Tonnara di Scopello, almeno lei non la violenterete !

Erano gli anni 70′, 80′ del secolo scorso e tra una emergenza occupazionale e l’altra, tra un “lavoro e sviluppo” dell’epoca e un succedersi di padrini e politici al loro servizio veniva compiuto uno degli scempi più inguardabili della costa siciliana, quello perpetrato, lungo la costa ad ovest della Tonnara di Scopello, ad un eco-sistema singolare e di rara valenza paesaggistica.
Un vero e proprio stupro ambientale, e che come tale rimane indelebile nella memoria di chi l’ha subito, il territorio e nel territorio per quei pochi che, al di la ed oltre i facili orgogli e campanilismi da branco, realmente con quel territorio si identificano.

Quando si preparava l’assalto anche alla restante parte tra Scopello e San Vito lo Capo, previa realizzazione con denaro pubblico di una strada che avrebbe permesso di raggiungere i milioni di metri cubi da realizzare, vi fu chi si mobilitò per fermare la realizzazione di tale mascalzonata. Tra questi, uno tra migliaia di altri, lo scemo che qui scrive.

Negli anni, pur con i tanti errori commessi nel corso del tempo e le diverse forme di opposizione alla sua completa realizzazione e permanenza, La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro divenne quella bella realtà che è oggi, fonte di lavoro eco-sostenibile per alcuni, terreno di ricerca e sperimentazione, e oggetto di ammirazione di visitatori da ogni parte del mondo.

Quei “cazzoni” di allora dimostrammo di essere lungimiranti, di avere compreso per tempo che il mondo andava in altra direzione da quella mafiosa e piccolo-affaristica che dominava (e ancora domina) la cultura della comunità locale.

Oggi la questione si ripropone, ma in termini non esattamente uguali (o forse si), e limitatamente alla Tonnara di Scopello.

Nel corso della recente scannerizzazione di alcune mie diapositive è emersa una immagine della Tonnara degli anni 80′ ed è da lì che parte la riflessione.

2014-03-014

E’ senza dubbio primavera estate, qualcuno fa il bagno, ci stanno le ancore della tonnara, l’immagine è posteriore alla chiusura definitiva dell’attività, o quell’anno la tonnara non era stata “calata”.

Il cuore della Tonnara è recintato e vi si entra per un cancello (accostato)e con segnale che ne vieta l’accesso. Le auto stanno fuori dal cancello.

Tutto dice che finchè la Tonnara era attiva era un corpo unico, era una entità industriale, con edifici e spazi costituenti un “unicum” funzionale ed estetico e per tale ragione da custodire.

Poi fù l’abbandono, il venir meno della custodia per il venir meno della ragione economica che ne determinava la protezione, l’essere Tonnara.

Eppure sempre “Tonnara” è rimasta, pur nella “non acquisizione” di consapevolezza di tutti i suoi “valori” da parte della comunità locale, e non solo.

Infine, in tempi recenti, la complessa struttura proprietaria (anche essa un valore in quanto struttura, ma vai a farlo capire a chi non capisce nemmeno il concetto di “valore”) riesce a trovare in qualche modo un accordo, ristabilendo l’unicità della struttura definibile ormai come “monumento“, rivitalizzando la struttura stessa con destinazioni funzionali compatibili, permettendone la visita e trovando il modo di finanziare il mantenimento della struttura e delle attrezzature, e consentendo in definitiva la custodia e la conservazione del bene.

Ignorando (e in molti casi volendo ignorare) quanto detto fin qui si propone da parte del Comune di Castellammare del Golfo alla Tonnara di Scopello di scostare un po’ le vesti e lasciare libero il passaggio, nel caso la Tonnara si neghi allora sarà violenza.

Uno stupro insomma !

Ma anche questa volta, come accadde per lo Zingaro, non ci riuscirete.

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A Scopello i “residenti” preferiscono gli incendi ai cinghiali

Io sto con gli ippopotami” è un film del 1979 diretto da Italo Zingarelli, interpretato da Bud Spencer e Terence Hill ed ambientato in Africa nel 1950. È per certi versi un film in favore dell’ambiente e degli animali.

