Castellammare: Quelli di FLI obbligati alla sfiducia

Qui non si è maghi e quindi non si è in grado di prevedere se davvero finirà giorno 27 febbraio la corsa di Marzio Bresciani o se la mozione di sfiducia presentata da un pezzo della sua ex maggioranza, (oggi riunito sotto le insegne del partito di Fini) e dai due consiglieri del Partito Democratico sarà solo un ordinario incidente di percorso, nella sindacatura di Marzio Bresciani

Ciò che sembra di notare è che la fomazione di Fini abbia politicamente accelerato per avere modo anche essa di marcare in qualche modo il territorio nelle prossime tornate amministrative del 2012.

Provate ad immaginare, dopo il rinnovo dei consigli e dei sindaci a cui sono interessati alcuni comuni, non piccoli, della nostra provincia, quale sarà il quadro della rappresentanza politico-istituzionale.

Allo stato delle cose, in nessuno di tali comuni è immaginabile la candidatura vincente di un uomo di FLI, non a Marsala, non a Trapani, non ad Alcamo, non ad Erice, per citare i comuni più grossi e di maggiore rilevanza politica.

Dopo le elezioni amministrative 2012 il partito (ed il leader di partito, nella fattispecie Livio Marrocco) che uscirebbe maggiormente indebolito nell’ambito della coalizione costituita da  Terzo Polo – Autonomisti e Pd, rischierebbe di essere proprio FLI, con ovvie ripercussioni anche all’interno della stessa formazione finiana.

Puntare ad elezioni anticipate per Castellammare del Golfo, spendendosi nella candidatura a sindaco diventa quindi mossa non solo logica, ma direi obbligata per non compromettere la propria sopravvivenza politica.

Anche perchè oggi tale candidatura potrà, nell’ambito di contrattazioni al tavolo provinciale essere imposta ai numerosi, aspiranti frustrati a sindaco, nel 2013, non è detto ciò sarebbe più possibile.

Resta salva in ogni caso ogni altra ed ulteriore considerazione sui risultati non brillanti dell’esperienza Bresciani.

Porto di Castellammare: l’amministrazione è fiduciosa

Ora si che possiamo stare tranquilli !

Porto. Il sindaco Marzio Bresciani: “La Regione non ci faccia perdere i fondi. Rimaniamo fiduciosi

«Già ieri abbiamo preso contatto con i dirigenti regionali per chiedere spiegazioni in merito alla notizia, appresa dalla stampa, che l’Unione Europea ha congelato 220 milioni di euro di Fondi Por, tra i quali rientrano anche i lavori per il porto di Castellammare». Lo afferma il sindaco Marzio Bresciani, che prosegue: «A fine ottobre, alla Regione, quando c’è stato l’audit dei revisori della Commissione Europea, abbiamo avuto sentore che si presentassero ulteriori problemi. Da quel momento abbiamo seguito sempre da vicino l’evolversi della situazione. Chiediamo con forza che la Regioni attui tutte le procedure perché i fondi non vengano definitivamente bloccati e ci consenta di non perdere i fondi destinati ad un’opera di fondamentale importanza per l’economia cittadina, che ha già subìto troppe vicissitudini e lungaggini burocratiche. Rimaniamo fiduciosi anche perché, con rassicurazioni verbali, ci dicono che il porto di Castellammare sarà completato».

IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)

Porto di Castellammare del Golfo, mettiamoci una pietra sopra, ma grossa però !

Dicono che la UE abbia bloccato anche i fondi per il porto di Castellamare del Golfo… dicono per irregolarità e violazioni di legge.
A occhio e croce e senza leggere le carte, visto che i lavori erano già sotto sequestro, non avrebbe potuto essere finanziato il secondo stralcio, in quanto i relativi lavori non erano immediatamente cantierabili.

L’Ue blocca 220 milioni di fondi Por per la Sicilia

L’Ue blocca 220 milioni di euro di fondi Por destinati alla Sicilia per irregolarità e violazioni di legge, commesse dal dipartimento regionale per la Programmazione della Regione che dipende direttamente dalla Presidenza. Come scrive oggi “Il Fatto Quotidiano”, una corposa relazione, all’inizio di quest’anno, è giunta sul tavolo di Palazzo d’Orleans ma soprattutto dei ministeri romani, e ha annunciato il blocco ai finanziamenti.
Sei ispettori inviati da Bruxelles, il 24 ottobre scorso, in appena quattro giorni, durante un controllo peraltro ampiamente previsto, hanno riscontrato irregolarità nelle pratiche ammesse ai finanziamenti. Come successo in quella per l’allargamento del porto di Castellammare del Golfo: è stato rinvenuto un verbale di sequestro del cantiere ad opera della Guardia di Finanza. La relazione degli ispettori punta il dito contro la Regione e parla di “carenze significative nel funzionamento dei sistemi di gestione e controllo, tali da giustificare l’interruzione dei termini di pagamento”.
Una bacchettata in piena regola, che riguarda anche mancati controlli su alcuni appalti pubblici e non solo: “I servizi della commissione – si legge nella relazione – hanno osservato che le verifiche di gestione effettuate su spese superiori a 50 milioni di euro erano parziali o inadeguate”. Adesso la Regione avrà due mesi di tempo per correre ai ripari ed evitare che il blocco si trasformi in un taglio delle risorse.

da Live Sicilia.It

Castellammare del Golfo, Consiglio Comunale il 4, 8 e 10 novembre

Il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo è convocato nei giorni 04, 08 e 10 novembre dell’anno 2011, alle ore
19,00, presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, in seduta pubblica ordinaria, per la
trattazione dei seguenti punti:

