Sondaggio elettorale DEMOS ottobre 2011 per La Repubblica

Chi sale e chi scende.

Salgono rispetto alle politiche 2008: Lega Nord (+0,5), FLI (+3,6) che non c’era alle precedenti elezioni, Udc (+1,9), Idv (+3,8), Sel (+3,7), Movimento 5 Stelle (+4,3) non c’era alle precedenti elezioni.

Perdono consenso rispetto alle politiche 2008: Pdl (-11,3), Pd (-5,1), Altri partiti minori (-1,4).

Grande crisi di leadership da parte delle dirigenze dei due maggiori partiti di entrambi gli schieramenti che determina la frammentazione nell’ambito delle coalizioni possibili.
La nascita di un terzo polo centrista colpisce in particolare la coalizione di centro-destra.
La possibile coalizione di entro-sinistra basata su Pd-Idv e Sel è maggioritaria nel paese con il 44,0 % a fronte del 35,3 % di pdl e Lega.

Secondo il sondaggio in una ipotetica corsa a tre la coalizione di Centro-sinistra otterrebbe il 43,8 % contro il 36,6 % del centro-destra ed il 18,9 del terzo polo (Udc + FLI ed altri).

Sondaggio realizzato da Demos & Pi.
Il sondaggio è stato condotto nei giorni 18 ottobre – 20 ottobre 2011 da Demetra (metodo CATI).
Il campione nazionale intervistato è tratto dall’elenco degli abbonati di telefonia fissa (N=1.038, rifiuti/sostituzioni: 4.253), ed è rappresentativo per i caratteri socio-demografici e la distribuzione territoriale della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni (margine di errore 3.0%). Le stime sulle intenzioni di voto sono state realizzate tenendo sotto controllo la distribuzione territoriale, i caratteri socio-demografici e i precedenti comportamenti elettorali dei rispondenti.

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Sondaggi elettorali ottobre 2010 – GPG, Crespi Ricerche ed Euromedia

L’accelerarsi della crisi del centro-destra e l’approssimarsi della caduta del governo Berlusconi, rendono quanto mai interessante le rilevazioni demoscopiche sulle intenzioni di voto degli italiani.
A confronto tre rilevazioni effettuate sul finire del mese appena trascorso.

Questo è il sondaggio GPG del mese di ottobre.

INTENZIONI DI VOTO

– partito: percentuale (variazione) [nord – zone rosse – centrosud]

– LA DESTRA – FIAMMA TRIC.: 1,5% (+0,2%) [1,0% – 1,3% – 2,1%]
– LEGA NORD: 12,3% (-0,5%) [25,7% – 9,9% – 0,3%]
– POPOLO DELLA LIBERTA’: 27,8% (-0,8%) [25,3% – 23,3% – 32,3%]
– ALTRI CDX (UDEUR, NPSI, ADC, UV, PSdA, Pens., Romani, Miccichè etc): 1,8% (+0,9%) [0,2% – 0,0% – 4,0%]
– FUTURO E LIBERTA’ PER L’ITALIA: 5,6% (+0,4%) [4,0% – 5,3% – 7,3%]
– MPA / IO SUD: 1,3% (+0,1%) [0,0% – 0,0% – 3,1%]
– UNIONE DI CENTRO: 5,3% (-0,5%) [4,0% – 4,1% – 7,0%]
– ALLEANZA PER L’ITALIA: 0,8% (INV) [0,6% – 0,4% – 1,3%]
– PARTITO DEMOCRATICO: 24,0% (-1,1%) [21,5% – 35,9% – 21,2%]
– RADICALI: 0,7% (+0,1%) [1,0% – 0,5% – 0,6%]
– ITALIA DEI VALORI: 6,1% (-0,4%) [5,4% – 5,6% – 7,0%]
– SOCIALISTI: 0,9% (+0,3%) [0,6% – 0,8% – 1,2%]
– VERDI: 0,6% (+0,1%) [0,8% – 0,5% – 0,5%]
– SIN. ECO. LIB.: 5,1% (+0,7%) [3,0% – 4,6% – 7,5%]
– FEDERAZIONE DELLE SINISTRE (RC, PDCI): 1,9% (-0,1%) [1,5% – 2,8% – 1,9%]
– MOV. 5 STELLE: 3,4% (+0,6%) [3,7% – 5,2% – 2,2%]
– ALTRI: 0,9% (INV) [1,8% – 0,0% – 0,5%]

– affluenza: 77% (+1%) [79% – 80% – 73%]

SCHIERAMENTI

– CDX B&B(LD, LN, PDL): 43,4% (-0,3%) [345 – 144]
– CDX Casini e Fini(UDC, FEL, MPA, API): 13,0% (+0,1%) [70 – 31]
– CSX (PD, Rad, IDV, Soc., Ver., SEL, FDS): 39,3% (-0,4%) [211 – 137]
– MOV. 5 STELLE: 3,4% (+0,6%) [0 – 0]
– ALTRI: 0,9% (INV) [4 – 3]

Il CDX di Bossi e Berlusconi vince alla Camera ma non ha la maggioranza al Senato e non potrà prescindere dal CDX di Casini e Fini.

da Scenari Politici

Affaritaliani.it ha pubblicato l’ultimo sondaggio (24-25 ottobre) realizzato da Euromedia Research, istituto di fiducia del presidente del Consiglio.

Per questo istituto il Popolo della Libertà si attesta tra il 29 e il 31 per cento, stabile il dato della Lega Nord che rimane tra il 12 e il 14%.
La Destra è tra l’1 e il 3%.
Totale della coalizione di Centrodestra 42 – 48%.

Il Partito Democratico è dato fermo tra il 24 e il 26%.
L’Italia dei Valori si colloca tra il 6 e l’8%.
Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola è in rialzo tra il 4 e il 6%.
Totale del Centrosinistra 34 – 40%.

L’Udc si attesta tra il 5,5 e il 7,5% ed è stabile con piccole oscillazioni all’interno di questa forchetta.
Futuro e Libertà per l’Italia di Gianfranco Fini è in leggera crescita tra il 2,5 e il 4,5%.
Totale della nuova, ipotetica, coalizione di centro-destra tra 8 e il 12%.

La Federazione della Sinistra (Rifondazione e Comunisti Italiani) e al 2 – 3%.
Exploit del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che si colloca tra il 2,5 e il 3,5%. La lista Bonino – Pannella è tra l’1,5 e il 2,5%.
Gli altri sono intorno al 2%.

Il sondaggio è stato realizzato tra domenica 24 e lunedì 25 ottobre su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana con diritto di voto. Metodologia C.A.T.I.

 

Sondaggio Politico-Elettorale di CRESPI PRICERCHE

OSSERVATORIO POLITICO – pubblicato il 27 ottobre 2010 su Generazione Italia

Pubblicato il 28/10/2010. Autore: CRESPI RICERCHE

Committente/ Acquirente: Generazione Italia

Criteri seguiti per la formazione del campione: Sondaggio telefonico a livello nazionale

Metodo di raccolta delle informazioni: Interviste telefoniche condotte con metodologia C.A.T.I

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1000 interviste

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 22/10/2010 ed il 25/10/2010

QUESTIONARIO – QUESITO

Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche lei per quale partito avrebbe votato?….. .

Risposta: Pdl 27,8%; Lega Nord 13,5%; La Destra 2,6%; UDC 6,0%; Futuro e Libertà 7,4%; MPA 1,1%; PD 25,0%; Idv 5,0%; Sinistra Ecologia e Libertà 4,5%; Rifondazione Comunista+Comunisti I. 1,2%; Lista Pannella Bonino 1,0%; Movimento 5Stelle 2,5%

Pippo Civati o Ignazio Marino: “lenta matura la candidatura”

Dopo la riproposizione a Segretario del Pd di Dario Franceschini, nel segno della continuità (ed aggiornamento) dell’esperienza Walter Veltroni, nonchè di Pierluigi Bersani, nel segno della continuità Pci, Pds, Ds, Pd (insomma Massimo D’Alema), saltate nel frattempo le candidature, per rinuncia, di Debora Serracchiani e del sindaco di Torino Sergio Chiamparino, Pippo Civati, giovane (34 anni) di belle speranze (non sto scherzando) consigliere regionale lombardo del Partito democratico, di sicuro “appeal”, e tra i principali organizzatori del recente incontro dei cosidetti ‘piombini’ al Lingotto di Torino, si prepara a proporre la sua candidatura per la sfida di ottobre.

