I “Draghi ribelli” a Montecitorio oggi 14 ottobre 2011

Da #occupiamobankitalia a Montecitorio mentre si vota l’ennesima fiducia al governo Berlusconi.

Intanto a Roma oggi 12 ottobre i “draghi ribelli”

I “draghi ribelli” vicino Bankitalia il 12 ottobre 2011, manifestazione di proteste a Roma degli Indignati italiani.

*** Update

C’è una Trapani che non ne può più !

E l’ha rappresentata bene ieri a Roma l’imprenditore Sandro Catalano, presidente dell’ANCE giovani (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di Trapani contestando il ministro Altero Matteoli e rivelando con la sua contestazione, a quanti ancora si illudono in quanto alle prospettive di sviluppo di questo paese, che “il re è nudo”.

Roma, 28 set. – (Adnkronos/Ign) – Contestazione all’assemblea dell’Ance nei confronti del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli. Mentre il titolare del dicastero di Porta Pia elencava, nel suo intervento dal palco gli interventi e le misure messe in atto dal governo, sul fronte delle infrastrutture, la platea ha cominciato a rumoreggiare e fischiare e molti dei partecipanti hanno lasciato la sala. ”Usciamo, vergogna, basta”, hanno urlato alcuni costruttori all’indirizzo del ministro Matteoli. ”Mi rendo conto -ha quindi detto Matteoli- del momento difficile. Sono abituato a ben altro”.
”Questo e’ uno stato d’animo degli imprenditori in un periodo di scarsita’ di risorse. Le imprese sono in difficolta’ e hanno tutta la mia comprensione” ha detto poi il ministro.

Al termine dei lavori dell’assemblea, e’ stato proprio uno dei contestatori a spiegare le motivazione della protesta cosi’ plateale. ”Il ministro- ha detto Sandro Catalano, presidente dei Giovani dell’Ance di Trapani- e’ venuto senza sapere di cosa doveva parlare. E’ venuto qui senza portare risposte e proposte. Qui non c’e’ niente per il futuro, per la crescita. Le imprese rischiano di fermarsi”.

Matteoli dal canto suo ha replicato spiegando che soldi per la realizzazione di nuove infrastrutture non ce ne sono; le leve sulle quali agire su questo fronte sono quelle della defiscalizzazione e semplificazione. ”Soldi non ce ne sono- ha detto il ministro lasciando la sala al termine del suo intervento- il finanziamento avviene attraverso la defiscalizzazione e semplificazione. Le risorse sono indirette ma sono sempre risorse” ha sottolineato il ministro annunciando anche che incentivi fiscali sono previsti anche per il Piano Citta’.

Il tempo e’ scaduto e il decreto Sviluppo e’ l’ultima chance di credibilita’ – ha avvertito il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, nella sua relazione all’assemblea dell’associazione. ”Sui pagamenti alla imprese da parte della Pa e sul dl Sviluppo non ci faremo prendere in giro. Protesteremo in maniera civile perché non sopportiamo di non essere ascoltati”. ”Il tempo e’ scaduto, facciamo sul serio – ha concluso Buzzetti- non vogliamo entrare nei meccanismi della discussione politica ma il decreto Sviluppo e’ l’ultimo elemento di credibilita’ che diamo”.

da ADNKRONOS

Di Pietro a Maroni: “perchè la polizia per i pastori sardi e i soldi pubblici per gli allevatori leghisti ?”

Qui, si sarà capito, non si è proprio, per mille ragioni che non sto a spiegarvi, dei “fans” di Antonio Di Pietro. Ma quando l’ex giudice interviene in questo modo, in assenza (al solito) di interventi della stessa rilevanza da parte del maggior partito della sinistra, non si può che sottolinearlo condividendo con voi la notizia:

Di Pietro a Maroni, una buona domanda: perchè la polizia per i pastori sardi e i soldi pubblici per gli allevatori leghisti?

Una buona domanda o almeno una domanda “pertinente”, cioè precisa e doverosa. L’ha polemicamente rivolta Di Pietro a Maroni, ma la vis polemica non rende la domanda meno ben posta: “Perché di fronte a due vertenze, a due industrie del latte, il ministro degli Interni applica due misure? Perché per i pastori sardi vale la regola dell’estrema durezza e invece gli allevatori del Nord sono stati ripagati dalla Lega con l’accollo a carico dello Stato delle multe per la violazione delle quote latte?”.

