Integrazione alla breve summa del nero pensiero “riots”

«Fascisti»? Troppo facile raccontarsela così. Di sicuro è «gente di merda», quella che in assetto di guerra spinge famiglie con bambini sul campo di battaglia – per farsene scudo umano. Quando davvero erano pochi, si limitavano a mimetizzarsi nel folto del corteo e a sgusciarne fuori quando il gioco si faceva duro. Ora prendono la testa del corteo: chi ci sta lo trascinano in piazza e chi non ci sta, lo costringono.

È gente di merda perché è gente che pensa di merda – più esattamente non pensa, non ha progetto politico di sorta. Non tacciono più sul loro vuoto – ora lo rivendicano (vedi qui, e alcuni commenti da questa utilissima discussione).

Ma c’è gente ancora più di merda. Riprendiamo il video di sopra. E facciamo attenzione all’audio, durante il secondo assalto. Al minuto 2’45” una voce molto vicina, verosimilmente appartenente a qualcuno che se ne sta appollaiato al sicuro sulle mura del Laterano, accanto a chi fa le riprese, grida a squarciagola: «che bello, che bello!». Lo so, la citazione è ovvia. Ma a volte quelle ovvie restano le citazioni giuste: «L’umanità, che in Omero era uno spettacolo per gli dèi dell’Olimpo, ora lo è divenuta per se stessa. La sua autoestraniazione ha raggiunto un grado che le permette di vivere il proprio annientamento come un godimento estetico di prim’ordine». Così scriveva Walter Benjamin nel 1936. E aggiungeva una definizione non inutile: «Questo è il senso dell’estetizzazione della politica che il fascismo persegue».

lo dice Andrea Cortellessa in “Che bello, che bello!“un più ampio post su DOPPIOZERO, tutto da leggere.

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Breve summa del nero pensiero “riots”

«Vai che il mondo ci guarda, il mondo è contentissimo»

«Acab» che sta per All cops are bastards ovvero tutti i poliziotti sono bastardi

«Noi siamo violenti perché la società è violenta e ci usa violenza ogni giorno» da Quotidianamente.net

«Vogliamo conflitto, non protesta»

«Piantiamo grane, non piantiamo tende»

«E domani che nessuno si azzardi a dire che eravamo un gruppetto ai margini del corteo. Non c’è una regia politica di questa giornata e ci siamo anche noi, che rifiutiamo la logica di quattro capetti e quatto bandiere e non ci accontentiamo di arrivare in piazza san Giovanni» dal Corriere.it

E allora basta con queste stupidaggini degli agenti infiltrati e del solito riflesso pavloviano.
Non sono infiltrati, sono sempre gli stessi, una compagnia di giro che si fa tutte le manifestazioni, purchè le loro azioni finiscano sui telegiornali e sulle pagine dei giornali.

Vigliacchi, in fondo, che usano gli altri per dare fondo alle loro pulsioni di violenza, ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma dei quali in questo paese si è incapaci di governarne la presenza e di neutralizzarne l’azione nefasta.

Soggetti i quali hanno imparato che ad infiltrarsi tra “gli altri” si ha più possibilità di fare danno, perché poi gli altri vengono caricati, e loro possono fuggire.

Gente che non regge il confronto dialettico, perchè niente ha da dire o da proporre.