Appunto per Grillo ed i grillini: “leggere Giambattista Vico !”

Ok chiuso, Bersani ha fatto ciò che doveva fare nella situazione data, non ha trovato sponda nel M5s il quale si è rivelato qualcosa di diverso da ciò che era lecito aspettarsi che fosse.
Da parte Pdl si dice che Bersani ha sbagliato a percorrere la strada di un accordo con il M5s e a sbarrare il passo ad un accordo con loro, per come sarebbe invece avvenuto in un ogni paese europeo, come ad esempio in Germania.
E’ vero però che in Germania il giudizio che l’elettore della Spd (la corrispondente formazione di sinistra)  è portato a dare sulla Merkel (la corrispondente leader della destra) e sulla sua classe dirigente non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello che l’elettore del Pd dà di Berlusconi e della sua classe dirigente.
Se il giudizio di “impresentabili”, riferito ai dirigenti Pdl, pronunciato dalla giornalista Lucia Annunziata nella sua veste di intervistatrice televisiva, è da classificare come infelice ed inopportuno, tuttavia è pur vero che è ciò che pensa la stragrande maggioranza dell’elettorato ad esclusione soltanto di quello dello stesso Pdl.

C’è da considerare poi che la campagna elettorale di Grillo da un lato e di Berlusconi dall’altro pur essendosi già celebrate le elezioni, non si è affatto fermata e viene continuata da entrambi, all’inseguimento l’uno del 100% dell’elettorato e l’altro della maggioranza in eventuali e altamente probabili nuove elezioni a distanza ravvicinata.
Il Pdl in questa rincorsa della maggioranza, ha giocato di rimessa, ed ha avuto buon gioco a far apparire Bersani ed il Pd, la causa da rimuovere per arrivare ad un governo del paese.
Berlusconi si è offerto per larghe intese proponendo condizioni, che sapeva bene l’interlocutore (Bersani in primis) non avrebbe potuto accettare.
Ciò ha alimentato la divisione (per ora solo sotterranea) nel campo avversario e contemporaneamente, con una martellante presenza in voce nei principali telegiornali televisivi ha sottolineato in prima persona tutti i passaggi della crisi e continuando ad offrire la sua disponibilità ha rafforzato l’immagine di forza responsabile di governo.
Effetto di tale strategia è oggi un consenso in crescita e sopratutto il trovarsi una fetta sempre maggiore di elettorato “caldo”, ben disposto verso le sue argomentazioni di “grande pacificatore” nazionale.
E’ per questo che Berlusconi grazie anche alla sponda offertagli da Grillo è passato dal rischio di perdere tutto all’avere tutto da guadagnare da qualsiasi soluzione.

Sarà la storia a dire se alla fine Grillo avrà avuto ragione nel contribuire in modo certo e determinante a fare uscire Berlusconi dall’angolo e a rilanciarlo.
Qui per ora ci si limita alla presa d’atto della conferma ancora una volta della validità del principio detto della “eterogenesi dei fini“.

‘La concezione dell'”eterogenesi dei fini” fu teorizzata per la prima volta da Giambattista Vico, secondo cui la storia umana contiene in sé potenzialmente la realizzazione di certe finalità. In questo senso dunque ben si comprende che il percorso evolutivo dell’uomo è mirato al raggiungimento, tappa dopo tappa, di un qualche fine. Tale percorso non è però da intendersi come lineare. Può accadere che, mentre ci si propone di raggiungere alti e nobili obiettivi, la storia arrivi a conclusioni opposte.
« Pur gli uomini hanno essi fatto questo mondo di nazioni […] ma egli è questo mondo, senza dubbio, uscito da una mente spesso diversa ed alle volte tutta contraria e sempre superiore ad essi fini particolari ch’essi uomini si avevan proposti.»
Talvolta infatti l’umanità corre il rischio del “ricorso”, ossia rischia di tornare indietro nel prestabilito percorso di auto-miglioramento a causa di errori di natura sociale e/o politica (inaridimento del sapere, perdita di memoria storica). Ma il “ricorso” è soltanto temporeaneo. Con forza, coraggio, fatica e sofferenza ogni volta l’umanità ha saputo e saprà sempre riprendere il suo cammino progressivo.‘ – Wikipedia

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La Cina ci è vicina

Parafrasando banalmente il titolo del film di Bellocchio possiamo dire che dopo la visita della cancelliera tedesca Angela Merkel in Cina dei giorni scorsi, la Cina sia più disponibile ad impegnarsi nell’opera di salvataggio dell’eurozona.

