“Animal school” – Primo episodio

Primo episodio di “Animal school” la nuova web sitcom ambientata nel mondo della scuola e prodotta a Castellammare del Golfo.

La nuova serie, che sia nel titolo che nella veste grafica e nelle colonne sonore si rifà al film cult del 1978 “Animal House”, è stata ideata e prodotta dagli allievi dell’ istituto Piersanti Mattarella di Castellammare Del Golfo, che frequentano il laboratorio ” Cinema letteratura e cittadinanza”.

Gli episodi, avranno cadenza settimanale, e affrontano, in modo comico, e talvolta cinico, i comportamenti, i vizi e gli stereotipi di alunni e professori.

Il bullo e il secchione, la vanitosa e l’innamorato, Il burlone, lo stupido, le emo, gli avventori del bagno e la lecchina sono alcuni dei personaggi impersonati dai ragazzi, inoltre sono stati coinvolti nell’iniziativa, alcuni attori locali: Vitalba Parrino (nel ruolo della Professoressa) Nitto Mazzara (nel ruolo dell’alunno ripetente) Giuseppe Tamburello (nel ruolo del professore) e Salvatore Scolaro (nel ruolo del bidello).

All’interno del laboratorio gli alunni sono guidati dai filmmaker di “ZEPstudio” Claudio Colomba e Giovanni Navarra.

Gli alllievi che fanno parte del laboratorio sono: Elena Agliata, Flavia Augello, Ivan Calandra, Virginia Cascio, Giuseppe Coppola, Antonino Corso, Alexandra Cusumano, Mario D’Aguanno, Ivan Dattolo, Orazio Enea, Sebastiano Giordano, Damilia Mule’, Davide Paradiso, Alessia Petronio, Emanuele Pisciotta, Silvia Rotolo, Salvo Saccheri, Andrea Vasile e Mariangela Vassallo.

E’ vero, loro non stanno dalla parte dei cervelli !

“La nostra forza e’ l’ignoranza”, un tempo era solo uno slogan che veniva esibito dai tifosi della curva dell’Atalanta, la squadra di calcio di Bergamo, ora è la sintesi programmatica della più consistente forza politica del Nord di questo disgraziatissimo paese.

Pippo Civati ha postato sul suo blog questo “epocale” documento politico dei leghisti di Adro sulla penosa vicenda della scuola padana.

E’ un vero peccato che mamma e papà dell’estensore del manifesto a suo tempo non abbiano praticato il “coito interructus (?)”.

Capitano o mio capitano

Oggi in Sicilia riaprono le scuole, quanti professor Keating troveranno i nostri ragazzi ?

*** – L’attimo fuggente è un film di Peter Weir (già autore nel 1975 di “Pic-nic at Hanging Rock”), una sceneggiatura originale e una scenografia “poetica” hanno fatto del film un capolavoro.

Il film ha avuto l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale nel 1989 ed il David di Donatello per il miglio film straniero nel 1990.

Ottimo Robin Williams nelle vesti del prof. Keating che non costringe gli alunni a imparare nozioni su nozioni, ma li invita a vivere, a “succhiare il midollo della vita”, rivelando loro la bellezza del mondo.  Senza una pretesa di sudditanza o idolatria Keating mostra a chi lo segue la possibilità di essere liberi. “Carpe diem “diventa così il motto dei nuovi “poeti estinti” che Pitts, Charlie, Mick, Neil, Todd e Knox metteranno in pratica. Anche se la “pratica” del “carpe diem”si rivela maldestra, ciò che rende felici i ragazzi non è il risultato finale, ma l’agire fine a sé stesso, l’azione per l’azione, senza preoccuparsi di sconfitta o vittoria.

Gli insegnamenti di Keating sono anche un monito contro il conformismo imperante. L’alternativa non è una rivolta violenta contro il sistema del liceo Welton, bensì un anti-conformismo “spirituale” che si sviluppa nell’intimo dei “poeti estinti” come forza vitale. Anche dopo il tragico suicidio di Neil, quando il “sistema” colpisce Keating e lo caccia, i ragazzi non abbandonano chi ha mostrato loro la possibilità di essere veramente liberi. Il “climax”“poetico” dell’”Attimo fuggente “è proprio il finale, quando i “poeti estinti” ringraziano Keating per quella lezione che non s’impara sui banchi di scuola: la vita.

