La Borsa … della spesa

registra un saldo positivo.

Se il governo Berlusconi ottiene il successo per 3 voti allora: “Mediaset (+3,29%) sugli scudi: il titolo festeggia la fiducia incassata dal Governo Berlusconi“.

Quest’uomo è il novello Re Mida !

Silvio Berlusconi uno di noi

Dalla dichiarazione dei redditi 2009 relativa ai redditi prodotti nel 2008 del Presidente del consiglio onorevole Silvio Berlusconi, il più amato dagli italiani, si ricava che nel 2008 ha portato a casa da buon padre di famiglia, la ben modica cifra di:

23.570.981,00 (diconsi ventitremilionicinquecentosettantamilaenovecentoottantuno) Euro

che ove la dividiamo per 365 (i giorni dell’anno… forse il 2008 era bisesto, ma cambierebbe poco) fa;

64.578,00 (in lettere sessantaquattromilaecinquecentosettantaotto) Euro al giorno, tutti i giorni, compresi i festivi, Natale e Santo stefano,

che se dividiamo questa cifra per 24, (le ore del giorno), fa;

2.691,00 (in lettere duemilaseicentonovantuno) Euro l’ora, tutte le ore, sia che dormisse, fosse sveglio, in viaggio, in bagno, con Letta, con Bondi o con Schifani,

e che infine se dividiamo per 60 (i minuti) fa;

45,00 (in lettere quarantacinque) Euro al minuto, sia che riposasse, dormisse, sorridesse, facesse pipì o pupù.

Lascio a voi ogni altra considerazione su quanto fortunato sia un uomo che più sta sulla tazza e più guadagna e per il quale quindi niente è spreco, niente è superfluo.

Ciò detto, ed in corsiderazione che come si dice: “Silvio Berlusconi è ricco di suo”, vi sembra appena, appena, credibile quanto afferma questa signora ?

Patrizia Toia: “Bocciata legge scandalosa”. Da Strasburgo, Patrizia Toia (Pd), vicepresidente della Commissione Industria al Parlamento Europeo e relatrice europea in materia di telecomunicazioni-dividendo digitale, definisce la sentenza Ue “una grave bocciatura per una delle leggi più scandalose e palesemente inique varate dal Governo Berlusconi negli ultimi anni – si legge in una nota -. È la certificazione inappellabile del conflitto di interessi della famiglia Berlusconi in materia di telecomunicazioni”. “I giudici europei – prosegue Toia – dichiarano espressamente che la decisione del Governo Berlusconi di stanziare soldi pubblici a fondo perduto per incentivare l’acquisto di decoder digitali terrestri, il cui principale produttore italiano, va ricordato, é Paolo Berlusconi, non era una misura neutra ma ha avvantaggiato Mediaset, la tv di proprietà di Silvio Berlusconi. Ci auguriamo, ora, che a farne le spese non siano i lavoratori o i tanti piccoli azionisti di Mediaset, società quotata in Borsa”. “.

La vicenda per i distratti è questa riportata da La Repubblicanell’ambito del processo di conversione dei segnali televisivi al sistema digitale, avviato in Italia nel 2001 e che prevede il passaggio definitivo al sistema digitale entro il novembre del 2012, la legge finanziaria del 2004 aveva previsto un contributo pubblico di 150 euro per ogni utente che avesse acquistato o locato un apparecchio per la ricezione di segnali televisivi digitali terrestri. Lo stesso aiuto veniva rifinanziato, nel 2005, per un importo ridotto a 70 euro. Il limite di spesa del contributo ammontava, per ogni anno, a 110 milioni di euro.

Parallelismi: USA – Italia

USA

da WSI

Il chairman of the board della Federal Reserve di New York Stephen Friedman ha dato le dimissioni all’improvviso, comunicando che hanno effetto immediato. Cio’ accade proprio mentre vengono diramati i dettagli sullo stress test relativi alla solidita’ dei maggiori gruppi bancari e finanziari degli Stati Uniti con la relativa necessita’ per 10 su 19 di una forte ricapitalizzazione.

Dai primi rumor circolati a New York subito dopo l’annuncio, le dimissioni vengono messe in relazione con il possibile conflitto di interessi di Friedman con Goldman Sachs, quando la banca lo scorso ottobre nel pieno della crisi finanziaria si trasformo’ da banca d’affari a banca commerciale.

Friedman era presente nel board di Goldman Sachs e ne aveva acquistato un numero notevole di azioni subito prima di un forte apprezzamento.

Il che sembrerebbe clamorosamente in contrasto con io suo ruolo di controllore nell’ambito della sede regioanle della Federal Reserve di New York.

(08/05/2009)

Italia

Ha scritto Franco Bechis per “Italia Oggi”

In cassa avevano già qualcosa in più di 1 miliardo e 200 milioni di euro di liquidità tenuta da parte negli anni precedenti. Ma nell’ultimo mese Silvio Berlusconi e i suoi cinque figli possono contare su 775 milioni di euro in più da dividersi comunque vadano le vicende familiari.

A consegnarli nelle loro mani è stata piazza Affari, che ha visto lievitare, con una performance decisamente superiore all’indice generale, i tre titoli quotati cui sono interessati gli azionisti del gruppo Fininvest. Mediaset, Mondadori e Mediolanum.

Il primo vale per loro 377 milioni in più, il secondo 113 milioni in più e il terzo 285 milioni in più del 7 aprile, all’indomani del terremoto in Abruzzo, circa un mese prima del terremoto familiare. Del miliardo e 228 milioni di euro liquidi accantonati nelle holding che controllano Fininvest sotto forma di dividendi e riserve starordinarie, la gran parte spetta al presidente del Consiglio nonchè fondatore del gruppo imprenditoriale: in tutto 719.007.355,74 euro.

Marina Berlusconi può invece contare su 54,5 milioni di euro fra quota di patrimonio netto distribuibile e liquidità in cassa. Piersilvio grazie alla sua holding quinta in tutto su 154,4 milioni di euro.

I tre fratelli di secondo letto, concepiti con Veronica Lario (il cui vero nome è Miriam Bartolini), e cioè Barbara Eleonora e Luigi hanno nella loro holding quattordicesima a disposizione 330,7 milioni di euro.

Questo patrimonio è già ampiamente diviso fra il padre e i cinque figli, e la proporzione dovrebbe restare simile anche con la valorizzazione delle partecipazioni quotate grazie al recupero dei titoli della scuderia sui mercati azionari. Ma c’è un segnale chiaro registrato in questo ultimo mese: i titoli stanno seguendo il percorso professionale del presidente del Consiglio.

Boom oltre le attese proprio nel momento in cui Berlusconi (in seguito al comportamento post terremoto in Abruzzo) stava raggiungendo le vette della popolarità e salendo gli indici di gradimento. Il parallelo non è automatico, naturalmente, ma non è un caso se molti analisti (anche l’ultimo report sul titolo Mediaset, che consigliava di attendere i risultati delle elezioni europee) ritengono strettamente legate le fortune politiche del maggiore azionista e i corsi azionari dei titoli di famiglia.

L’incognita viene dunque proprio dall’ultimo terremoto familiare: ieri per la prima volta si è bruscamente interrotta la corsa rialzista di tutti e tre. Forse meno clamore può fare bene anche alla tasche dei litiganti…

(08/05/2009)