Chiamparino, o del parlar chiaro

Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino è stato intervistato da “Il Riformista”, uscendo finalmente dal politichese che ha reso sempre più incomprensibili i politici del centro-sinistra dice la sua su molte cose:

Sergio Chiamparino dice al Riformista di essere «stufo del benaltrismo di una sinistra» che ormai ragiona «come se fosse fuori dal mondo reale». Sostiene che «in qualsiasi altro paese, Marchionne sarebbe stato accolto col tappeto rosso». Aggiunge che la posizione del Pd sul caso Fiat «rimane confusa». E parlando della classifica del Sole 24 ore sui sindaci più apprezzati, scandisce: «Renzi primo, io secondo. Sono un pensionando e lo dico con molta umiltà: è ora che il Pd inizi ad ascoltare davvero queste persone che hanno dimostrato di avere cultura di governo. Oppure l’unico requisito per entrare nel gruppo dirigente nazionale del partito è quello di non aver mai vinto un bel niente?».”

Il modello tedesco.
Appunto. Se al referendum vince il sì, tutte le strade sono praticabili. Se passa il no, invece, si finirà tutti a fare i gatti neri in un gigantesco limbo. Dobbiamo metterci in testa che nelle relazioni industriali italiane c’è sempre questo gap di dieci anni che va colmato. Le faccio un esempio: se l’accordo del 1993 fosse stato fatto dieci anni prima, come proponevano Tarantelli, Modigliani e la Cisl, i lavoratori ne avrebbero guadagnato in diritti e in tutela del reddito. Oggi ci troviamo di nuovo a un bivio. Se non anticipiamo, finiremo per subire. Le vie sono due: votare sì al referendum per lasciare aperte tutte le strade e correggere in seguito tutte quelle criticità che ci sono nell’accordo. Oppure, se vince il no, tocca prepararsi al nulla.

Il sospetto del “ma anche”, appunto.
Il problema è che mi devono spiegare come il sì agli investimenti può convivere col fatto che il responsabile Economia del partito, Stefano Fassina, continui a parlare di «accordo regressivo». Di regressivo, in questa storia, ci sono soltanto le attuali relazioni sindacali che il Pd continua inspiegabilmente a difendere. Le stesse che hanno contribuito a portare a meno salari per i lavoratori e meno produttività per le aziende.

Sta dicendo che il Pd è fuori dalla realtà dell’anno 2011?
Oltre al benaltrismo della sinistra, il Pd ha un altro grave problema. Sembra infatti che questo partito sia prigioniero di un diaframma invisibile che ci ributta addosso tutte le nostre parole. E la Fiat, purtroppo, è soltanto uno dei temi sui quali potremmo sfondare e invece andiamo all’indietro. Perché una sinistra che non pensa a prospettive di crescita che siano fuori dall’ombrello della spesa pubblica è una sinistra fuori dal mondo. Le faccio un esempio?

Prego.
Vorrei rivolgere un quesito all’amico Vendola. È più “di sinistra” tenere il 60 per cento delle società ex municipalizzate e conservare le poltrone? Oppure mantenere il controllo di quelle aziende limitandosi al 30 per cento e col ricavato dell’altro 30 costruire gli asili nido? Io credo che sia più di sinistra la seconda opzione. Certo, bisogna rinunciare a qualche poltrona per aumentare i servizi per i cittadini.

Secondo lei, il Pd tenterà di ridimensionare le primarie?
Per me le primarie non hanno una funzione salvifica. Ma non capisco davvero che bisogno c’è di farne a meno. Viene il sospetto che le si vogliano accantonare per tentare di coinvolgere qualche possibile alleato che, in realtà, non ci sta neanche a sentire.

Si riferisce a Casini?
L’idea secondo cui per fare un’alleanza con l’Udc bisogna mettere in discussione noi stessi non la capisco affatto.

