Castellammare del Golfo ospiterà il Campionato mondiale Offshore di Class 1 ?

Dicono che saremmo in competizione con Trapani per ospitare una tappa del Campionato mondiale Offshore di Class 1 tra il 9 ed 12 agosto prossimi.

Trapani e Castellamare del Golfo, derby per la coppa del mondo di Offshore

Sarà Trapani o Castellamare del Golfo la città siciliana che ospiterà la tappa del Campionato mondiale Offshore di Class 1 che si celebrerà tra il 9 e il 12 agosto? La gara nella gara si concluderà alla fine di febbraio quando la H2o Racing Powerboat Promotion e Class1 Pzr Promotion, promoter esclusivo di Class1, decideranno la futura location che ospiterà la sfida tra le barche più veloci del mondo appartenenti agli uomini più ricchi del pianeta.

In ogni caso sarà il mare cristallino della Sicilia, e per la prima volta in assoluto la provincia di Trapani, a fare da sfondo al Gran Premio di Class 1, World Powerboat Championship, denominato Gran Prix of Sicily, evento d’elite promosso dalla società B.Plan Sport & Events srl che ha sede in Milano in collaborazione con The Player International club e finanziato dalla Regione Siciliana, tra i Grandi eventi dell’assessorato al Turismo.

Performance estreme, in puro stile italiano, che rendono la manifestazione un richiamo turistico potente, attirando una gremita folla di fan di sport motoristici, in grado di dare lustro e notevole indotto economico al territorio in cui si svolge, con presenze facoltose ed eventi collaterali.
Un mix di adrenalina e competizione a cui prendono parte barche costruite con le meccaniche dei motori più avanzati e sofisticati, per una velocità massima di 250 km/h, da 0 a 160 km/h in meno di 4 secondi, guidate da team provenienti da Italia, USA, Svezia, Portogallo, Australia, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Cina, Russia, che attrae annualmente oltre 1 milione di spettatori in tutto il mondo e 250 milioni di contatti televisivi.“.

Depuratore di Castellammare del Golfo, facciamo il punto

Il primo dato da cui partire è che nell’anno di grazia 2011 nella civilissima Europa, nella civile Italia e nella un po’ meno civile Sicilia, tutti e tre i nuclei urbani che insistono nel teritorio del Comune di Castellammare del Golfo, risultano privi di sistemi funzionanti per la depurazione delle acque reflue.

Tale colpevole dimenticanza,inerzia, incapacità, non è certo imputabile esclusivamente alla attuale amministrazione comunale (sebbene questa amministrazione abbia girato la boa di metà mandato senza avere portato a casa niente di concreto), ma a generazioni di amministratori che per decenni si sono esercitati nella nobile arte della disamministrazione.

Una nota ora ci informa che, come già proclamato nel 2005 (quasi sei anni fa !) dall’ex sindaco Giuseppe Ancona, si pensa di realizzare il depuratore in galleria, nel blocco montuoso sottostante il Belvedere e con accesso dall’area portuale.

Si dice che vi sia un impegno della regione per un finanziamento aggiuntivo di 7 milioni di euro, da aggiungere ai precedenti 5 milioni e mezzo disponibili e fin qui non utilizzati.

Il relativo progetto preliminare, (si avete letto bene siamo ancora al preliminare), dovrà essere presentato alla Regione entro il 25 aprile, anniversario della liberazione, che quest’anno coincide con la festività di Pasquetta susseguente alla Pasqua di Resurrezione.

Questa concentrazione di eventi e circostanze significative vorrà dire qualcosa ?

Lo scopriremo solo vivendo, avrebbe detto Lucio Battisti, per ora sappiamo che gli attuali amministratori sostengono di avere tratto “ispirazione” da una analoga realizzazione sul Lago di Garda.

Depuratore in galleria

Depuratore in galleria

Correva l’anno 1996 e il Corriere della Sera titolava: “Per salvare il Garda un depuratore costruito in galleria”, nel 2010 su BresciaOggi.it possiamo leggere “In funzione il depuratore dell’alto lago – AMBIENTE. Un importante contributo per la difesa delle acque del lago. L’impianto è stato realizzato in una galleria dismessa della statale Gardesana – Provvederà alla depurazione di Limone e Tremosine. La lunga gestazione di un’opera durata dieci anni e costata quasi 7 milioni”.

Insomma la sintesi mazziniana (visto che siamo in tema di celebrazioni dell’Unità d’Italia) di “pensiero ed azione“, oggi si realizza in circa 14 anni !

Vediamo allora i dettagli dell’impianto sul Garda.

Il depuratore dell’alto lago a servizio dei Comuni di Limone e Tremosine è stato costruito in una delle gallerie dismesse della vecchia statale Gardesana.

Galleria esistenti quindi e non realizzata ex-novo.