1. Scelta e nomina scrutatori;
2. Insediamento e giuramento del nuovo Consigliere Sig. Pilara Giovanni;
3. Esame, ai sensi della L.R. 24/06/1986, n. 31 e della L.R. 21/09/1990, n. 36, delle condizioni di eleggibilità e di candidatura, secondo l’art. 58 del D.lgs 18/08/2000 n. 267, per la convalida degli eletti, nonché delle condizioni da cui scaturisce la sospensione di diritto dalla carica secondo l’art. 59 del D.lgs 18/08/2000 n. 267;
4. Esame situazione di incompatibilità ai sensi della L.R. 24/06/1986, n. 31, ed eventuale inizio della procedura disciplinata dall’art. 14 della L.R. 24/06/1986, n. 31;
5. Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti;
6. Comunicazioni del Presidente;
7. Interpellanza del cons. Blunda Daniela (gruppo UDC), prot. n. 0034433 del 29/09/2011 avente per oggetto: ”interpellanza inerente la delibera di Giunta Municipale del Comune di Castellammare del Golfo n. 144 del 24/05/2011 – richiesta sospensione temporanea e/o revoca della delibera de qua”;
8. Interpellanza del cons. Di Gregorio Lorena (gruppo UDC), prot. n. 0037773 del 20/10/2011 avente per oggetto: “interpellanza sullo stato di attuazione del progetto inerente il cimitero comunale”;
9. Interpellanza del cons. Bonventre Vito (gruppo UDC), prot. n. 0037775 del 20/10/2011 avente per oggetto: “ N. 169 del 29-06-2011. Affidamento in concessione alla società d’ambito Terra dei Fenici spa in liquidazione delle funzioni amm/ve e fiscali inerenti l’attività di accertamento e riscossione coattiva della tarsu e tia”;
10. Aree scoperte tarsu: modifica dell’art. 10 del regolamento tarsu;
11. Approvazione Piano di Lottizzazione denominato “CELSO” in Z.T.O. “D.1.1 del P.R.G. – c/da Celso F. 22 part. 12-13- 113- 114- 115- 116- 117- 118- 119- 207- 208. Ditta Pilara Giovanni amm.re Società Tecno Team s.r.l. e Fugardi Marcella;
12. Riconoscimento del debito fuori bilancio di €. 1.199,10 a favore del sig. Giuseppe Ambrosini, a seguito sentenza n. 4622/10, emessa dal Tribunale di PA, più spese e competenze successive.
13. Riconoscimento debito fuori bilancio di €. 22.652,10 a favore dell’Avv. Giuseppe Gerbino, a seguito atto di precetto derivante dall’ordinanza del procedimento R.G. 455/10 (D.I. n. 128/10), emesso dal Tribunale di TP sez. di Alcamo.
14. Riconoscimento del debito fuori bilancio di €.553,58 a favore dell’Avv. Giuseppe Gerbino, a seguito atto di precetto, per spese successive a ordinanza del procedimento R.G. 647/07, emessa dal Tribunale di TP sez. di Alcamo. Mero atto ricognitorio.
15. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio di €.1.086,75 a favore dell’Avv. Giuseppe Gerbino, a seguito Ordinanza emessa dal G.E. in data 30/09/10 a seguito procedura esecutiva mobiliare n. 903/09.
16. Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio art. 194, c. 1, lett. e) del D. Lgs. 267/00 di € 32.534,23 per compensi dovuti in relazione all’incarico conferito per la redazione del piano regolatore, del regolamento edilizio e delle prescrizioni esecutive”.
17. Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio, derivante da sentenza, per l’esecuzione dei lavori di manutenzione della pavimentazione stradale di Via Napoli: art.194, c. 1, lett. a) e d) del D. Lgs. 267/00.
18. Verifica stato di attuazione dei programmi e salvaguardia equilibri di bilancio: art. 193 del d. lgs. 267/00.
19. Modifica al piano triennale delle Opere Pubbliche triennio 2011 – 2013.
20. Piano Miglioramento dei servizi di Polizia Municipale triennio 2012-2014.
21. Ordine del Giorno sulla salvaguardia dell’Ospedale di Alcamo “San Vito e Santo Spirito”.

La mancanza del numero legale comporta la sospensione di un’ora della seduta in corso;
qualora alla ripresa dei lavori non si raggiunga o venga meno il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo in seconda convocazione senza ulteriore avviso.

D’Alì vs. Sodano, per il tribunale il senatore ha torto

Nell’ottobre del 2005, il 5 ottobre per l’esattezza, Anno Zero di Michele Santoro mandò in onda questo reportage firmato da Stefano Maria Bianchi su Trapani a poche settimane dalla conclusione degli atti preliminari della Coppa America.

Il Senatore D’Alì si ritenne danneggiato dalle affermazioni del prefetto Sodano, oggi:

Mafia: il prefetto Sodano vince contro chi lo mando’ via da Trapani

Il Tribunale respinge la richiesta di risarcimento danni avanzata dal senatore D’Alì

di Rino Giacalone – 16 settembre 2011

Qualcuno scrisse su un giornale locale che Trapani avrebbe fatto bene a cambiare canale perché non c’era nulla di vero e di buono in quel reportage, a scrivere così era un sacerdote, don Ninni Treppiedi, oggi finito in mezzo a mille guai col Vaticano quanto con la Giustizia a sentire alcune indiscrezioni. In quel reportage sotto accusa era finito l’allora sottosegretario all’Interno senatore D’Alì, assieme all’odierno sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, e lo scandalo sfiorava anche il prefetto dell’epoca Giovanni Finazzo. Si parlava in quel reportage di appalti combinati, della mafia che aveva messo le mani sui lavori di allestimento per rendere il porto perfetto ad accogliere le barche a vela della Coppa America, c’era anche l’immagine malata dell’ex prefetto di Trapani Fulvio Sodano che a gesti raccontò al giornalista Stefano Maria Bianchi che lui nel 2003 da Trapani era stato mandato via nel giro di 24 ore, un giorno prima dal Viminale gli era stato assicurato che non era nella lista dei movimenti dei prefetti, l’indomani si ritrovò “sbattuto” ad Agrigento, per volere, disse del senatore Tonino D’Alì, oggi presidente della commissione Ambiente del Senato e indagato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa. Agli atti di questa indagine c’è anche il trasferimento da Trapani di Sodano col quale era entrato in contrasto a proposito della gestione dei beni confiscati alla mafia.

