L’ultimo dei Padani – il trailer

Un governo inaffidabile … sempre !

Questa volta la prima a far notare la presenza dell'”infiltrato”, nella forma di norma che serve ad incentivare ed a favorire il malaffare, è stata la ministra all’ambiente Stefania Prestigiacomo, ma state pur certi che nei prossimi giorni non si mancherà di rilevare tra le righe del provvedimento l’immancabile norma salva premier e/o aziende del premier.
Nel frattempo, Tonino Di Pietro, (che continua a godere pervicacemente dei privilegi della casta) rimane abbagliato dagli specchietti dell’abbassamento dei costi della politica e vede nella manovra luci ed ombre. Chiamate l’oculista !

Il ministro Prestigiacomo attacca: dalla manovra un grave regalo alle ecomafie

ROMA – «Gravissima l’inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie», attacca in serata il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

Secondo il ministro il sistema Sistri «avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l’80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario e tutti sanno che l’attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell’Ambiente quanto alle forze dell’ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni».

«A parole sosteniamo di voler risolvere il problema dei rifiuti che vede mezza Italia in emergenza ma poi facciamo i regali alla criminalità organizzata in nome della semplificazione amministrativa che però stavolta obbligherà le imprese, nel terzo millennio, a usare china e carta anzichè il computer. Mi appello al senso di responsabilità di tutti affinchè si possa correggere questo clamoroso autogol».

Il ministro sottolinea quindi che «le imprese sane e le associazioni di categoria non hanno mai chiesto di cancellare il Sistri ma hanno chiesto modifiche e gradualità nell’entrata in vigore. Tutte richieste che sono state accolte. Buttare ora il bambino con l’acqua sporca – conclude il ministro – è un colpo alla legalità e alla lotta alla criminalità».

Venerdì 12 Agosto 2011 – 23:26″

Da Il Messaggero

Mettere in liquidazione la città di Modica !

Modica: L’Ato chiede alla Regione il commissariamento del comune della Contea

Fulvio Manno mette il Comune di Modica in «liquidazione» per morosità

I 9 milioni di debiti di Modica travolgono nel marasma anche gli altri 11 comuni iblei. Senza una via d’uscita la provincia sarà presto sommersa dai rifiuti

Antonio Di Raimondo

Fulvio Manno, presidente del Collegio dei liquidatori dell’Ato vuole “liquidare” il Comune di Modica per morosità. Palazzo San Domenico è debitore dell’Ato di circa 9 milioni di euro. A fronte di questo enorme debito Manno ha chiesto alla Regione il commissariamento del comune di Modica.

Facendo leva sulle legge regionale 9 del 2010, il presidente del Collegio dei liquidatori ha richiesto a Palermo l’attivazione, nei confronti dell’ente di palazzo San Domenico, dei poteri sostitutivi sulla gestione integrata dei rifiuti. Una decisione drastica, motivata dalla circostanza che «l’esposizione debitoria del comune nei confronti dell’Ato – si legge nella nota del collegio dei liquidatori – ha raggiunto livelli tali da compromettere l’equilibrio gestionale della società, con il pericolo di determinare un blocco delle attività relative alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti del territorio della provincia».

Gli altri sindaci degli 11 centri iblei non si sono opposti alla de-cisione assunta da Manno, in quanto, a causa di Modica, evidente anello debole della catena, rischierebbero di trovarsi sommersi dai rifiuti. Una circostanza che i primi cittadini vogliono evitare come la peste. Di questo si discuterà nella prossima assemblea dei soci dell’Ato ambiente, composta proprio dai sindaci, convocata per il sei settembre.

E’ chiaro che il sindaco di Modica Antonello Buscema non potrà e non dovrà attendere tale data per dare magari luogo a discussioni inutili che potrebbero far perdere altro tempo prezioso. L’ente dovrebbe invece cercare una soluzione alternativa entro tre mesi, l’arco di tempo entro il quale arriverà il commissario straordinario nominato dalla Regione. Ma la via d’uscita appare piuttosto tortuosa per Modica. L’ente è stato difatti messo in seria difficoltà dall’azione esecutiva intrapresa dall’Agesp. La ditta di Castellammare del Golfo, che gestiva il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in città, deve ancora incamerare dal comune un milione 600mila euro per il periodo compreso tra dicembre 2005 e dicembre 2006.

