Allevamenti di tonno rosso: una lenta agonia

la lettera al ministero

Tonno rosso allevatori in rivolta

Martedì 20 Aprile 2010 – Trapani

«Gli allevatori italiani, pur apprezzando lo sforzo che l’Amministrazione centrale sta facendo per risollevare il settore della pesca in generale e nello specifico quella per la cattura del tonno rosso, non possono assolutamente accettare di essere messi da parte proprio adesso dagli organi istituzionali, dopo che hanno raggiunto livelli altissimi di know how e lavorato su progetti nazionali e internazionali di riproduzione».

E’ questo l’incipit della lettera che Guido Maggio, presidente della New Eurofish di Marsala e dell’Associazione nazionale allevatori di tonno rosso del Mediterraneo, ha inviato a Francesco Saverio Abate, direttore generale della Pesca al ministero delle Politiche agricole. Si chiede un intervento in favore degli imprenditori italiani, in grave difficoltà per la decisione del governo di vietare agli italiani la pesca (”a circuizione”) dei tonni da allevare nelle grandi gabbie calate in mare. E in questo settore, l’azienda marsalese, con il suo impianto di fronte a Castellammare, è leader da diversi anni.

«Abbiamo investito tutte le nostre risorse economiche e non – scrive Maggio – impegnandoci nei confronti di istituti di credito, dell’Ue e dei governi locali e regionali con la presentazione di progetti di ampliamento e ammodernamento e puntando anche sul marchio di qualità e sull’internazionalizzazione dei prodotti (Fep 2007/2013) per il rilancio dell’intera filiera, creando speranza e occupazione per tantissime famiglie, di cui la maggior parte vive, da più di dieci anni, di questo lavoro».
Guido Maggio, pertanto, chiede ai rappresentanti istituzionali «quali misure intendono adottare in favore degli impianti di allevamento di tonno rosso (ancora attivi), i quali, pian piano, stanno morendo, creando gravissime ripercussioni occupazionali ed economiche che colpiranno, di conseguenza, anche le aziende di lavorazione e commercializzazione di questo pregiato prodotto”.

La lettera di Guido Maggio fotografa bene la situazione in cui versa il settore, che dopo alcuni anni vissuti in forte espansione vive adesso un momento di grande difficoltà. «Per i nostri impianti – dice – questa moratoria è una mazzata. Potremmo comprare i tonni da altri Paesi, ma è difficile, visto il momento di crisi e le scarse quantità di quote Iccat a disposizione degli altri gruppi comunitari, che hanno già fatto accordi con partner loro connazionali».
A. p.

da La Sicilia di oggi 20/04/2010

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La “Ittica del Golfo” devolve in beneficenza il risarcimento per l’estorsione subita

Il procuratore della “New Eurofish Srl” di Marsala, Andrea Piccione, ha deciso di devolvere in beneficenza alla comunità terapeutica per tossicodipendenti “Il Faro” di Marsala, gli ottomila euro ricevuti dal ministero dell’Interno come copertura del danno subito per una estorsione da una società controllata, la “Ittica del Golfo”.
La “Ittica del Golfo” si era costituita parte civile nel procedimento penale contro gli estortori. A distanza di tre anni dalla sentenza, il Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso (istituito presso il ministero dell’Interno) ha liquidato la somma. L’assegno è stato materialmente girato a padre Antonio Cannatà, responsabile della comunità terapeutica.
Ai danni dell’Eurofish sono state ricostruite alcune vicende estoritive da parte degli inquirenti. La ditta è citata in un pizzino sequestrato ai Lo Piccolo al momento del loro arresto.

Campagna acquisti dell’Mpa in provincia di Trapani

Salvatore Rallo, eletto lo scorso anno con sole 254 preferenze nella lista di Italia dei Valori in qualità di consigliere alla provincia regionale di Trapani ha saltato il fosso ed ha aderito all’Mpa dichiarandosi vicino alle posizioni del deputato regionale Paolo Ruggirello.

È quindi passato dai banchi dell’opposizione a quelli della maggioranza. L’Idv non ha più rappresentanti in Consiglio. Il Mpa passa invece da sei a sette.

Anche a Marsala adesioni all’Mpa. Sono entrati a far parte del movimento il consigliere comunale Giacomo Urso (eletto con Uniti a Sinistra, poi transitato nell’ Udc)  e l’ex consigliere provinciale Walter Alagna (ex Pds, Pd, Italia dei Valori).

