatore, steel drum, saz, santoor, Vincenzo Vasi theremin, campionatore, marimba, voce, glockenspiel).
Da Omero a Dante, da Melville a Conrad, «Marinai, profeti e balene», è un progetto che trova ispirazione nella letteratura di tutti i tempi.

Definire Vinicio Capossela solo un «cantautore» non rende giustizia al personaggio, alla sua musica, alla sua arte.
Capossela è un autore di canzoni, ma la sua è un arte più completa e più complessa, più fisica e diretta.
Le sue canzoni, i suoi spettacoli, sono fatti di carne e sangue, di respiro e calore, sono coinvolgenti ed emotivi.
Capossela è un artista a tutto tondo, un cantastorie, un visionario pronto a trascinare chi lo ascolta in una sarabanda magnifica e stupefacente, dove nulla è scontato e niente è prevedibile.

Annunci

Gli appuntamenti dell’estate 2011 nel Golfo di Castellammare e dintorni

1ª settimana di agostoConcerti

1° agosto lunedì – Cinisi per “Scruscio” Note di Sicilia, spettacoli & incontri, concerto di Roy Paci ed Aretuska
1° agosto lunedì – Castellammare del Golfo – Tempo di quaresima, cilicio ed autoflagellazione

4 agosto giovedì – Calatafimi Segesta concerto di Vinicio Capossela “Marinai, profeti e balene” al teatro antico di Segesta ore 21,30
4 agotso giovedì – Castellammare del Golfo – Tempo di quaresima, cilicio ed autoflagellazione

5 agosto venerdì – Calatafimi Segesta concerto dei “Tinturia“, Piazza Nicolò Mazzara ore 22,30
5 agosto venerdì – Castellammare del Golfo – Tempo di quaresima, cilicio ed autoflagellazione

6 agosto sabato – Alcamo MarinaPiccola Orchestra Malarazza in concerto Piazzale Battigia ore 21,00

6 agosto sabato – PartinicoRoberto Vecchioni in concerto in Piazza Duomo – Sarà Roberto Vecchioni, uno dei grandi cantautori italiani, vincitore dell’edizione 2011 di Sanremo con “Chiamami ancora amore”, il protagonista dei festeggiamenti del 150° anniversario dell’incoronazione di Maria Santissima del Ponte di Partinico. L’artista, farà la sua unica tappa siciliana in Piazza Duomo a Partinico il prossimo 6 agosto. Un evento di grande spessore culturale voluto dal tenace Arciprete Monsignor Salvatore Salvia, che stamani, insieme al sindaco Salvo Lo Biundo e all’assessore al turismo Bartolo Parrino, al Palazzo dei Carmelitani ha illustrato il programma dei festeggiamenti.

6 agosto sabato – San Vito lo Capo – Concerto di Jarabe de Palo al Summer Music Festival – Jarabe de Palo sarà il grande protagonista del Summer Music Festival, sulla suggestiva spiaggia di San Vito Lo Capo. La star spagnola riproporrà i successi che l’hanno reso celebre in tutto il mondo, da ‘La Flaca’ a ‘Depende’, da ‘Bonito’ a ‘Agua’ e i brani del nuovo lavoro tra cui il singolo ‘La quiero a morir’, contenuto nell’ultimo album di inediti ‘Y ahora que hacemos?’ cantato nella versione italiana con Francesco Renga.

6 agosto sabato – Castellammare del Golfo – Tempo di quaresima, cilicio ed autoflagellazione … che ne avete da scontare di peccati !

Passeggiando, passeggiando … a Segesta

Sembra che una delle più gettonate aspirazioni dei nostri politici di ogni ordine e grado sia quella di trasformarsi in guru del “fare turismo” e per forza di cose del “fare sistema” e da qualche tempo del “fare futuro … cominciare dal presente è troppo banale ?

Segesta il Tempio

Segesta, il Tempio è transennato da tempo per pericolo di crolli

Segesta - ?

Segesta, il pannello illustrativo del Tempio è ormai illeggibile ed inutile

Segesta, scalinata

Segesta, la scalinata che porta al tempio con i gradini che raggiungono ormai in alcuni punti i 30-40 cm è un continuo attentato alla sicurezza dei visitatori

Plafoniera nodello Segesta

Plafoniera nodello Segesta - Sicurezza garantita in particolare se si hanno bambini piccoli

Segesta - Cestino portarifiuti da giardino

Cestino portarifiuti modello Segesta in versione "light"

Appendice

Dialogo tra un visitatore casuale ed un addetto alle informazioni:

D: “Scusi per il Santuario di Contrada Mango si va di là ? E’ distante ? Ci sono mezzi per andare ?

R: “No non si può andare, per passare ci vuole il machete !