Alla luce di ciò, è stato sottoscritto a suo tempo, tra Ato ambiente e Agesp, un accordo transattivo, con l’impegno del comune di Modica di garantire la copertura finanziaria per pagare la ditta. Da qui la causa scatenante che ha indotto il collegio dei liquidatori dell’Ato ambiente a chiedere alla Regione il commissariamento dell’ente di palazzo San Domenico: difatti, se prima non viene onorato quel debito con l’Agesp, l’Ato si troverà entro brevissimo tempo nell’impossibilità di effettuare qualsiasi tipo di pagamento, a partire dalla semplice bolletta per la fornitura dell’energia elettrica. Si paventerebbe, di conseguenza, il blocco dei pagamenti dei fornitori e il parallelo e concreto pericolo di paralisi totale dell’Ato ambiente, di cui ne pagherebbero le conseguenze tutti e 12 i comuni iblei.

da corrierediragusa.it

Scoperto dalla Guardia di Finanza di Alcamo un traffico illecito di rifiuti

Maxi operazione contro il traffico illecito di rifiuti a Trapani

L’inchiesta “Amianto d’oro” ha portato all’arresto di un imprenditore. Le accuse: truffa aggravata, frode nelle pubbliche forniture e traffico di scarti pericolosi.

E ‘stato scoperto oggi in provincia di Trapani un maxi traffico illecito di rifiuti. Arrestato un imprenditore al quale è stata sequestrata l’azienda attiva nel ciclo dello smaltimento dei rifiuti. L’uomo è accusato di truffa aggravata, traffico di scarti pericolosi e frode nelle pubbliche forniture.

Le indagini rientrano nell’ambito dell’operazione “Amianto d’oro”, condotta dalla Guardia di Finanza di Alcamo e coordinata dalla Procura di Trapani. L’inchiesta era stata avviata già un anno fa dalla Tenenza di Alcamo e ha permesso di arrivare nella giornata di oggi all’amara scoperta. Rifiuti tossici e pericolosi venivano smaltiti in maniera illecita.

La ditta era la “Co.S.Mo.” di Emanuele Sanzone, una nota azienda operante nel settore degli scarti in provincia di Trapani. L’eliminazione dei rifiuti veniva attestata, dal 2003, mediante false documentazioni rilasciate dall’imprenditore che, nella realtà, si volatizzavano in luoghi e depositi non autorizzati, come le discariche già sequestrate dai finanzieri nei mesi precedenti. Tra gli scarti pericolosi risulterebbero alcune decine di tonnellate di oli pesanti, idrocarburi e migliaia di tonnellate di amianto.

Lo smaltimento illecito, reso possibile grazie alle operazioni di contraffazione di timbri che riproducevano loghi di alcune ditte autorizzate all’eliminazione dei rifiuti, ha permesso all’imprenditore di conseguire cospicui profitti, derivanti dal risparmio sui costi effettivi per lo smaltimento, con una notevole distorsione delle regole della concorrenza. Tra le gare d’appalto, di doverse centinaia di migliaia di euro a cui Sanzone avrebbe partecipato, ci sarebbero anche quelle di diversi Enti pubblici che avrebbero proprio affidato alla “Co.S.Mo” la bonifica dei rifiuti pericolosi.

La portata e gli effetti degli illeciti commessi sarebbero ancora da valutare sotto due aspetti: sotto il profilo dei danni, spesso irreversibili nell’ambiente e nella salute pubblica, e sotto il profilo del libero mercato e della leale concorrenza.

22/07/2010

da Libero-news

Sicilia i costi della politica

Quando si parla di costi della politica a prevalere nell’opinione pubblica è lo scandalo per i costi delle assemblee elettive e delle indennità e stipendi per coloro che ricoprono incarichi esecutivi, quali sindaci, assessori,ministri ecc.

I demagoghi di ogni colore politico, ciclicamente alimentano la sfiducia verso le istituzioni democratiche rapresentative, in ciò favoriti dalla debolezza delle stesse istituzioni e da una sorta di selezione al peggio da cui sembra alimentarsi la classe politica.

