E’ proprio vero, “Todo cambia”

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Questo Papa comincia ad essermi simpatico

IL RUOLO DEGLI AGNOSTICI – Ed è a questo punto che Benedetto XVI tira le sue conclusioni: «Ho detto che esiste una concezione e un uso della religione attraverso il quale essa diventa fonte di violenza, mentre l’orientamento dell’uomo verso Dio, vissuto rettamente, è una forza di pace. In tale contesto ho rimandato alla necessità del dialogo, e parlato della purificazione, sempre necessaria, della religione vissuta. Dall’altra parte, ho affermato che la negazione di Dio corrompe l’uomo, lo priva di misure e lo conduce alla violenza». Ebbene, «accanto alle due realtà di religione e anti-religione esiste, nel mondo in espansione dell’agnosticismo, anche un altro orientamento di fondo: persone alle quali non è stato dato il dono del poter credere e che tuttavia cercano la verità, sono alla ricerca di Dio». Persone del genere «non affermano semplicemente: “Non esiste alcun Dio”. Esse soffrono a motivo della sua assenza e, cercando il vero e il buono, sono interiormente in cammino verso di Lui. Sono pellegrini della verità, pellegrini della pace. Pongono domande sia all’una che all’altra parte». Ed è questo, conclude il Papa, il ruolo decisivo degli agnostici in cerca della Verità: «Tolgono agli atei combattivi la loro falsa certezza, con la quale pretendono di sapere che non c’è un Dio, e li invitano a diventare, invece che polemici, persone in ricerca, che non perdono la speranza che la verità esista e che noi possiamo e dobbiamo vivere in funzione di essa. Ma chiamano in causa anche gli aderenti alle religioni, perché non considerino Dio come una proprietà che appartiene a loro così da sentirsi autorizzati alla violenza nei confronti degli altri».”

da Corriere.it

Quanta strada da fare prima di definirci una democrazia liberale

Fumetteria ALTROQUANDO di Corso Vittorio Emanuele domenica 3 ottobre 2010 durante la visita di Papa Benedetto XVI

e tutto questo zelo davvero degno di miglior causa per rimuovere ciò che vedete in questa foto:

uno striscione dalle ridottissime dimensioni, stupido e povero concettualmente, ma di certo non offensivo e non tale da giustificare interventi di tale natura.

Ma d’altra parte i solerti dirigenti della DIGOS palermitana sembra siano stati tanto zelanti da far rimuovere anche uno striscione che riportava assai semplicemente una frase del Vangelo di Luca: “La mia casa sarà casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”, facendo intervenire i vigili del fuoco con l’autoscala.

A proposito del messaggio del Papa alla Gioventù: avevamo visto giusto !

infatti relativamente a quanto avevamo scritto qui, oggi Il Corriere conferma:

“AVVENIRE”: «MESSAGGIO SPACCIATO COME UN INVITO ALLA PRECARIETÀ»
Il Papa e la polemica sul posto fisso: «Altri esaltano mobilità dei giovani»

Benedetto XVI critica le interpretazioni date dai media al suo intervento: «La Chiesa dice di essere radicati e saldi»

Benedetto XVI (Ansa)MILANO – Benedetto XVI non ha gradito le interpretazioni date dai media al suo messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2011, estrapolando una frase che accennava al tema del posto fisso. Se non la Chiesa, «chi oggi propone ai giovani di essere “radicati e saldi”? Piuttosto si esalta l’incertezza, la mobilità, la volubilità – spiega Benedetto XVI -. Tutti aspetti che riflettono una cultura indecisa riguardo ai valori di fondo, ai principi in base ai quali orientare e regolare la propria vita».
RADICI – «In realtà – aggiunge il Pontefice – io stesso, per la mia esperienza e per i contatti che ho con i giovani, so bene che ogni generazione, anzi, ogni singola persona è chiamata a fare nuovamente il percorso di scoperta del senso della vita. Ed è proprio per questo che ho voluto riproporre un messaggio che, secondo lo stile biblico, evoca le immagini dell’albero e della casa». Secondo il Papa, «il giovane, infatti, è come un albero in crescita: per svilupparsi bene ha bisogno di radici profonde, che, in caso di tempeste di vento, lo tengano ben piantato al suolo».