Scherzi da suore

Ma da quelle parti lì non si era sostenitori della famiglia ?

Maestra si sposa e perde il lavoro – Lo viene a sapere dai genitori

Si sposa, la scuola dove lavora la licenzia. Succede nella scuola paritaria dell’infanzia “Sant’Anna” di Grosseto, dove Federica Gentili si è ritrovata di fatto “licenziata” causa matrimonio. La vicenda ha del grottesco, e l’insegnante interessata è letteralmente caduta dalle nuvole quando ha saputo la notizia: non lavorerà più in quella scuola, dal momento che ha deciso di sposarsi.

La vicenda viene raccontata sul quotidiano “La Nazione”. Secondo il resoconto del giornale, la suora coordinatrice della scuola, dopo aver saputo delle nozze, ha comunicato la sua decisione ai genitori dei bambini: “Con molto rammarico” ha scritto in una lettera indirizzata alle famiglie “devo annunciarvi che la maestra Federica Gentili non insegnerà più nella nostra scuola perchè si sposa”. L’insegnante era ignara di tutto e pronta a riprendere servizio dopo il suo matrimonio. Mai avrebbe creduto che la decisione di sposarsi le costasse… il posto di lavoro. Tanto più che la notizia della decisione della scuola l’avrebbe appresa non dai suoi responsabili ma da uno dei genitori dei suoi bambini.

“Non riesco a capacitarmi” ha detto, ancora incredula, a “La Nazione”. “Mai uno screzio con la responsabile, con i colleghi, con i genitori. Amo il mio lavoro e voglio continuarlo. Adoro i bambini e non mi rassegno a perdere il mio posto. Se ce ne fosse stata la necessità, sarei pronta a rinunciare al viaggio di nozze pur di non lasciare la classe. Proprio non riesco a capire”. Dall’istituto replicano che ormai la decisione è stata presa e che da settembre la maestra Federica sarà sostituita.

Intanto all’insegnante non mancano le dimostrazioni di affetto e solidarietà. Dall’istituto fanno sapere che la coordinatrice tornerà a settembre. La maestra ha comunque chiesto e ottenuto un colloquio con il vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli, a cui ha raccontato il caso e spiegato le sue ragioni. In città non si esclude che un intervento del capo della Curia grossetana possa far tornare le suore sulla loro decisione e chiudere un caso che ha già suscitato clamore in città e che rischia di diventare una vicenda nazionale. “

da TGCOM

Senza radici

A conferma che il caso di cui si era detto qui il quale denunciava, a seconda delle interpretazioni, ottusità burocratica o ignoranza della storia siciliana, non era da considerare un fatto eccezionale in Sicilia, giunge il risultato di un sondaggio promosso dall’associazione “Mafiacontro Palermo“, (che ha effettuato la ricerca su un campione di 1642 studenti) rilevando che per il 22% degli studenti intervistati i giudici Gaetano Costa e Rocco Chinnici, erano dei capimafia, per il 18% erano dei carabinieri e che soltanto il 53% degli intervistati ha un esatto ricordo dei due magistrati uccisi da Cosa nostra.

Ciò spinge il deputato regionale siciliano del Pdl Salvino Caputo a dire: “E’ ora di finirla con questo buonismo generalizzato ed è opportuno avviare un’indagine per conoscere come vengono utilizzati i finanziamenti pubblici regionali finalizzati alla cultura della legalità e alla diffusione dei messaggi antimafia nelle scuole“.

Rocco Chinnici e Gaetano Costa che in tutto il mondo sono conosciuti come coraggiosissimi magistrati vittime della mafia, vengono definiti dagli studenti siciliani come capi mafia.
Questo significa o un disinteresse generale verso la lotta verso Cosanostra in Sicilia o più diffusamente che in molte scuole siciliane non si lavora per consolidare nei giovani i valori della lotta alla mafia, attraverso la conoscenza proprio di coloro che sono caduti proprio per aver contrastato i boss
“.