Questa in sintesi la trama:

Tom (Bud Spencer) organizza safari per turisti, armandoli a loro insaputa di fucili caricati a salve. All’arrivo del cugino di Tom, Slim (Terence Hill), fannullone ma furbo, nonché convinto ambientalista, i due entrano in conflitto con Jack Ormond, un trafficante di animali locale. Un medico amico della coppia denuncia su un giornale lo sfruttamento degli animali da parte di Ormond, che invia i suoi scagnozzi a distruggere la clinica in cui esercita il buon dottore. Ma al loro arrivo, gli scagnozzi di Ormond trovano ad aspettarli Tom e Slim, che fanno piazza pulita degli energumeni con una scazzottata di esilarante comicità. Ormond cerca, di corrompere i due cugini e, non riuscendoci, li fa imprigionare per un furto mai commesso.
Evasi dalla prigione, i due si precipitano alla dimora di Ormond facendo polpette degli uomini del mercante e liberando tutti gli animali rari da lui catturati.

Il film naturalmente non ha mai vinto l’Oscar ma in compagnia dei bambini si guarda ancora oggi con piacere.

Per un‘eventuale “remake” di “Io sto con gli ippopotami” assai modestamente avrei pronto il titolo e la “location”.

Il titolo, “Io sto con i cinghiali”, la location tra la Riserva Naturale orientata dello Zingaro e Scopello.

Sembra infatti che dalle parti di Scopello i “residenti”, o almeno quella parte di essi i quali ritengono che “i cinghiali” siano “peggiori degli incendi” sarebbero intenzionati ad appendere il cartello “Qui i cinghiali non sono graditi” all’ingresso di Scopello paese.

La considerazione nasce dalla lettura dell‘articolo che vi allego a firma di Enzo Di Pasquale su “La Sicilia” di oggi.

Vivendo anche io in campagna, (non a Scopello ma in prossimità della pineta del Monte Inici) ho avuto modo di osservare i cinghiali che scendono dal bosco e attraversata la strada sconfinano nei terreni coltivati in cerca di acqua e di particolari radici. Ho visto ogni anno il terreno coprirsi di inquietanti buche d’inverno, e l’erba sotto gli alberi calpestata a primavera, ma in tanti anni niente di pericoloso e/o di particolarmente dannoso è mai accaduto.

Al contrario la Riserva è bruciata più volte in questi anni, e non sono stati certo dei cinghiali in incognito ad appiccare gli incendi.

Forse senza necessariamente ricorrere ai metodi alla Bud Spencer, un pò più di educazione alla natura non guasterebbe per i “residenti”.

Questo l‘articolo su “La Sicilia

Quando i cinghiali sconfinano in paese

I cinghiali ora hanno sconfinato dalla riserva dello Zingaro.
Alcuni esemplari sono stati avvistati nell’area di Scopello in prossimità di alcuni cassonetti della spazzatura.

Il problema, che si presenta da un paio di stagioni, non è stato ancora risolto. Ormai quasi quotidianamente si notano all’interno della riserva naturale orientata dello Zingaro. A segnalare la presenza di questi animali alcuni visitatori che sono rimasti in riserva nelle ore del tramonto, ma anche alcuni residenti che ora temono per l’incolumità delle persone. Secondo le testimonianze i cinghiali questa volta si sarebbero tenuti a debita distanza, ma la paura non è mancata e i visitatori si sono mantenuti sul sentiero principale evitando di imboccare i viottoli che conducono nella parte alta. La riserva convive con questo problema da un paio di anni.

Non è tuttavia solo una questione di sicurezza in quanto i cinghiali «pascolano» tra la flora dello Zingaro lasciando evidenti tracce e provocando danni enormi alla macchia mediterranea. C’è chi afferma addirittura che sono «peggiori degli incendi» quando iniziano a divorare le palme nane. Da tempo la direzione della riserva ha aperto un tavolo per discutere del problema assieme all’Azienda Regionale Foreste Demaniali al servizio Faunistico venatorio e ambientale all’assessorato Agricoltura e Foreste, alla ripartizione Faunistico venatoria di Trapani e all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Trapani.

Tante parole ma sul piano pratico nessuna soluzione. Intanto la presenza dei cinghiali, come sostengono in molti, potrebbe causare addirittura squilibri in un territorio che invece dovrebbe essere protetto non solo dall’uomo. Il cinghiale non è un animale “tipico” dello Zingaro e la sua presenza provoca danni non solo alla flora ma anche all’assetto idrogeologico. Spesso sono proprio i cinghiali a causare le frane. Ora sono arrivati sino a Scopello in cerca di cibo «confezionato».

Enzo Di Pasquale per La Sicilia