Passeggiando, passeggiando … (2)

Il luogo è l‘incrocio di Ponte Bagni, la strada provinciale che da Castellammare del Golfo porta alle Terme Segestane e quindi a Segesta ed ai paesi dell’interno.
Una arteria un tempo essenziale per i commerci da e per Castellammare del Golfo e da decenni ormai assai meno importante. Tuttavia la strada è particolarmente interessante dal punto di vista turistico in quanto questo incrocio rappresenta la porta d’ingresso al territorio castellammarese per quanti, reduci dalla visita alle rovine dell’antica Segesta, decidono di proseguire il loro viaggio per visitare Castellammare, Scopello e la Riserva dello Zingaro.

La strada è di competenza della Provincia ed è in questo stato da anni, da prima che si insediasse l’attuale consiglio e il nuovo presidente Mimmo Turano.

Interventi, stanziamenti, progetti, ne sono stati promessi a iosa, ma tantè, queste sono le condizioni ancora oggi.

Ponte Bagni 14 luglio 2010

Ponte Bagni 14 luglio 2010

Ponte Bagni 14 luglio 2010

Ponte Bagni 14 luglio 2010

Ponte Bagni 14 luglio 2010

Ponte Bagni 14 luglio 2010

Ponte Bagni 14 luglio 2010

Ponte Bagni 14 luglio 2010

Provincia di Trapani: cronache di normale disamministrazione

Ha per titolo: “Nubifragio a Castellammare: solo ora la Provincia chiede lo stato di calamità…” un pezzo publicato ieri su Marsala.it di

I puntini finali esprimono lo stupore del titolista e dell’estensore dell’articolo per il ritardo ingiustificabile con cui è stata avviata la procedura di richiesta dello stato di calamità.

Questo l’articolo.

Il territorio provinciale è stato colpito lo scorso 31 gennaio da un violento nubifragio, costituito da copiose e abbondanti piogge, di intensità elevata, che hanno provocato diverse esondazioni, smottamenti e dissesti idrogeologici in particolare nelle zone di Castellammare del Golfo, Alcamo e Segesta, a causa anche delle numerose costruzioni abusive e delle lottizzazioni che in questi anni, con la compiacenza degli enti locali, hanno devastato un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico.
Solo ora, comunque, la Giunta Provinciale sta correndo ai ripari. Durante i lavori dell’ultima riunione, la prima dopo i mesi di stallo dovuti al rimpasto, è stato approvato l’atto deliberativo che attiva le procedure, per la richiesta da inviare al Presidente della Regione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” delle zone colpite dal nubifragio dello scorso mese di gennaio.

Secondo la relazione tecnica ,redatta dal settore viabilità della Provincia di Trapani, i danni ammonterebbero ad oltre 11 milioni di Euro. Vista l’urgenza d’intervenire nelle zone colpite da tali fenomeni naturali, il presidente Turano ha subito attivato gli uffici della Provincia per inoltrare l’istanza di riconoscimento agli organi competenti. Nella richiesta, sono state chieste le risorse finanziarie per intervenire nelle zone :
S.P. 68 “Segesta” – Ponte Bagni Inici
S. R. “Celso Inici” – :
S. P. 2 “Castellammare – Ponte Bagni-
S. P. 47 “ Alcamo- Stazione di Castellammare
S. P. 55 “Alcamo- Alcamo Marina”
S. P. 20 “Trapani- Bonagia- Valderice”

“Dopo le copiose piogge di quei giorno –afferma l’Assessore Regina-abbiamo immediatamente attivato gli uffici , con l’intento di verificare ufficialmente i danni provocati dal maltempo. Adesso , dopo l’approvazione dell’ atto deliberativo, di concerto con il Presidente Turano invieremo la documentazione per la richiesta del riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” per le zone colpite, dove occorre intervenire con urgenza in considerazione anche dei notevoli disagi subiti dalla popolazione residente” .

Ma in realtà la provincia si sta muovendo con grave ritardo. Ad esempio il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo già il 5 Febbraio approvò la richiesta di calamità naturale. In quel comune sono state colpite trentanove strade esterne (per un totale di cento chilometri), delle quali diciassette danneggiate in maniera gravissima.
La cosa ancora più grave è che quel nubifragio è costato la vita ad un uomo, rimasto intrappolato nella sua abitazione estiva, a causa dell’esondazione del fiume San Bartolomeo.

Anche la stima dei danni era già stata fatta da tempo, non è nuova. Il resposabile del settore lavori pubblici del Comune di Castellammare, l’ingegnere Simone Cusumano aveva già calcolato che solo per la messa in sicurezza delle strade, occorreranno circa 10 milioni di euro.
Turano queste cose le sapeva già. Perchè era presente alla seduta straordinaria del consiglio comunale di Castellammare dove questi dati furono presentati.

C’è da aggiungere altro ?