Trapani non cambiò canale quel giorno ma non ha mai premiato il prefetto Sodano rimasto in attesa di avere consegnata la cittadinanza onoraria della città deliberata nel dicembre 2005 dal Consiglio comunale all’indomani di una operazione antimafia della Polizia che dimostrò come Sodano da prefetto aveva respinto l’attacco diretto che i mafiosi insospettabili avevano portato fin dentro il suo ufficio quando volevano convincerlo a vendere la Calcestruzzi Ericina una azienda confiscata a Cosa Nostra trapanese e la cui presenza sul mercato, con la gestione dello Stato, faceva concorrenza alle imprese rimaste sotto il controllo degli imprenditori mafiosi. Il prefetto Sodano per quella intervista è stato citato in giudizio civile dal senatore D’Alì davanti al Tribunale di Roma, assieme alla Rai e ai giornalisti Michele Santoro e Stefano Maria Bianchi. Il Tribunale Civile ha respinto la richiesta di risarcimento dei danni, il senatore D’Alì non l’ha spuntata contro Sodano. Il prefetto Sodano difeso dall’avv. Giuseppe Gandolfo oggi ha ricevuto giusta ragione: “è un risultato importante per il prefetto – dice l’avv. Gandolfo – ma per tutti quelli che hanno sempre creduto nel lavoro onesto e coraggioso di Sodano, non meno rilevante è la circostanza che il fatto è incluso tra gli episodi contestati dalla Procura di Palermo al senatore D’Al’, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa”. Agli atti di questa indagine ci sono cinque pagine fitte fitte, il verbale di un interrogatorio su carta intestata della Procura della Repubblica di Trapani. In fondo, alla fine di quel verbale che reca la data del 22 luglio 2004, le firme di un magistrato, il pm Andrea Tarondo e quella del prefetto, Fulvio Sodano. Dentro c’è scritto il racconto di una storia, di un compito che è stato impedito di assolvere in pieno, fino in fondo, ossia la gestione e l’utilizzo dei beni confiscati, cosa che in provincia di Trapani forse non doveva andare come è andata, e dove alla fine quando era impossibile tornare indietro, qualcuno doveva pagare.
Fulvio Sodano fu “cacciato” via da Trapani nell’estate del 2003 dall’allora Governo Berlusconi, ministro dell’Interno Beppe Pisanu oggi presidente della commissione nazionale antimafia. La commissione che ha pure tentato nella passata legislatura e in quella prima ancora di affrontare la questione, ma non trovò unanimi visioni. “Signor prefetto ma lei sta favorendo troppo la Calcestruzzi Ericina”. Quella non era una impresa qualsiasi, era una ditta confiscata alla mafia, che era diventata patrimonio dello Stato. Favorire perciò la Calcestruzzi Ericina significava appoggiare lo Stato. E quella era la cosa che stava facendo a Trapani il prefetto Fulvio Sodano, massima espressione dello Stato non poteva fare altro. Chi gli si rivolse a lui dandogli del “favoreggiatore”, secondo il racconto di Fulvio Sodano al magistrato che andò a sentirlo, fu l’allora sottosegretario all’Interno senatore Antonio D’Alì.

Non è una storia nuova quella che si sta scrivendo. La faccenda è conosciuta. Un paio di processi sono stati celebrati, le sentenze hanno accertato una serie di cose accadute a Trapani tra il 2001 e il 2005. A 20 anni è stato condannato il capo mafia di Trapani “don” Ciccio Pace, 8 anni di carcere ha avuto inflitti il suo braccio destro l’imprenditore Vincenzo Mannina. Pace era quello che voleva togliere di mezzo la Calcestruzzi Ericina in un periodo in cui a Trapani stavano arrivando milioni di euro di finanziamenti per fare bello e moderno il porto e gli imprenditori mafiosi si vantavano di potere controllare quelle opere pubbliche in corso di appalto perché possedevano bandi e capitolati di gara ancora prima che venissero pubblicati. Non c’era bisogno sotto la “regia” di “don” Ciccio Pace che gli appalti venissero pilotati tutti, le imprese che se li aggiudicavano sapevano che prima di cominciare i lavori dovevano andare a bussare a certe porte, e che i materiali per i cantieri, gli inerti, sabbia e pietrisco, il ferro, il cemento solo da certe imprese doveva essere comprato. “Don” Ciccio Pace aveva la sua impresa, la Sicilcalcestruzzi, le quote le aveva comprate, ufficializzando così la sua presenza che esisteva già da anni sottobanco, con i soldi ottenuti per un risarcimento per ingiusta detenzione. Per vendere gli inerti c’era l’impresa di Vincenzo Mannina, per gli asfalti quella di un altro imprenditore che faceva parte della cupola, Tommaso Coppola. Il ferro lo vendeva in esclusiva Nino Birrittella, l’uomo che dopo l’arresto ha deciso di uscire da Cosa Nostra raccontando ogni segreto di quella cupola fatta di imprenditori: non ha accettato alcun programma di protezione, ha chiesto di rimettersi sulla corretta via rimettendosi a lavorare, pronto a saldare i suoi conti con la giustizia quando arriverà questo momento. Una storia del tutto diversa da quella per esempio seguita da Tommaso Coppola che, come di recente ha svelato l’operazione antimafia “Cosa Nostra resorts”, dal carcere ha cercato di continuare a gestire in modo truffaldino le sue imprese, ha cercato di continuare a colloquiare con i politici, a parlare attraverso intermediari col prefetto Giovanni Finazzo successore di Sodano a Trapani, perché le commesse alle sue aziende non venissero fermate.

Ma torniamo agli appalti e al cemento. Dopo la confisca la Calcestruzzi Ericina, era il 2000 cominciò a registrare un calo nelle commesse. Magicamente gli imprenditori che costruivano palazzi e realizzavano opere pubbliche non andavano più in quell’impianto a comprare cemento. Nessuno è mai venuto a dire che ci fu un ordine, un passaparola, ma è quello che avvenne senza suscitare tanto scandalo. Ecco il racconto al magistrato da parte del prefetto Fulvio Sodano comincia proprio da questo punto.

“Non appena assunte le funzioni di prefetto di Trapani mi resi conto che la situazione dell’amministrazione dei beni confiscati alla mafia era estremamente grave, nel senso che erano numerosissimi i beni confiscati ma mai assegnati e che molti di tali beni erano ancora nella materiale disponibilità dei soggetti mafiosi cui erano stati confiscati. Immediatamente mi attivai per promuovere incontri con tutti gli enti interessati per tentare di fare attivare le procedure burocratiche di assegnazione incontrando difficoltà ed inerzie, per asserita mancanza di personale”.

Il prefetto Sodano a quel punto cominciò ad incontrare gli amministratori dei beni confiscati. Fu quello il momento in cui ebbe a conoscere gli amministratori della Calcestruzzi Ericina, il dott. Luigi Miserendino e l’avv. Carmelo Castelli: “Mi rappresentarono l’immobilismo del Demanio rispetto alle loro richieste e mi dissero che nonostante l’ottima qualità di calcestruzzo prodotto, venduto ad un prezzo più basso degli altri concorrenti, incontravano fortissime difficoltà di mercato e il fatturato ogni giorno scendeva sempre di più. Mi dissero che l’azienda rischiava di chiudere”. Il prefetto Sodano comprese subito le conseguenze: “Decisi che un bene acquisito dallo Stato che aveva sia un forte valore simbolico sul territorio sia una incidenza importante in un settore strategico per la mafia quale quello del calcestruzzo, doveva essere salvato e diventare l’emblema della rivincita dello Stato sull’antistato”.

La prima persona con la quale il prefetto Sodano affrontò l’argomento fu con l’allora presidente dell’Associazione degli Industriali Marzio Bresciani: “Gli dissi che non capivo come mai a fronte di un prezzo e qualità migliori i suoi associati preferissero rifornirsi altrove, lasciai intendere che paventavo una possibile interferenza mafiosa. Quindi lo pregai anche in considerazione dell’economicità e della qualità del prodotto, di farsi portavoce presso i suoi associati, magari quelli che più gli erano vicini, di valutare la possibilità di rifornirsi anche presso la Calcestruzzi Ericina……Dopo alcuni giorni saputo che presso il porto erano in corso consistenti lavori contattati con le stesse motivazioni addotte nel colloquio con Bresciani il comandante del Porto Agate perché si facesse presente alla ditta appaltatrice la convenienza a comprare cemento dalla Calcestruzzi Ericina….Tempo dopo seppi che gli interventi avevano sortito un certo effetto gli amministratori della Calcestruzzi Ericina mi dissero che si era allontanato il rischio della chiusura“.

Il prefetto Fulvio Sodano però ancora non sa che quei suoi interventi avevano cominciato a sortire fastidio dentro Cosa Nostra trapanese, lui era diventato “tinto” e don Ciccio Pace cominciava a dire che quel prefetto doveva andare via. Nel giugno del 2002 l’editore di una emittente locale, Giuseppe Bologna, manager di Tele Scirocco, incontrandolo gli disse che giravano certe voci sul suo conto circa un possibile trasferimento: “Confidenzialmente mi disse di avere saputo che i principali referenti di Forza Italia nella provincia di Trapani avevano chiesto nel corso di un incontro l’allontanamento da Trapani del prefetto, del procuratore e del dirigente della squadra Mobile. Alla cosa non diedi peso”.

Il prefetto Sodano continuò la sua attività sui beni confiscati e a favore della Calcestruzzi Ericina. Nelle riunioni ufficiali però cominciarono ad emergere faccende strane: “Fu quando discutemmo con Comune di Favignana e Soprintendenza delle sorti dell’impianto di calcestruzzo che l’Ericina possedeva a Favignana. Quello era l’unico impianto. Mi colpì l’affermazione del rappresentante comunale che mi disse che una volta terminati i lavori di costruzione di una galleria non c’era più necessità di avere un impianto sull’isola”. Come se a Favignana nessuno avrebbe più costruito e usato cemento che a quel punto se l’impianto avesse chiuso doveva arrivare da Trapani con gli inevitabili costi maggiorati per il trasporto.