A questo punto è necessario – aggiunge Caputo – rivedere i criteri di erogazione di finanziamenti pubblici regionali assegnati alle scuole siciliane per l’educazione alla legalità e individuare nuovi criteri educativi e scolastici per distinguere i mafiosi dalle vittime di mafia. Spesso – conclude Caputo – i milioni di euro vengono assegnati senza un controllo e per progetti che poi non hanno alcuna ricaduta culturale sui nostri giovani“.

Per parte sua il senatore Carlo Vizzini che della associazione “Mafiacontro Palermo” è tra i fondatori dice:

Adesso la Regione istituisca corsi nelle scuole per raccontare la nostra storia: dall’Autonomia alla lotta contadina, sempre con il devastante ruolo della mafia. Ormai il ritardo nel fare questo rischia di divenire simile alla complicita’.
Mentre e’ chiaro dal nostro sondaggio che tra i giovani cresce la consapevolezza di quanto la mafia sia un fenomeno nefasto per la societa’ permane uno zoccolo duro che considera positivo il fenomeno o lo sottovaluta, per ignoranza o peggio per educazione che deriva dalle famiglie. Chi parla loro della nostra Autonomia speciale, della lotta che la ha preceduta, del ruolo non sempre limpido della politica ed infine della sporca partita giocata dalla mafia e dai mafiosi in un contesto di drammatiche complicita’? E’ chiaro che e’ difficile costruire il futuro se non si conoscono le proprie radici.
”.

I dati del sondaggio, effettuato su un campione di 1.642 studenti iscritti a 11 tra scuole medie e superiori, sono stati presentati a Palermo, oggi nella sede di Mafia Contro.

Complessivamente otto le scuole palermitane coinvolte, oltre al liceo di Castellammare del Golfo, una scuola media di Catania e un istituto commerciale di Busto Arsizio (Varese).

Il 79% degli intervistati ha sfiducia nelle istituzioni e pensa che lo Stato faccia poco o nulla per proteggere i cittadini dall’aggressione di Cosa nostra, il 16% ritiene che si faccia abbastanza e il 5% molto.

Il 76% considera la mafia un danno, il 15% una tradizione e il 9% una risorsa.

Il 63% ritiene il pizzo un’estorsione, il 23% una tassa e il 9% un merletto, i “non lo so” sono il 5%.

Per il 61% chi paga il racket è una vittima, per il 21% un fesso e per il 18% un complice.

I risultati del sondaggio saranno inviati, tra gli altri, ai ministri della Giustizia e della Pubblica Istruzione, Angelino Alfano e Maria Stella Gelmini, e al procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso

Castellammare del Golfo, una maggioranza da “Oscar”

Seduta particolarmente attesa quella di ieri sera del Consiglio Comunale  “ggiovane” e “light” di Castellammare del Golfo, arrichita dalla presenza in aula di una folta rappresentanza del comitato di genitori ed insegnanti del “Plesso Buccellato” i quali, con numerose iniziative di sensibilizzazione, da mesi chiedono invano che la scuola venga restituita alla funzione di scuola per l’infanzia al servizio del quartiere.

In assenza di ogni e qualsiasi iniziativa concreta da parte dei diversi esponenti della maggioranza consiliare, contattati dal comitato, quanto mai opportuna era la presentazione di una mozione di indirizzo tesa ad ottenere il mantenimento della destinazione d’uso a scuola per l’infanzia dell’edificio di via Canale Vecchio, ad iniziativa dei consiglieri Salvatore Galante e Sebastiano Cruciata del PD.

Collocata al 14° punto dell’ordine del giorno, preliminarmente ne veniva chiesto il prelievo da parte dei presentatori per anticiparne la discussione in presenza dei numerosi cittadini intervenuti per assistere al dibattito.

Una maggioranza “vigliacca” (politicamente si intende) tentava di allontanare il confronto delle posizioni, dagli occhi e dalle orecchie dei cttadini e cittadine intervenuti, bocciando il prelievo del punto all’ordine del giorno.

A questo punto pur di permettere la discussione della mozione, di fronte ai cittadini e alle cittadine intervenuti, i consiglieri Galante e Cruciata hanno ritirato interrogazioni ed interpellanze presentate e che precedevano il punto riguardante la mozione, così come i consiglieri dell’Mpa e dell’Udc.

Apertasi la discussione sono intervenuti alcuni degli esponenti della maggioranza, dichiarando, pur tra contorcimenti dialettici il voto contrario alla mozione dei rispettivi gruppi. Si è distinto solo Ivano Motisi, il quale, con un intervento particolarmente felice, ha dichiarato il suo voto favorevole alla mozione.        

Infine così come dice Rhett Butler a Rossella O’Hara nel finale di “Via col vento“, tutti meno uno, hanno proclamato il loro “Francamente me ne infischio !” nei confronti del “Comitato per la difesa del Plesso Buccellato”.

Applausi, per una interpretazione da Oscar !

E sabato tutti ad assistere ad una nuova interpretazione, questa volta della parte degli studenti, al “Seminario di educazione alla legalità” , “per conoscere la mafia e imparare l’antimafia“, per la regia dell’Amministrazione Comunale di Castellammare del Golfo.

I nostri “seminaristi” si cimenteranno con qualcosa di particolarmente difficile, per come si dice nel comunicato stampa dell’iniziativa infatt,i dovranno distruggere il mafioso che è in loro, “che si chiama orgoglio, indifferenza, prepotenza, ignoranza, cattiveria…”, roba che nemmeno se hai fatto l’Actor’s Studio.

Insomma la “mafia” un pò come “diavolo in me

Zucchero in “diavolo in me”

 


Castellammare del Golfo – Erice, solo andata please !

Sentire che tra chi amministra i comuni del trapanese vi è anche chi è fornito della sensibilità necessaria per potere dichiarare:

“La vivacità psicomotoria dei piccoli alunni non può e non deve essere limitata per ragioni di sicurezza”,

o ancora

“Ogni bambino deve essere messo in condizione di vivere appieno lo spazio educativo in cui trascorrere buona parte della sua giornata”,

rafforza la convinzione che Castellammare del Golfo non è il luogo ideale in cui nascere, crescere, sposarsi e fare del figli, nemmeno tra I comuni della Provincia di Trapani.

Una scuola a misura di bambino

12/09/2008

Interventi per la sicurezza nella materna di via Accardo.

ERICE. L’amministrazione comunale presta attenzione alle strutture scolastiche. Tra gli investimenti realizzati negli ultimi tempi per rendere più sicure e confortevoli le scuole, c’è l’appalto che è stato aggiudicato all’impresa Serro Ignazio di Alcamo, che permetterà di effettuare opere di manutenzione nella scuola materna di Via Accardo. L’importo complessivo dei lavori e di circa novantaquattromila euro. Questa cifra consentirà il rifacimento della recinzione e parte del prospetto, con la sistemazione dell’atrio interno e la sostituzione degli oblò del solaio di copertura. “La vivacità psicomotoria dei piccoli alunni – afferma l’assessore alla Pubblica Istruzione Laura Montanti – non può e non deve essere limitata per ragioni di sicurezza”. La pensa così anche il sindaco Giacomo Tranchida: “Ogni bambino deve essere messo in condizione di vivere appieno lo spazio educativo in cui trascorrere buona parte della sua giornata”. Altra scuola interessata a lavori di manutenzione è quella elementare “Giovanni Pascoli” di Via Caserta, dove, per un importo di circa cinquantunomila euro, verranno sostituiti i vecchi infissi con moderne e nuove finestre scorrevoli, che saranno installate entro l’inizio dell’anno scolastico. “Abbiamo così mantenuto una promessa assunta pochi mesi fa – dichiara il primo cittadino – proseguendo nel forte impegno dell’amministrazione nei confronti del mondo della scuola”.

da Trapani OK

Castellammare: Cimabue, fai una cosa e ne sbagli due !

