Provincia di Trapani: cronache di normale disamministrazione

Ha per titolo: “Nubifragio a Castellammare: solo ora la Provincia chiede lo stato di calamità…” un pezzo publicato ieri su Marsala.it di

I puntini finali esprimono lo stupore del titolista e dell’estensore dell’articolo per il ritardo ingiustificabile con cui è stata avviata la procedura di richiesta dello stato di calamità.

Questo l’articolo.

Il territorio provinciale è stato colpito lo scorso 31 gennaio da un violento nubifragio, costituito da copiose e abbondanti piogge, di intensità elevata, che hanno provocato diverse esondazioni, smottamenti e dissesti idrogeologici in particolare nelle zone di Castellammare del Golfo, Alcamo e Segesta, a causa anche delle numerose costruzioni abusive e delle lottizzazioni che in questi anni, con la compiacenza degli enti locali, hanno devastato un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico.
Solo ora, comunque, la Giunta Provinciale sta correndo ai ripari. Durante i lavori dell’ultima riunione, la prima dopo i mesi di stallo dovuti al rimpasto, è stato approvato l’atto deliberativo che attiva le procedure, per la richiesta da inviare al Presidente della Regione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” delle zone colpite dal nubifragio dello scorso mese di gennaio.

Secondo la relazione tecnica ,redatta dal settore viabilità della Provincia di Trapani, i danni ammonterebbero ad oltre 11 milioni di Euro. Vista l’urgenza d’intervenire nelle zone colpite da tali fenomeni naturali, il presidente Turano ha subito attivato gli uffici della Provincia per inoltrare l’istanza di riconoscimento agli organi competenti. Nella richiesta, sono state chieste le risorse finanziarie per intervenire nelle zone :
S.P. 68 “Segesta” – Ponte Bagni Inici
S. R. “Celso Inici” – :
S. P. 2 “Castellammare – Ponte Bagni-
S. P. 47 “ Alcamo- Stazione di Castellammare
S. P. 55 “Alcamo- Alcamo Marina”
S. P. 20 “Trapani- Bonagia- Valderice”

“Dopo le copiose piogge di quei giorno –afferma l’Assessore Regina-abbiamo immediatamente attivato gli uffici , con l’intento di verificare ufficialmente i danni provocati dal maltempo. Adesso , dopo l’approvazione dell’ atto deliberativo, di concerto con il Presidente Turano invieremo la documentazione per la richiesta del riconoscimento dello “Stato di Calamità Naturale” per le zone colpite, dove occorre intervenire con urgenza in considerazione anche dei notevoli disagi subiti dalla popolazione residente” .

Ma in realtà la provincia si sta muovendo con grave ritardo. Ad esempio il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo già il 5 Febbraio approvò la richiesta di calamità naturale. In quel comune sono state colpite trentanove strade esterne (per un totale di cento chilometri), delle quali diciassette danneggiate in maniera gravissima.
La cosa ancora più grave è che quel nubifragio è costato la vita ad un uomo, rimasto intrappolato nella sua abitazione estiva, a causa dell’esondazione del fiume San Bartolomeo.

Anche la stima dei danni era già stata fatta da tempo, non è nuova. Il resposabile del settore lavori pubblici del Comune di Castellammare, l’ingegnere Simone Cusumano aveva già calcolato che solo per la messa in sicurezza delle strade, occorreranno circa 10 milioni di euro.
Turano queste cose le sapeva già. Perchè era presente alla seduta straordinaria del consiglio comunale di Castellammare dove questi dati furono presentati.

C’è da aggiungere altro ?

Provincia d Trapani: AAA cercasi esperti in smaltimento veleni !

Un articolo di Rino Giacalone su La Sicilia di oggi fa una prima ricognizione sulla produzione di veleni conseguente alla crisi politica, che rischia di intasare di inchieste su affari e politica la Procura di Trapani, quella di Marsala e/o entrambe data la cronica carenza di personale almeno per i prossimi dieci anni.