Il prefetto avvertì che c’era qualcosa di strano che si muoveva attorno alla Calcestruzzi Ericina. A porre ostacoli non erano malavitosi, mafiosi, imprenditori poco raccomandabili, si fanno avanti le istituzioni. Gli uomini potenti della politica: “Durante una manifestazione ufficiale in prefettura fui avvicinato dal senatore D’Alì Antonio, sottosegretario all’Interno, il quale mi chiese spiegazioni in ordine al mio comportamento relativamente al “favoreggiamento” operato nei confronti della Calcestruzzi Ericina che in base a notizie che aveva avuto da altri avrebbe alterato il libero mercato del calcestruzzo, determinando una sleale concorrenza alle altre aziende del comparto. Gli spiegai quali fossero le motivazioni del mio comportamento e anzi mi meravigliai di quelle doglianze perché in realtà il mio atteggiamento tendeva esclusivamente a contrapporre una azione forte dello Stato ai poteri mafiosi. In sostanza avrei voluto che un bene ormai di proprietà dello Stato potesse sopravvivere in maniera emblematica contro tutti i tentativi della mafia di riappropriarsene o di distruggerlo. Subito dopo il sottosegretario mi disse che se le cose stavano così non aveva altro da dirmi se non che per l’avvenire questi interventi li dovevo fare esclusivamente in prima persona (era successo che per i lavori al porto aveva delegato il suo vicario dott Sciara a colloquiare col comandante Agate ndr)”.

Ai mafiosi a fine 2002 balena l’idea di sollecitare la vendita della Calcestruzzi Ericina. Nel gennaio 2003 il prefetto Sodano racconta di avere ricevuto una visita. “Mi fu chiesto un incontro da parte del presidente di Assindustria Marzio Bresciani e del direttore Francesco Bianco. All’incontro si presentò anche l’imprenditore Vito Mannina. Mi fu consegnata la proposta per la nomina a cavaliere dello stesso Mannina. Durante la riunione incidentalmente fu avanzata la proposta di acquisizione da parte dell’impresa Mannina della Calcestruzzi Ericina con assorbimento da parte dell’impresa Mannina di manodopera e acquisizione dei beni aziendali. Feci presente che in questo interlocutore principale era l’Agenzia del Demanio, uno degli interlocutori, forse Bianco, mi fece presente che loro avevano già sentito il geometra Nasca che aveva già dato il suo assenso. Poiché ero a conoscenza che da alcuni mesi Nasca era stato sollevato dai suoi incarichi in materia di beni confiscati mi meravigliai con loro per essersi rivolti a tale soggetto, comunque rinviai ogni altra discussione ad altra seduta successiva, Per me portare avanti quella richiesta significava abdicare alle mie iniziali decisioni che andavo perseguendo, incarica il capo di gabinetto di contattare l’associazione degli industriali per dire che della loro proposta non se ne faceva nulla. Con l’Assindustria ebbi comunque un altro incontro, erano stati molto insistenti nel chiederlo, stavolta c’era presente il figlio di Vito Mannina, Vincenzo, fu l’occasione per manifestare di persona tutte le mie perplessità, ma feci presente che siccome la titolarità era del Demanio, potevano rivolgersi a quell’ente, feci loro capire che se fosse stato chiesto il mio parere sarebbe stato negativo”.

La Calcestruzzi Ericina non fu venduta. Gli imprenditori non ci provarono nemmeno a parlare con i funzionari dell’Agenzia del Demanio e con chi aveva tolto l’ex funzionario Nasca da quella poltrona. Il prefetto Sodano nel luglio del 2003 presiede in prefettura la sua ultima riunione da prefetto di Trapani. E’ una riunione che mette le basi perché i beni confiscati mai più restino inutilizzati. Al suo fianco c’è seduto il presidente di Libera Luigi Ciotti. Personalmente a me confidò: “Vado via per questa riunione”.

E’ a conoscenza dei motivi del suo trasferimento da Trapani ad Agrigento? Si trattava di un trasferimento già programmato? E’ questa l’ultima domanda rivolta al prefetto Sodano dal pm Tarondo durante quell’interrogatorio del luglio 2004. Sodano così risponde: “Ho avuto conoscenza del mio trasferimento nel tardo pomeriggio del giorno precedente la seduta del Consiglio dei Ministri. Mi telefonò il capo di gabinetto del ministro facendomi presente che l’indomani sarei stato nominato prefetto di Agrigento. Alle mie rimostranze basate sul mio momento non facile di salute, noto al ministero, e per il quale avevo chiesto di rimanere a Trapani almeno altri sei mesi, ebbe a dirmi che la distanza che rispetto ad Agrigento c’era con Palermo era identica a quella con Trapani, mi invitò a prendere servizio ad Agrigento perché l’amministrazione mi sarebbe stata vicina. Tutto questo avveniva mentre non molto tempo prima aveva avuto garanzia che per un po’ di tempo non sarei stato trasferito. All’epoca di quel mio trasferimento molti altri colleghi che avevano raggiunto le loro sedi in concomitanza con la mia assegnazione a Trapani erano ancora in quelle stessi sedi”.

Una sentenza quella che ha condannato “don” Ciccio Pace a 20 anni di carcere scrive che l’azione dei mafiosi fu rivolta contro un uomo valoroso e coraggioso, il prefetto Fulvio Sodano. Condannato a sette anni è stato anche l’ex funzionario del Demanio, Francesco Nasca. Adesso a favore del prefetto Sodano questo pronunciamento del Tribunale Civile. Che fa salvo anche il lavoro giornalistico di Stefano Maria Bianchi che fu oggetto di una dura contestazione in Consiglio provinciale quando presidente della Provincia era proprio il senatore d’Alì ed il prefetto Finazzo andava dicendo pubblicamente che lui non contestava i giornalisti venuti da Roma ma quelli che a Trapani erano stati le loro fonti. Anni dopo si dimostrò che quelle fonti avevano visto giusto, dietro gli appalti del porto e della Coppa America, sotto il controllo di Protezione civile, prefettura e Comune di Trapani, ad operare c’era una “cricca” del malaffare.

da Antimafiaduemila

nb. le sottolineature in neretto sono di Diarioelettorale

Castellammare del Golfo consiglio comunale il 4 e l’otto agosto

Il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo è stato convocato nei giorni 04 e 08 Agosto dell’anno 2011, alle ore 19,00, presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, in seduta pubblica ordinaria.

ORDINE DEL GIORNO

Scelta e nomina scrutatori;
Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti;
Comunicazioni del Presidente;
Interrogazione del Consigliere Colomba Piero ( Gruppo FLI), prot.n°0022636 del 29/06/2011 avente ad oggetto: “Automezzi Comunali “.
Interrogazione del Consigliere Bonventre Vito (Gruppo UDC) prot.n°0024772 del 14/07/2011 avente ad oggetto: “Completamento assetto Giunta, nomina assessori mancanti”.
Interpellanza del Consigliere Mercadante Antonio ( Gruppo FLI), prot.n° 0025827 del 25/07/2011 avente ad oggetto: “Incarico Capo di Gabinetto all’Enologo Carlo Navarra”.
Interpellanza del Consigliere Mercadante Antonio ( Gruppo FLI), prot.n° 0025828 del 25/07/2011 avente ad oggetto: “Incarichi legali”.
Mozione di censura nei confronti dell’Assessore alle finanze dott. Giuseppe Fausto del PDL per aver dichiarato il falso pubblicamente, prot. n°25794 del 25/07/2011;
Riconoscimento debito Fuori Bilancio di euro 5.225,50 a favore dell’Avv. Donatella Anselmo.
Riconoscimento debito Fuori Bilancio di euro1.002,68 a favore dell’Avv. Gerbino Giuseppe.
Discussione e valutazioni politiche sul ricorso al T.A.R. avverso le delibere di C.C. n°56/11 e n°58/11, relative all’elezione del collegio dei Revisori dei Conti;
Relazione del Sindaco sull’attività amministrativa relativa all’anno 2010;
Approvazione Statuto del costituendo distretto turistico telematico ” Borghi Marinari”.
Proposta modifica dell’art. 3 del regolamento relativo al rilascio delle autorizzazione alla sosta nella zona blu località, spiaggia plaja.
Approvazione proposta schema regolamento di polizia urbana.

A Castellammare hanno deciso di “andare ai materassi”

Quelli che hanno seguito l’ultima sessione di consiglio comunale, che si è conclusa nella mattinata di oggi con l’approvazione del bilancio, avranno notato quanto accesi siano ormai i toni tra l’amministrazione D’Alì … pardon Bresciani, sostenuta in consiglio dalla sua minoranza e la variegata maggioranza del Consiglio Comunale.

Insomma, “siamo ai materassi“, è guerra di successione, ci si prepara al dopo Bresciani.

Per i prossimi due anni, è facile pronosticarlo, i problemi della città saranno solo lo sfondo, lo scenario, in cui sarà combattuto uno scontro politico che, solo per coerenza con l’immagine del titolo, ci permettiamo di chiamare “mafia wars“, nonostante che il “parlare di corda in casa dell’impiccato” non stia bene.

In fondo a ben pensarci tutto questo ci mette in sintonia con la situazione politica nazionale, nella quale un leader che non riscuote più la fiducia del paese, resta al suo posto imperterrito al fine di rinviare il “redde rationem”.

Ma qui, a Castellammare, il sindaco che siamo certi non ha interessi personali da difendere, perchè rimane al suo posto ?
Davvero ritiene che esistano margini di recupero di un quadro politico ormai deteriorato e destinato quasi certamente, a non ricomporsi nei due anni che ci separano dalle prossime elezioni ?

Perchè prolungare per altri due anni l’agonia politico-amministrativa di una città che avrebbe necessità di apporti e contributi i più ampi possibili, e continuare a guidare in assoluta minoranza, sul piano politico ma anche sociale, un’amministrazione civica ormai estranea alla città ?

Accadrà a Castellammare del Golfo il sette luglio 2011 … di nuovo

Si dice che la storia non si ripete nelle stesse forme e modi e negli stessi luoghi.
Questo è forse vero ovunque, tranne che in un luogo sulla terra.
Quel luogo è unico, si chiama Castellammare del Golfo e sta in Sicila.

La cronaca che vi riporto immediatamente sotto è del 19 luglio 2008 (la nuova amministrazione Bresciani si era insediata solo un mese prima) ed è parte di un post di Viviamo Castellammare corredato di fotografie e ben 22 commenti che vi consiglio di andare a rileggere integralmente per cogliere il senso di fiduciosa attesa che, da parte di molti, si coltivava nelle virtù salvifiche della nuova amministrazione:

Giornata Ecologica – E’ iniziata alle 9 del mattino di sabato 12 luglio alla spiaggia Plaja di C.mare del Golfo la Giornata ecologica. L’iniziativa della nuova amministrazione comunale di C.mare del golfo, promossa dal giovane assessore Palmeri ha riscosso un buon successo in termini di presenze. Hanno aderito diverse associazioni giovanili presenti nel paese come gli scout Agesci, i giovani di viviamocastellammare, il CAI, Generazione democratica, la Pro Loco, Rifondazione Comunista e tanti altri giovani non appartenenti ad alcuna associazione per un totale di circa 50 persone. Non sono mancati neanche numerosi esponenti della nuova amministrazione, tra cui gli assessori Di Benedetto, Barbara, Fontana e Navarra, il neo-eletto presidente del consiglio Cruciata ed i consiglieri Paradiso, D’aguanno, Blunda e Palazzolo.
Muniti di guanti, sacchi d’immondizia e rastrelli abbiamo pulito la spiaggia Plaja, i marciapiedi e parte della strada della Spiaggia raccogliendo oltre 20 sacconi di spazzatura tra gli sguardi incuriositi ed i complimenti ricevuti dai bagnanti per la lodevole iniziativa. Grazie al supporto della polizia municipale, che ha chiuso al traffico lo spiazzale antistante la Lampara, e all’amministrazione comunale, che ha fornito acqua potabile, magliette e cappellini per ripararsi dal sole, la giornata ecologica si è svolta nel migliore dei modi, in un clima sereno e di cortese collaborazione. L’intento principale dell’iniziativa, oltre a quello di pulire concretamente la spiaggia, è stato quello di dare un segnale alla cittadinanza nel tentativo di sensibilizzare la gente alle tematiche ambientali, come ha specificato lo stesso assessore Navarra. Bisognava far capire alla gente che ognuno di noi nel suo piccolo può e deve fare qualcosa per mantenere pulito il proprio paese. Considerato il successo che ha riscosso l’iniziativa, si spera che questo segnale sia stato recepito da tante persone.

