Di solito si comincia così

Atto ispettivo alla provincia di Trapani

(ANSA) – TRAPANI, 4 APR – La Prefettura compira’ un atto ispettivo alla Provincia regionale di Trapani per verificare l’eventuale ingerenza della mafia in seno alla giunta, guidata fino ad agosto scorso dal deputato regionale dell’Udc, Mimmo Turano, e al consiglio, presieduto da Peppe Poma, fino allo scorso novembre esponente dell’Udc. Gli ispettori passeranno al setaccio, gli atti dei politica implicati, a vario titolo, in inchieste di mafia.

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Se “Antimafia” diventa solo una parola

La vicenda la ricorderete tutti ed è quella di Vincenzo Parisi titolare, assieme a Pietro Pipitone, dell’impresa di calcestruzzi Celso di Balata di Baida, frazione di Castellammare del Golfo, che a ferragosto 2007 venne praticamente distrutta da un attentato incendiario di matrice mafiosa.
I titolari sono tra i pochi imprenditori, tra quelli che lavorano in provincia di Trapani, ad avere deciso di denunciare le pressioni mafiose  ricevute ed oggi sono iscritti tra le parti offese di un processo che va a incominciare.

Ebbene a distanza di due anni da quell’attentato, dopo la denuncia all’attività giudiziaria, attesi i tempi delle indagini, e richiesti alla prefettura gli aiuti, le provvisionali che per legge sono previste a favore di coloro i quali hanno subito la protervia mafiosa, l’estorsione, il fuoco distruttore e l’hanno denunciato, i titolari della impresa di calcestruzzi Celso di Balata di Baida continuano incredibilmente a rimanere in attesa di risposta, vittime della mafia prima e dello scaricabarile delle istituzioni poi.

Tutta la vicenda la trovate raccontata qui da Rino Giacalone

Non ci volevo credere, ma sembra che in Prefettura ignorino chi era Peppino Impastato

Copio paro paro da Marsala.it

Una piazza a Impastato? Per la Prefettura serve il curriculum

Venerdì 23 Gennaio 2009 13:56

”Se un prefetto della Repubblica o i suoi collaboratori in servizio in Sicilia ignorano chi siano le vittime della mafia e quale sia la storia delle loro battaglie, e’ bene che quel prefetto o i suoi collaboratori cambino immediatamente mestiere”. E’ il commento Claudio Fava, segretario nazionale di Sinistra Democratica alla notizia che la Prefettura di Trapani ha chiesto al comune di Marsala il curriculum di Peppino Impastato, a cui il Consiglio comunale della nostra ha deciso di intitolare una piazza.

”Ora al Ministro Maroni – conclude il parlamentare europeo eletto in Sicilia – chiediamo la rimozione del Prefetto o dei suoi collaboratori responsabili della richiesta di curriculum di Peppino Impastato e le scuse del governo ai siciliani”

La vicenda ha dell’incredibile, e testimonia ancora una volta come le ragioni della burocrazia prevalgano sul buon senso. In pratica, su proposta del consigliere Gesone, il Consiglio Comunale aveva deciso tempo fa di approvare una mozione per intitolare la piazzetta di fronte al Pascoli a Peppino Impastato, giornalista di Cinisi ucciso dalla mafia ed eroe per tutti i giovani siciliani grazie anche al successo del film biografico “I cento passi”.

Qualche tempo fa, non senza polemiche, Gesone aveva addirittura chiesto in aula le dimissioni dell’Assessore all’ Urbanistica Sammartano perchè la Commissione toponomastica ancora non aveva dato attuazione alla disposizione del Consiglio.

Ora finalmente tutto è pronto, ma….la Prefettura ha chiesto al Comune di inviare “una breve nota biografica” che giusitifichi l’intitolazione della piazza a Impstatato. Sammartano dichiara: “Tutti gli atti erano stati trasmessi in Prefettura a suo tempo, non so nel dettaglio cosa voglia ancora la Prefettura”.

Ma siamo matti ?

Ancora su “Della cosa loro di Sicilia e della cosa nostra di Salemi”

Torno sull’argomento per segnalare altri elementi di conoscenza ed approfondimento, relativi alle due vicende segnalate nel post precedente.

Il primo elemento è che la figlia dell’assessore regionale Giovanni Ilarda, Giuliana, aveva già lavorato presso un assessorato regionale, quello retto allora dalla ex magistrata, (anche lei come il padre, e poi dici la casta), Agata Consoli, nel suo ufficio di gabinetto e con il precedente governo.
Per cui oggi vi è chi si chiede: “Viene tuttavia trascurato il fatto che Giuliana Ilarda avesse già lavorato, legittimamente, in un ufficio di gabinetto alle dipendenze di un assessore-magistrato, Agata Consoli. Non era certo l’unico congiunto di personaggi influenti. Gli uffici di gabinetto sono ospitali e generosi. E affidare a personale esterno incarichi a tempo determinato che potrebbero essere espletati da dirigenti regionali in servizio non è una consuetudine recente. Ma nessuno ha sollevato la questione in passato. Chissà per quale ragione ?“.

Il secondo elemento di riflessione lo trovate integralmente qui ed è la risposta del Presidente di Sos Italia Libera, Nino Ippolito, al giornalista Rino Giacalone, nel quale Nino Ippolito a parte le ovvie espressioni polemiche sul “giornalismo a tesi“, sulla “vigliacca considerazione fondata sul nulla“, sul “cronista saldamente incollato alla sua scrivania” e infine sulla “supponente ed imbarazzante aurea mediocritas“, contesta le affermazioni non dimostrate di Rino Giacalone:

“Spacciando per veri pressuposti completamente inventati, il cronista fa discernere una serie di considerazioni fuorvianti e volutamente ambigue. L’associazione regionale contro il racket e l’usura “Sos Italia Italia Libera”, costituita a Salemi circa un mese e mezzo fa, non ha mai chiesto l’utilizzo o l’assegnazione di terreni o immobili confiscati alla mafia, men che meno i terreni confiscati al mafioso Salvatore Miceli. Né, del resto, l’associazione ha manifestato l’intenzione di farlo, per il semplice fatto che non è tra i suoi compiti la gestione di terreni o l’esercizio di attività di natura economica.

Se solo Giacalone avesse esercitato il più elementare dovere del lavoro giornalistico, e cioè la verifica e il riscontro delle notizie, avrebbe appreso che i terreni da lui falsamente trasformati in oggetto di interesse da parte dell’associazione, sono stati ufficialmente chiesti in assegnazione dalla “Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus” presieduta da Piero Sardo (che sui terreni ha peraltro già fatto un sopralluogo) con sedi a Firenze e Bra, che intende impiantarvi dei campi sperimentali, e che il Comune di Salemi, già un mese fa, ha scritto alla Prefettura di Trapani manifestando l’intenzione di assegnarli proprio a questa prestigiosa istituzione.”