Vedi Trapani e poi… ma muori !

Non molti anni fa ci si era occupati della cosa con questo post, che ora vi invito a rileggere in virtù di questo comunicato del consigliere “riformista” del Comune di Trapani Andrea Vassallo, presidente della 6^ Commissione Consiliare “Problematiche Territorio Urbano”, il quale ci tiene a far sapere “Urbi et Orbi” che la commissione da lui presieduta ha proposto di introdurre la segregazione razziale sugli autobus del servizio urbano della città capoluogo.

“COMUNICATO STAMPA del consigliere Andrea Vassallo sui lavori della 6^ commissione : incontro con il presidente dell’ ATM Si comunica che la 6^ Commissione Consiliare “Problematiche Territorio Urbano”, da me presieduta, ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente dell’ATM Riccardo SALUTO per discutere delle problematiche relative al servizio di trasporto pubblico urbano.
Tra gli argomenti affrontati è stato evidenziato, dapprima, quello riguardante i collegamenti da Piazzale Ilio verso il Centro Città e quello delle linee che collegano il capoluogo alle frazioni.
Durante l’incontro, inoltre, particolare risalto è stata data alla linea che svolge il servizio di trasporto per Salinagrande che, com’è noto, raccoglie il flusso degli immigrati che si reca verso il Centro di accoglienza.
A tal proposito sono state rappresentate al Presidente SALUTO le numerose lamentele degli abituali viaggiatori indigeni della tratta i quali riferiscono di comportamenti poco civili adottati dagli immigrati che spesso creano ed alimentano all’interno del bus un clima di tensione tale da lasciar presagire, prima o poi, il verificarsi di episodi spiacevoli.
Opportuno sarebbe, a parere della Commissione, valutare l’ipotesi di istituire un servizio di trasporto esclusivamente dedicato ad essi, da sottoporre a controllo da parte della polizia, al fine di scongiurare i pericoli di ordine pubblico che potrebbero malauguratamente ingenerarsi.
A gran voce dei componenti della Commssione, infine, è stato chiesto di valutare la possibilità di istituire un servizio di trasporto estivo che colleghi la funivia alla litoranea ed al porto per venire così incontro alle esigenze dei turisti.TRAPANI, 2/1/2013IL PRESIDENTE DELLA SESTA COMMISSIONE Consigliere Andrea VASSALLO”.

Lascio a voi ogni ulteriore considerazione.

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Ecce Homo

Ricordate questa frase ? E’ latino e letteralmente significa “ecco l’uomo“. Il vangelo (Giovanni 19,5) dice essere stata pronunciata da Ponzio Pilato allora governatore romano della Giudea, rivolto ai Giudei nel momento in cui mostrava loro Gesù flagellato.

Al momento dell’arresto di Gesù, sembra che Pilato lo ritenesse innocente, ma poichè i Giudei lo volevano morto, Pilato lo fece flagellare.

Finito il flagello, Pilato ripropose ai Giudei il Cristo coperto di piaghe e ferite sanguinanti e disse la frase, “Ecce Homo” come per dire “Eccovi l’Uomo, vedete che l’ho punito, così dovrebbe bastare !“.

Ma i Giudei lo volevano morto e fu così che Cristo fu crocifisso.

La frase indica per estensione anche la passione di Gesù come emblema d’una umanità, flagellata, emaciata e sfigurata dal dolore.

Ecce Homo di Friedrich Nietzsche, è anche un’opera, il cui titolo completo è “Ecce Homo. Come si diventa ciò che si è“, e viene ritenuto uno dei più acuti e disperati ritratti autobiografici nella letteratura moderna, autobiografia di una coscienza ipetrofica in bilico sulla follia.

Qui Friedrich Nietzsche, al culmine di quelle crisi che lo porteranno ad essere ricoverato all’ospedale psichiatrico, si fa portatore del valore dicotomico che contraddistingue la sua intera opera filosofica, e in questo senso terminerà l’autobiografia con una domanda: “Cristo o Dionisio?”, vedendo nel cristianesimo la negazione dei valori vitali dell’Oltreuomo (Übermensch).

Nell’ accezione usata nel titolo invece “Ecce Homo”, è un messaggio di speranza, di quella speranza in un futuro migliore che può nascere semplicemente da un fatto di cronaca e che ti porta a dire “Ecco questo è un uomo”.

Nel caso in questione l’uomo è un generoso donatore che all’atto indegno del sindaco di Adro, in provincia di Brescia, di cui avevamo già parlato qui, e che aveva disposto dei pulmini per prelevare i bambini delle famiglie che non riuscivano a pagare la mensa scolastica, ha deciso di provvedere personalmente al pagamento della mensa delle famiglie indigenti.

Così l Uomo, (in questo caso la U maiuscola è d’obbligo), un imprenditore della zona, ha versato 10.000 €, in forma anonima, per appianare il debito.