Questo che segue è invece il comunicato che annuncia per il 7 luglio 2011 e con parole assai simili una analoga iniziativa per arrivare alle medesime conclusioni:

Giornata ecologica: giovedì la pulizia della spiaggia Plaja – La spiaggia Plaja sarà ripulita da cima a fondo grazie alla giornata ecologica organizzata dall’assessorato comunale all’Ambiente, guidato da Maria Stella Mangiarotti. La giornata ecologica è prevista per giovedì 7 luglio, a partire dalle ore 8, 30, con raduno al lido Peter Pan. Da ieri, infatti, è stata avviata la pulizia ordinaria giornaliera delle spiagge del paese, da parte della ditta si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. «La partecipazione alla giornata ecologica è libera, e l’invito è esteso a tutti coloro che, oltre a dare un contributo concreto alla pulizia – afferma l’assessore Maria Stella Mangiarotti- intendono testimoniare l’esigenza di civiltà e profondo rispetto che dovremmo avere nei confronti dell’ambiente. La campagna di pulizia e sensibilizzazione di giovedì verrà riproposta anche in futuro perché ritengo doveroso sostituire il “dire” con il “fare”. Sono convinta che l’educazione civica e il rispetto del proprio ambiente passino attraverso il concetto di riappropriazione del territorio e degli spazi comuni, nel rispetto della cosa pubblica e delle regole. Abbiamo organizzato la giornata in collaborazione con la Polizia Municipale, la Guardia costiera, il centro diurno anziani, il gruppo Scout, la delegazione locale della Protezione Civile, Associazione Enal ( Guardie Giurate Volontarie) Caccia e Pesca, l’Associazione di Volontariato “Felici e Contenti” (Clown-terapia negli ospedali e animatori nel sociale, presso il lido Zanzibar), le animatrici E20 Service (presso il Cafè la Darsena) e la collaborazione dei lidi ed attività che operano sulla spiaggia Playa (lido Matrioska, cafè la Darsena, lido Peter Pan, lido Zanzibar). Partiremo dal Peter Pan per la corposa presenza di giovani atleti, perché nel lido è in corso la settima edizione della Coast Cup, manifestazione nazionale di sand volley giovanile, in programma dal 6 al 9 luglio, poi proseguiremo per ripulire tutta la spiaggia. Saranno inoltre create diverse aree di sosta dove i bambini verranno intrattenuti dai volontari addetti all’animazione e dagli anziani, che leggeranno alcune fiabe sul mare e sull’importanza del rispetto per l’ambiente. Sarà uno scambio di esperienze – continua l’assessore comunale all’Ambiente, Maria Stella Mangiarotti- perché toccherà poi ai bambini fare tesoro dell’esperienza dei più anziani: distribuiremo colori e pennarelli per creare slogan e disegni sull’ambiente che successivamente saranno esposti nei pressi della spiaggia. Un’iniziativa di volontariato che vuole coinvolgere e sensibilizzare i cittadini di qualsiasi età. Ai partecipanti saranno forniti guanti e appositi sacchetti per la raccolta differenziata. Nel corso della giornata e del percorso, i lidi ed alcuni locali provvederanno a supportare i volontari con rinfreschi ed animazione. Successivamente la campagna verrà ampliata anche sul problema delle discariche abusive presenti nel nostro territorio».

Nel mezzo il vuoto e/o l’inadeguatezza, in considerazione del deficit accumulato dal territortio castellammarese, di politiche e di pratiche amministrative ambientali in grado di segnare un’inversione di tendenza rispetto al degrado e alla sempre maggiore distanza che si registra in questo campo con i nostri diretti concorrenti sul territorio in termini turistici, quali per non fare nomi San Vito lo Capo.
E qui ci si perdoni l’autocitazione nel ricordare questo post del 28 giugno 2008 sull’analisi dell’insufficienza delle politiche ambientali presenti nel programma del sindaco a dimostrazione che niente è casuale, ma che i risultati sono il frutto delle scelte che si è voluto fare:

Con quellambiente un po’ così – Stupisce il minimalismo insito nel sesto punto programmatico dell’amministrazione del sindaco Marzio Bresciani relativo a “Igiene, Sanità e Tutela ambientale” così articolato:

Campagna informativa pubblica sulla Raccolta Differenziata dei rifiuti solidi urbani
Monitoraggio della qualità delle acque del mare
Raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani
Nessun cenno a moderne politiche globali di qualità ambientali ne a propositi di adesione a sistemi di certificazione della qualità ambientale quali la ISO 14001, cui pure comuni a noi vicini (San Vito lo Capo) intelligentemente tendono, dopo che altri hanno già raggiunto l’obiettivo, o quantomeno la predisposizione dei passi propedeutici minimi quali:

Conduzione di una analisi ambientale iniziale;
Definizione degli obiettivi ambientali e di un programma ambientale;
Adozione di un sistema di gestione ambientale;
Il programma del sindaco Bresciani, nella sua indeterminatezza prefigura una politica delle mani libere rispetto all’ambiente che non segna alcuna discontinuità rispetto alle passate amministrazioni.