Scrive Rino Giacalone in un pezzo dal titolo,  “Provincia: i retroscena – La colmata di Marsala il motivo del contendere nella maggioranza“:

Le voci di corridoio alla Provincia indicano precisi retroscena alla crisi politica che ha investito la Giunta del presidente Turano.

Una di queste riguarda la colmata di contrada Casabianca di Marsala.

C’è una delibera che è rimasta non adottata dalla Giunta provinciale che contiene, sulla base di una relazione dell’assessorato provinciale al Territorio, la proposta di fermare i lavori.

E su questo, in modo sotterraneo si è accesa la bagarre nella maggioranza di centrodestra, si sono innescati sospetti circa l’esistenza di precisi.

La sostanza delle cose a sentire alcuni protagonisti della querelle è quella che la «colmata» una volta finita farebbe spostare la fatidica linea di inedificabilità dei 150 metri dal mare.

Tutti i terreni esistenti sul fronte costiero interessato e che oggi sono entro questo limite, una volta definita l’area di colmata sarebbero destinati a vedersi fuori dai 150 metri dal mare.

In fotocopia circolano alla Provincia visure catastali, con stampati cognomi importanti della politica locale.

Nomi e cognomi che vengono fatti dall’appena esautorato assessore provinciale al Territorio Girolamo Pipitone.

Il presidente Turano ne ha revocato la nomina dopo la notizia dell’avviso di garanzia che lo ha raggiunto nel contesto dell’indagine sulla truffa ordita ai danni della spa «Belice Ambiente»,

Pipitone ritiene invece che l’indagine non c’entra nulla, «la revoca è solo politica».

«Quella delibera, proposta da tre mesi e rimasta non adottata, si fonda sul fatto che l’impresa che ha ottenuto l’appalto per la colmata (Ati Cedelt spa e Consorzio Gpc srl, procuratore speciali Giovanni Gino, ndr) ha tutte le ragioni per chiedere la rescissione del contratto – dice Pipitone – e ogni giorno che passa senza questo atto è monetizzato a danno della Provincia.

Sono cosciente che la signora Adamo, che sin dal suo primo insediamento ha sostenuto la necessità di questo progetto, si agita ma non ci posso fare niente perchè penso che l’impresa è in perfetta regola.

La sistemazione comporterebbe modificare il destino dei terreni frontalieri, e quelle aree hanno proprietari precisi, amici dell’on. Adamo, suoi familiari e familiari del consigliere Benigno».

La questione però è nota, quell’area era insalubre e andava risanata.

«Penso che si poteva fare come si è fatto a Trapani per la litoranea nord, rimuovendo e modificando la barriera frangiflutti».

Lei però è fuori dalla Giunta per l’indagine che la riguarda, o no?

«Fuori perchè ero un uomo scomodo di questa Giunta, perchè non mi piego, perchè rispetto leggi e legalità.

L’avviso di garanzia non è una condanna è un atto che mi consente di difendermi e mi difenderò nelle giuste sedi.

La mia estromissione nasce da altro, non sono mai stato uomo dell’on. Adamo».

La Provincia per fare «riempire» di terra l’area ha speso nel tempo 528 mila euro per pagare chi ha conferito materiale di risulta.

La «colmata» fu sequestrata per una indagine della Procura di Trapani sull’irregolare smaltimento degli scarti di lavorazione dei cantieri del porto di Trapani, dissequestrata nell’agosto 2006.

Successivamente scattò la bonifica, per rimuovere quei «fanghi» giunti da Trapani, per la quale sono stati spesi 80 mila euro.

Agli atti dell’indagine però anche il conferimento di rifiuti, non compatibili, da parte di imprenditori indagati poi per mafia, ed ancora: per un periodo per lo scarico di sfabbricidi e terre di escavazione a Casabianca, non ci sarebbe stato nessuno a controllare quantità e qualità dei materiali.

