Sospesi tra il dire ed il fare abbiamo fatto il nove di novembre 2014

Nel frattempo che “gli anni passano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano *” noi ci godiamo lo spettacolo solenne e magnifico dell’immobilità !

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* La citazione è tratta dalla celebre canzone “Tutte le mamme” presentata al Festival di Sanremo del 1954, qui nell’esecuzione di Giorgio Consolini.

Per ulteriori informazioni sul porto di Castellammare del Golfo invece e sulle vicende relative alla sua costruzione, cliccate
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Depuratore di Castellammare del Golfo, siamo all’ennesimo annuncio

Basterà ripercorrere all’indietro questo blog a partire da questo link per rendersi conto che il comunicato che si riporta è da ascrivere non alla realizzazione finalmente di un’opera tanto essenziale per la vita civile della nostra cittadina, quanto alla serie degli annunci di prossime realizzazioni di opere poi non realizzate che hanno caratterizzato questa (ma anche le precedenti) sindacature.

Sostenere che “manca appena l’ultimo passaggio” e “finalmente Castellammare avrà il suo depuratore“, francamente sarebbe al limite del temerario, anche in realtà che non avessero vissuto le vicende della (non) realizzazione del porto, figurarsi a Castellammare, dove le note vicende che hanno portato alla sospensione e alla non ripresa dei lavori di tale opera, considerata dalla grande maggioranza della popolazione essenziale per lo sviluppo locale, non hanno portato ad analisi  ed a conseguenti provvedimenti in grado di evitare e/o minimizzare la possibilità che anche per questa opera in fase di realizzazione possa pervenirsi al medesimo negativo risultato, per non dire della riduzione quasi a pratica minore e sbrigativa, di tutti i preventivi necessari e complessi passaggi burocratici che dovrebbero poi portare all’appalto, al cantiere ed alla realizzazione in tempi non biblici della medesima opera..

Ma tant’è.

Qui ci si limita a ricordare che è dell’aprile 2012 la delibera CIPE di finanziamento e che da allora son passati in scioltezza altri dieci mesi e che questi si sono aggiunti alle decine di anni di “bla, bla, bla” ed inconcludenza di questa, e delle precedenti amministrazioni.

Ultimi passaggi per il depuratore a Castellammare e le fognature a Scopello.
I progetti finanziati con 23 milioni di euro di fondi Cipe.

«Manca appena l’ultimo passaggio, cioè la redazione del progetto esecutivo, già richiestoci dalla Regione e finalmente Castellammare avrà il suo depuratore e la nostra bellissima Scopello avrà il sistema fognario». Il sindaco Marzio Bresciani esprime grande soddisfazione per un altro, importantissimo, risultato raggiunto. Diciottomilioni e trecentomila euro per il nuovo depuratore e cinque milioni per la realizzazione del sistema fognario nel centro abitato di Scopello e zone costiere limitrofe, già finanziati con delibera Cipe. L’ultimo passaggio è la redazione del progetto cantierabile. Il dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha chiesto al Comune quest’ultimo parogetto, dopo l’accordo di programma quadro, di fine gennaio, tra il Ministero dello sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture, con la Regione. Si tratta dell’ultima fase poiché gli interventi dell’Apq sono dotati di copertura finanziaria prevista nella delibera Cipe del 2012, con cui il Comune di Casstellammare incassa ben ventitré milioni di euro. «Per il nostro paese questo è un traguardo storico, poichè consentirà di risolvere il problema fognario –afferma il sindaco Marzio Bresciani-, al quale abbiamo lavorato fin dall’insediamento in modo da porre fine all’emergenza ambientale, causa della procedura di infrazione comunitaria cui rientra Castellammare, per il suo depuratore mai entrato in funzione». Diciotto milioni e trecentomila euro serviranno per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione da ubicare in caverna alla radice del molo foraneo, con relativi emissari e condotta sottomarina, gli altri cinque milioni per la realizzazione della rete fognaria nel centro di Scopello e zone limitrofe Attualmente Castellammare non è dotato di alcun impianto di depurazione e i liquami vengono versati in mare tramite una inefficiente condotta sottomarina. Il vecchio depuratore, costruito negli anni ’70 in contrada Cerri, fu immediatamente disattivato non appena entrato in funzione. «Oggi possiamo dire di essere più che soddisfatti, poiché mancano le ultime procedure ed il nostro progetto diventerà realtà-continua il sindaco Marzio Bresciani-. Un iter lungo e difficoltoso, seguito con attenzione dal vicesindaco Carlo Navarra, che ha portato ad un risultato importantissimo per Castellammare che ha ottenuto il finanziamento totale del progetto. Traguardo altrettanto importante è quello di essere riusciti ad ottenere un’altra grande cifra, pari a 5 milioni di euro, per un’area di pregio qual è Scopello, dove ci sarà finalmente la rete fognaria».

Qui invece si faceva il punto sul depuratore prima del finanziamento CIPE ed eravamo “solo” nel marzo del 2011.

