Sicilia, una notizia buona ed una cattiva

Quella buona è che il governo regionale intende porre mano in qualche modo ai privilegi di cui hanno goduto i politici di “fascia bassa“, quelli sul teritorio, quelli per intenderci che si occupano di di comuni e province.
Fra le norme previste dal disegno di legge approvato dalla giunta guidata dal presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ci sono la riduzione del numero degli assessorati nei Comuni e nelle Province, taglio alle indennità aggiuntive per sindaci e presidenti, gettoni di presenza al posto di stipendi fissi per i consiglieri. Non è finita, c’è anche l’addio all’aspettativa retribuita per gli eletti nei consigli e niente più retribuzione per i consiglieri nelle circoscrizioni dei comuni non capoluogo, stop al cumulo per sindaci e presidenti di Provincia col doppio incarico di deputato e ai permessi per i consiglieri-dipendenti che non potranno più andare in aspettativa con contributi a carico dell’ente.
I consiglieri percepiranno un gettone al posto dello stipendio: a Palermo sarà di 126 euro, con un tetto massimo mensile (intorno a 1.900 euro, oggi è fino a 2.500 euro
I comuni sopra i 500 mila abitanti potranno avere al massimo 12 assessorati, 7 e non più 10 quelli con meno di 100 mila abitanti.
Taglio alle indennità aggiuntive per sindaci e presidenti.

Quella cattiva è che per intanto in Sicilia non cambia niente, infatti a Catania, comune al dissesto finanziario in cui nessuno ha pagato e nessuno sembra dover pagare per il modo disinvolto con cui sono state gestite le casse comunali, sembra che tutto debba reiterarsi infatti a detta di Roberto Fiore, di Forza Nuova sarebbe di: ” ‘settecentocinquantaeuro al giorno: lo stipendio del nuovo direttore generale Maurizio Lanza“.

E la notizia viene confermata, in forma dubitativa, anche dall’ex sindaco Enzo Bianco e da sette consiglieri comunali del Pd al Comune di Catania I quali hanno presentato un’interrogazione al sindaco Raffaele Stancanelli “sulla spesa sostenuta dall’amministrazione comunale per il conferimento dell’incarico di direttore generale del Comune a Maurizio Lanza e sulla spesa per la nomina di consulenti”: “Apprendiamo dai giornali che a Lanza, dal 1 ottobre 2008 – si legge nell’atto ispettivo – è stato attribuito un compenso lordo per il trimestre ottobre-novembre-dicembre pari a 66 mila 855 euro, e che l’attuale amministrazione dal luglio scorso avrebbe conferito incarichi esterni per dirigenti, consulenti ed esperti del sindaco il cui costo lordo, calcolato su base annua supera i 750 mila euro“.

Ed il segretario provinciale etneo del Pd, Luca Spataro rincara la dose “Mentre si chiedono sacrifici alla città, mentre poveri padri di famiglia attendono lo stipendio da mesi, mentre la città è sporca, al buio, insicura, con i vigili urbani che non hanno le risorse per mettere la benzina nelle auto di servizio e la città è al crack finanziario, il sindaco Raffaele Stancanelli destina 270 mila euro l’anno per il compenso del direttore generale e altre centinaia di migliaia di euro per consulenze” .

Ed infine il consigliere del Pd al Comune, Saro D’Agata che ha presentato un’interogazione : “il sindaco nei giorni scorsi ha proceduto a nominare un nuovo direttore generale, per il quale il Comune dovrebbe sobbarcarsi circa 22.285 euro mensili, comprensivi di oneri riflessi, in aperto contrasto con il rigore nella spesa”.