Di Pietro a Maroni: “perchè la polizia per i pastori sardi e i soldi pubblici per gli allevatori leghisti ?”

Qui, si sarà capito, non si è proprio, per mille ragioni che non sto a spiegarvi, dei “fans” di Antonio Di Pietro. Ma quando l’ex giudice interviene in questo modo, in assenza (al solito) di interventi della stessa rilevanza da parte del maggior partito della sinistra, non si può che sottolinearlo condividendo con voi la notizia:

Di Pietro a Maroni, una buona domanda: perchè la polizia per i pastori sardi e i soldi pubblici per gli allevatori leghisti?

Una buona domanda o almeno una domanda “pertinente”, cioè precisa e doverosa. L’ha polemicamente rivolta Di Pietro a Maroni, ma la vis polemica non rende la domanda meno ben posta: “Perché di fronte a due vertenze, a due industrie del latte, il ministro degli Interni applica due misure? Perché per i pastori sardi vale la regola dell’estrema durezza e invece gli allevatori del Nord sono stati ripagati dalla Lega con l’accollo a carico dello Stato delle multe per la violazione delle quote latte?”.

A Civitavecchia i pastori sardi che provenivano dall’isola sono stati bloccati, anche con le cattive, dalla polizia perchè non portassero la protesta a Roma e non mettessero in atto azioni clamorose. Il tutto in nome dell’ordine pubblico. Di Pietro non concede al ministro Maroni il beneficio dell’inventario, non prende in esame la possibilità che l’ordine pubblico fosse realmente messo in discussione dalla “marcia” dei pastori sardi. Prendiamo invece per plausibile l’ipotesi sulla quale si è mossa la forza pubblica, ammettiamo l’ipotesi che i pastori andassero fermati.

Resta però buona la domanda: perché i pastori sardi bloccati e gli allevatori del Nord lasciati per mesi liberi di bloccare loro autostrade e città? Perchè l’azione pubblica degli allevatori del Nord, neanche tutti, contro una legge di Stato è stata consentita? Perché il loro rifiuto di pagare è diventato legge di Stato, perché il fisco, cioè noi tutti, abbiamo dovuto pagare quel che gli allevatori leghisti non hanno voluto pagare, perché a quelli del Nord sono stati dati soldi perché stessero buoni e ai pastori sardi è stato dato un blocco di polizia? Buona domanda che, purtroppo, contiene già la risposta: perché quelli del Nord Si e quelli invece sardi? No, perché quelli leghisti e gli altri no.

da Blitzquotidiano.it

Chi ha vinto e chi ha perso le regionali

Luigi Crespi, il Frizzy risultato il più bravo nelle recenti corse clandestine, sul suo blog, fa una prima analisi dei flussi elettorali e del come e del perchè di alcuni fenomeni.

Vi ripropongo qui la parte finale.

“…

Vi sono due fenomeni che mi paiono poco compresi: la Lega e i Grillini. La Lega dimostra che la tv e i media non sono fondamentali per vincere le elezioni a patto che ci si occupi del territorio e ha assunto l’abilità tipicamente marxista, della doppia verità: quella che racconta alla gente che incontra per strada, il modello Salvini, secessionista, sprezzante, razzista, capace di sedare le paure, le rabbie di una parte del Nord che si riconosce in questa rappresentazione e dall’altra parte, il modello Bossi/Maroni, il volto di una padre nobile e di buon senso e di un funzionario dello Stato ligio alle leggi, il mix è esplosivo ed il successo garantito.

L’altro movimento sono i Grillini, definiti di sinistra , di protesta e rabbia, istanze che secondo me non rappresentano in modo completo il movimento di Grillo che fonda il proprio indiscusso successo su un programma costruito nel tempo chiaro e dicotomico sul tema dei rifiuti, dell’energia e della giustizia. Non sono di sinistra perché nessuno dei 90mila elettori di Grillo avrebbe votato la Bresso in Piemonte perché in quel caso il fattore distintivo era essere o meno a favore della TAV.

Lungi dall’essere esaustivo su tutti i temi del post-elettorale, solo due elementi legati al futuro: il primo riguarda il Partito del Sud, dove la domanda di una rappresentanza territoriale è diventata forte ed accentuata dal successo della Lega, determinando un vuoto nell’offerta che prima o poi qualcuno dovrà riempire. L’altra è sulla sinistra e centrosinistra, assediata da Di Pietro, dai Grillini e dall’UDC, se sarà tentata dal rimettere in piedi l’Ulivo, inteso come comitato nazionale contro Berlusconi, sarà presa a calci dagli elettori. Ma la vera questione è che oltre a mettere insieme tutti quelli che sono contro, non esistono progetti, idee, percorsi che legittimano la parola “alternativa”, cedendo così lo spazio dell’opposizione alle stesse forze della maggioranza.”