Perchè la magistratura non dissequestra completamente i lavori per il porto di Castellammare ?

Ecco oggi è arrivata la risposta.

Trapani, sequestro da 25 milioni
‘Patrimonio di Messina Denaro’

Buona parte delle quote delle aziende appartiene a Vito Tarantolo, un imprenditore edile di 66 anni di Erice, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, già arrestato a luglio del 1998 e poi condannato per favoreggiamento ad un anno e mezzo di reclusione. Oltre alle società, sigilli anche a 82 beni immobili, 33 tra auto, furgoni e mezzi meccanici e 37 tra conti correnti e rapporti bancari

di ALESSANDRA ZINITI

E’ una vera e propria holding di imprese, con interessi in tutti settori, dall’edilizia privata a quella pubblica, porti, aeroporti, autostrade, reti idriche e fognarie, alberghi e residence. Valore stimato 25 milioni di euro. La polizia di Trapani ha messo le mani su quella che ritiene essere una sostanziosa fetta del patrimonio occulto dell’ultimo boss superlatitante di Cosa nostra, quel Matteo Messina Denaro al quale polizia e carabinieri danno la caccia da vent’anni.

A gestire in maniera più o meno occulta le 14 aziende delle quali il questore di Trapani Carmine Esposito ha ottenuto dal tribunale sezione misure di prevenzione il sequestro di buona parte delle quote era Vito Tarantolo, un imprenditore edile di 66 anni di Erice, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, già arrestato a luglio del 1998 e poi condannato per favoreggiamento ad un anno e mezzo di reclusione. Condanna che non lo ha mai allontanato dai vertici di Cosa nostra trapanese, prima il vecchio boss Vincenzo Virga, poi Francesco Pace, ora Matteo Messina Denaro. Una contiguità di cui negli anni hanno parlato collaboratori di giustizia attendibili, da Giovanni Brusca a Vincenzo Sinacori ad Angelo Siino.

Secondo il certosino lavoro della Divisione anticrimine della questura di Trapani guidata da Giuseppe Linares e del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Trapani, le aziende delle quali Tarantolo era amministratore di fatto si sono aggiudicate negli anni appalti per decine e decine di milioni di euro. Su tutte la Co.ge.ta alla quale dal 2003 al 2006 sono andati i lavori di recinzione dell’aeroporto di Punta Raisi per 2 milioni e 600 mila euro. Un appalto per il quale i boss palermitani chiesero a Tarantolo il pizzo, richiesta alla quale l’imprenditore rispose coinvolgendo i boss trapanesi.

Formidabile riscontro è stato trovato nei “pizzini” sequestrati al boss Salvatore Lo Piccolo nel covo di Giardinello al momento del suo arresto. In tre di quei pizzini la cui paternità è stata attribuita al boss Messina Denaro, a Lo Piccolo veniva posta la questione del pizzo alla Co. ge. ta controllata da Tarantolo. E un intervento analogo sarebbe stato operato dal capomafia trapanese nei confronti della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo che avrebbero ugualmente chiesto all’imprenditore una tangente per lavori svolti nel suo territorio per il rifacimento del depuratore.

Complessivamente, negli ultimi dieci anni la holding di Tarantolo si sarebbe aggiudicata appalti per più di 50 milioni di euro. Tra gli appalti ricostruiti dalla polizia la sistemazione delle banchine del porto di Trapani e il rifacimento di quello di Castellammare, ma anche l’appalto Anas per le barriere di sicurezza della tangenziale di Parma. E ancora i lavori per la rete fognante di Erice, ponti e strade.

La sezione misure di prevenzione del tribunale ha disposto il sequestro anche di 82 beni immobili, 33 tra auto, furgoni e mezzi meccanici, 37 tra conti correnti e rapporti bancari e due società già sottoposte ad amministrazione giudiziaria.
(27 settembre 2012)”

da La Repubblica

Video

Castellammare del Golfo e il suo “porto delle nebbie”

Approssimandosi il primo anniversario del sequestro dei lavori di costruzione del porto , senza che niente si sia mosso, né in direzione della conclusione delle indagini, né in direzione della ripresa dei lavori, mi permetto di suggerire all’Ammministrazione Comunale per il prossimo 26 maggio di farsi promotrice di una rassegna cinematografica sul tema del porto, qualcosa che possa comprendere, per citare solo due titoli, film quali:

Fronte del porto” film di Elia Kazan del 1954 nel quale Terry Malloy, lavoratore portuale ed ex promettente pugile, dopo essere stato coinvolto dal fratello Charley nelle attività di un’organizzazione sindacale che con metodi banditeschi gestisce i lavoratori nei porti di New York, dopo una coraggiosa deposizione in tribunale, si porrà alla testa del movimento per la loro emancipazione;

e

Il porto delle nebbie“, film del 1938 di Marcel Carné, con Jean Gabin e Michèle Morgan, il quale in quanto a luoghi, ambiente, e vicende nulla ha a che fare con le vicende giudiziarie e di malaffare del porto di Castellammare del Golfo, ma che in quanto a titolo non può essere più pertinente.