Ma l’ imprenditore, ha fatto di più, ha scritto una lettera ai suoi compaesani, e insieme a loro ai sacerdoti e non è una lettera qualsiasi, ma è il manifesto di una ritrovata dignità contro il vuoto conformismo che cancella la responsabilità sociale, e anche l’umanità.

Di seguito il testo della lettera:

“Io non ci sto

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:
– Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
– So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo ?
Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.

Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro

La lettera è stata pubblicata qui

Questa “vostra” Italia fa schifo !

Rachel Odiase, 13 mesi, nigeriana, morta a Cernusco sul Naviglio perché il padre avrebbe potuto avere la tessera sanitaria scaduta

I ritardi nel pronto soccorso di Cernusco sul Naviglio sono stati fatali a una bambina di 13 mesi

I genitori : «Nostra figlia morta in ospedale per una tessera scaduta».

Il padre nigeriano: «non sarebbe successo se fosse stata italiana»


MILANO – Una tessera sanitaria scaduta è costata la vita a una bambina di 13 mesi. E’ questa l’accusa del padre, un nigeriano, che a causa della recente disoccupazione non aveva potuto rinnovare il documento e questo avrebbe determinato fatali ritardi nelle cure al Pronto Soccorso dell’ospedale «Uboldo di Cernusco sul Naviglio», in provincia di Milano, che avrebbe rifiutato le cure fino all’intervento dei carabinieri.

LA DENUNCIA – È questa l’agghiacciante storia che, secondo quanto riferisce il quotidiano «la Repubblica», è iniziata lo scorso 3 marzo: la bimba è morta verso le 5 del mattino del giorno dopo. Il padre, Tommy Odiase, dice «se fosse stata italiana questo non sarebbe successo». Domenica si è svolta una manifestazione di protesta a Carugate, nell’hinterland del capoluogo lombardo, dove vive la famiglia – e i genitori hanno presentato denuncia per omicidio colposo a carico dei medici e dell’ ospedale.

da Corriere.it

Trapani per il vescovo, il razzismo è “negazione del credo cattolico”

Nel corso dell’omelia per la festa della Dedicazione della Cattedrale il Vescovo di Trapani Francesco Micchichè ha lanciato un duro monito alla Chiesa trapanese ricordando a tutti i doveri cristiani:

Come Chiesa presente nel territorio di questa nostra amata Diocesi vogliamo essere lievito, fermento di pensiero credente, di cultura vera, di vita vera.

Potevamo non farci carico dei disperati del Sud del mondo che approdano nella nostra terra e non dare una risposta concreta di accoglienza di fronte all’emergenza che si profilava nel nostro territorio?

Anche qualche sedicente cristiano si è scandalizzato che abbiamo messo a disposizione locali, energie, risorse in favore di questi nostri fratelli.
Farsi prossimo dei più poveri non significa solo commuoversi davanti al televisore e poi rifiutare gli stranieri, questi poveri scampati a tragedie immani, solo perché si fanno presenza scomoda nei nostri paesi, nelle nostre città.

Dobbiamo stare attenti a non cadere nella trappola di un ragionamento distorto, non evangelico, egoista e razzista che vuole che ci sia accoglienza per i clandestini che arrivano sulle nostre coste ma lontano dal proprio territorio, dalla propria vista come se il solo vederli già possa turbare il sonno, generare paura o attaccare la sicurezza sociale , dando per sontato che questi nostri fratelli siano sempre e comunque dei delinquenti da tenere alla larga.

C’è forse una paura più sottile nella mente di alcuni, quella di una svalutazione “economica” dei quartieri, dei paesi dove gli extracomunitari vengono accolti? E’ solo una domanda ma se questo dubbio avesse attraversato la mente di qualche cristiano dobbiamo dire con chiarezza che questo modo di pensare è una vergogna che non ci fa onore, è la negazione del nostro credo cattolico.

Non è Trapani che è razzista, sono loro che sono extracomunitari

Partiamo da qui, qualcuno sa cosa vuol dire “fare falso moralismo” ?

Una persona lontana mille miglia dalla mia cultura, quale Don Luigi Giussani ha definito il moralismo la corruzione della moralità, ovvero “la scelta unilaterale dei valori per avallare la propria visione delle cose“.

Ora se il “moralismo” che si fa è “falso”, ciò vuol dire essere sostenitori di una qualche moralità ?

