Sergio Mattarella è stato eletto giudice costituzionale

Sergio Mattarella e’ stato eletto, questa sera, giudice della Corte costituzionale dal Parlamento, riunito in seduta comune, alla quarta votazione con l’Assemblea in numero legale.
Mattarella ha ottenuto 572 voti, a fronte di una maggioranza richiesta di 571, che corrisponde al quorum dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea.
I votanti, secondo i calcoli ufficiosi, sono stati 786. Luciano Violante ha ottenuto 69 preferenze.
Fino alla terza votazione la maggioranza richiesta era di 634 voti che non era stata mai raggiunta dal candidato del centro-sinistra per la contrarietà dei radicali e dell’IDV di Di Pietro.
Insomma un piccolo assaggio di tutti i difetti di una possibile maggioranza di centro-sinistra vecchio stile.
Su Sergio Mattarella e sul perchè era politicamente giusto eleggerlo alla consulta vi rinvio a questo post.

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Costi della politica, la denuncia dei Radicali

I lussi dei deputati costano 138 milioni

Denuncia dei radicali: la Camera spende novemila euro al mese per l’affitto di un ufficio a ogni onorevole

“Se a una cena tra amici qualcuno vi raccontasse che la Camera dei deputati spende circa nove mila euro al mese per pagare l’affitto di un ufficio per ogni deputato probabilmente non ci credereste. «Forse a quel prezzo sarebbe meglio affittare una stanza al Grand Hotel», scherza, ma non troppo Rita Bernardini, la deputata radicale che si è battuta per avere l’elenco di convenzioni, consulenze e fornitori della Camera fino a minacciare uno sciopero della fame. A darle pronta soddisfazione, facendole trasmettere subito i conti segreti del Palazzo ci ha pensato Gianfranco Fini, «il primo presidente della storia sensibile a queste vicende», lo ha definito Marco Pannella, che ieri ha squadernato con i suoi compagni di partito questa sfilza di numeri: «Carte che parlano da sole, dal cui studio è impossibile che non venga fuori roba da codice penale».

Dalla gran mole di dati spunta fuori pure una convenzione tra la Camera e il Centro Diagnostico Pantheon, non a carico del bilancio di Montecitorio (è finanziata con una quota di 800 euro al mese che ogni singolo deputato versa ad un Fondo di Solidarietà ma che consente agli onorevoli e ai loro familiari (anche se coppie di fatto) di ricevere rimborsi per interventi di chirurgia plastica e di accedere ad una serie di prestazioni: cura del sonno a 516,46 euro, shiatsuterapia a 75 euro, elettroscultura o ginnastica passiva a 75 euro, balneoterapia con 1860 euro di plafond annuo e 3100 euro l’anno per la psicoterapia.

Ma la voce più significativa che incide direttamente sui 138 milioni e passa di euro che la Camera spende per fornitori e contratti vari è proprio quella degli uffici, con un versamento alla società «Milano 90 srl» del gruppo Scarpellini di 46,5 milioni di euro solo per l’affitto di Palazzo Marini: una serie di immobili dislocati tra via del Tritone e piazza San Silvestro che nel 2007, denuncia il segretario dei Radicali, Mario Staderini, «costavano 30 milioni di euro e su questo ho bisogno di risposte da parte della Camera. Montecitorio e il Senato hanno in locazione da privati o dal demanio ben 22 immobili per un totale di 204 mila metri quadri, mentre il museo del Louvre ne ha solo 60 mila. E gran parte di questi 204 mila metri quadri sono ripartiti nelle strutture di palazzo Marini destinate agli uffici dei deputati». Uffici che, a sentire la Bernardini, «non servono a nessuno, io ci ho messo piede solo un paio di volte».

Scorrendo i dati messi on line sul sito dei Radicali si scopre poi che la «Milano 90 srl» fornisce alla Camera non solo la locazione degli uffici, ma anche servizi di ristorazione delle mense di via del Seminario e di Palazzo Marini (2.670.480 euro annui), mentre la ristorazione per deputati e dipendenti di Montecitorio è fornita dalla «Compass Grup Italia spa», che secondo il bilancio di previsione, riceverà nel 2010 3.857.712 euro. E non sono poche le voci che superano il milione di euro: per l’affitto di posti auto e moto vengono pagati 787 mila euro alla «Colonna srl», oltre 112 mila euro alla «Edilcrispi srl», 222.196 euro alla «Saba Italia spa», mentre per il lavaggio e la custodia delle vetture, la «Co.pisa.scrl» riceve 418 mila euro all’anno. Per la manutenzione della tappezzeria e falegnameria e per l’acquisto di arredi, la Camera versa 1.214.400 euro alla «Troiani srl», mentre i servizi di pulizia nel 2010 costeranno circa 5 milioni di euro.”

da LaStampa.it

Qui la Conferenza Stampa in Audio-video e qui i conti

Che violenti quei radicali !

L’ironia di Bossi

Dopo la presa di posizione del premier, sul caso liste è intervenuto anche il Senatur: “Io direi che come segretario avrei mandato a portare le liste delle persone perbene – ha detto Bossi da Rodengo Saiano (Bs) – ma anche qualche persona decisa. Farsi mettere sotto, farsi impedire di presentare le liste dai radicali è il massimo. E’ gente che digiuna e che quindi non ha molte energie addosso”.

Bossi ha quindi aggiunto: “Berlusconi dice che sono stati i radicali a impedirci di presentare le liste. Io non mi sarei fatto fermare da gente che non mangia, che digiuna, che non ha energia addosso, in corpo. Può darsi benissimo che ci sia bisogno di rivedere la legge sulla presentazione delle liste”.

da TGCOM

I Radicali non se la bevono, faranno saltare il tavolo ?

Un comunicato stampa dei Radicali della lista Bonino-Pannella fa intuire che, dall’accordo tra soggetti che ci hanno messo la faccia (Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano) e tutti gli altri (ancora da individuare) che sono rimasti nell’ombra, loro come sempre sono fuori e hanno tutta l’intenzione di rimanerci, perchè per loro “Parigi non vale una messa”.

OCCORRE TENERE PRESENTE IL MONITO DI BENEDETTO CROCE: ESISTONO MOMENTI NELLA STORIA IN CUI È NECESSARIO CHE VI SIA PUR QUALCUNO PER IL QUALE PARIGI NON VALGA UNA MESSA

6 marzo 2010

Questa mattina, nel corso di una riunione fra gli esponenti e dirigenti dei vari soggetti radicali con Emma Bonino e Marco Pannella, è stato affrontato il dilemma delle scelte da assumere: se sia possibile tuttora continuare a giocare con i bari, in una situazione in cui lo Stato non riesce a rispondere ad esigenze che non siano di Regime.

Sì è quindi deciso di convocare una Assemblea nazionale dei Radicali per martedì prossimo, a Roma, in luogo da precisare, per discutere pubblicamente delle decisioni da assumere, convinti che nessuna scelta in questo momento debba essere data per scontata.

Occorre tenere presente il monito di Benedetto Croce: esistono momenti nella storia in cui è necessario che vi sia pur qualcuno per il quale Parigi non valga una messa.

Roma, 6 marzo 2010

*** – Update

E Berlusconi disse a Napolitano: scateno la piazza

di Marco Conti

ROMA (6 marzo) – «Non ho bisogno della tua firma». Duro, durissimo Silvio Berlusconi al Capo dello Stato è arrivato a prospettare non solo l’inutilità della sua firma sotto al decreto legge, ma anche l’uso della piazza per contestare «una decisione che priva del diritto di voto milioni di cittadini».

La tensione con Giorgio Napolitano della sera precedente è stato di una durezza tale che solo ieri mattina è stato – forse soltanto in parte – recuperato il rapporto tra i due grazie alla telefonata che ieri mattina Gianni Letta ha imposto al Cavaliere: «Chiama Napolitano altrimenti non ne usciamo». Il consiglio del sottosegretario e di qualche ministro è stato raccolto dal presidente del Consiglio solo nella tarda mattinata.

Ripristinato un clima di «confronto istituzionale», come ieri sostenevano alcuni deputati del Pdl, è ripresa una trattativa difficile e complicata dalla voglia del Cavaliere di ”mettere una pezza” anche sul pasticcio compiuto a Roma, mentre leghisti ed ex An mostravano qualche cautela in più nei confronti del presidente della Repubblica e si sarebbero accontentati di sanare le irregolarità milanesi.

Fini e Berlusconi però non ci stavano a veder sacrificato il Lazio per colpa di una baruffa interna al Pdl romano. Mentre il presidente della Camera si è però mantenuto in posizione defilata pur dando il suo via libera, il Cavaliere, sbollita l’ira nei confronti del partito, ha puntato diritto ad un provvedimento d’urgenza superando anche l’iniziale «niente decreto» che il ministro Maroni aveva pronunciato qualche giorno fa.

