Dal 1° ottobre lo scippo è autorizzato

non davanti alla banca o alle poste, ma dentro !

Entro il prossimo 30 settembre, infatti, sara’ obbligatorio estinguere i libretti al portatore superiori ai 2.500 euro.
Tra le misure, cosidette anti-riciclaggio, contenute nell’ultima manovra finanziaria c’e’ infatti anche lo stop ai pagamenti in contanti o con titoli al portatore dai 2500 euro in su.
Chi non estingue il libretto e/o si mette in regola ridimensionandone il deposito, rischia una sanzione compresa tra il 20% e il 40% della somma eccedente.
In pratica se la vecchietta avesse un deposito di 5.000 euro, sui 2.500 euro di eccedenza riscia di vedersi sottrarre dallo Stato a titolo di sanzione 1.000 euro tondi.
Banche e Poste Italiane sono tenute a informare la clientela ma, visti i tempi stretti v’e’ da dubitare che ci riescano, alla fine pagheranno come da programma le vecchiette.

Uno scippo autorizzato, legalizzato e senza rischi !

Lo scippo autorizzato

Lo scippo autorizzato

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Il Comune di Castellammare vittima dei derivati ?

Su “la Repubblica” di ieri domenica 22 febbraio, edizione Palermo non online, in un articolo di Massimo Lorello dal titolo “Consulenze e titoli spazzatura così sparisce il denaro di tutti” capita di leggere nell’ambito di un articolo sull’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti a proposito di enti locali che hanno fatto ricorso alla finanza derivata o sovrastimato le entrate:

“I derivati. Dopo i primi casi che hanno fatto suonare il campanello d’allarme, la Corte ha deciso di avviare un’inchista generale sull’utilizzo dei derivati, cioè il ricorso a operazioni finanziarie basate sulle “azioni spazzatura”, quelle che hanno determinato il crac delle borse di tutto il mondo.

La Procura ha chiesto l’applicazione di una sanzione nei confronti degli amministratori del Comune di Castellammare, in carica nel 2004, ‘per avere proceduto a un’operazione di ristrutturazione dell’indebitamento attraverso l’uso di strumenti finanziari derivati in relazione ai quali l’anticipazione veniva destinata a spese correnti, in violazione della norma che vieta l’indebitamento per far fronte a tale tipo di spesa’.

Una situazione simile, raccontano i magistrati contabili, si è verificata con il Comune di Marsala.”