Castellammare del Golfo turismo, pensiamoci in tempo

Piaccia o non piaccia, si sia sostenitori dei valori del risorgimento o sostenitori di tesi neoborboniche, si segnala “magna vox” e “urbis et orbis” che nel 2010 ricorre il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, i cui festeggiamenti, leggo oggi su “Il Venerdì di Repubblica“, sono considerati al pari dell’ Expo di Milano del 2015 i due grandi eventi che potrebbero contribuire a rilanciare il turismo nel nostro Paese.

Due appuntamenti che faranno crescere l’interesse internazionale verso l’Italia“, ha detto Paolo Verri, direttore del comitato Italia 150.

A pensarci bene il 2010 è già lì dietro l’angolo, e vi è chi in tempo di vacche magre per la finanza pubblica, si affretta  a prenotare la sua piccola o grande fetta di finanziamenti per le relative celebrazioni.

A Salemi il sindaco Vittorio Sgarbi non ha mancato di fare i passi necessari  presso il ministro per i beni culturali ed il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, a Trapani grazie all’azione del senatore D’Alì, in nome di Garibaldi ed in ricordo della storica impresa dei Mille, nell’aprile del 2010 le Tall Ships, i maestosi velieri delle marinerie di tutto il mondo ripercorrerranno la rotta del generale e partendo da Quarto arriveranno non a Marsala ma a Trapani, così tanto per fare un ulteriore dispetto a Giulia Adamo. A Torino si pensa di prolungare i festeggiamenti all’anno successivo e riempire tutto il 2011 di iniziative.

Siamo certi che il Sindaco Marzio Bresciani e la sua giunta, memori della ricchezza ed originalità delle vicende risorgimentali castellammaresi, non mancheranno di elaborare per tempo, al fine di ottenere i relativi finanziamenti, significativi programmi per i festeggiamenti, le manifestazioni culturali e le celebrazioni.

Termino con le parole che il nizzardo rivolse alla folla dei castellammaresi che lo reclamava alle due del pomeriggio del 23 giugno 1960, affacciandosi dal balcone della Casa di Bartolomeo Asaro posta in quella che ancora era detta la “Via Maestra“:

Brava gente, che volete che io vi dica ? … voi conoscete tutti il vostro dovere; quindi io mi taccio“.

Io non c’ero, ma gli avvenimenti che ne sono seguiti, nel gennaio del 1862, credo dimostrino che più d’uno restò deluso da quelle parole.

Marsala: questo si che è parlar chiaro !

Non si può non sottolineare il “le famiglie sono chiamate” invece di “le famiglie sono tenute“, e ancora quel “non sono graditi affatto fotografi e cineoperatori dilettanti“, visto che precedentemente “nella riunione generale di Maggio vi siete accordati per il Fotografo e il Fioraio“.

Impagabile poi il “N.B. se qualcuno ha da ridire parli apertamente ovvero taccia“, si segnala solo la mancanza di un “per sempre” finale.

 

Grazie a marsala.it

*** cliccare l’immagine per ingrandire.

Provinciali: due considerazioni a caldo

Quando sono state scrutinate il 58,84 % delle sezioni della provincia, pari a 266 sezioni elettorali su 452, sembra netto ed indiscutibile il successo della coalizione di centro-destra e per essa del neo presidente della Provincia di Trapani Mimmo Turano.

Altrettanto indiscutibile è la pesante sconfitta del centro-sinistra e del suo candidato Camillo Oddo.

Lusinghiera l’affermazione del castellammarese Salvino Mazzara che con 6.020 voti a metà scrutinio già ora va oltre il dato raccolto alla fine della competizione di due anni fa da Rifondazione Comunista che fu di 5.687 voti.

La cosa sembra però avere una spiegazione nei 3.402 voti di Marsala quando nel comune lilibetano sono state scrutinate appena 23 sezioni su 80.

Che ci sia dietro Giulia Adamo ?