In realtà la voce più consistente del costo della politica origina proprio dal fatto che le classi politiche selezionate risultano sempre più inadeguate ad affrontare la complessità dei problemi.

I rifiuti per esempio.

In Sicilia, la spesa media annua del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e’ di 280 euro, la piu’ alta d’Italia con un incremento del 7,7% rispetto all’ultimo anno. Nella regione, cioe’, si pagano ben 63 euro in piu’ rispetto alla media nazionale di a 217 euro.

La spesa piu’ bassa in Molise (117 euro).

In Sicilia, a Siracusa per la Tarsu (400 euro) si arriva a pagare piu’ del doppio rispetto a Caltanissetta (172,5 euro), Trapani (182 euro) e Ragusa (198 euro), 33 euro in piu’ rispetto ad Agrigento, 35 euro in piu’ rispetto a Catania, 115 euro in piu’ rispetto a Messina, 139 euro in piu’ rispetto a Palermo e 107 euro in piu’ rispetto a Enna, che e’ peraltro l’unico capoluogo siciliano ad aver introdotto la Tia (Tariffa di igiene ambientale) prevista dal decreto Ronchi del 1997.

O l’acqua.

Agrigento per esempio è la provincia più assetata d’Italia, quella dove la scorsa estate i militari facevano la guardia alle condotte per contrastare i furti d’acqua, e proprio ad Agrigento, dove nelle case i rubinetti rimangono a secco fino a 15 giorni in un mese, l’acqua costa 322 euro contro i 229 euro della media nazionale.

In media una famiglia tipo (3 persone, 192 metri cubi d’acqua in un anno) in Sicilia, spende per l’acqua annualmente 251 euro, con un aumento nel biennio 2006 – 2007 dell’8,7% contro il 4,6% della media nazionale.

La variazione è imputabile alle province di Agrigento (+38%), Trapani e Messina (+9%), Catania (+5%), Enna (+3%); nelle altre le tariffe restano ferme.

Dopo Agrigento, le province più care risultano Enna (296 euro), Caltanissetta (274 euro), Trapani (232 euro) e Palermo (220 euro). Si scende sotto i 200 euro a Ragusa (196), Messina (194), Siracusa (181) e Catania (168).

La Sicilia supera la media paese anche per quantità di acqua immessa nelle tubature ma persa: 40% contro 35%.

Ed ancora, i prezzi e le tariffe prese in esame, sono quelle del servizio idrico integrato (acquedotto, canone di fognatura e depurazione, quota fissa o ex nolo contatori) comprensivi quindi dei canoni di depurazione.

Avete idea di quanti sono i depuratori inefficienti, non funzionenti e/o inesistenti ?

Provate ad immaginare il costo di questo spreco per singolo contribuente e per l’intero sistema paese e poi se vorrete, continuate pure a pensare che il problema sia riconducibile ad un assessore in più o un assessore in meno, o a mille euro in più o in meno ai sindaci

 

NB – I dati sui rifiuti e sull’acqua li trovate in questo dossier rifiuti e dossier acqua di Cittadinanza Attiva, dal quale potrete anche scaricare il modulo per chiedere il rimborso del canone di depurazione non dovuto.

Recoplastica di Torino e Belice Ambiente aprono un “ECOPUNTO” a Mazara

Aprirà tra circa un mese a Mazara in contrada Serroni all’interno del centro di raccolta di Belice Ambiente, il primo «negozio-comprarifiuti» a livello regionale.

Il progetto sperimentale dell’ECOPUNTO, così si chiama il “negozio -comprarifiuti” assolverà una finalità quadrivalente: ambientale, occupazionale, culturale e sociale.

A gestire l’ecopunto sarà l’azienda torinese Recoplastica Srl che ha siglato con Belice Ambiente, l’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente, il protocollo d’intesa per la fase sperimentale del servizio che avrà la durata di tre mesi. Il protocollo prevede l’apertura di 21 negozi in altrettanti comuni della Valle del Belice.

Il protocollo è il primo che un Ato siciliano firma con l’azienda piemontese.