Maria Giovanna Maglie un assessore con l’elmetto

Su “Il Giornale” di oggi la giornalista Maria Giovanna Maglie in un lunghissimo articolo dal titolo “Io, assessore gentildonna sul fronte Sud“, ricostruisce la sua nomina ad assessore nella Giunta della Provincia Regionale di Trapani presieduta da Mimmo Turano.

Interessanti e spesso condivisibili molti dei passaggi del lungo articolo: dalla constatazione della necessità di interventi a favore del paesaggio, alle notazioni sul campanilismo di centri quali Alcamo,Mazara e Marsala, ed ancora al rinnovo della polemica con Piera Maggio. Infine ampio spazio per la descizione dell’attività di Progetto Innocenti in favore della riapertura del caso relativo alla Strage di Alcamo Marina, e per finire dei brevi cenni sui progetti in itinere per il suo assessorato.

Io, assessore gentildonna sul fronte Sud

di Maria Giovanna Maglie

Assessore sì, mi sono detta, ma prima sempre giornalista e gentildonna. Che sia il Friuli o la Sicilia, io non cambio approccio e non intendo adattarmi a nessuna regola occulta che non sia di quelle che riconosco dentro di me, mentre me ne sto sotto qualche cielo stellato. L’offerta è arrivata alla fine di luglio, in mezzo c’era stata l’elezione di Vittorio Sgarbi a sindaco di Salemi, borgo piccolo ma interessante della provincia di Trapani. Lui si è portato un po’ di bella gente, sembrava un incrocio tra le reminiscenze dell’estate romana del Nicolini che fu, e un presente incerto del quale non si sa ancora quale profitto poter trarre d’autunno, ma pieno di speranza. Certo c’è finalmente attenzione per un posto di solito ignorato, essendo la provincia di Trapani l’ultima d’Italia, bellissima e negletta.

Ho ricevuto una telefonata del presidente eletto della Provincia, Mimmo Turano, mi offriva l’assessorato alla Cultura come indipendente, un tecnico, scelto dal suo partito, l’Udc. Ho accettato la sfida, non per noia, quella di andare a vedere come si amministra la cosa pubblica in Sicilia e se sono capace di fare qualcosa di buono anziché solo denunciare. La prima volta che sono andata a Selinunte, cittadina estiva attaccata al parco e ai templi, dall’alto della terrazza di un albergo non sono riuscita ad apprezzare né la bellezza e né la vista, che sono superbe, perché tutto mi sembrava ricoperto dalla bruttura delle case abusive, dei serbatoi dell’acqua, dei fili della luce e del telefono che penzolano liberi da una parte all’altra della strada, invece di essere, come per legge, interrati. Di chi è la colpa? Del Comune di Castelvetrano? Dell’Enel? Della Telecom? Si attende risposta.

La sensazione generale è di precarietà e bruttezza, un paesino che potrebbe assomigliare a quelli più rappresentati nelle nostre cartoline turistiche è invece sporcato e depresso senza speranza. Il parco archeologico non sta meglio: i templi non illuminati, il percorso stradale accidentato, nessuno cura le piante, nessun disabile vi ha accesso, un’ora prima del tramonto si chiude. Il progetto di trasformare un tale disastro non è difficile, ho capito presto che molti privati e sponsor parteciperebbero, ma ci sono resistenze potenti da vincere. Le sovraintendenze in Italia di solito amano che tutto resti com’è, anche in putrefazione.

A Marsala c’è un’atmosfera più vivace. Credo che questa provincia, ampia e poco popolata, meno di 600mila abitanti con 24 comuni, si possa considerare come una città di dimensioni medio grandi. Ma è una teoria difficile da far passare se intendi fare qualcosa per la cultura e organizzare grandi eventi, perché qui regna un campanilismo spietato, e quel che succede ad Alcamo non c’entra niente con quel che succede a Mazara del Vallo.

Figuriamoci a Marsala, che è più grande di Trapani, 100mila abitanti contro 70mila, e mal digerisce di non essere il capoluogo di provincia. A Marsala arrivarono gli inglesi due secoli fa e i loro cognomi suonano ancora, l’isola di Motia fu la dimora dei Whitaker, oggi è un museo e una fondazione. È tenuta bene. Sarebbe bello percorrere di nuovo il cammino delle carrozze verso l’isola con la bassa marea. Qui o si fa il turismo o si muore, vale per l’intera provincia. Il Marsala era il liquore dei circoli esclusivi londinesi e s’arrabbia che oggi ci sia posto solo per il Porto. Gli imprenditori di vino denunciano la crisi. Con Fabio Hopps, un discendente anglo siculo, parliamo, nel suo baglio, magnifica casa di campagna, di una settimana di promozione a Londra proprio nei circoli esclusivi che sembrano aver dimenticato la Sicilia occidentale. Produttori di vino, sono bravi imprenditori e affrontano la crisi con grinta, si chiamano Rallo, Fazio, De Bartoli, Foraci, Hopps.

