A proposito della protesta di Paola Caruso, ancora una volta con parole di altri

piti scrive: 17 novembre 2010 – 12:51:04

“Di offensivo c’è come si fanno leggi ipocritamente volte a sfruttare e ricattare chi lavora e poi lo si nega. E non sono parole da rottame leninista. Se anche il governatore di Bankitalia dice che il precariato è eccessivo, non credo sia per sue antiche nostalgie da descamisado.
In realtà, una parte non marginale della sottrazione di diritti ai lavoratori è frutto di un odio di classe totalmente svincolanto dalle necessità di gestione d’impresa.
Poi, ci sono quelli che più li freghi e più dicono che va bene e non ci sono altenative. E’ un modo come un altro per tutelarsi psichicamente, sposare il punto di vista della pallottola che ti sta per colpire.
Dopodichè, di Paola Caruso so zero, e magari è una mitomane millantatrice, ma ciò che denuncia è sacrosanto.”

commento al pezzo di Marco Simoni “Paola Caruso e l’emergenza nazionale” su “Il Post

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ipse dixit:

Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari” si hanno “effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità“.

ed ancora:

rimane diffusa l’occupazione irregolare stimata dall’Istat in circa il 12 per cento del totale dell’unità di lavoro

ed infine non risponde a verità che la diminuzione della crescita del prodotto per abitante “sia media di un Nord allineato al resto d’Europa e di un Centro-Sud in ritardo. Così non è“.

Ora sarà il caso che il governatore lo spieghi, come minimo, a Bossi, Berlusconi, Casini, Bersani, Bonanni, Sacconi e Marchionne.

Precari siciliani della pubblica ammnistrazione novità positive dal Senato

Approvato ieri sera in commissione Bilancio della Camera un emendamento, (a parere di molti chiesto e fortemente voluto direttamente dal Presidente del Senato onorevole Renato Schifani), con il quale è stato ulteriormente modificato, (dopo le modifiche truffa dei giorni scorsi), l’articolo 14 del decreto 78.

Il testo così modificato, votato all’unanimità dai componenti della commissione Bilancio (5a) rimedia alle due questioni che più interessavano i precari del comune di Castellammare del Golfo, consentendo la possibilità della proroga dei contratti seppure per un anno.

La medesima commissione con la seduta di ieri sera ha concluso i suoi lavori ed il testo passa ora all’aula dovre il presidente della commissione Azzolini riferirà il 13 luglio. Il voto finale sul documento è previsto giovedì 15 luglio.

Questo il resoconto della parte della seduta dedicata alla discussione ed all’approvazione dell’emendamento 14.5000.

Il presidente AZZOLLINI illustra l’emendamento 14.5000, pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna. Esso raggruppa una serie di questioni già discusse in precedenza quali le misure per lo stato di dissesto dei Comuni della provincia de L’Aquila, risolve un problema di un vincolo posto dall’articolo 14 alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili della Sicilia (lettera b) e favorisce l’applicazione del patto di stabilità interno degli enti commissariati (lettera c). Infine la proposta prevede un intervento per assicurare lo svolgimento delle funzioni di Autorità nazionale anti corruzione, nonché misure per la funzionalità del Comitato atlantico italiano. Esprime poi parere contrario su tutte le altre proposte, ad eccezione degli emendamenti 14.124 (testo 2) , 14.109 e 14.115 sui quali esprime un parere favorevole.

Il sottosegretario CASERO esprime avviso conforme al Relatore.

Si passa alla votazione delle proposte accantonate all’articolo 14.

In dichiarazione di voto favorevole sulla proposta 14.1 (testo 2) interviene il senatore BALDASSARRI(PdL), rilevando come essa si ponga in alternativa al taglio orizzontale dei trasferimenti proposto dal Governo. Lo scambio politico proposto dall’emendamento è quello di sostituire i tagli orizzontali con un blocco “verticale” della spesa per l’acquisto di beni e servizi. D’altro canto quest’ultima è una voce di spesa che nel corso degli anni ha avuto un andamento di crescita esponenziale, determinando un incremento delle partite debitorie. Rispetto agli 8,5 miliardi di tagli proposti dal Governo, l’emendamento produce un risparmio di 12,2 miliardi senza intaccare le prestazioni sanitarie, ma razionalizzando l’utilizzo di beni di consumo.

Il senatore LEGNINI (PD) invita ad accogliere l’emendamento che potrebbe in parte affrontare un nodo irrisolto della manovra: il rapporto tra Stato centrale e autonomie locali. Questo tema non si è risolto nemmeno dopo l’incontro tra il Presidente del Consiglio e i Governatori delle Regioni, mentre i tagli proposti con la manovra per quantità e modalità sono inaccettabili. L’approccio suggerito dall’emendamento 14.1 (testo 2) è più sostenibile ed incide in modo più efficace sugli sprechi.

In esito a distinte votazioni sono respinte le proposte 14.1 (testo 2), 14.87 e 14.106.

In dichiarazione di voto contrario sulla proposta 14.109 interviene il senatore CECCANTI (PD) il quale sottolinea che l’emendamento va nella direzione opposta rispetto a quanto indicato nel parere della 1ª Commissione.

Con distinte votazioni la Commissione approva la proposta 14.109 e 14.115.

La Commissione approva poi l’emendamento 14.5000, intendendosi così assorbiti gli emendamenti accantonati 14.1000/12, 14.1000/14 e 14.1000/120.

E questo il testo dell’emendamento 14.5000 approvato.

14.5000

IL RELATORE

All’articolo 14, apportare le seguenti modificazioni:
dopo il comma 14-bis aggiungere il seguente:
“14-ter. I comuni della Provincia dell’Aquila in stato di dissesto possono escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto di stabilità interno relativo a ciascun esercizio finanziario del trienno 2010-2012 gli investimenti in conto capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010, anche a valere sui contributi già assegnati negli anni precedenti, fino alla concorrenza massima di 2,5 milioni di euro. E’ altresì autorizzata la spesa di 2 milioni di euro, per l’anno 2010, quale contributo ai Comuni di cui al presente comma in stato di dissesto finanziario per far fronte al pagamento dei debiti accertati dalla Commissione straordinaria di liquidazione, nominata con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’interno, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 254 e 255 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.”
dopo il comma 24-bis aggiungere il seguente:
“24-ter. Resta fermo che le disposizioni di cui al comma 9 non si applicano alle proroghe dei rapporti di cui all’articolo 14 comma 24-bis.
dopo il comma 33 aggiungere i seguenti:
“33-bis. All’articolo 77-bis del decreto-legge n. 112 del 2008 convertito dalla legge n. 133 del 2008, sono apportate le seguenti modificazioni:
dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
“4-bis. Per gli enti per i quali negli anni 2007-2009, anche per frazione di anno, l’organo consiliare era stato commissariato ai sensi dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, si applicano ai fini del patto di stabilità interno le stesse regole degli enti di cui al comma 3, lettera b), del presente articolo; prendendo come base di riferimento le risultanze contabili dell’esercizio finanziario precedente a quello di assoggettamento alle regole del patto di stabilità interno.”;
dopo il comma 7-quinquies, è aggiunto il seguente:
“7-sexies. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono considerate le risorse provenienti dai trasferimenti di cui ai commi 704 e 707 dell’articolo 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006, né le relative spese in conto capitale sostenute dai Comuni. L’esclusione delle spese opera anche se effettuate in più anni, purché nei limiti complessivi delle medesime risorse.”.
“33-ter. L’attuazione delle misure di cui ai commi 14-ter e 33-bis è consentita nei limiti della corrispondente rideterminazione degli obiettivi finanziari previsti ai sensi del comma 1, lettera d), che, a tal fine, sono conseguentemente adeguati con la deliberazione della Conferenza Stato-città ed autonomie locali prevista ai sensi del comma 2, ottavo periodo e recepiti con il decreto annuale del Ministro dell’interno ivi previsto”.
Conseguentemente:
All’articolo 7, dopo il comma 31, aggiungere i seguenti:
“31-bis. Per assicurare lo svolgimento delle funzioni di Autorità nazionale anticorruzione, ai sensi dell’articolo 6 della legge 3 agosto 2009, n. 116, da parte del Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, è autorizzata la spesa di euro 2 milioni per l’anno 2011. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n 307”.
“31-ter. Al fine di assicurare la funzionlità del Comitato atlantico italiano, incluso nella tabella degli enti a carattere internazionalistico di cui alla legge 28 dicembre 1982, n. 948, e successive modifiche ed integrazioni, è assegnato un contributo straordinario a favore dello stesso di 250.000 euro per l’anno 2011. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito con modificazioni dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307”.