Tutta l’analisi la trovate qui

Lampedusa la nuova Alcatraz ?

Sembra profilarsi un destino, nel ricordo dei suoi concittadini, non più da “liberatrice”, (così veniva vista prima), ma da “venduta”, (così è stata apostrofata ieri), per Angela Maraventano, lampedusana DOC e quinta colonna della Lega a Lampedusa, in qualità di senatrice e già vicesindaco, ristoratrice prestata alla politica, nota per le sue battaglie contro la realizzazione del nuovo cpa, voluto allora dal governo di centrosinistra.

Oggi una piazza tutta schierata con il sindaco Dino De Rubeis, acclamato, da destra e sinistra, per la sua battaglia contro l’apertura, del centro di identificazione ed espulsione degli immigrati voluto dal ministro dell’Interno Maroni, ha decretato la fine del feeling con la Maraventano da parte della stragrande maggioranzapure  dei lampedusani, le ragioni della pasionaria della Lega, sono state sommerse dai fischi e dagli insulti dei cittadini che hanno deciso di andare avanti con la protesta.

Davanti al municipio la Maraventano ha tentato di vendere la sua merce spiegando ai cittadini che il Governo farà il bene dell’isola e che, presto, quello dei clandestini sarà solo un ricordo, ma l’arringa non ha affatto convinto la gente che le ha rimproverato di avere tradito le loro ragioni e di avere accettato per l’Isola il ruolo voluto dalla Lega di nuova Alcatraz al centro del Mediterraneo.

A confermare autorevolmente le impressioni dei lampedusani sul ruolo assegnato all’isola dal governo giungono le dichiarazioni di Umberto Bossi il quale ritiene che e’ giusto tenere i clandestini che sbarcano a Lampedusa sull’isola fino al loro rimpatrio e dichiara: “Maroni fa bene anche se noi abbiamo una base a Lampedusa. Fa bene perchè se li porti in giro in tutta Italia non li trovi più, scappano. Da Lampedusa sanno che per uscire possono solo tornare a casa“. 

I lampedusani intanto si preparano allo sciopero generale: “Martedì – ha annunciato il sindaco – l’isola si fermerà per dire no a uno Stato prepotente che vuole imporci le sue scelte“, “Il ministro Maroni torni sui suoi passi sulla realizzazione di un centro di espulsione a Lampedusa. L’isola non e’ in venidita io avrei potuto accontentarmi di tanti soldi ma non l’ho fatto. Questo e’ uno stato prepotente che ci vuole imporre le sue scelte. Vogliono creare un centro di espulsione per coprire la politica fallimentare di questo governo nazionale“. “Lampedusa rischia di diventare un carcere a cielo aperto -ha proseguito- noi non siamo razzisti, abbiamo sempre accolto a braccia aperte gli immigrati, tante donne e tanti bambini in cerca di speranze“, e qualcuno pensa anche di cambiare la segnaletica.

E’ un “Benvenuti ad Alcatraz” infatti il cartello che potrebbero trovare ad accoglierli i turisti, che nonostante tutto, decidessero di visitare l’isola, la prossima estate.

da “Escape from Alcatraz”

 

*** - Numerosi sono i Film ispirati o ambientati ad Alcatraz, quello he segue è un elenco tratto da Wikipedia

L’uomo di Alcatraz (Birthman of Alcatraz, 1962) di John Frankenheimer con Burt Lancaster;

Cielo di piombo, ispettore Callaghan (The Enforcer, 1976) di James Fargo con Clint Eastwood e Tyne Daly;

Fuga da Alcatraz (Escape from Alcatraz, 1979) di Don Siegel con Clint Eastwood;

L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz (Murder in the First, 1995) di Marc Rocco con Kevin Bacon, Christian Slater e Gary Oldman;

The Rock (The Rock, 1996) di Michael Bay con Sean Connery e Nicolas Cage;

Lupin III – Alcatraz Connection (Rupan Sansei: Arukatorazu Konekushon, 2001) di Hideki Tonokatsu;

X-Men: Conflitto finale (X-Men: The Last Stand, 2006) di Brett Ratner con Patrick Stewart e Hugh Jackman.