A Civitavecchia i pastori sardi che provenivano dall’isola sono stati bloccati, anche con le cattive, dalla polizia perchè non portassero la protesta a Roma e non mettessero in atto azioni clamorose. Il tutto in nome dell’ordine pubblico. Di Pietro non concede al ministro Maroni il beneficio dell’inventario, non prende in esame la possibilità che l’ordine pubblico fosse realmente messo in discussione dalla “marcia” dei pastori sardi. Prendiamo invece per plausibile l’ipotesi sulla quale si è mossa la forza pubblica, ammettiamo l’ipotesi che i pastori andassero fermati.

Resta però buona la domanda: perché i pastori sardi bloccati e gli allevatori del Nord lasciati per mesi liberi di bloccare loro autostrade e città? Perchè l’azione pubblica degli allevatori del Nord, neanche tutti, contro una legge di Stato è stata consentita? Perché il loro rifiuto di pagare è diventato legge di Stato, perché il fisco, cioè noi tutti, abbiamo dovuto pagare quel che gli allevatori leghisti non hanno voluto pagare, perché a quelli del Nord sono stati dati soldi perché stessero buoni e ai pastori sardi è stato dato un blocco di polizia? Buona domanda che, purtroppo, contiene già la risposta: perché quelli del Nord Si e quelli invece sardi? No, perché quelli leghisti e gli altri no.

da Blitzquotidiano.it

Bomba o non bomba noi arriveremo a Roma malgrado voi !

Come nella celebre canzone di Antonello Venditti gli allevatori del Movimento pastori sardi (Mps), si son detti”noi arriveremo a Roma malgrado voi” e se qualcuno pensava di fermarli sequestrandogli i pullman loro hanno pensato bene di proseguire in treno per portare nella capitale la loro protesta:

LA PROTESTA – Civitavecchia, il blitz di 200 pastori sardi. Vogliono manifestare a Roma
Tafferugli con le forze dell’ordine: Sequestrati cinque pullman, ma i manifestanti proseguono in treno per spiegare i motivi della loro protesta e le richieste del Movimento per il settore agropastorale.

ROMA – Bloccato a Civitavecchia il blitz di oltre duecento pastori sardi che intendevano raggiungere Roma, probabilmente intenzionati a bloccare l’autostrada del Sole all’altezza dello svincolo Bufalotta, a nord della capitale, dopo essere sbarcati martedì mattina dal traghetto proveniente da Olbia. Per evitare i controlli di Polizia l’iniziativa non era stata preavvisata dagli organizzatori che avevano invece organizzato il trasferimento dal Porto di Civitavecchia a Roma con cinque pullman. Ad attendere gli allevatori del Movimento pastori sardi (Mps) nello scalo laziale c’erano Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza che hanno bloccato e sequestrato i pullman. Ci sono stati anche momenti di tensione e tafferugli.

GLI SCONTRI – Gli scontri si sono verificati in seguito al blocco dei pullman che i manifestanti hanno tentato di forzare. Nella circostanza due manifestanti sono stati denunciati in stato di libertà per resistenza a Pubblico Ufficiale, mentre tutti per manifestazione non autorizzata.

IN TRENO – Ma la marcia del Movimento pastori sardi non si è fermata e nonostante il blocco dei pullman a Civitavecchia, da parte delle forze dell’ordine, gli allevatori hanno deciso di raggiungere Roma in treno. Attualmente, controllati a vista da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, attendono sulla banchina l’arrivo del treno che li dovrebbe portare alla stazione Termini. Mentre ancora sconosciuto è l’obiettivo della loro manifestazione nella capitale dove i pastori vorrebbero tenere una conferenza stampa per spiegare i motivi della loro protesta e le richieste del Movimento per il settore agropastorale.

SEQUESTRATI I PULLMAN – «Un nostro pastore – ha raccontato Felice Floris, leader del movimento – è stato bloccato e poi rilasciato. Ci hanno sequestrato i pullman per raggiungere la capitale. Forse temendo che volessimo fare chissà che cosa. Ma noi avevamo solo intenzione di indire una conferenza stampa per fare diventare nazionale il problema dei pastori sardi». Dopo numerose manifestazioni in Sardegna con blocchi di strade, aeroporti e scali marittimi i pastori hanno deciso raggiungere la capitale e fra le ipotesi anche quella di manifestare davanti al Ministero delle Politiche agricole per chiedere interventi urgenti e concreti per il settore agropastorale.”

Redazione online
28 dicembre 2010

da Corriere.it

Diarioelettorale naturalmente non può che esprimere tutta la sua solidarietà ai pastori sardi, autentica avanguardia di vero meridionalismo, ed ammirazione, non formale,  per la loro tenacia.