Vale la pena ricordare che non sono i monitoraggi che sono mancati nel corso degli anni, sia da parte di enti pubblici, che di associazioni private, con risultati affatto lusinghieri, ne manca l’informazione su “quanta è buona e quanto è bella la raccolta differenziata“, ciò che è mancata è stata una politica ambientale per il territorio, a cui i vecchi (e i nuovi ?) amministratori hanno in modo fattivo mostrato ostilità, ove tale politica potesse entrare in conflitto con gli interessi da loro rappresentati.

Per Castellammare è ormai esiziale una politica ambientale fatta solo di buoni propositi ed enunciati, a Castellammare per i suoi cittadini e per il suo sviluppo occorre un sistema di gestione ambientale.

L’adozione di un “Sistema di Gestione Ambientale” da parte del Comune costituirebbe l’attuazione concreta di un modo di concepire l’ambiente come “vantaggio competitivo” per la comunità insediata fornendo condizioni di garanzia della qualità ambientale per i cittadini e per quei soggetti chiamati “turisti”, che esigono che i servizi vengano forniti nell’ambito di sistemi la cui qualità ambientale sia “certificata”.

Ed infine ci si permetta di notare nell’occasione la singolare visione che questo sindaco ha (o se non l’ha tuttavia questa è quella che rivela) del proprio ruolo e del ruolo e delle funzioni degli assessori, visti questi ultimi in un mix che oscilla tra il paternalistico, (seppure si tratti di persone adulte e non certo giovanissime), ed il “picciotti di varca”, per usare una colorita espressione siciliana, addetti alle operazioni più umili e materiali ma privi di qualsiasi autonomia funzionale e decisoria, e a cui vanno rivolti spesso sani ammonimenti del tipo: “ragazzi giocate, non vi fate del male e non vi allontanate”.

Tale visione accentratrice finisce per far gravare su se stesso l’intero peso dell’amministrazione ed è tale quindi da rendere necessario il ricorso ad un alter ego, (a suo parere lecito, ma dubito che la Corte dei Conti non avrebbe da ridire), che sarebbe come dire un altro se stesso, pur operando in un Comune di soli quindicimila abitanti, per quanto complesso, nelle problematiche pregresse e da affrontare.

In tale sdoppiamento c’è da augurarsi che si raggiunga una rinnovata ed armonica sintesi che esalti le qualità dell’uno e quelle dell’altro, e di non dovere assistere, piuttosto, ad una rappresentazione in salsa castellammarese de “Lo strano caso del Dottor Jekyl e Mister Hyde”.

E francamente la cosa ci preoccupa.

Castellammare e il suo “Uno sguardo dal ponte”

Qui a Castellammare i protagonisti di “Uno sguardo dal ponte“, non sono ne Eddie Carbone, ne Chaterine, ne Rodolfo, ma “loro“, sempre “loro” inamovibili, fermi e sereni, se “sereni” si può dire delle cose inanimate e dei vegetali, nella certezza ormai matura che nessuno li rimuoverà.

Nessun esito tragico in questa rappresentazione, qui non muore nessun Eddie Carbone nessun “ficodindia” ci lascia le pale, nessun “amianto” verrà rimosso.

I precedenti appelli infatti scritti e pubblicati qui e qui sono caduti nel vuoto.

Così ho deciso di continuare a riproporvene ciclicamente l’immagine.

Hai visto mai che come si dice, dal male ne venga un bene, e che magari “chi puote” li mantiene perchè diventino nuovo motivo di attrazione per la nostra cittadina ?

Repubblica di Castellammare del Golfo

Repubblica di Castellammare del Golfo

Accade in Sicilia

Accade in Sicilia

Castellammare del Golfo - Centro Storico

Castellammare, era ora ! Convocato il Consiglio Comunale

Il Consiglio Comunale è stato convocato per oggi 28 Giugno e in prosecuzione nei giorni 1 e 4 Luglio c.a. alle ore 09,30, presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, di Corso Bernardo Mattarella in seduta pubblica ordinaria, per la trattazione dei seguenti punti:

Scelta e nomina scrutatori;
Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti;
Comunicazioni del Presidente;
Interpellanza del Consigliere Blunda Daniela (GRUPPO Misto), prot.n° 0021368 del 21/06/2011 avente ad oggetto: “Erogazione EAS”.
Mozione d’indirizzo sulla delibera di G.M. n° 150 del 14/06/2011 e sulla delibera di G.M n° 158 del 14/06/2011., prot. n° 0021404 del 21/06/2011.
Approvazione Rendiconto Esercizio finanziario 2010.
Modifica degli artt. 12 e 13 del regolamento del servizio di nettezza urbana.
Approvazione Regolamento della biblioteca multimediale “Barbara Rizzo, Giuseppe e Salvatore Asta”.
Regolamento dei Diritti di Segreteria, Diritti di Istruttoria SUAP e rimborso spese.
Controllo finanziario enti locali ai sensi dell’art. 1 c. 168 della l. 266/2005; bilancio di previsione Esercizio Finanziario 2010. determinazioni consequenziali.
Modifica degli artt. 3 e 12 del Regolamento della tassa rifiuti solidi urbani.
Proposta di concessione di una civica benemerenza Costantiniana al gonfalone della Città di Castellammare del Golfo.
Approvazione del programma triennale delle Opere Pubbliche 2011/2013 e dell’elenco annuale 2011.
Approvazione del Piano delle alienazioni e valorizzazione dei beni immobili di proprietà comunale, ai sensi dell’art. 58 D.L. 112/2008 convertito con modificazioni nella Legge n° 133/2008-anno 2011.
Approvazione bilancio di previsione Esercizio Finanziario 2011, Bilancio pluriennale 2011/2013 e relazione previsionale programmatica.