Alcamo il “Signore del vento” e gli affari intorno all’eolico, solo coincidenze

Di fronte alla sparata di ieri contro l’eolico di Giulio Tremonti due cose mi sono balzate subito davanti agli occhi.

Per primo un post di “Phastidio.net” noto anti-tremontiano, nel quale si confutano in maniera leggera ma precisa le argomentazioni del ministro, poi ritornato all’articolo del corriere.it, quella considerazione finale: “Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza».

Che è come dire, i responsabili politici della speculazione sull’eolico, cercateli nell’altro campo.

Certo il “Signore del vento“, il massimo speculatore sull’eolico a detta degli inquirenti è l’alcamese Vito Nicastri, e Alcamo la sua città d’origine è anche la città che ha espresso, seppure per un periodo piuttosto breve, un deputato nonchè vicesegretario nazionale dei Verdi al tempo di Pecoraro Scanio.

Fossimo avvezzi alle logiche che vengono invocate, ora sui giornali del premier, ora sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”, avremmo fatto già due più due e dato come risposta quattro, ma queste logiche non ci sono proprie e continueremo a pensare che son solo coincidenze.

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Alcamo … again !

Macchia oleosa di 3 km nel litorale di Alcamo Marina

TRAPANI – Una macchia oleosa, che si estende per circa tre chilometri, è comparsa nelle acque antistanti il litorale di Alcamo Marina (Tp). Il vice sindaco, Massimo Fundarò, ha escluso che il problema possa derivare dal depuratore comunale: “Abbiamo effettuato i controlli e l’impianto funziona regolarmente”.

“Dopo 25 anni eravamo riusciti, finalmente, a togliere il divieto di balneazione lungo l’intero litorale che si estende per sei chilometri – dice Fundarò – Purtroppo, oggi, l’incoscenza di qualcuno e lo scarso senso civico, hanno vanificato gli sforzi compiuti dall’amministrazione comunale per rendere fruibile la spiaggia”.

Per il sindaco, Giacomo Scala “l’inquinamento potrebbe derivare dagli scarichi abusivi posti a valle del depuratore”. Tra le ipotesi anche quella degli autospurghi che scaricherebbero le acque nere nel torrente.

da La Sicilia