I cittadini-utenti che porteranno presso l’ecopunto, le frazioni nobili della differenziata (carta/cartone, plastica, vetro, alluminio e ferro) potranno essere pagati in contanti.

In alternativa attraverso il conferimento delle materie prime secondarie, alle quali sarà riconosciuto un corrispettivo economico in base alla quotazione del borsino quotidiano del Conai, potranno usufruire di uno sconto sulla tariffa d’igiene ambientale della Belice Ambiente.

L’obiettivo è aumentare la raccolta differenziata e ridurre così il conferimento dei rifiuti in discarica.

Il nuovo sportello in fase sperimentale, insieme ai sistemi già avviati nell’Ambito, continua la proposta di “buone pratiche” sul territorio, favorendo un approccio diverso coi rifiuti, intesi ora come “risorsa“.

L’obiettivo è quello di incrementare del 20% la raccolta differenziata nel territorio mazarese che si trova oggi già al 19%.

Un altro “ECOPUNTO” sarà aperto prossimamente a Salemi.

La fase di sperimentazione nei comuni del Belice, è funzionale ad un accordo per portare il progetto su tutto il territorio Regionale, con le maggiori garanzie di funzionamento possibli.

Castellammare del Golfo – Rifiuti Solidi Urbani si cambia

E’ in pubblicazione il Bando di Gara per l’affidamento del “Servizio di gestione, raccolta e trasporto rifiuti solidi ed assimilati – raccolta differenziata” da parte del Comune di Castellammare del Golfo.

La relativa gara avrà luogo il 23 settembre e riguarderà l’affidamento del servizio per otto mesi a partire dall’ottobre 2008. Costo previsto del servizio che viene mandato in gara Euro 993.275,64 a cui si aggiungono gli ulteriori costi previsti come somme a disposizione dell’amministrazione di Euro 289.828,06 per voci quali il conferimento a discarica dei rifiuti, IVA ecc. per un costo complessivo previsto per l’amministrazione Euro 1.283.104,00, che se proiettato in maniera grossolana nell’arco dei dodici mesi fa un costo annuo del Servizio Rifiuti Solidi Urbani di Euro 1.924.656, cifra assai vicina ai due milioni di euro e con un costo per abitante che si aggira intorno ai 120 euro.

E’ un costo alto, medio, basso ?

E’ da dire che nel servizio che andrà in gara sono compresi anche servizi accessori quali: la derattizzazione e la disinfestazione, la pulizia delle spiagge, la pulizia dei tombini, la decespugliatura, il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti e pericolosi, la pulizia delle aree cimiteriali e di mercato, tutti servizi che nelle analisi comparative il più delle volte sono esclusi.

Particolarmente significativo l’avvio del servizio di raccolta differenziata, il quale prevede il porta a porta per la raccolta della carta, dei cartoni, del vetro delle lattine e della plastica presso le attività commerciali, e la raccolta stradale per plastica, carta e vetro/lattine conferiti negli appositri contenitori.

Relativamente alla raccolta differenziata, siamo nei fatti ad un ripartire da zero, ad un reset anche sul piano dell’acquisizione della conoscenza, del come e del perchè del fallimento delle precedenti esperienze.
Sono da attendersi di conseguenza, di fronte agli inevitabili problemi che si manifesteranno nei mesi a venire, le solite lagnanze, vuoi sulla inefficienza dell’amministrazione, della ditta, dell’ufficio tecnico, dei vigili urbani ed infine sulla inciviltà dei cittadini castellammaresi così diversi da tutti gli altri.

Nel frattempo non si ha notizia della creazione di eventuali isole ecologiche, della individuazione delle aree per la loro localizzazione, della loro regolamentazione e modalità di accesso ne di programmazione delle azioni di comunicazione ed incentivazione.

Poichè il servizio di raccolta rifiuti non verrà eseguito la domenica ed i festivi si attende la pubblicizzazione di una apposita ordinanza che, sarebbe stata già emanata, o sarebbe da emanare, e con la quale si fa divieto di depositare rifiuti all’esterno delle abitazioni e nei cassonetti la domenica e nelle ore successive alla raccolta del sabato.