“Dal lingotto abbiamo avuto l’indicazione che e’ preferibile un terzo candidato, ce lo hanno chiesto tutti. Stiamo lavorando e ragionando su una terza candidatura. In tanti ci chiedono un impegno diretto e personale alla sfida congressuale. Siamo molto in difficolta’ rispetto alle due candidature gia’ scese in campo. Se ci fosse da parte del Lingotto una indicazione esplicita nei miei confronti non avrei problemi a dire di si.”

“Franceschini e Bersani mi sembravano entrambi molto nervosi al Lingotto – ha continuato Civati – li definirei in rodaggio, altri sono stati piu’ applauditi di loro. Hanno detto poco, e’ stata, la loro, una presenza preoccupata, difficile giudicarli solo da questo. Certo va detto che da parte di Franceschini c’e’ da tempo la ricerca di un dialogo nei nostri confronti. Per due anni ci hanno preso in giro: hanno parlato di partito federale e non abbiamo visto niente di tutto questo, hanno parlato di risorse da destinare alla base, ma c’e’ un rimborso elettorale multimilionario che non si capisce come venga speso, e questo partito ha tutte le tessere in provincia di Napoli, tessere fatte al telefono e vorrei capire come questo sia stato possibile – ha concluso il leader dei piombini -, il regolamento poi e’ una vergogna: un accrocchio inverosimile tra congresso e primarie, che terra’ aperta una discussione per quattro mesi.”

Ma tra i non soddisfatti per ciò che significano le candidature Franceschini – Bersani vi è anche Ignazio Marino, dice l’Unità:

“In queste ore Marino è molto preoccupato dalla notizia, anticipata ieri nella rubrica «Il congiurato» de l’Unità, del patto stretto da Gianni Letta con le gerarchie vaticane: un patto che anticipa la discussione sul testamento biologico da ottobre a luglio in modo tale da far passare quel «progetto dissennato» nel silenzio e col favore dell’estate. Sarebbe questa, si dice a Palazzo, la prima moneta di scambio che il clero ha preteso dal governo come condizione per ricucire con il Berlusconi degli scandali sessuali e del Bari-gate. «Ecco che di nuovo si fa un gioco di potere e di interessi sulla pelle dei cittadini. E l’opposizione? Lo denuncia, si prepara alle barricate? Non mi pare».

In effetti c’è uno strano silenzio attorno all’ufficio del senatore a Sant’Ivo alla Sapienza. I notabili di partito sono molto, molto intimoriti da una sua eventuale decisione. La notizia, filtrata sui giornali in queste ore, di una possibile alleanza fra Marino e la generazione dei quarantenni (Pippo Civati e gli altri del Lingotto) nel nome del cambiamento e contro l’eterno conflitto fra Ds e Margherita, fra Ds e Ds, la possibilità che chi non ha conti personali da saldare possa unirsi in una campagna comune cresce nel tam tam delle stanze di chi prepara il congresso. Marino è molto tentato, moltissimo. «Giorni fa fuori dalla sala operatoria mi sono messo a scrivere un testo, una sorta di indice delle questioni sulle quali mi piacerebbe che il congresso discutesse».

Il Pd, dice Marino, non è il fine, ma lo strumento: il fine è il bene del Paese. Dunque si candiderà? Il senatore sorride, chiede ancora qualche ora di tempo: «Vorrei fare qualcosa di utile per tutti, portare il mio contributo fuori dalle logiche di potere. I meccanismi congressuali blindano i movimenti di chi non sia già irregimentato. Però forse qualcosa si può fare. Mi lasci ancora un paio di giorni, ho una paziente che aspetta un trapianto: vado, torno e poi ne parliamo».

Qui l’intervento di Pippo Civati al Lingotto lo scorso 27 giugno: