Bresciani, ne sfiducia, ne fiducia

Il risultato, scontato date le premesse della vigilia, del voto sulla mozione di sfiducia al sindaco Marzio Bresciani, che ha visto dieci consiglieri aderire alla mozione, nove dichiararsi contrari ed uno astenersi, conferma che la mozione di sfiducia era mossa azzardata ed improvvida, occorrendo mettere assieme tredici voti (prima della sua presentazione) per il raggiungimento dell’obiettivo, da un lato, e dall’altro che la gestione politica da parte del Sindaco della sua maggioranza è stata disastrosa al pari di quella del suo mentore, il senatore Antonio D’Alì, e del suo ispiratore, l’ex premier Silvio Berlusconi.

Ora siamo allo stallo, all’empasse, o se preferite immagini più cruente, all’agonia in senso politico, di un Sindaco che appare isolato prima ancora che in consiglio, nel sentire comune della sua cittadinanza, e di una città come sospesa ed irrealmente immobile, in attesa che tutto passi, ma nel contempo incapace di immaginare un qualsiasi futuro.

Peccato, per il Sindaco e per Castellammare.

All’ARS è il giorno della mozione di censura del Pd

Ma si dice anche che, all’Assemblea Regionale Siciliana, oggi sarà possibile vedere una ‘edizione plurale’ e meno nota di “Accattone” di Pier Paolo Pasolini dal titolo probabile di “Accattoni” con la Sicilia al posto di Maddalena.

Infatti persistendo le ben note e scarsamente sanabili divisioni della ex maggioranza il governatore dell’isola Raffaele Lombardo avrebbe messo in campo tutte le risorse, possibili ed immaginabili, per sfamare, avvicinandosi il Santo Natale, quanti più “poveri deputati” possibili.

Parenti, parenti dei parenti, amici e clientes dei “poveri deputati” stanno già fremendo nella speranza che in questi tempi di magra si aprano finalmente anche per loro le porte per una qualche più o meno stabile sistemazione.

Il tutto, dice Raffaele Lombardo, perchè non si torni alle urne, perchè la parola crisi non sia pronunciata e perchè non si arrivi ad un cambio di maggioranza trasparente il quale non sarebbe privo di conseguenze sui rapporti tra governo regionale e governo nazionale.

Noi qui, affezionati alla tradizione e conservatori, preferiamo vedere e discutere ancora di “Accattone“, primo film del 1961 di Pier Paolo Pasolini.

*** Accattone di Pier Paolo Pasolini – La trama – Un sottoproletario romano, Accattone, vive sfruttando Maddalena, una prostituta strappata ad un napoletano in carcere. L’uomo evita la vendetta degli amici del carcerato, incolpando Maddalena di tutto ed abbandonandola nelle mani dei guappi. Rimasto senza soldi, Accattone cerca di tornare da sua moglie, che però lo respinge, poi incontra Stella, una ragazza che lui cerca di convincere a prostituirsi. Colpito dal rifiuto di Stella, cerca di guadagnarsi da vivere onestamente, ma sarà tutto inutile