Lavoratori precari siciliani degli enti locali, facciamo il punto, precari o disoccupati ?

Per ora nella seduta pomeridiana di ieri 6 luglio 2010 della commissione Bilancio (5a) del senato c’è stata l’approvazione dei due emendamenti che in qualche modo riguardano, anche se non esclusivamente, i precari siciliani.
Che poi siano applicabili o meno e quindi daranno luogo al prosieguo dei rapporti di lavoro o meno, dei precari negli enti locali siciliani, è tutt’altra storia, con buona pace del senatore Nania del Pdl che dalle prime pagine dei giornali dell’isola si premura di rassicurare tutti i lavoratori precari, candidati alla disoccupazione, e bacchettare il governatore dell’isola Raffaele Lombardo che ha lanciato l’allarme.

Relativamente poi al patto di stabilità del comune di Castellammare del Golfo, e degli altri comuni reduci da infiltrazioni mafiose (complicazione nella complicazione), si segnala che in sede di illustrazione dei sub emendamenti all’emendamento 14.1000 dai resoconti parlamentari risulta che:

” Il senatore FERRARA (PdL), nel riferirsi alla proposta 14.1000/12, sottolinea che essa affronta un tema estremamente delicato, come quello della sottoposizione alle regole del patto di stabilità interno degli enti locali di cui è stato disposto il commissariamento per infiltrazioni di carattere malavitoso. Pertanto, considerata la rilevanza delle questioni affrontate, chiede al relatore e al rappresentante del Governo di compierne un maggior approfondimento, anche accantonandone temporaneamente l’esame.”.

“La Commissione conviene di accantonare il subemendamento 14.1000/12 e di procedere all’espressione dei pareri ed alla votazione dei restanti subemendamenti.”

“Il RELATORE esprime parere contrario su tutti i subemendamenti riferiti all’emendamento 14.1000, ad eccezione del subemendamento 14.1000/12. Propone altresì di accantonare l’esame dell’emendamento 14.1000/120 (pubblicato in allegato al presente resoconto) presentato dal senatore LUSI (PD), per discuterlo insieme alla proposta 14.1000/12.”.

“Il rappresentante del GOVERNO esprime medesimo avviso del relatore sui subemendamenti e parere favorevole sull’emendamento 14.1000 (testo 2).”

“Si passa alla votazione dei subemendamenti riferiti alla proposta 14.1000 (testo 2).”

“Con successive distinte votazioni sono respinti i subemendamenti da 14.1000/1 a 14.1000/9.”

“Con successive votazioni sono quindi respinti i subemendamenti 14.1000/10, 14.1000/11, 14.1000/13 e 14.1000/14.”

“È quindi posto ai voti ed approvato l’emendamento 14.1000 con le modifiche apportate.”

E questo è il testo dell’emendamento 14.1000 con le modifiche apportate:

14.1000 (testo corretto)

IL RELATORE

All’articolo 14, apportare le seguenti modificazioni

a) Il comma 2 dell’articolo 14 è sostituito dal seguente:

“2. Il comma 302 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e` abrogato e al comma 296, secondo periodo, dello stesso articolo 1 sono soppresse le parole «e quello individuato, a decorrere dall’anno 2011, in base al comma 302». Le risorse statali a qualunque titolo spettanti alle regioni a statuto ordinario sono ridotte in misura pari a 4.000 milioni di euro per l’anno 2011 e a 4.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012. Le predette riduzioni sono ripartite secondo criteri e modalità stabiliti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e recepiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, secondo princìpi che tengano conto della adozione di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di stabilità interno e della minore incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente complessiva nonchè dell’adozione di misure di contenimento della spesa sanitaria e dell’adozione di azioni di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi. In caso di mancata deliberazione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e per gli anni successivi al 2011 entro il 30 settembre dell’anno precedente, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è comunque emanato, nel rispetto degli obiettivi finanziari predetti. In sede di attuazione dell’art. 8 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto dal primo, secondo, terzo e quarto periodo del presente comma. I trasferimenti erariali, comprensivi della compartecipazione IRPEF, dovuti alle province dal Ministero dell’interno sono ridotti di 300 milioni per l’anno 2011 e di 500 milioni annui a decorrere dall’anno 2012. I trasferimenti erariali dovuti ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti dal Ministero dell’interno sono ridotti di 1.500 milioni per l’anno 2011 e di 2.500 milioni annui a decorrere dall’anno 2012. Le predette riduzioni a province e comuni sono ripartite secondo criteri e modalità stabiliti in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali e recepiti con decreto annuale del Ministro dell’interno, secondo principi che tengano conto della adozione di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di stabilità interno della minore incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente complessiva e del conseguimento di adeguati indici di autonomia finanziaria . In caso di mancata deliberazione della Conferenza Stato-città ed autonomie locali entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e per gli anni successivi al 2011 entro il 30 settembre dell’anno precedente, il decreto del Ministro dell’interno è comunque emanato nel rispetto degli obiettivi finanziari predetti. In sede di attuazione dell’articolo 11 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto dal sesto, settimo, ottavo e nono periodo del presente comma.”

b) al comma 22, sostituire le parole “di rientro” con le seguenti “di stabilizzazione finanziaria”;

c) al comma 30, primo periodo, sostituire le parole: “per lo svolgimento” con le seguenti: “e omogenea per area geografica per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei comuni con dimensione territoriale inferiore a quella ottimale,”.

d) al comma 31, sostituire le parole: “il completamento dell’attuazione delle disposizioni di cui ai precedenti commi” con le seguenti: “comunque il completamento dell’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 26 a 30”.

e) al comma 32, sono apportate le seguenti modificazioni:

-al secondo e al terzo periodo, le parole “entro il 31 dicembre 2010” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 31 dicembre 2011”;

– è aggiunto in fine il seguente periodo:

“Con decreto del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e per le riforme per il federalismo, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono determinate le modalità attuative del presente comma nonchè ulteriori ipotesi di esclusione dal relativo ambito di applicazione.”

Conseguentemente

All’articolo 5, comma 7, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo, sostituire le parole: “fino a 250.000 abitanti e per le province con popolazione tra 500.000”, con le seguenti: “tra 15.001 e 250.000 abitanti e per le province con popolazione tra 500.001”;

b) al quarto periodo sostituire le parole: “enti territoriali diversi da quelli di cui all’articolo 114 della Costituzione,” con le seguenti: “forme associative di enti locali”.

e questo era il testo dell’emendamento 14.1000/12, né approvato, né respinto ma accantonato ed in quanto tale per il momento mera manifestazione di intenti.

14.1000/12

CENTARO, ALICATA, FLERES

All’emendamento 14.1000, dopo la lettera e), aggiungere la seguente:

«e-bis) dopo il comma 33, aggiungere il seguente:

”33-bis. All’articolo 77-bis del decreto-legge n. 112 del 2008 convertito dalla legge n. 133 del 2008, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:

4-bis. Per gli enti per i quali negli anni 2007-2009, anche per frazione di anno, l’organo consiliare era stato commissariato ai sensi dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, si applicano ai fini del Patto di stabilità interno le stesse regole degli enti di cui al comma 3, lettera b), del presente articolo; prendendo come base di riferimento le risultanze contabili dell’esercizio finanziario precedente a quello di assoggettamento alle regole del patto di stabilità interno;

b) dopo il comma 7-quinquies, è aggiunto il seguente:

7-sexies. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono considerate le risorse provenienti dai trasferimenti di cui ai commi 704 e 707 dell’articolo 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006, né le relative spese in conto capitale sostenute dai comuni. L’esclusione delle spese opera anche se effettuate in più anni, purché nei limiti complessivi delle medesime risorse.”».

Conseguentemente, alla copertura degli oneri, si provvede, per l’anno 2010, mediante corrispondente riduzione del fondo di riserva per le spese impreviste, per gli anni 2011 e 2012, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, come integrato dall’articolo 55, comma 6, del presente decreto-legge e, a decorrere dal 2013, mediante corrispondente riduzione nelle proiezioni a decorrere dall’anno 2012 dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012 nell’ambito del programma «fondi di riserva e speciali» della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2010 allo scopo utilizzando, fino a concorrenza degli oneri, gli stanziamenti di tutte le rubriche.

Sono corrispondentemente ridotti, fino all’importo massimo del 2 per cento, tutti gli stanziamenti di parte corrente della tabella C allegata alla legge n. 191 del 2009 con esclusione degli stanziamenti destinati alla ricerca, all’istruzione e alla sicurezza pubblica.

Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.”

La seduta è proseguita con l’esame dell’emendamento 14.2000 e dei relativi subemendamenti:

“Il senatore FLERES (PdL) manifesta apprezzamento per l’attenzione riservata dal relatore al tema dei lavoratori socialmente utili siciliani. Illustra diffusamente la rilevanza delle problematiche sottostanti a tale situazione lavorativa che, in Sicilia, interessa circa 23.000 lavoratori che operano nell’ambito della pubblica amministrazione senza alcuna prospettiva di certezza per il futuro.

Il senatore PISTORIO (Misto-MPA-AS) fa presente la gravità dei contorni sociali nel cui contesto si inquadrano le vicende del precariato storico della pubblica amministrazione siciliana. Richiama pertanto l’attenzione del Governo alla ricerca di una soluzione sostenibile che garantisca la tenuta del tessuto sociale e della stessa maggioranza di Governo.

Il senatore LUMIA (PD) ritiene che la gestione clientelare e dissennata della spesa pubblica e del personale dipendente da parte della pubblica amministrazione siciliana, richieda una cesura netta con il passato e la ricerca di modelli di sviluppo coerenti con le vocazioni territoriali. Auspica quindi che il relatore ricerchi una soluzione adeguata che non frustri il desiderio di cambiamento della Sicilia.

Il senatore VIZZINI (PdL) auspica che la risoluzione della questione dei lavoratori socialmente utili siciliani possa essere individuata compatibilmente con l’esigenze di certezza finanziaria e la necessità di provvedere alla sicurezza sociale dei lavoratori siciliani.

La senatrice VICARI (PdL) ritiene che il problema dei precari siciliani si scontri con le questioni dello sviluppo regionale, della qualificazione dei dipendenti pubblici e della ricerca di lavoro da parte dei giovani laureati. Chiede pertanto al relatore di verificare che la soluzione elaborata sia compatibile con i vincoli finanziari previsti dal patto di stabilità.”

“Il PRESIDENTE fa presente che già l’articolo 9 del decreto-legge in conversione offre una soluzione per la stabilizzazione del 50 per cento dei dipendenti precari. La soluzione che interessa il restante 50 per cento deve essere resa compatibile con il vincolo del patto di stabilità , con il vincolo della legislazione vigente, nonché con la previsione che le risorse impiegate siano totalmente a carico della Regione Siciliana.”

“Il RELATORE esprime parere contrario su tutti i subemendamenti riferiti all’emendamento 14.2000.

Il rappresentante del GOVERNO esprime medesimo avviso del relatore e parere favorevole sull’emendamento 14.2000.

Con successive e distinte votazioni, tutti i subemendamenti riferiti all’emendamento 14.2000 sono respinti e lo stesso emendamento risulta invece approvato.”.

E questo è il testo dell’emendamento 14.2000

“14.2000

IL RELATORE

All’articolo 14, dopo il comma 24, inserire il seguente:

“24-bis. I limiti previsti ai sensi dell’articolo 9, comma 28, possono essere superati limitatamente in ragione della proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato stipulati dalle regioni a statuto speciale, nonché dagli enti territoriali facenti parte delle predette regioni, a valere sulle risorse finanziarie aggiuntive appositamente reperite da queste ultime attraverso apposite misure di riduzione e razionalizzazione della spesa certificate dagli organi di controllo interno. Restano fermi, in ogni caso, i vincoli e gli obiettivi previsti ai sensi del presente articolo 14. Le predette amministrazioni pubbliche, per l’attuazione dei processi assunzionali consentiti ai sensi della normativa vigente, attingono prioritariamente ai lavoratori di cui al presente comma, salva motivata indicazione concernente gli specifici profili professionali richiesti.”.”.

Precari di Sicilia i deputati siciliani del Pdl li vogliono disoccupati

Lombardo lancia l’allarme sui precari

PALERMO – “Mi giunge notizia che, nonostante le assicurazioni del Governo, nella commissione Bilancio del Senato sarebbe scomparso l’emendamento che consente la continuità lavorativa ai 22.500 lavoratori precari degli enti locali siciliani”.

Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che aggiunge: “Non si tratta di violare il Patto di stabilità, nè di chiedere un euro al Governo, ma, semplicemente, di scongiurare che 22.500 persone, che lavorano, chi da 20 anni chi da almeno 10, siano condannati alla disperazione. So di qualche senatore siciliano, a palazzo Madama. Non finga di non accorgersene. Credo serva una mobilitazione di tutti, dal Governo regionale, all’Assemblea, ai sindaci, ai dipendenti degli enti locali perchè, insieme, a Roma, si facciano valere le nostre sacrosante ragioni”.

Il capogruppo Mpa all’Assemblea regionale siciliana, Francesco Musotto, sostiene che “quello che si sta consumando a Roma in queste ore sulla pelle dei precari siciliani è un blitz inaccettabile. Sta andando in scena, anzi si avvia all’epilogo, il dramma della disoccupazione, nel silenzio più totale. Così come è stato presentato, l’emendamento alla Manovra al Senato che andrà in discussione domani non è un emendamento salva precari, ma ammazza precari, in quanto lo blinda e lo rende inapplicabile nel futuro”.

“La questione precari – aggiunge – non è un problema del governo regionale, ma di tutti i deputati siciliani, e dell’Isola tutta, che così si avvia al collasso sociale. Lanciamo un appello accorato, trasversale, perchè si ritrovino le ragioni del buon senso, si riscriva il testo e si diano certezze a tutte quelle migliaia di persone la cui dignità esistenziale è legata ad un esilissimo filo che sta per spezzarsi”.

da La Sicilia

Sicilia: i sindaci consegnano le fasce tricolori ai Prefetti ed una lettera per Silvio Berlusconi

Una nutrita rappresentanza di sindaci nelle diverse province dell’isola, ha consegnato questa mattina ai prefetti, le fasce tricolori, simbolicamente e in segno di protesta.
Ricevuti dai prefetti, nel corso degli incontri è stata ribadita dai sindaci la drammatica situazione dei precari che lavorano negli Enti locali, molti dei quali in sit-in davanti alle Prefetture.

L’azione congiunta dei sindaci di oggi è il risultato dell’assemblea organizzata dall’AnciSicilia la scorsa settimana a Palermo.
In quella occasione i primi cittadini dell’Isola decisero di organizzare questa ulteriore azione di protesta per mantenere alta l’attenzione sui problemi legati alla manovra finanziaria e che stanno mettendo in ginocchio molte amministrazioni locali.

Durante l’incontro in prefettura a Palermo, cui hanno preso parte, tra gli altri, anche i sindaci dei comuni di Corleone, Termini Imerese, Vicari, Petralia Sottana, Prizzi, Lascari e Chiusa Sclafani, Giuseppe Siviglia, anche in qualita’ di sindaco di San Giuseppe Jato, ha ribadito: “La manovra finanziaria, oltre ad operare un pesantissimo taglio dei trasferimenti ai comuni, inasprisce il sistema sanzionatorio per chi viola il patto di stabilita’, costringendoci a sbattere la porta in faccia ai precari che, da oltre vent’anni, lavorano nella pubblica amministrazione. Non solo tra questi c’e’ gente che ha sempre lavorato con grande impegno e professionalita’, ma molti di loro sono stati le colonne di servizi importanti come l’anagrafe o la polizia municipale. Non rinnovare il contratto a queste persone significa non essere in grado di offrire alle citta’ i servizi essenziali“.
Gli amministratori siciliani, in attesa di risposte precise e in attesa che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fissi una data per incontrarli, stanno anche preparando una manifestazione di protesta nella capitale.

Questa mattina ai prefetti è stata anche consegnata la lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.

LETTERA APERTA
Al Presidente del Consiglio dei Ministri,
On. Cav. Silvio Berlusconi

I Sindaci e i Presidenti delle Province della Regione siciliana,

consapevoli che per affrontare e superare l’attuale situazione economica tutte le amministrazioni dello Stato e delle Regioni e gli Enti Locali sono chiamati a concorrere in modo equo e sopportabile;

nel ribadire che i Comuni e le Province dell’Isola non beneficiano delle entrate finanziarie proprie delle Amministrazioni con sede nelle aree più sviluppate del Paese e che, allo stesso tempo, non dispongono delle risorse necessarie a contribuire alla crescita economica dei loro territori;

nel ritenere che in una realtà sociale quale quella del Mezzogiorno, storicamente caratterizzata da una condizione di scarso sviluppo economico e di forte disoccupazione e ulteriormente segnata dalle conseguenze dell’attuale crisi economica, le scelte della manovra finanziaria approvata dal Governo possono produrre effetti particolarmente gravi per i cittadini;

nell’evidenziare segnatamente che in tale difficile contesto, a causa dei ristretti vincoli del Patto di Stabilità interno, gran parte del personale degli Enti Locali della Regione Siciliana si troverà, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, senza lavoro e i Comuni e le Province siciliane non potranno utilizzare il suddetto personale divenuto indispensabile per la gestione degli Enti ai quali ormai da molti anni assicurano servizi vitali;

nel condividere integralmente le richieste e le azioni di protesta dell’Anci e dell’Upi in ordine alle misure introdotte con il decreto n. 78 del 2010;

considerando che da oggi inizia una mobilitazione permanente che porterà, tra l’altro, alla manifestazione indetta per il giorno 28 giugno davanti alle nove Prefetture

chiedono alla S.V. On.le

che vengano apportate modifiche alle regole del Patto di stabilità interno tali da consentire una sterilizzazione delle somme impiegate dai Comuni e dalle Province in misure di stabilizzazione del personale precario e prevedere precise deroghe al rigido sistema sanzionatorio;

che venga profondamente rivista la misura della partecipazione degli Enti locali al risanamento dei conti pubblici prevista dalla manovra approvata dal Governo, che allo stato potrebbe determinare la mancata erogazione di servizi essenziali ai cittadini;

che venga fissato un incontro urgente – entro il 30 giugno – al fine di rappresentarLe la specifica realtà regionale in ordine alle misure di stabilizzazione dei lavoratori precari, la drammatica situazione in cui versano i Comuni siciliani e il grave stato di disagio degli Amministratori, anche con la simbolica consegna della fascia tricolore.

Sui precari e sul patto di stabilità Giacomo Tranchida sindaco di Erice disubbidisce

Non so cosa significhi esattamente in termini pratici, (forse niente, o al contrario tanto) ma è comunque un segnale forte lanciato da Giacomo Tranchida, uno dei sindaci della provincia di Trapani, al governo nazionale perchè venga rivista la norma della manovra finanziaria in discussione al parlamento, che avrebbe come risultato la creazione di altri 23.000 disoccupati in Sicilia, in aggiunta agli altri prodotti negli anni dalle politiche scellerate di una mediocre, per non dire di peggio, classe politica.

La notizia è questa.

Ieri la Giunta Tranchida ha deliberato, di fatto, in deroga al patto di stabilità fissato dal Governo Nazionale, la prosecuzione del rapporto di lavoro per i contrattisti del Comune di Erice. Non ha potuto però adottare la delibera di bilancio previsionale, perché di fatto si andrebbe a sforare il tetto finanziario di spesa prefissato dalla contestata norma nazionale. Quanto precede, da un lato per dare garanzia del rapporto giuridico ai lavoratori interessati a cui andava a scadere il contratto il 30 giugno p.v., dall’altro per non sospendere servizi essenziali in favore della comunità e che spaziano dai Vigili Urbani ai Servizi turistici, da quelli scolastici ai servizi sociali e cos’ì via.
“Ci assumiamo la responsabilità di “violare” un norma ingiusta e penalizzante, che rischia di mandare a casa tutti i lavoratori precari (oggi contrattisti e domani anche gli LSU) che sono presenti negli enti locali siciliani e che assieme al personale dipendente hanno garantito e continuano a garantire servizi essenziali – dichiara il Sindaco Tranchida – a maggior ragione, lunedì prossimo assieme ai lavoratori protesteremo nei confronti del Governo Nazionale davanti alla Prefettura per chiedere con forza la deroga al patto di stabilità, che in altre occasioni il Governo di Roma ha garantito sottoforma di contributo straordinario alla città di Palermo e di Catania, nonché per le quote latte delle Regioni care alla Lega di Tremonti e Bossi. L’Italia non può essere divisa in due, né le popolazioni siciliane e i lavoratori possono essere trattati in diversa misura”.