Il fatto è quello della nota di Enzo Di Pasquale ripreso da Teleoccidente, Video Sicilia e La Sicilia che qui vi ripropongo da “La Sicilia” di oggi.

“Castellammare.  Peggio di così non poteva iniziare l’anno scolastico per insegnanti e bambini dello storico plesso «Buccellato». Rischiano di essere sfrattati 137 alunni tra la scuola dell’infanzia e quella primaria. Sono queste almeno le intenzioni del sindaco Marzio Bresciani «per assicurare una sede definitiva all’ufficio tecnico comunale».
Sul piede di guerra famiglie e insegnanti che non intendono lasciare l’istituto da poco più di un anno ristrutturato. Per difendere la sede ieri c’è stata un’assemblea di genitori e insegnanti nei locali della sede centrale, la scuola media Giovanni Pascoli. Si è costituito un comitato che intende adesso fare battaglia. «Una società che non dà il giusto peso all’infanzia – si legge in una dura nota – è una società senza futuro. L’amministrazione di destra preferisce risolvere i propri problemi occupando gli spazi della scuola. È assurdo». Si è costituito anche un comitato di quartiere per sottolineare «l’importanza sociale di una scuola che rende un servizio insostituibile in un’area storica della città».
All’assemblea era presente anche l’assessore alla Pubblica Istruzione Daniela Di Benedetto la quale ha confermato le intenzioni dell’amministrazione. Lo stesso sindaco Marzio Bresciani ha dichiarato: «Dobbiamo risolvere definitivamente il problema dell’ufficio tecnico ospitato in locali fatiscenti. Tuttavia, d’accordo con i genitori, vorremmo trovare una soluzione di compromesso». L’amministrazione comunale ha indicato altre sedi per accogliere i bambini della scuola dell’infanzia e primaria. Si tratterebbe di alcuni locali del centro disabili di via Marconi, al di fuori del centro storico. Il comitato dei genitori ha rifiutato questa ipotesi ed è guerra aperta. «Faremo di tutto per riavere la nostra scuola, non escludiamo l’occupazione». Solidarietà agli insegnanti è stata espressa dai colleghi della scuola media e primaria dell’istituto comprensivo. Intanto il comitato di quartiere sottolinea come le insegnanti e gli alunni del Buccellato hanno negli scorsi anni «recuperato e fatto conoscere il quartiere» promuovendo nel periodo natalizio il presepe vivente. La manifestazione aveva attratto migliaia di visitatori che hanno riscoperto angoli della città rimessi a nuovo dalla scuola. Ora è stato chiesto un incontro con il sindaco.Enzo Di Pasquale”

Nella giornata di oggi un ulteriore incontro con il Sindaco Marzio Bresciani e l’Amministrazione comunale, non so come si sia concluso e se l’amministrazione sia tornata sui suoi passi in merito alla “sciagurata” scelta del cambio di destinazione d’uso del “Buccellato”, da “scuola dell’infanzia e primaria”, a sede di uffici. (Ufficio Tecnico).

La definizione di “sciagurata” mi è sembrata l’unica in grado di definire una scelta doppiamente errata in senso urbanistico.

Errata una prima volta in quanto la scuola primaria e dell’infanzia è uno, se non il solo, servizio sociale di cui fruisca l’intero quartiere ad ovest della Via Roma.

Errata una seconda volta in quanto il trasferimento degli uffici dell’Ufficio Tecnico, al Plesso Buccellato determinerebbe un incremento del traffico automobilistico e della quantità di automobili in cerca di un posteggio in una zona già attualmente ai limiti della sopportabilità nei mesi non estivi, e oltre i limiti della spportablità nei mesi estivi.

*** Il personaggio di Cimabue in una indimenticabile pubblicità dell’amaro Dom Bairo le sbagliava sempre tutte. La canzoncina diceva: “Cimabue, Cimabue, fai una cosa e ne sbagli due” e lui reagiva: “Eh, che cagnara, sbagliando si impara!”