Renzi primo. Lei, secondo, ha raggiunto il podio per il decimo anno consecutivo. De Luca terzo. Tre piddì guidano la classifica del sindaci del Sole24 ore.
Renzi è uno su cui puntare per il futuro. Detto questo, visto che io sono un pensionando, vorrei umilmente chiedere ai vertici del Pd: non sarebbe il caso di ascoltare e coinvolgere un po’ di più questo pezzo di partito che sul territorio ha dimostrato di avere capacità di governo? In caso contrario, inizierei a sospettare che il requisito necessario per entrare nel gruppo dirigente nazionale del nostro partito sia il non aver vinto mai niente.”

tutta l’intervista qui

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Firenze a “Prossima fermata Italia” aprirà Boris e chiuderà Willy il Coyote

(ASCA) – Firenze, 5 nov – Ad aprire i lavori uno spezzone del ‘compagno Boris’, tratto dalla omonima serie Tv, a chiudere Willy il Coyote. Nel mezzo sms, commenti in diretta su Facebook, brani musicali, altri video. Questi gli elementi che ‘legano’ la lunga diretta stile radiofonico che si sta per aprire alla Stazione Leopolda di Firenze per ‘Prossima fermata Italia’, la convention (a cui sono attese oltre 1000 persone) dei cosiddetti ‘rottamatori’ del Pd organizzata dal sindaco Matteo Renzi e dal consigliere regionale lombardo Pippo Civati.

Nel brano di ‘Boris’ selezionato una ragazza incontra un anziano e affermato regista teatrale, per proporgli alcune idee. Lui la respinge e lei chiede: ”C’e’ un modo per proporre un’idea?”.

”Non c’e’ – e’ la risposta – non c’e’ piu’, questa possibilita’ e’ stata eliminata per poter lavorare tra pochi amici fidati”.

Willy il Coyote, invece, ha spiegato Renzi, dira’ ”una grande verita’ su berlusconismo e antiberlusconismo”. Nella ‘colonna sonora’ dell’evento ci sono ‘Resistance’ dei Muse; ‘Don’t stop believin’ dei Glee; ‘Heroes’ di David Bowie; ‘Boa Sorte’ di Vanessa Da Mata, ‘Gli spietati’ dei Baustelle; ‘Somewhere Over The Rainbow_What A Wonderful World’ cantato da Israel Kamakawiwo’ole.

Dopo l’aperitivo, alle 21 inizieranno subito gli interventi (che proseguiranno domani e domenica mattina) degli iscritti: non ci saranno infatti relazioni introduttive.

Sul palco (tutto arredato utilizzando materiali riciclati) c’e’ un leggio trasparente e al momento di iniziare a parlare ognuno proporra’ una parola come spunto di riflessione. Il tempo a disposizione sara’ tassativamente di cinque minuti, o l’oratore sara’ ‘sfumato’. Una panchina a tre posti, vicino, serve per il ‘riscaldamento’ di chi parlera’ dopo, ma vuole anche simboleggiare, nell’intento degli organizzatori, una generazione che sta in panchina. Gli stessi Renzi e Civati, ma non solo, saranno a una consolle per rilanciare il dibattito su Facebook e postazioni Internet per gli interventi di chi non potra’ parlare dal palco (le richieste erano oltre 700) sono piazzate in tutta la Leopolda, attrezzata anche con maxischermi.

A incorniciare il maxischermo del palco i ‘cartelli’ ‘Prossima fermata Italia’, realizzati sullo stile delle insegne delle fermate del tram. L’ambientazione ‘ferroviaria’ si ritrova anche in alcuni annunci vocali come: ”Si avvertono i signori passeggeri che e’ iniziato il rinfresco nel vagone ristorante. Grazie per aver scelto ‘Prossima fermata Italia”.

da Agenzia ASCA

I volti nuovi del Pd

Un video che offre una guida per fare il punto sul dibattito all’interno del Pd e sui suoi volti nuovi quali: Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani, Pippo Civati ed il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Illustra il tutto Luca Talese per Current TV.

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