Ruggirello smentisce che si tratti di una campagna acquisti, quanto piuttosto, come per San Paolo di folgorazioni sulla via di Damasco, e dichiara che : “Non si tratta di una campagna acquisti, ma di un confronto serio e costruttivo con tanti esponenti politici, rappresentanti consiliari e delle amministrazioni che s’interrogano sul futuro del nostro territorio e trovano nel progetto autonomista un punto di riferimento concreto che guarda realmente agli interessi della Sicilia”.

 

*** San Paolo già Saulo

Era Saulo – Paolo- uno dei più agguerriti avversari della religione cristiana appena sorta. Egli perseguitava i seguaci di Cristo in modo assiduo ed il viaggio che aveva intrapreso per Damasco aveva appunto lo scopo di smascherare e imprigionare gli adepti della nuova fede.

Proprio mentre si stava recando in questa città fu avvolto da una luce ed udì una voce che gli disse “Saulo, Saulo, perché li perseguiti!”.

La voce era quella di Gesù che si domandava il perché di tanto accanimento.

Saulo si accasciò a terra quando si rialzò ed aprì gli occhi si rese conto di essere diventato cieco.

La voce gli aveva anche intimato di proseguire verso la città. Così Saulo fece: si recò a Damasco dove rimase per tre giorni.

Allora il Signore andò in sogno ad Anania, un cristiano che viveva in città, e gli disse di andare da Saulo e di guarirlo dalla sua cecità.

Anania conoscendo l’ostilità di quell’uomo per i cristiani chiese a Gesù perché avrebbe dovuto salvarlo ed egli gli rispose “Va, perché io ho scelto quest’uomo. Egli sarà utile per farmi conoscere agli stranieri, ai re e ai figli di Israele. Io stesso gli mostrerò quanto dovrà soffrire per me.”

Anania così obbedì al suo Dio e si recò da Saulo, impose le mani sui suoi occhi ed egli recuperò la vista.

Riprese le forse e fu battezzato alla religione di Gesù con il nome di Paolo.

Provincia di Trapani: cronache di normale disamministrazione

Ha per titolo: “Nubifragio a Castellammare: solo ora la Provincia chiede lo stato di calamità…” un pezzo publicato ieri su Marsala.it di

I puntini finali esprimono lo stupore del titolista e dell’estensore dell’articolo per il ritardo ingiustificabile con cui è stata avviata la procedura di richiesta dello stato di calamità.

Questo l’articolo.

Il territorio provinciale è stato colpito lo scorso 31 gennaio da un violento nubifragio, costituito da copiose e abbondanti piogge, di intensità elevata, che hanno provocato diverse esondazioni, smottamenti e dissesti idrogeologici in particolare nelle zone di Castellammare del Golfo, Alcamo e Segesta, a causa anche delle numerose costruzioni abusive e delle lottizzazioni che in questi anni, con la compiacenza degli enti locali, hanno devastato un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico.
Solo ora, comunque, la Giunta Provinciale sta correndo ai ripari. Durante i lavori dell’ultima riunione, la prima dopo i mesi di stallo dovuti al rimpasto, è stato approvato l’atto deliberativo che attiva le procedure, per la richiesta da inviare al Presidente della Regione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” delle zone colpite dal nubifragio dello scorso mese di gennaio.

Secondo la relazione tecnica ,redatta dal settore viabilità della Provincia di Trapani, i danni ammonterebbero ad oltre 11 milioni di Euro. Vista l’urgenza d’intervenire nelle zone colpite da tali fenomeni naturali, il presidente Turano ha subito attivato gli uffici della Provincia per inoltrare l’istanza di riconoscimento agli organi competenti. Nella richiesta, sono state chieste le risorse finanziarie per intervenire nelle zone :
S.P. 68 “Segesta” – Ponte Bagni Inici
S. R. “Celso Inici” – :
S. P. 2 “Castellammare – Ponte Bagni-
S. P. 47 “ Alcamo- Stazione di Castellammare
S. P. 55 “Alcamo- Alcamo Marina”
S. P. 20 “Trapani- Bonagia- Valderice”

“Dopo le copiose piogge di quei giorno –afferma l’Assessore Regina-abbiamo immediatamente attivato gli uffici , con l’intento di verificare ufficialmente i danni provocati dal maltempo. Adesso , dopo l’approvazione dell’ atto deliberativo, di concerto con il Presidente Turano invieremo la documentazione per la richiesta del riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” per le zone colpite, dove occorre intervenire con urgenza in considerazione anche dei notevoli disagi subiti dalla popolazione residente” .