L’impianto serve un’area che (come nel nostro caso) d’estate aumenta in modo considerevole il numero dei residenti, tuttavia l’impianto qui è dimensionato per un massimo estivo di 18.750 abitanti equivalenti e invernale di soli 2.850 a.e.

L’impianto è modulare, ha caratteristiche di particolare flessibilità, è capace cioè di adattarsi alla forte fluttuazione della popolazione ed ha sostituito il piccolo depuratore di Limone che convogliava sul fondo del lago gli scarichi, in eccesso rispetto alla sua potenzialità.

La costruzione del depuratore ha richiesto un investimento di 6.875.000 finanziati dalla Regione Lombardia, dall’Autorità d’ambito della Provincia di Brescia, da Garda Uno spa e dalla stessa ditta Saceccav depurazioni Sacede spa di Desio che, oltre a realizzare e gestire l’impianto, si occupa anche della manutenzione trentennale dell’impianto.

I lavori erano iniziati nell’ottobre del 2007 con la sistemazione degli accessi alla galleria e l’impianto è andato a regime nell’ottobre 2010.

Tre anni quindi sono stati necessari nel profondo Nord per la realizzazione vera e propria del depuratore, a cui andrebbero sommati, nel nostro caso, i tempi per la realizzazione della galleria che ha una larghezza di 11 metri ed una altezza al colmo di 8,5 metri.

Tutto questo, in termini di burocrazia, costi,  tempi,  di tipo nordico ed anche in presenza di imprevisti, infatti nel corso della costruzione si è rimediato ai guai causati da una frana della montagna che, scaricando a valle massi e terriccio, ha provocato danni all’impianto in fase di ultimazione ed alla strada di accesso con un aggravio di circa 750.000 euro.

In conclusione ritengo che se anche il pessimismo della ragione mi dice che non se ne farà nulla, tuttavia mai come in questo caso credo bisogna opporre l’ottimismo della volontà per sperare che anche la nostra cittadina un giorno abbia il suo impianto di trattamento delle acue reflue.

Alcamo … again !

Macchia oleosa di 3 km nel litorale di Alcamo Marina

TRAPANI – Una macchia oleosa, che si estende per circa tre chilometri, è comparsa nelle acque antistanti il litorale di Alcamo Marina (Tp). Il vice sindaco, Massimo Fundarò, ha escluso che il problema possa derivare dal depuratore comunale: “Abbiamo effettuato i controlli e l’impianto funziona regolarmente”.

“Dopo 25 anni eravamo riusciti, finalmente, a togliere il divieto di balneazione lungo l’intero litorale che si estende per sei chilometri – dice Fundarò – Purtroppo, oggi, l’incoscenza di qualcuno e lo scarso senso civico, hanno vanificato gli sforzi compiuti dall’amministrazione comunale per rendere fruibile la spiaggia”.

Per il sindaco, Giacomo Scala “l’inquinamento potrebbe derivare dagli scarichi abusivi posti a valle del depuratore”. Tra le ipotesi anche quella degli autospurghi che scaricherebbero le acque nere nel torrente.

da La Sicilia

Caccia all’Atlantic Explorer che cerca il petrolio tra le Isole Egadi e Pantelleria

La Shell esplora i fondali per verificare la presenza di giacimenti petroliferi., cerca petrolio in un’area di 4.300 chilometri quadrati contigua alle Isole Egadi ed a Pantelleria ed interessata dall’istituzione di un Parco nazionale.

L’allarme arriva dal senatore del Pdl Antonio D’Alì. Il parlamentare nazionale e presidente della Commissione Ambiente del Senato, ha chiamato in causa il governo con una interrogazione diretta ai ministri Prestigiacomo (Ambiente), Frattini (Esteri) e Scajola (Sviluppo Economico). D’Alì chiede se hanno notizie della nave laboratorio “Atlantic Explorer” che lavora per nome e per conto della Shell.

Per il senatore ci sono rischi concreti perchà la già l’attività di ricerca può essere considerata “invasiva dei fondali e degli ambienti marini”. D’Alì non ha dubbi: “L’area individuata comprende superfici marine ad altissima concentrazione naturalistica e vi è compresa l’Area Marina protetta delle Isole Egadi, la più grande del Mediterraneo, nonchè una zona di cautela marina particolare quale dell’isola di Pantelleria. Le attività di esplorazione potrebbero dare seguito a tentativi di perforazione per l’attivazione di pozzi estrattivi sperimentali”.

Lo stesso D’Alì fa presente che ci si trova di fronte a due aree che sono interessate dall’istituzione di un Parco nazionale. Il senatore ha le idee chiare in proposito e chiede “l’immediata sospensione di tutte le attività che stanno suscitando vivissima preoccupazione nelle comunità locali.

D’Alì è ancora alla ricerca dell’autorizzazione che ha permesso alla Shell di avviare le ricerche con la nave laboratorio. La risposta è affidata ai tre ministri ma anche alla Regione siciliana.