La visita di tre giorni è cominiciata con un incontro con il premier cinese Wen Jiabao, a cui Merkel ha detto che la moneta unica ha reso l’Europa più forte, affermando poi che l’accordo raggiunto all’ultimo vertice di Bruxelles consentirà maggior trasparenza e disciplina di bilancio per tutti gli stati che lo hanno sottoscritto.

La Merkel, soprattutto con il suo omologo cinese, ha chiesto in primo luogo l’impegno della Cina ad aiutare l’Europa a sollevarsi dalla crisi economica. Lo stesso Wen Jiabao ha sottolineato come per l’Europa sia prioritario ed urgente risolvere la crisi e come la Cina stia valutando l’opportunita’ di una sua maggiore partecipazione nel Fondo europeo di stabilita’ finanziaria anche se, ha detto, “la Cina non ha l’intenzione ne la capacita’ di acquistare l’Europa”, in particolare la Cina sta mettendo in conto un possibile coinvolgimento diretto nei due fondi europei di salvataggio, l’EFSF e l’ESM.

Alberto Forchielli, di Osservatorio Asia, in un’intervista a Claudio Landi, per “L’ora di Cindia“, fa notare il rilievo che è stato dato dalla stampa cinese al ruolo esercitato da Mario Monti per rassicurare sulla stabilità dell’Italia e quindi dell’eurozona e quanto questo sia stato determinante per la ripresa dell’apertura del portafoglio cinese verso l’Europa e quindi per il successo della missione della Merkel.

Infine particolarmente interessante per comprendere l’intensità delle relazioni tra Cina e Germania questo pezzo di AGI.News:

FAZ, CINA PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELLA GERMANIA
(AGI) – Berlino, 2 feb. – In occasione della visita di Angela Merkel in Cina la ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ rivela che ormai Pechino e’ diventato il primo partner commerciale della Germania, se si sommano il volume delle importazioni e delle esportazioni. La bilancia commerciale tedesca nei riguardi del Paese piu’ popoloso del pianeta rimane pero’ ancora negativa, con 80 miliardi di euro di importazioni dalla Cina nel 2011 ed esportazioni per 65 miliardi. Da nessun altro Paese al mondo la Germania importa piu’ merci di quelle prodotte nella terra di Confucio, larga parte delle quali e’ costituita ormai da apparecchi elettronici. Nel frattempo anche le esportazioni tedesche stanno crescendo con tassi altissimi, come conferma Jens Nagel, responsabile dell’Associazione delle industrie esportatrici tedesche (Bga), poiche’ “lo scorso anno l’export tedesco verso la Cina e’ aumentato di un quarto, quest’anno ci attendiamo una crescita a due cifre, forse il 15%”. Piu’ di un quarto delle merci tedesche esportate verso Pechino e’ costituito da macchinari e impianti, come rivela Oliver Wack, responsabile dell’Associazione dei produttori del settore (Vdma), poiche’ “da tre anni la Cina e’ diventata il piu’ importante mercato per i macchinari e gli impianti tedeschi”.
Un altro 25% delle esportazioni tedesche va messo sul conto dell’auto, con le case costruttrici germaniche che si sono gia’ assicurati il 20% del mercato cinese, mentre la percentuale e’ considerevolmente piu’ alta per le autovetture di lusso.
“Tre quarti delle macchine di lusso immatricolate nel 2010 in Cina sono di marca tedesca”, dichiara Matthias Wissmann, presidente dell’Associazione delle aziende automobilistiche tedesche. Negli ultimi 15 anni il numero di impianti di produzione di auto tedesche in Cina e’ quasi triplicato, arrivando a 190, mentre anche l’industria chimica germanica e’ presente sul posto con piu’ di 150 filiali produttive. In totale oltre 5mila aziende tedesche con oltre 220mila dipendenti operano ormai in Cina, che e’ diventata il Paese straniero con il maggior volume di investimenti tedeschi, pari a 18 miliardi di dollari all’anno. Nel frattempo un’azienda tedesca su due ha in progetto di costruire impianti produttivi in Cina, che e’ tuttavia attiva anche in senso contrario, poiche’ attualmente sul suolo tedesco ci sono 700 aziende cinesi con 6600 dipendenti. “I cinesi ci vedono come la porta d’ingresso in Europa”, dice Markus Hempel, responsabile per il mercato cinese di Germany Trade and Invest (Gtai), dal momento che “non hanno mai investito tanto in Germania come adesso“.

In conclusione non si può non rilevare il notevole titolo di “Libero“: “La culona è volata in Cina ma in Europa è ormai sola“… contenti loro !