Trapani: non c’è pace tra le tonache (5) – Rimosso il vescovo Miccichè !

PAPA: RIMUOVE VESCOVO TRAPANI, NOMINA AMMINISTRATORE DIOCESI
DOPO INCHIESTA PROCURA SU AMMANCHI IN GESTIONE DUE FONDAZIONI
(ANSA) – CITTÀ DEL VATICANO, 19 MAG – Benedetto XVI ha
sollevato oggi dalla guida della diocesi di Trapani il vescovo
mons. Francesco Miccichè e ha nominato come amministratore
apostolico mons. Alessandro Plotti, ex vescovo di Pisa. La
diocesi di Trapani era stata al centro di una visita apostolica
dal giugno 2011, compiuta dal vescovo di Mazara del Vallo mons.
Domenico Mogavero, in seguito a un’inchiesta della Procura di
Trapani su ammanchi relativi e due Fondazioni gestite dalla
Curia, e a dissidi tra Miccichè e alcuni prelati. (ANSA).

PAPA: COMMISSARIA DIOCESI DI TRAPANI PER PROBLEMI FINANZIARI = ==
PAPA: COMMISSARIA DIOCESI DI TRAPANI PER PROBLEMI FINANZIARI = (AGI) -
CdV, 19 mag. – Benedetto XVI ha sollevato dal suo incarico il vescovo
di Trapani, monsignor Francesco Micciche’, che alcuni mesi fa era
stato oggetto di un’inchiesta per ragioni finanziarie. A Trapani
andra’ come amministratore apostolico l’ex arcivescovo di Pisa,
monsignor Alessandro Plotti. (AGI) Siz 191312 MAG 12 NNNN

– = PAPA: COMMISSARIA DIOCESI DI TRAPANI PER PROBLEMI FINANZIARI = ==
PAPA: COMMISSARIA DIOCESI DI TRAPANI PER PROBLEMI FINANZIARI = (AGI) -
CdV, 19 mag. – Benedetto XVI ha sollevato dal suo incarico il vescovo
di Trapani, monsignor Francesco Micciche’, che alcuni mesi fa era
stato oggetto di un’inchiesta per ragioni finanziarie. A Trapani
andra’ come amministratore apostolico l’ex arcivescovo di Pisa,
monsignor Alessandro Plotti. (AGI) Siz 191312 MAG 12 NNNN

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*** Update

La lettera di Monsignor Francesco Miccichè !

Prot. N. 81/2012

                         Carissimi fratelli e figli della Chiesa di Trapani,

come fulmine a ciel sereno in un momento in cui finalmente la verità era venuta a galla con la conferma del mio retto agire in Vaticano, mi viene comunicato che la Santa Sede ha proceduto alla mia rimozione dalla cura pastorale della Diocesi di Trapani. Nella lettera inviatami dal Nunzio Apostolico in Italia, però, non si fa menzione delle motivazioni che stanno alla base del provvedimento adottato.

            E’ un provvedimento estremo che non condivido e non comprendo ma al quale, per la mia fedeltà al Papa e alla Chiesa, mi rimetto e che vi chiedo di accettare in spirito di obbedienza.

Non hanno avuto esito fruttuoso le mie reiterate richieste di conoscere la relazione fatta dal visitatore apostolico, mio fratello vescovo Mogavero. Pertanto, per quanto possa apparire incredibile, non mi è dato sapere i motivi che avrebbero reso necessario un atto così platealmente punitivo: motivi che secondo la legge canonica devono essere gravissimi ma che certamente sono falsi.

            Sapete tutti, perché anche molti di voi avete tribolato, della scandalosa vicenda in cui sono stato trascinato in seguito alla mia doverosa sospensione a divinis di don Antonino Treppiedi e sapete anche delle accuse ridicole che in conseguenza mi sono state rivolte con violenza inaudita, persino di aver fatto sparire un milione di euro nella fusione di due fondazioni e di avere frequentazioni mafiose! Una violenza che ha richiamato l’attenzione della Magistratura. Ebbene, la Magistratura ha ravvisato l’assoluta insussistenza delle accuse. E la stessa Santa Sede ha dichiarato perfettamente corretto il mio agire contro don Antonino Treppiedi.

Ma è chiaro che il complotto che si è mosso contro di me non aveva solo riferimenti locali nel prete sospeso a divinis ma ha trovato sponde, purtroppo, anche in più alti livelli della Chiesa dove il verdetto contro di me era stato scritto prima di qualsiasi effettiva verifica.