Proprio al ministro dell’Interno è toccato ieri il compito di scendere in sala stampa per spiegare il testo di un decreto che di fatto sana le irregolarità di Milano e permette al Pdl romano di presentarsi nuovamente negli uffici elettorali.

La trattativa con il Colle ha fatto slittare di oltre un’ora il consiglio dei ministri e il via-vai di bozze e note con i tecnici del Quirinale è andato avanti mentre il Cavaliere al telefono parlava ai partecipanti di una manifestazione elettorale. Trovata la quadra solo poco prima delle dieci di sera, è iniziato un consiglio dei ministri riunitosi a ranghi ridotti per le numerosissime assenze.

Intorno ad un tavolo oltre al presidente del Consiglio, i ministri Maroni, Calderoli, Meloni e La Russa. La discussione è stata breve anche perché la pattuglia dei ministri presenti aveva sperimentato nei giorni scorsi la furia del presidente del Consiglio. La stessa che la sera precedente il Cavaliere era riuscito a sbollire solo verso le due di mattina grazie alla compagnia di un gruppo di giovani che il presidente del Consiglio ha fatto salire a palazzo Grazioli per «una pizzetta».

Restano ora nel Pdl la preoccupazione per le conseguenze del braccio di ferro ingaggiato con Quirinale giovedì sera alla presenza dei ministri La Russa, Maroni, Calderoli e del sottosegretario Letta. «Per un momento ho temuto che venissimo sbattuti fuori – ha raccontato uno dei ministri presenti alla scena – i due non si sono nemmeno salutati».

Se per il ministro Gelmini «il decreto non è assolutamente un golpe», per Berlusconi rischiare di perdere un milione di voti e una regione era troppo pericoloso e in grado di compromettere anche la tenuta del governo. Il grazie che nella tarda serata di ieri il presidente del Consiglio tributa alle «istituzioni per la collaborazione» e non al Quirinale, la dice lunga sull’entità dello strappo.

da Il Messagero

*** Update

(AGI) – Genova, 6 marzo – “Lasciamo fuori il Presidente Napolitano. Non e’ il suo mestiere entrare nel merito dei decreti. Il governo ha la responsabilita’ di questo decreto. E’ a lui che bisogna rivolgersi”. Lo ha affermato Pier Luigi Bersani, a Genova per l’apertura dalla campagna elettorale del Pd intervenendo sulla polemica riguardo al decreto ‘salva liste’.

Elezioni Europee aggiornamento sondaggio Digis per Sky del 11 maggio 2009

Il sondaggio Digis per Sky Tg24 pubblicato oggi 11 maggio e realizzato tra l’otto ed il dieci maggio 2009, non rileva particolari cambiamenti rispetto alla precedente rilevazione del 4 maggio 2009.

Variazioni superiori o uguali al mezzo punto per: la Lega Nord che passa da un precedente 10,4 % all’attuale 9,5 % e di Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani che passa dal 4,0 % precedente al 3,5 % attuale. In diminuzione anche gli “Altri“, dati allo 1,2 % nella precedente rilevazione, si riducono ora al 0,7 %.

Tali più consistenti perdite, e quelle di minore entità, vanno a beneficio di: Radicali, dati allo 1 % (non rilevati precedentemente), Sinistra e Libertà, dal 2,2 % precedente al 3,0 % attuale , ed infine, ma in misura minima, per MPA+La Destra ed Udc.

Le cose più interessanti si registrano, diciamo così, in “zona retrocessione”, quella dei partiti che tentano di realizzare il 4%, e tra i quali man mano che ci si avvicina alla scadenza elettorale scendono le quotazioni di Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani e salgono quelle di Sinistra e Libertà e di Mpa+La Destra.

Tuttavia tutte e tre le formazioni dovranno faticare ancora parecchio per portare a casa il risultato.

Sondaggio Politico-Elettorale

Sondaggio Politico-Elettorale

 

Osservatorio SKY Digis – Pubblicato all’interno del TG SKY del 11 maggio 2009 – Pubblicato il 11/5/2009.

Autore: Digis S.r.l.

Committente/ Acquirente: Digis S.r.l.

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione rappresentativo dell’universo di riferimento per sesso, età, area geografica, ampiezza comune di residenza e condizione professionale

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche assistite dal sistema C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: Totale casi: 2000 – Universo di riferimento: popolazione italiana maggiorenne

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 08/05/2009 ed il 10/05/2009
QUESTIONARIO

 
QUESITO n.1

 
Domanda : Se domani si votasse per le elezioni europee, per quale partito voterebbe? .