“Ma non è una cosa seria”

Provate voi a spiegare ad uno che è nato a Bressanone o a Pinerolo che ciò che accade intorno alla nascita della nuova giunta dell’amministrazione della Provincia regionale di Trapani del presidente Mimmo Turano sia da considerare normale esercizio delle regole democratiche.

In una prima fase, per come prevede la legge l’allora candidato presidente della Provincia Mimmo Turano designa parte della sua Giunta. In particolare: Antonio D’Alì, Giulia Adamo, Eleonora Lo Curto, Paolo Ruggirello, Tony Scilla, Livio Marrocco, Pio Lo Giudice e Francesco Regina. Tutti o quasi designati “in nome e per conto di persona da nominare“, secondo la formula in uso nei compromessi preliminari di compravendita.

All’alba del 26 luglio nasce la prima Giunta Turano, ma non tutta, quasi tutta. Alle 5,30 del mattino, il presidente della Provincia Mimmo Turano pone la sua firma su 11 nomine assessoriali e poi lascia il suo ufficio per andare in vacanza.

Già l’indomani, il presidente della Provincia Turano è nel mirino dell’Mpa che lo accusa di avere disatteso gli accordi politici per la formazione della nuova giunta.

In un delirio di onnipotenza l’onorevole Paolo Ruggirello dell’Mpa, cumula insieme la carica di deputato regionale , assessore provinciale e assessore al Comune di Valderice, come dire che non è solo utile, ma anche indispensabile.

L’onorevole D’Alì e l’onorevole Cristaldi del Pdl dichiarano “Attendiamo che il Presidente rientri dalla vacanze ed assuma le detrminazioni utili al mantenimento di un quadro stabile politico di maggioranza e di operatività amministrativa , che diversamente ci vedrà costretti a posizioni di dissenso“.

Marianna Como, Nicola Lisma e Girolamo Pipitone, tutti assessori designati per il Pdl, nel condividere la nota a firma del Senatore Antonio d’Alì e dell’Onorevole Nicola Cristaldi, decidono di congelare la loro accettazione in attesa di una complessiva ricomposizione del quadro politico.

Rientra la contestazione del Pdl e Marianna Cuomo, Girolamo Pipitone e Nicola Lisma accettano la nomina ad assessori, “per senso di responsabilità”.

Il coordinatore provinciale del Movimento per le Autonomie Vincenzino Culicchia annuncia che gli assessori dell’MPA si ritirano dalla giunta di Mimmo Turano e non accetteranno l’incarico.

La presidente provinciale dell’Udc, lo stesso partito del presidente Mimmo Turano, Maria Pia Castiglione dichiara: “Turano continua a muoversi da capo corrente piuttosto che da presidente e segretario di partito“. 

Qui mi fermo.

Quanto a programmi, urgenze, ed azione amministrativa, c’è tempo, e diversamente che a Pinerolo e Bressanone qui fa caldo, tanto caldo.

Abbiate pietà del Presidente Mimmo Turano

E’ noto che una “costante” della superstizione, a tutte le latiduni e longitudini, è legata al numero 13.

Non portava il numero 13 la missione spaziale più sfortunata della serie Apollo ?
Non è forse considerato di cattivo augurio partire per un viaggio in comitiva in numero di 13 ?
Che dire poi del sedersi a tavola in 13, tanto più se il tredicesimo si aggrega dopo che i primi dodici si sono attovagliati ?

Hanno dimenticato i vari D’Alì, Cristaldi, Adamo, Culicchia, Romano, Ruggirello che fu proprio Giuda Iscariota il tredicesimo a sedersi a tavola ?

Mi diano retta per una volta, in tredici intorno ad un tavolo, tanto più per faccende che hanno a che fare con la politica, non si può.
 
Lascino le cose come stanno e considerino che il Presidente Mimmo Turano non è ne “fesso” ne “furbo“, ma sta solo prudentemente tentando di evitare la “malasorte“, come ha fatto il suo collega il presidente della nuova Giunta provinciale della Provincia di Catania On. Giuseppe Castiglione che, con la scusa del contenimento dei costi della politica, ha ridotto gli assessorati da 12 a 11 al solo scopo di evitare di essere in 13 intorno al tavolo.

Perchè la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo, e sopratutto sa anche contare.