AVVENIRE – Anche il quotidiano Avvenire, in un editoriale del direttore Marco Tarquinio, stigmatizza gli articoli dei giornali in cui «il messaggio del Papa viene spacciato come un invito alla precarietà». Nella lettera ai giovani, ricorda il quotidiano della Cei, il Papa «accenna alla domanda del posto di lavoro e di un terreno sicuro sotto i piedi, sottolinea che allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande. Allo stesso tempo. Tra virgolette». Inoltre, il Pontefice parla del «lavoro come problema grande e pressante», un concetto che – denuncia Avvenire – nelle cronache «scompare».

INGIUSTIZIE – Futuro dei giovani, ingiustizie sociali e crisi occupazionale sono stati i temi al centro della Preghiera dei fedeli alla messa celebrata dal Papa a Carpineto Romano: «Per il nostro Paese che sembra incapace di formare alla vita, specialmente le giovani generazioni», «per il mondo di oggi, segnato come ai tempi di Leone XIII da nuove e stridenti ingiustizie sociali ed economiche». Si è pregato poi «per la difficile situazione occupazionale che attraversa la Ciociaria, perché i responsabili della cosa pubblica e delle imprese sappiano trovare soluzioni adeguate sempre nella dignità della persona». Infine, si è pregato per le vocazioni e per il Papa.

da Corriere.it

L’ Italia è un paese in cui si manipolano anche le parole del Papa

Parecchi quotidiani, anche tra i maggiori, e tra questi “La Repubblica” e “La Stampa” portano oggi nei loro titoli questa affermazione “Il posto fisso non è tutto, cercate Dio“, (La Stampa) e “Papa ai ragazzi: il “posto fisso” non è tutto“, (La Repubblica), con riferimento al messaggio di Papa Benedetto XVI ai giovani in occasione della Giornata mondiale della gioventù.

L’affermazione attribuita al Papa è una gigantesca bufala.

Da una mia piccola indagine (seguita all’ovvia indignazione di fronte a siffatta affermazione) risulta che a lanciare la bufala è stata l’ANSA che ha titolato in questa maniera errata, “Papa a giovani: posto fisso non e’ tutto, cercate Dio“, ponendo tra virgolette ciò che nel messaggio non è espresso affatto in questa forma, ne tanto meno ha anche solo lontanamente il significato che chi legge è portato ad attribuire a quelle poche ma essenziali parole.

Per la precisione nel messaggio non esiste affatto la parola “fisso”, se non come parte della parola “Crocifisso” ed il senso stesso del ragionamento intorno al lavoro è tuttaltro che ciò che si lascia intendere con quei titoli.

Naturalmente dovete provare per credere, il messaggio integrale originale lo trovate qui: L’Osservatore Romano

Sarebbe interessante a questo punto capire se chi ha lanciato la bufala lo ha fatto per pura e semplice sciatteria o intenzionalmente in una consapevole opera di disinformazione tesa a far passare l’idea che anche la Chiesa appoggia le politiche di precarizzazione del lavoro propugnate in Italia sia dalla destra “populista” che è oggi al governo, che dalla destra “cosidetta seria” che aspira a sostituirla.

Almodovar a Benedetto XVI: “Esca e vada tra le famiglie vere”

Il regista spagnolo Pedro Almodovar in un’intervista sull’edizione di domani del tedesco Die Zeit (in occasione dell’uscita in Germania, del suo ultimo film), dice: che nel suo universo cinematografico “non ha alcun significato il fatto che il Papa riconosca solo la variante cattolica della famiglia“.

Da oltre vent’anni faccio film in cui la famiglia è composta da un gruppo di persone, al centro delle quali c’è un piccolo essere, di cui tutti si occupano, un essere che amano e del quale soddisfano i bisogni, a prescindere dal fatto che il gruppo sia formato da genitori separati, travestiti, transessuali o monache malate di Aids“.

Perché il Papa non esce per una volta dal Vaticano per andare a vedere com’è fatta la famiglia di oggi?“, si chiede Almodovar, che continua, “è assolutamente pazzesco non voler riconoscere il modo in cui vivono milioni di persone. Le mie famiglie sono più reali di quelle del Papa perché non vivono secondo qualche dogma ma fanno i conti con i compromessi dell’esistenza“.

Notevole questa montaggio di sequenze da opere di Pedro Almodovar realizzata nel 2006 da Akemi Thaiza: