Dietro, davanti ed accanto ai “forconi”

Il parere, sul movimento dei “forconi”, del professore Dario Evola siciliano nel mondo.
Dove è rimarchevole notare che anche allora Michele Santoro, anche egli appartenente all’epoca a Servire il Popolo, non aveva saputo distinguere tra rivoluzione e reazione, proprio come accade oggi ad alcuni sedicenti militanti/simpatizzanti di sinistra.

grazie a Teledurruti

In Iran è muro contro muro

Scrive Internazionale

“Un’altra giornata di manifestazioni e proteste in Iran, sempre seguite da violenze e arresti. A causa del blocco imposto ai giornalisti stranieri, a cui è stato vietato di lasciare i propri uffici, è impossibile fare un bilancio preciso: alcune fonti però parlano di oltre venti vittime della repressione.

Una cifra che potrebbe ancora aumentare, secondo la Cnn: i sostenitori del presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad hanno infatti indetto una manifestazione negli stessi luoghi di Teheran in cui si sarebbero riuniti i sostenitori del suo sfidante Mir Hossein Mousavi, e le strade della capitale iraniana continuano a traboccare di persone.

L’ayatollah Ali Khamenei ha dato il suo consenso a un parziale riconteggio dei voti ma l’opposizione ha respinto l’offerta, continuando a chiedere nuove elezioni.”

da Internazionale

sull’argomento vedi anche Francesco Costa e una intrigante analisi di Federico Punzi

Una rivoluzione

Segnatevi le date: 15 e 16 giugno 2008.

Quello che è avvenuto a Castellammare del Golfo, non è stato il celebrarsi puro e semplice del rito democratico che porta di volta in volta e nelle diverse realtà al rinnovo, alla conferma o alla sostituzione parziale della classe dirigente.

Ciò che è avvenuto è l’equivalente di una rivoluzione.

Queste elezioni hanno segnato un cambio radicale della classe dirigente comunale, nuovo è il sindaco, nuova è la giunta, nuovo il consiglio comunale. Solo le rivoluzioni producono tutte insieme e contemporaneamente tali e tanti cambiamenti di classe dirigente.

Si può condividere o meno il segno di tale rivoluzione, si possono notare le contraddizioni che la rivoluzione porta con se, ma non se ne può negare l’esistenza, o continuare ad osservare la realtà come se poco o niente fosse accaduto.

Diceva Giulio a commento di un precedente post che dopo il commissariamento tutto sarà più difficile e niente sarà più come prima.

Personalmente condivido e confermo.