Ciò detto quello che vi propongo è il chilometrico comunicato stampa del Comune di Trapani in merito a quanto ho già commentato qui:

Interrogazione dell’on. Catania su extracomunitari su autobus ATM. Le precisazioni dell’Amministrazione e dell’Azienda

23 Ottobre 2008 – In relazione al contenuto dell’interrogazione dell’europarlamentare circa una supposta intolleranza razziale in merito alla presenza di cittadini extracomuntiari sugli autobus dell’ATM, il Sindaco Girolamo Fazio ed il Presidente dell’ATM Riccardo Saluto precisano quanto segue:

“E’ giunto il momento di fare chiarezza sulla vicenda legata al trasporto degli extracomunitari ospiti del centro di accoglienza di Salinagrande, soprattutto dopo avere letto la farneticante interrogazione dell’europarlamentare Giusto Catania, che l’Amministrazione si riserva di valutare, al fine di tutelare l’immagine della città di Trapani e dei suoi cittadini.
E’ il caso di ricostruire i fatti, per smentire, dati alla mano, le affermazioni di questi giorni ed il contenuto dell’interrogazione di Catania.
A maggio dell’anno scorso l’Amministrazione Comunale di Trapani decide, proprio nell’ottica della integrazione e dei principi di solidarietà e sostegno ai soggetti svantaggiati, di accogliere la proposta della Prefettura per il trasferimento da Salinagrande a Trapani con mezzi dell’ATM,l’azienda del trasporto urbano, di cittadini extracomunitari ospiti del centro di accoglienza richiedenti asilo politico. Il 30 maggio 2007 viene così sottoscritto un protocollo d’intesa tra Prefettura, Comune ed ATM, in base al quale gli ospiti del centro (che peraltro ha sede in un immobile del Comune), possono usufruire gratuitamente del servizio di trasporto pubblico, previa esibizione al personale dell’ATM del foglio di permesso rilasciato dal direttore del Centro stesso.
Inizialmente erano una ventina al massimo i cittadini extracomunitari che usufruivano del servizio, mentre negli ultimi tempi sono diventati centinaia.
E’ appena il caso di precisare che al centro di Salinagrande non ci sono solo cittadini di colore, ma tutti coloro che, provenienti da paesi extracomunitari, giungono in città e chiedono asilo politico.
Aumentata in maniera considerevole l’utenza, i sindacati degli autisti dell’ATM, a tutela dei loro iscritti, hanno più volte denunciato all’Azienda la situazione di pericolo in cui gli stessi autisti si sarebbero trovati in diverse occasioni, tanto da costringerli a chiamare le forze dell’ordine. Non è vero, dunque, come sostiene Catania, che non vi siano denunce. Nelle note i sindacati diffidavano l’Azienda dall’intraprendere opportuni provvedimenti per garantire l’incolumità degli autisti, i quali si rifiutavano perfino di coprire la corsa 31, anticipando che, qualora si fossero verificati problemi, gli stessi sarebbero stati imputati all’azienda stessa, ritenuta responsabile.
I vertici dell’ATM si sono rivolti ripetutamente alla Prefettura per sottoporre ad essa la questione, senza ricevere riscontro. I sindacati hanno continuato ad evidenziare la situazione di pericolo per gli autisti, non dovuta certamente al colore della pelle degli extracomunitari, ma ad obiettivi episodi che si sarebbero verificati e che sono stati puntualmente denunciati, chiedendo un intervento deciso dei vertici dell’ATM. L’azienda non ha voluto sospendere la corsa 31 per non creare nocumento ne’ ai cittadini di Salinagrande, ne’ agli stessi extracomunitari ospiti del centro di accoglienza, che hanno la necessità di raggiungere Trapani, ma non poteva certamente restare inerte di fronte alle diffide dei sindacati. Così ha sostanzialmente detto agli autisti che, qualora avessero ravvisato situazioni di pericolo, in quella come in altre corse, avrebbero potuto agire per tutelare la propria incolumità, anche valutando di non osservare la fermata, ovviamente assumendosi essi stessi la responsabilità di eventuali comportamenti arbitrari. Su sollecitazione dell’ATM, poi, è stata convocata una riunione in Prefettura, nel corso della quale è stata ripresa una proposta risalente a qualche mese prima, quando, nel corso di un tavolo tecnico, evidenziando le accresciute esigenze, per l’aumento considerevole degli ospiti del centro, e gli specifici orari nei quali gli stessi devono raggiungere Trapani e devono ritornare al Centro, era stata lanciata l’ipotesi di istituire corse specifiche gratuite, proprio al fine di agevolare gli extracomunitari, fermo restando che, chiunque avesse voluto, avrebbe potuto comunque utilizzare l’autobus di linea. I sindacati hanno integrato quella proposta, suggerendo di istituire un presidio delle forze dell’ordine negli autobus, ipotesi prontamente e nettamente respinta sia dal Sindaco sia dal Presidente dell’ATM.
In conclusione, non è accettabile che un Ente che ha dato ampia dimostrazione di avere a cuore le questioni legate all’accoglienza ed all’integrazione, mettendo a disposizione un proprio immobile per il centro di accoglienza, sottoscrivendo un protocollo con la Prefettura proprio per consentire ai richiedenti asilo politico di spostarsi senza pagare il biglietto sui mezzi pubblici – che, si badi bene, contrariamente a quanto sostiene l’on. Catania, non è affatto un diritto – debba essere accusato di intolleranza razziale.
Non è stato mai posto alcun problema razziale, ne’ di colore della pelle, ne’ di altro, ma solo un problema di pericolo per la pubblica incolumità degli autisti, evidenziato dai sindacati e dagli stessi autisti denunciato.
Non esiste alcun atto in cui l’ATM chieda di non fare salire gli extracomunitari di colore sugli autobus, ne’ esiste alcun atto in cui il Comune e l’ATM richiedano il presidio di forze dell’ordine sugli autobus.
Allora, se si vuole fare falso moralismo, si faccia pure, fermo restando che il Comune e l’ATM non esiteranno a ricorrere all’autorità competente nel momento in cui si dovesse ledere l’immagine della propria città, bollata inopinatamente e sulla base di informazioni false e parziali, come razzista, quando invece ha messo in atto tutte le iniziative necessarie proprio andando incontro alle esigenze di tutti coloro che sono stati costretti a scappare dai loro paesi in guerra e si trovano in evidenti situazioni di difficoltà”.

