Umberto Eco da “Il nome della rosa” a “Il nome della via” ci perde

Ma Furio Colombo “mancu cugghiunia” !

Circola da un pò una “bufala” mediatica relativamente a Castellammare del Golfo, alle sue amministrazioni (tutte accomunate in un sol fascio, si può proprio dire in questa circostanza), e di conseguenza ai suoi abitanti, come se questi ultimi di disgrazie già non ne avessero abbastanza tra mafiosi, piromani, e inquinatori di ogni tipo.

Umberto_Eco_01E’ stato lo scrittore di fama internazionale Umberto Eco, per primo, a dare rilievo nazionale alla “bufala” riproponendola nella sua rubrica “La bustina di Minerva”, che Eco cura da anni sul noto settimanale “L’Espresso“, nel numero in edicola venerdì 11 luglio:

Scrive Umberto Eco:

Il fatto che più colpisce è che a Castellammare del Golfo (Trapani) è stata intitolata una via a Telesio Interlandi (tra l’altro, neppure nato da quelle parti). Telesio Interlandi non era uno scienziato altrimenti rispettabile come Pende o un giurista rispettato anche nell’Italia post-bellica come Azzariti, ma uno sporco mascalzone che ha dedicato la vita intera a seminare odio razzista e antisemita con la rivista “La difesa della razza”. Chi sfoglia le annate di questa rivista, o ne legge l’antologia raccolta da Valentina Pisanty (Bompiani), si rende conto che solo un  personaggio in completa e servile malafede poteva pubblicare le menzogne e le assurdità tipiche di quella pubblicazione. Dimenticavo, sempre in quegli anni, Interlandi aveva pubblicato un “Contra judaeos” e anche chi non sa il latino può intuire quale fosse la sua missione”.

colomboPochi giorni dopo, il diciotto, il noto giornalista e già parlamentare Furio Colombo nel corso della trasmissione televisiva di RAI3Linea Notte” ha riproposto nuovamente la “bufala“.

Ma perchè il fatto che a Castellammare del Golfo esista una via dedicata al razzista ed antisemita Telesio Interlandi non è una notizia ed è invece una “bufala” ?

Semplicemente perchè a Castellammare del Golfo non esiste ne mai ci si è sognati di far esistere una via “Telesio Interlandi” ma solo una via “Interlandi” la cui denominazione come tale, senza dubbio alcuno, è precedente alla data di morte dello “sporco mascalzone” Telesio, il quale lasciò questa terra solo il 15 gennaio 1965.
Ora come è noto in Italia non è possibile dedicare vie o piazze a personaggi viventi, anzi sino a qualche decennio fa non era possibile dedicare vie o piazze prima che fossero trascorsi dieci anni dalla morte, ne Castellammare del Golfo è stata mai amministrata da fanatici di destra tali da sfidare la legge pur di intestare una via, ad un razzista.

Tralasciando ogni altra considerazione (cosa che si potrebbe pur fare, ma che non si ha nessuna intenzione di fare qui ed ora) sui possibili perchè questa via abbia tale denominazione, e in onore di chi, resta il fatto che non dico io (relativamente giovane) ma, genitori e nonni viventi di quelli della mia età possono confermare che tale via l’hanno conosciuta sempre e soltanto come via “Interlandi”.

Ed allora, alla Hillary Clinton ci sentiamo scherzosamente di affermare “Shame on you Umberto Eco !” ed anche “Shame on you Furio Colombo !“.

Ma non c’è nessun altro qui tra i locali che si deve vergognare ?

 

Per “La grande storia” di RAI 3 puntata dedicata a Piersanti Mattarella

Questa sera alle 23,05 su Rai Tre andrà in onda una puntata de La grande storia dedicata alla figura e alla vicenda umana e politica del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, ucciso il 6 gennaio del 1980.

Nato a Castellammare del Golfo il 24 maggio del 1935, Piersanti Mattarella, allora presidente della Regione Siciliana, allievo di Aldo Moro, l’uomo che voleva tagliare alla radice i rapporti tra mafia e amministrazione in Sicilia, fu trucidato a Palermo di fronte alla famiglia da un killer rimasto senza nome. Fu assassinato dalla mafia in auto, la mattina dell’Epifania, il 6 gennaio del 1980, mentre con la moglie e i figli stava andando a Messa.

Nel documentario i più stretti congiunti e altri (la moglie Irma, i figli Maria e Bernardo, il fratello Sergio, i collaboratori Leoluca Orlando e Salvatore Butera, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il presidente della commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu, l’avvocato Francesco Crescimanno) rievocano l’omicidio, la formazione religiosa, l’impegno politico e l’attività amministrativa di Piersanti Mattarella.

Il documento ricostruisce la sua formazione religiosa, l’impegno politico e civile, indaga sulle possibili cause della sua morte e ripercorre l’accidentato cammino processuale che portò alla condanna all’ergastolo dell’intera cupola di Cosa Nostra, senza però riuscire a fare luce sui misteri di questo gravissimo delitto politico.

“Piersanti era una persona serena, che amava la vita, sempre attenta a non sacrificare alla politica gli spazi di vita familiare. Era legatissimo alla moglie, ai figli, ai suoi genitori. Era, in definitiva, una persona normale. Questa e’ una cosa che potrei dire di Piersanti, come di altre persone che sono state uccise perche’ difendevano la legalita’ e che ho conosciuto, da Falcone a Borsellino e a Chinnici: persone normali che amavano la vita, il futuro, con un forte senso della propria dignita’ e del ruolo che rivestivano, che non volevano piegarsi alla sopraffazione, alla prepotenza mafiosa, alla minaccia della violenza”.

Lo ha detto Sergio Mattarella, fratello di Piersanti, intervistato da ‘Il Settimanale’ della Tgr Sicilia.

“Io credo che nessuno di questi uomini avesse la vocazione a fare l’eroe, ma avevano questo senso della dignita’ del proprio ruolo e di se stessi”, ha concluso Sergio Mattarella.