            Ho sofferto molto in questi mesi non solo per me ma anche per voi: per la mia Chiesa colpita ingiustamente da una valanga di calunnie, da una violenta campagna mediatica e che ha dovuto subire la notizia di avere un vescovo inquisito per poi scoprire che non solo il vescovo non era indagato, ma anzi risultava parte offesa e che solo ad oggi ben 13 persone, tra cui anche il prete

sospeso a divinis, sono indagati dalla Magistratura, anche per avere ordito un complotto a mio danno.

Un complotto che ha coagulato forze interne ed esterne alla Chiesa. Comprendo che forse la Magistratura ha toccato qualche nervo scoperto in alto.

            Scuote la mia coscienza di cristiano il fatto che l’aver doverosamente (da coscienzioso cittadino) collaborato con la Magistratura mi venga contestato come fosse una colpa gravissima.

 E’ chiaro che i miei superiori non hanno saputo o voluto capire cosa stava succedendo in questa diocesi, lasciando il clero e soprattutto il popolo di Dio in balìa di calunnie meschine di cui l’opinione pubblica è stata abbondantemente nutrita.

             Io, in quanto “persona offesa” in ben quattro procedimenti giudiziari proseguirò con tenacia e con tutti i mezzi che avrò a disposizione, secondo quello che m’insegna il Magistero, nell’accertamento della verità perché il danno subito non solo dalla mia persona ma da tutta la Chiesa di Trapani venga ristabilito almeno civilmente e penalmente.

Ma quello che mi preme soprattutto è respingere ogni tentazione di superbia e non chiedere nulla per me ma per voi, porzione di Vigna del Signore, che con tutti i miei limiti ho cercato di servire fedelmente negli ultimi 14 anni dando vita ad iniziative e realtà che mai si erano viste nella Chiesa Trapanese.

            Forse pago anche per questo? Pago per aver denunciato la cultura mafiosa presente anche al nostro interno invitando ad un serio esame di coscienza durante il Giubileo?

Pago per aver denunciato la cappa della massoneria?

Pago per  non aver fatto accordi con nessun politico per avere contributi ed elargizioni? Pago per essermi esposto dove la Chiesa non si era mai esposta?

Pago per aver dovuto imporre una condanna al presbitero che si è reso responsabile di situazioni censurabili?

Con quanto mi sta accadendo sento il dovere di avvertire i fratelli vescovi: non osate agire contro chi è troppo legato ai potenti della terra perché altrimenti ne pagherete le conseguenze!

            In questi anni insieme a tante difficoltà dovute al fatto di operare in un territorio con problemi atavici e mai risolti, abbiamo condiviso un cammino esaltante di Chiesa: centinaia le iniziative pastorali, artistiche, culturali e sociali in diversi ambiti quali la teologia, la filosofia, la spiritualità ma anche il cinema e l’arte. Senza far riferimento al denaro pubblico, siamo riusciti a creare musei in diversi centri della Diocesi, un polo espositivo del Museo diocesano, una Collezione di arte contemporanea, una biblioteca aperta al pubblico con un servizio prezioso per i bambini, un archivio storico anch’esso aperto al pubblico; abbiamo razionalizzato gli spazi del seminario di Trapani, comprato e sistemato un locale a Monreale dove risiedono i nostri seminaristi che frequentano i corsi teologici a Palermo, abbiamo acquistato una casa a Roma per i sacerdoti che studiano nelle facoltà Teologiche Romane, abbiamo costruito nuove case canoniche e nuovi locali parrocchiali. Sono sorte ben tre nuove chiese in tutto il territorio della Diocesi, molte sono state riaperte dopo anni e anni di abbandono. Ma non è stata solo la chiesa di pietre quella che abbiamo costruito insieme.

            In ogni frangente della vita sociale e culturale, in ogni momento lieto o triste del nostro territorio e della nostra gente, lì la Chiesa si è fatta presente e anche il volto cristiano della città di Trapani è cambiato, anche nelle sue manifestazioni popolari che abbiamo amato e condiviso come mai la comunità ecclesiale trapanese aveva fatto. Non ci sono categorie di persone, di ogni ceto o professione, di ogni orientamento culturale e religioso, che non abbiano trovato il portone del vescovado aperto con persone disposte ad ascoltare e a condividere.

L’attività pastorale che mi ha visto quotidianamente in mezzo alla gente, pellegrino per tutte le parrocchie della diocesi, è andata avanti regolarmente in tutti i settori: da quello liturgico al catechistico, dalla pastorale familiare – con iniziative delicate e amorevoli come l’attenzione riservata ai separati e ai divorziati risposati –  alle missioni.

Inoltre la situazione amministrativa della Diocesi è ottimale. Lascio una Diocesi dalle finanze floride.

            Le calunnie rivoltemi sulla Fondazione Auxilium si sono ritorte contro i miei accusatori, ora loro sotto indagine. La Fondazione infatti svolge con riconosciuto merito la propria attività nel settore della riabilitazione sia ambulatoriale che residenziale con particolare riguardo verso i minori colpiti da disabilità. La situazione finanziaria è ottimale, i bilanci passati al setaccio dalla Guardia di Finanza risultano perfettamente in regola e soprattutto negli ultimi tre anni si sono raggiunti ottimi risultati economici.

Di tutto questo, insieme, ringraziamo Dio!

La nostra Chiesa, nonostante le ferite inferte, come compagine unita è aperta e pronta ad ascoltare i segni dei tempi.

            Molti in questi mesi hanno ipotizzato le più improbabili congetture come si trattasse di una battaglia tra due fazioni. Ma chi mai potrebbe vincere quando ad essere tirata a sorte è la Chiesa stessa come fosse la tunica di Cristo? Oggi riecheggiano le parole di Gesù al Tempio…

 Io ho ormai preso coscienza ed accettato di trascorrere il mio futuro in preghiera per tutti voi, amata Chiesa di Trapani. Non ho accettato nessun altro compromesso né la richiesta fattami qualche giorno fa, all’improvviso, di mie dimissioni: quando si mette mano all’aratro non ci si tira indietro, fino alla fine, anche a costo di passare, agli occhi dei potenti e dei maligni, come un perdente. Sono fiero di essere un perdente agli occhi del mondo.

Pregare sarà la pace per la mia anima. Pregherò perché il fumo di Satana, così come diceva Polo VI, che sembra essersi impossessato di alcuni settori della Chiesa, non prevalga sul Corpo di Cristo.

Pregherò per voi, per la Chiesa a cui ho dedicato tutta la mia vita e per la quale ancora oggi sono pronto a sacrificarmi.

A voi tutti ripeto l’invito che ho fatto alla nostra Chiesa in occasione del mio ingresso in Diocesi: rendete ragione della speranza che è in voi, organizzate la speranza soprattutto per i nostri giovani con cui ho condiviso i momenti più belli di questi 14 anni. Restate uniti, coltivate lo spirito di verità che fa liberi e non ci fa perdere mai la straordinaria dignità di essere figli di Dio.

Vivete da Risorti, non permettete che la cultura di morte s’insidi nella vostra vita cristiana. Non smettete di amare la Chiesa.

Riprendo un brano di Carlo Carretto pubblicato nel piano pastorale 2008/2009:

“Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo! Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza. Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità! Nulla ho visto nel mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso, e nulla ho toccato di più duro, di più generoso, di più bello. Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima, e quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure. No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te”.

 Carissimi figli e fratelli,

nei momenti più difficili sappiamo che la Croce di Cristo ci sostiene e ci riporta all’essenziale. Come ha detto una volta Benedetto XVI: “a volte ci sentiamo sotto torchio come i grappoli d’uva che vengono pigiati completamente. Ma sappiamo che uniti a Cristo diventiamo vino maturo. Dio sa trasformare in amore anche le cose pesanti e opprimenti della nostra vita”.

Anche in questi giorni non è mai mancata la Grazia del Signore, la Luce soprannaturale di Cristo, anche nelle ore in cui il crepuscolo si infittiva in una notte apparentemente senza chiarore.

Nella fede sappiamo che l’alba verrà e sarà giorno.

             Insieme a tutti voi voglio augurare a Sua Eccellenza Mons. Alessandro Plotti, nominato Amministratore Apostolico della nostra amata Chiesa, un buon lavoro pastorale. Per lui a voi chiedo un’accoglienza serena e collaborativa per poter svolgere con le doti e le capacità che gli sono proprie e da tutti riconosciute, un servizio episcopale che dia a tutti serenità nella fedeltà evangelica e che faccia, finalmente, emergere quella verità che sola può sanare le ferite. 

            Sereno e a testa alta, con in cuore solo il perdono che è grazia di Cristo, il vostro vescovo vi saluta e benedice di cuore, uno ad uno, augurandovi ogni bene nel Signore.

 Trapani, 19 Maggio 2012

                                                                                                  + Francesco Micciché

                                                                                                           Vescovo 

Galeotta fu la generosità dei fedeli !

Non ci posso credere !

Non ci posso credere !

“… un numero impressionante di sacerdoti travolti dallo scandalo, intercettati in tutta Italia, da Biella a Palermo.”

«Tutto è iniziato dalla storia che ho avuto con un prete», racconta l’uomo, «con il quale facevo sesso e che mi dava dei soldi di sua spontanea volontà. Da qual momento sono stato letteralmente preso d’assalto da decine di sacerdoti».

Sacerdoti che pagavano migliaia di euro per prestazioni sessuali delle varie vittime adescate in rete, soldi rastrellati dai fedeli, invocati per opere di carità e di aiuto e usati in questo modo. Lo documenta la risposta di uno dei preti ascoltato dagli investigatori che, alla domanda dove avesse trovato i settemila euro pagati per alcuni incontri particolari, ha risposto candidamente: «Non ho avuto gravi difficoltà economiche, grazie anche alla generosità dei fedeli che in questo periodo con la benedizione delle case hanno elargito grandi somme di denaro».

il resto sta tutto qui su “Libero” di oggi 18 agosto 2011,  giornale diretto da Maurizio Belpietro

Marrazzo, si dimetta please !

Non tanto per i suoi, non rivelati in precedenza, orientamenti sessuali, per come tuttavia e senza ipocrisie un uomo pubblico ha il dovere e l’obbligo morale di fare, quanto per non avere denunciato per tempo il ricatto.

E non ci si arrampichi sugli specchi del complotto e della barbarie della lotta politica, come fa D’Alema il quale dichiara: (ADNKRONOS)- “Trovo spiacevole queste forme di intrusione nella vita delle persone e ho l’impressione che ci sia un certo rischio di imbarbarimento”, per giustificare ciò che non è perdonabile al cittadino comune, figurarsi al reggitore della cosa pubblica.

Ma oggi ciò che si legge per esempio qui non lascia più spazio a dubbi di alcun tipo su quale sia l’unica cosa che Marrazzo deve fare e presto.

*** – A costo di attirarmi l’accusa di sciacallaggio, del solito “pierino”, rilevo per la cronaca che anche Marrazzo, come Bassolino è un sostenitore della mozione Pierluigi Bersani.

A Salemi niente di nuovo

 

Il manifesto dello scandalo

Il manifesto dello scandalo

E’ da un pò che non mi occupo di Salemi e della giunta di Vittorio Sgarbi.

Che dire di Salemi e degli uomini della sua giunta ?

Potrei parlarvi dell’uscita del nuovo libro di Vittorio Sgarbi: “Clausura a Milano e non solo. Da Suor Letizia a Salemi (e ritorno)“, e di cui lo stesso Sgarbi dice: “… racconto la mia vita come assessore e sindaco. E’ la storia di due anni da assessore con i continui conflitti con la giunta, con la Moratti, con le censure alla mostra ‘Vade Retro’, con quello che si sa, un libro che racconta quello che ho fatto a Milano, le difficoltà che ho avuto, quello che faccio adesso come sindaco di Salemi, e che esce contemporaneamente al libro ‘Correggio, Parmigianino e Anselmi in San Giovanni Evangelista’ che presenterò il 17 a Parma in San Giovanni Evangelista“.

Potrei parlarvi dell’intenzione di Vitorio Sgarbi di candidarsi, con una sua lista che comprenderebbe anche Tiziana Maiolo, alla presidenza della provincia di Milano.

Potrei parlarvi dell’intervista di Alessia Gallione ad Oliviero Toscani e pubblicata su “La Repubblica” edizione di Milano, a proposito dello scandalo suscitato in alcuni ambienti dal manifesto per la campagna contro la violenza sulle donne ad iniziativa di Telefono Donna e per la quale Sgarbi ha dichiarato:”… sono pronto a ospitare la campagna. La giunta milanese dovrebbe dimettersi, invece di continuare a menarla con queste stupidaggini.

Anzi l’intervista ad Oliviero Toscano ve la propongo integralmente:

L’anatema di Oliviero Toscani “Censura da chi non ha cultura”

di Alessia Gallione

A Salemi, dove Vittorio Sgarbi l´ha chiamato a far parte della sua giunta come assessore alla Creatività, anche Oliviero Toscani ha realizzato un manifesto contro la violenza sulle donne. Come testimonial ha scelto sei ragazze del posto, sorridenti, vestite di bianco. Che lanciano un messaggio: «Noi ragazze di Salemi dolcemente non violente». Un progetto che Oliviero Toscani vorrebbe fosse realizzato da ogni città d´Italia e affisso all´ingresso di ogni Comune. A cominciare da Milano: «Non sarebbe bello? Potrebbe essere una campagna nazionale: “Noi ragazze di Milano dolcemente non violente”». Ma il fotografo, che venne attaccato da Letizia Moratti per l´immagine di una modella anoressica utilizzata per la campagna pubblicitaria di un´azienda di abbigliamento, difende il poster di Telefono Donna. E accusa Palazzo Marino di «censura».

Toscani, è uno scandalo la donna crocefissa ?

«Non è certo la prima volta che viene utilizzata questa immagine. Non è per niente scandalosa e non credo che dia fastidio alle donne. Non c´è niente da censurare e in ogni caso chi censura è sempre un subumano: ha il cuore e il cervello censurato. Così come da bambini chi ha subito violenza è destinato a riprodurre violenza, chi censura ha subito censura in passato».

È giusto che un´amministrazione decida cosa possa essere affisso sui muri della città ?

«Ci mancherebbe altro. Chi si può credere così superiore da arrogarsi il diritto di decidere quello che gli altri dovrebbero vedere? E comunque non mi stupisco vedendo il livello culturale di Milano».

Quale ?

«Diciamo che i politici di Palazzo Marino sono ricchi di famiglia ma poveri di spirito e di cultura. Milano è una città culturalmente bassissima. È tremenda da tutti i punti di vista: sono tutti ben vestiti, ma il livello è terribile».

Cosa ne pensa del nuovo assessore alla Cultura ?

«Non lo conosco. Però, da quello che mi hanno detto, mi sembra ideale per Milano. È stato uno sbaglio incredibile farsi sfuggire Vittorio Sgarbi: con lui la città funzionava».

Letizia Moratti questa volta si è tirata indietro: «Decide l´assessore», ha detto.

«Ma certo, si lava le mani di tutto. È influenzata da tutti i camerieri e i maggiordomi che le stanno intorno».

Trova delle affinità tra questo poster e il suo contro l´anoressia ?

«Il mio faceva vedere una vera tragedia. In questa foto, invece, la tragedia è la conseguenza. Vorrei chiarire, però, che i miei manifesti non erano affissi su luoghi pubblici del Comune. Non l´ho mai chiesto e non lo avrei mai fatto: erano su spazi pagati da una ditta. Nel mio caso, poi, si è trattato di una censura aleatoria. Letizia Moratti non avrebbe potuto toglierli».

L´assessore Cadeo sostiene che con l´immagine della croce si offende il senso religioso delle persone. C´è ancora un problema quando ci si accosta alla fede ?

«Ma quale senso religioso ? Quella ragazza ha le braccia aperte e l´essere umano ha aperto le braccia molto prima della croce, che tra l´altro è un´invenzione umana. E poi cos´è questa moralità? Come può un amministratore pubblico con il livello culturalmente che hanno quelli di Milano essere così arrogante da decidere quale sia il mio senso religioso? Anzi, è la sua presa di posizione che disturba il mio senso religioso. Il mio Dio è un altro, non certo quello dell´assessore Cadeo».

Perché ci scandalizziamo ancora per un´immagine ?

«Questo dimostra la mia teoria: l´immagine ferma è molto più forte di qualsiasi film o cosa che vediamo in tv perché un film, un programma si sviluppa, cambia, finisce. Di fronte a un´immagine fissa, invece, si è messi di fronte alla propria moralità, viene ingaggiata la nostra personale responsabilità. Una foto è il mezzo di comunicazione più forte».

Crede che questa campagna, anche grazie all´eco delle polemiche, alle fine funzioni ?

«Il messaggio ha sollevato un problema che, evidentemente, non abbiamo risolto. Faccio i miei complimenti a chi l´ha ideato. Quella donna è su un letto, un posto in cui si dovrebbe dormire, fare l´amore e invece mostra la violenza. Un letto ce lo abbiamo tutti, viene coinvolto ognuno di noi».

Potrei parlarvi del “TERREMOTO” previsto il 23 novembre alle ore 20,00 ad iniziativa dell’assessorato alla cretività al Castello Arabo Normanno di Salemi, ma per questo c’è tempo.

 

** P.S. – Il titolo con quella allusione ad “All’ovest niente di nuovo” direte voi che c’entra ? Assai poco, o molto fate voi, il film americano del 1930, che racconta vicende di giovani studenti tedeschi durante la prima guerra mondiale, divenuto un classico del cinema pacifista, fu vietato sotto il fascismo, e proiettato in Italia solo nel 1956.