*** Nelle due clip video che seguono la parte finale di “Fronte del porto”

Porto di Castellammare del Golfo, Diarioelettorale si porta avanti

e segnala l’opera a Incompiuto siciliano, l’Osservatorio Partecipato sul Fenomeno delle Opere Incompiute, il progetto di Alterazioni Video in collaborazione con Claudia D’Aita ed Enrico Sgarbi.

Perchè bisogna prepararsi a soluzioni alternative, in quanto, come si dice sul sito,”Le opere pubbliche incompiute sono un patrimonio artistico-culturale e in quanto tale divengono potenziali promotori di un’ economica locale al pari di altri siti storici del nostro territorio. Una soluzione concreta alla sensazione di sconfitta a cui questi luoghi preludono.“.

Insomma prepariamoci ad utilizzare il non-compiuto come nuovo parco archeologico, in una sorta di archeologia del recente passato e/o del presente.

Si osservi che l’articolo 1 del “manifesto dell’incompiuto” recita:

L’incompiuto siciliano e’ il paradigma interpretativo dell’architettura pubblica in Italia dal dopoguerra ad oggi

La dimensione del fenomeno, l’estensione territoriale e le incredibili peculiarita’ architettoniche fanno dell’Incompiuto Siciliano un pilastro portante per la comprensione della storia moderna del nostro paese.
La spinta autocelebrativa delle varie comunita’ siciliane ha generato uno stile architettonico capace di raccontare le complesse sfaccettature della civilta’ che lo ha generato.
“.

E l’articolo 3 del medesimo “manifesto” recita:

L’incompiuto siciliano si inserisce nel paesaggio in modo incisivo e radicale. Il processo di creazione delle opere pubbliche Incompiute celebra la conquista del paesaggio da parte dell’uomo moderno.

Una conquista sfacciata, determinata e vitale. dietro l’Incompiuto non si cela un atteggiamento razionale e distaccato, ma l’esatto opposto. Soltanto un rapporto viscerale e passionale con la propria terra è in grado di dar vita a un fenomeno così variegato e magnetico.“.

L’adesione a questa sorta di club (in verità non tanto esclusivo), ci permetterà in futuro di partecipare a pieno titolo alla prossima edizione del “Festival dell’incompiuto“.

Pensate che stia scherzando ?

Dimenticavo, coloro che vogliono adoperarsi per scongiurare in qualche modo questa prospettiva, sono invitati ad aderire al C.L.C.C.P. (Comitato dei Liberi Cittadini per la Costuzione del Porto) e a partecipare alla “Protesta pacifica” una manifestazione che avrà luogo a Castellammare del Golfo, sabato 9 ottobre, e che prevede in mattinata un corteo con partenza da via san Paolo Della Croce lungo la statale 187 fino a raggiungere il Belvedere, che domina il golfo e l’area portuale.
Nel pomeriggio ed in serata dibattiti pubblici ed esibizioni musicali.

*** Update

Il corteo che si doveva svolgere il 09 ottobre alle ore 10.30 è stato sostituito con un raduno sabato 16 ottobre a partire dalle ore 17.30 in località Cala Marina (via Zangara).

Porto di Castellammare, ma chi vigila sugli esecutori dei lavori ?

Qualcosa di più sull’appalto relativo ai lavori di prolungamento e messa in sicurezza del porto di Castellamare del Golfo:

L’appalto era tanto vigilato dalla prefettura e dalla commissione straordinaria che gestiva l’amministrazione comunale a Castellammare del Golfo, che ad aggiudicarselo fu una associazione di imprese costituita dal “Consorzio Veneto Cooperativo” (CO.VE.CO), di Marghera, il cui presidente, Antonella Colavizza, trevigiana, risulta denunciata per turbata libertà d’incanti ed associazione per delinquere; dalla COGEM di Alcamo e dalla “CO.M.E.S.I. di Palermo, il cui amministratore unico è una donna, Rosalia Rita Olinda Taormina, figlia di un soggetto condannato dal Tribunale di Reggio Calabria per turbativa d’asta.

L’appalto è quello per la costruzione del porto di Castellammare, gara da 20 milioni di euro, dal carcere l’imprenditore boss Tommaso “Masino” Coppola fremeva perchè “gli impegni presi” venissero mantenuti e così incaricava il nipote, Salvatore Fiordimondo, perchè contattasse “Camillo” (Iovino, oggi sindaco di Valderice) perchè a sua volta parlasse col “senatore” – Antonio D’Alì. Ma non solo per questo appalto anche perchè le sue imprese continuassero a fornire la Calcestruzzi Ericina, si proprio questa.“.

Quello sopra è l’incipit di un articolo di Rino Giacalone per Articolo21.info dal titolo “Porto di Castellammare, così la mafia trovava sponda nelle Istituzioni e nella politica” che,  mi sbaglierò forse, si regge su qualche informazione errata, o carente per trarre il giudizio della parte iniziale.

In ogni caso tutto l’articolo lo trovate qui