Come si vede il comunicato niente smentisce di quanto si era letto e sentito nelle interviste alle diverse emittenti locali da parte del personale dell’ATM e di un sindacalista della UIL.
Che non esistano atti ufficiali non stupisce, in una realtà quale Trapani, incapace ancora oggi di produrre anche i più ordinari e normali strumenti di pianificazione, di cui dovrebbe preoccuparsi di dotare la propria città ogni amministrazione, come ampiamente detto anche qui.

PD e LEGA in Brianza, concorrenza sleale

In principio mi aveva colpito quanto detto dal presidente della Provincia di Milano Filippo Penati (PD) e qui vi ho detto perchè.

Poi Luca Sofri resta anche lui scosso dalla visione dell’imbarazzante manifesto del PD sui lombardi che pagano per le spese di Catania che qui vi ripropongo, ma si tranquillizza, lui, apprendendo da Civati che voleva essere un’ironica citazione che sfottesse la Lega, e tuttavia conclude: “per quel che può valere, secondo me non si capiva, e sembrava una penosa rincorsa sugli stessi terreni“.

Manifesto del PD

Manifesto del PD

 

Per come la capisco io non solo non si capiva, ma sembra proprio che I PD “padani” rincorrono consapevolmente la Lega sullo stesso terreno del razzismo antimeridionale.

Il comunicato infatti recita:

Comunicato stampa. “Lombardo, taci e paga le ballerine di Catania“. Questo il messaggio del manifesto predisposto dal PD di Monza e Brianza, “chiaramente e provocatoriamente ispirato ai manifesti leghisti, per denunciare – dicono Enrico Brambilla, segretario provinciale e Giuseppe Civati, Consigliere regionale – lo spreco di denaro pubblico del Governo Berlusconi”.

Mentre i brianzoli e i comuni tirano la cinghia, Berlusconi ci fa pagare i debiti del suo amico Scapagnini“, denuncia ancora il manifesto, riferendosi ai 140 milioni di euro destinati dal governo al comune di Catania per colmare i debiti accumulati dall’amministrazione. Il manifesto sarà affisso in tutti i comuni della Brianza.

“Vogliamo informare i brianzoli – dicono ancora Bramilla e Civati – sulla finanza allegra di Berlusconi, in un periodo di grave crisi economica e di probabile recessione. I cittadini della Brianza e i lombardi che lavorano e pagano le tasse, hanno il diritto a una gestione più oculata delle risorse e che queste vengano spese per colmare le lacune, anzitutto infrastrutturali, di un territorio che produce una fetta rilevante della ricchezza nazionale”.

“Non si può essere federalisti a parole e poi muoversi in una direzione opposta – concludono Brambilla e Civati. I 140 milioni destinati al comune di Catania sono più di quanto finora il governo ha stanziato per l’Expo. Lega Nord che dice?”.

Nessun cenno allo spreco di denaro pubblico fatto con la concessione di un finanziamento straordinario di 500 mila euro alla città di Roma per pagare parte dei debiti, (si parla di qualcosa vicino ai 9 miliardi di euro), prodotti dalla gestione diciamo così disinvolta, nel suo ruolo di sindaco di Roma, dall’attuale segretario del PD Walter Weltroni.

Chiedo a Penati, Brambilla e Civati, è forse meglio che in Brianza questo non si sappia ?

A quando un analogo appello al popolo della Brianza per farlo riflettere sulla complicità in loro danno della coppia Berlusconi – Veltroni ?

I leghisti (anche se non tutti) hanno avuto almeno il buon senso di tacere sia nel caso di Roma che in quello di Catania.