A una che vuole fare l’assessore rimanendo giornalista, qualche guaio capita subito. Prima ci sono stati il viso dell’arme e le dichiarazioni ostili di una sparuta opposizione di sinistra, che predilige l’ostentazione della sicilianità contro l’arrivo della straniera, senza riuscire a spiegare bene cosa questo concetto voglia dire di positivo, poi le critiche a un articolo scritto per il Giornale. Due settimane fa ho preparato una Vie en rose sulla scomparsa di Denise Pipitone e sul comportamento sicuramente anomalo di sua madre, Piera Maggio, che, dal momento del rapimento, lancia in tv messaggi trasversali a qualche buon intenditore. So come si scrive un articolo senza tema di querela, soprattutto non saprei scrivere un articolo offensivo della dignità di una donna. Però qualche personaggio folkloristico dell’opposizione, di quelli che di solito di Piera Maggio parlano malissimo, ha deciso che io ho offeso i mazaresi e la povera signora, e ha chiesto, bum, le mie dimissioni. In questi casi il localismo segue di corsa: giornaletti locali si scaldano, qualche esponente di maggioranza si accoda per piaggeria. Nessuno ha il brandello d’onestà che serve per dire che ho scritto un millesimo di quel che tutti qui dicono.

Il presidente della Provincia, Mimmo Turano, e l’assessore Baldassarre Lauria, fanno gli avvocati di Progetto Innocenti un’organizzazione non governativa che si occupa di casi giudiziari controversi e di tutela dei diritti umani. Sono dei veri garantisti e sono decisi a ottenere la riapertura di un caso e la revisione di un processo. È la famosa strage di Alcamo Marina, 29 ottobre 1989, quando furono uccisi due carabinieri, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta. Il presunto colpevole, Giuseppe Gulotta, è stato sottoposto a otto processi, con alterne assoluzioni e condanne. È un processo indiziario, ma ha fatto 22 anni di galera e si è fatto vecchio aspettando giustizia. È una brutta storia: lui e un altro arrestato, Giuseppe Vesco, sono stati sottoposti a torture. Vesco lo hanno bendato, costretto a ingerire acqua e sale con un imbuto mentre gli provocavano scariche elettriche sul corpo. È finito suicida, un suicidio dubbio. Gulotta era ammanettato a un termosifone e veniva picchiato con violenza. La Procura della Repubblica di Trapani poche settimane fa ha notificato un avviso di garanzia ai carabinieri ancora vivi di quell’epoca per lesioni, falsa testimonianza e simulazione processuale. La storia intera sta sul sito di Progettoinnocenti.it, insieme a un video di Rai Tre. Anche queste sono storie siciliane. Mi piacerebbe per la prossima primavera organizzare un festival della nostra storia recente sul modello del Festival della letteratura di Mantova, e mi piacerebbe che a Selinunte, un pochino ripulita e illuminata, ma anche a Segesta, che ha un teatro più piccolo ma bello quanto quello di Siracusa, si tenesse una stagione teatrale degna della bellezza dei posti. Sono un’illusa? Vedremo alla prossima puntata, ma sempre prima giornalista e poi assessore.

Il Giornale

Benvenuti nella Provincia di Trapani dove la matematica è un’opinione

L’assessorato regionale ai Beni Culturali ha reso pubblici i dati sulla fruizione delle risorse d’interesse artistico-monumentale delle province siciliane, riferite all’anno 2007.

La provincia di Trapani si è classificata al terzo posto dopo quelle di Messina ed Agrigento.

Il sito più visitato nel territorio trapanese è stato l’ “Area archeologica di Segesta” con 340.162 visitatori per un incasso pari a 1.241.142 euro.

Seguono l’ “Area archeologica di Selinunte”, il “Museo archeologico Baglio Anselmi”, il “Museo del Satiro-Chiesa di San Egidio” e, infine, il “Museo regionale Conte Agostino Pepoli”.
 
I fruitori totali delle risorse per la provincia di Trapani, nel 2007, sono stati 739.485 per un incasso totale di 2.452.949 euro, in diminuzione rispetto al 2006 sia per numero di fruitori i quali erano stati 777.231 nel 2006, che di incassi, 2.662.650 euro nel 2006.

Da non credere la dichiarazione dell’assessore provinciale al Turismo Andrea Di Girolamo il quale di fronte al dato negativo commenta: “sono dati che ci fanno piacere e testimoniano il buon lavoro svolto in questi anni” e ancora “bisogna dare atto all’amministrazione provinciale e quelle comunali di avere fatto un buon lavoro per promuovere il territorio“.

Ma si può ?