Ma in realtà la provincia si sta muovendo con grave ritardo. Ad esempio il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo già il 5 Febbraio approvò la richiesta di calamità naturale. In quel comune sono state colpite trentanove strade esterne (per un totale di cento chilometri), delle quali diciassette danneggiate in maniera gravissima.
La cosa ancora più grave è che quel nubifragio è costato la vita ad un uomo, rimasto intrappolato nella sua abitazione estiva, a causa dell’esondazione del fiume San Bartolomeo.

Anche la stima dei danni era già stata fatta da tempo, non è nuova. Il resposabile del settore lavori pubblici del Comune di Castellammare, l’ingegnere Simone Cusumano aveva già calcolato che solo per la messa in sicurezza delle strade, occorreranno circa 10 milioni di euro.
Turano queste cose le sapeva già. Perchè era presente alla seduta straordinaria del consiglio comunale di Castellammare dove questi dati furono presentati.

C’è da aggiungere altro ?

Provincia d Trapani: AAA cercasi esperti in smaltimento veleni !

Un articolo di Rino Giacalone su La Sicilia di oggi fa una prima ricognizione sulla produzione di veleni conseguente alla crisi politica, che rischia di intasare di inchieste su affari e politica la Procura di Trapani, quella di Marsala e/o entrambe data la cronica carenza di personale almeno per i prossimi dieci anni.

Scrive Rino Giacalone in un pezzo dal titolo,  “Provincia: i retroscena – La colmata di Marsala il motivo del contendere nella maggioranza“:

Le voci di corridoio alla Provincia indicano precisi retroscena alla crisi politica che ha investito la Giunta del presidente Turano.

Una di queste riguarda la colmata di contrada Casabianca di Marsala.

C’è una delibera che è rimasta non adottata dalla Giunta provinciale che contiene, sulla base di una relazione dell’assessorato provinciale al Territorio, la proposta di fermare i lavori.

E su questo, in modo sotterraneo si è accesa la bagarre nella maggioranza di centrodestra, si sono innescati sospetti circa l’esistenza di precisi.

La sostanza delle cose a sentire alcuni protagonisti della querelle è quella che la «colmata» una volta finita farebbe spostare la fatidica linea di inedificabilità dei 150 metri dal mare.

Tutti i terreni esistenti sul fronte costiero interessato e che oggi sono entro questo limite, una volta definita l’area di colmata sarebbero destinati a vedersi fuori dai 150 metri dal mare.

In fotocopia circolano alla Provincia visure catastali, con stampati cognomi importanti della politica locale.

Nomi e cognomi che vengono fatti dall’appena esautorato assessore provinciale al Territorio Girolamo Pipitone.

Il presidente Turano ne ha revocato la nomina dopo la notizia dell’avviso di garanzia che lo ha raggiunto nel contesto dell’indagine sulla truffa ordita ai danni della spa «Belice Ambiente»,

Pipitone ritiene invece che l’indagine non c’entra nulla, «la revoca è solo politica».

«Quella delibera, proposta da tre mesi e rimasta non adottata, si fonda sul fatto che l’impresa che ha ottenuto l’appalto per la colmata (Ati Cedelt spa e Consorzio Gpc srl, procuratore speciali Giovanni Gino, ndr) ha tutte le ragioni per chiedere la rescissione del contratto – dice Pipitone – e ogni giorno che passa senza questo atto è monetizzato a danno della Provincia.

Sono cosciente che la signora Adamo, che sin dal suo primo insediamento ha sostenuto la necessità di questo progetto, si agita ma non ci posso fare niente perchè penso che l’impresa è in perfetta regola.

La sistemazione comporterebbe modificare il destino dei terreni frontalieri, e quelle aree hanno proprietari precisi, amici dell’on. Adamo, suoi familiari e familiari del consigliere Benigno».

La questione però è nota, quell’area era insalubre e andava risanata.

«Penso che si poteva fare come si è fatto a Trapani per la litoranea nord, rimuovendo e modificando la barriera frangiflutti».

Lei però è fuori dalla Giunta per l’indagine che la riguarda, o no?

«Fuori perchè ero un uomo scomodo di questa Giunta, perchè non mi piego, perchè rispetto leggi e legalità.

L’avviso di garanzia non è una condanna è un atto che mi consente di difendermi e mi difenderò nelle giuste sedi.

La mia estromissione nasce da altro, non sono mai stato uomo dell’on. Adamo».

La Provincia per fare «riempire» di terra l’area ha speso nel tempo 528 mila euro per pagare chi ha conferito materiale di risulta.

La «colmata» fu sequestrata per una indagine della Procura di Trapani sull’irregolare smaltimento degli scarti di lavorazione dei cantieri del porto di Trapani, dissequestrata nell’agosto 2006.

Successivamente scattò la bonifica, per rimuovere quei «fanghi» giunti da Trapani, per la quale sono stati spesi 80 mila euro.

Agli atti dell’indagine però anche il conferimento di rifiuti, non compatibili, da parte di imprenditori indagati poi per mafia, ed ancora: per un periodo per lo scarico di sfabbricidi e terre di escavazione a Casabianca, non ci sarebbe stato nessuno a controllare quantità e qualità dei materiali.

Castellammare del Golfo turismo, pensiamoci in tempo

Piaccia o non piaccia, si sia sostenitori dei valori del risorgimento o sostenitori di tesi neoborboniche, si segnala “magna vox” e “urbis et orbis” che nel 2010 ricorre il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, i cui festeggiamenti, leggo oggi su “Il Venerdì di Repubblica“, sono considerati al pari dell’ Expo di Milano del 2015 i due grandi eventi che potrebbero contribuire a rilanciare il turismo nel nostro Paese.

Due appuntamenti che faranno crescere l’interesse internazionale verso l’Italia“, ha detto Paolo Verri, direttore del comitato Italia 150.

A pensarci bene il 2010 è già lì dietro l’angolo, e vi è chi in tempo di vacche magre per la finanza pubblica, si affretta  a prenotare la sua piccola o grande fetta di finanziamenti per le relative celebrazioni.

A Salemi il sindaco Vittorio Sgarbi non ha mancato di fare i passi necessari  presso il ministro per i beni culturali ed il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, a Trapani grazie all’azione del senatore D’Alì, in nome di Garibaldi ed in ricordo della storica impresa dei Mille, nell’aprile del 2010 le Tall Ships, i maestosi velieri delle marinerie di tutto il mondo ripercorrerranno la rotta del generale e partendo da Quarto arriveranno non a Marsala ma a Trapani, così tanto per fare un ulteriore dispetto a Giulia Adamo. A Torino si pensa di prolungare i festeggiamenti all’anno successivo e riempire tutto il 2011 di iniziative.

Siamo certi che il Sindaco Marzio Bresciani e la sua giunta, memori della ricchezza ed originalità delle vicende risorgimentali castellammaresi, non mancheranno di elaborare per tempo, al fine di ottenere i relativi finanziamenti, significativi programmi per i festeggiamenti, le manifestazioni culturali e le celebrazioni.

Termino con le parole che il nizzardo rivolse alla folla dei castellammaresi che lo reclamava alle due del pomeriggio del 23 giugno 1960, affacciandosi dal balcone della Casa di Bartolomeo Asaro posta in quella che ancora era detta la “Via Maestra“:

Brava gente, che volete che io vi dica ? … voi conoscete tutti il vostro dovere; quindi io mi taccio“.

Io non c’ero, ma gli avvenimenti che ne sono seguiti, nel gennaio del 1862, credo dimostrino che più d’uno restò deluso da quelle parole.

Marsala: questo si che è parlar chiaro !

Non si può non sottolineare il “le famiglie sono chiamate” invece di “le famiglie sono tenute“, e ancora quel “non sono graditi affatto fotografi e cineoperatori dilettanti“, visto che precedentemente “nella riunione generale di Maggio vi siete accordati per il Fotografo e il Fioraio“.

Impagabile poi il “N.B. se qualcuno ha da ridire parli apertamente ovvero taccia“, si segnala solo la mancanza di un “per sempre” finale.

 

Grazie a marsala.it

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