Lampedusa la nuova Alcatraz ?

Sembra profilarsi un destino, nel ricordo dei suoi concittadini, non più da “liberatrice”, (così veniva vista prima), ma da “venduta”, (così è stata apostrofata ieri), per Angela Maraventano, lampedusana DOC e quinta colonna della Lega a Lampedusa, in qualità di senatrice e già vicesindaco, ristoratrice prestata alla politica, nota per le sue battaglie contro la realizzazione del nuovo cpa, voluto allora dal governo di centrosinistra.

Oggi una piazza tutta schierata con il sindaco Dino De Rubeis, acclamato, da destra e sinistra, per la sua battaglia contro l’apertura, del centro di identificazione ed espulsione degli immigrati voluto dal ministro dell’Interno Maroni, ha decretato la fine del feeling con la Maraventano da parte della stragrande maggioranzapure  dei lampedusani, le ragioni della pasionaria della Lega, sono state sommerse dai fischi e dagli insulti dei cittadini che hanno deciso di andare avanti con la protesta.

Davanti al municipio la Maraventano ha tentato di vendere la sua merce spiegando ai cittadini che il Governo farà il bene dell’isola e che, presto, quello dei clandestini sarà solo un ricordo, ma l’arringa non ha affatto convinto la gente che le ha rimproverato di avere tradito le loro ragioni e di avere accettato per l’Isola il ruolo voluto dalla Lega di nuova Alcatraz al centro del Mediterraneo.

A confermare autorevolmente le impressioni dei lampedusani sul ruolo assegnato all’isola dal governo giungono le dichiarazioni di Umberto Bossi il quale ritiene che e’ giusto tenere i clandestini che sbarcano a Lampedusa sull’isola fino al loro rimpatrio e dichiara: “Maroni fa bene anche se noi abbiamo una base a Lampedusa. Fa bene perchè se li porti in giro in tutta Italia non li trovi più, scappano. Da Lampedusa sanno che per uscire possono solo tornare a casa“. 

I lampedusani intanto si preparano allo sciopero generale: “Martedì – ha annunciato il sindaco – l’isola si fermerà per dire no a uno Stato prepotente che vuole imporci le sue scelte“, “Il ministro Maroni torni sui suoi passi sulla realizzazione di un centro di espulsione a Lampedusa. L’isola non e’ in venidita io avrei potuto accontentarmi di tanti soldi ma non l’ho fatto. Questo e’ uno stato prepotente che ci vuole imporre le sue scelte. Vogliono creare un centro di espulsione per coprire la politica fallimentare di questo governo nazionale“. “Lampedusa rischia di diventare un carcere a cielo aperto -ha proseguito- noi non siamo razzisti, abbiamo sempre accolto a braccia aperte gli immigrati, tante donne e tanti bambini in cerca di speranze“, e qualcuno pensa anche di cambiare la segnaletica.

E’ un “Benvenuti ad Alcatraz” infatti il cartello che potrebbero trovare ad accoglierli i turisti, che nonostante tutto, decidessero di visitare l’isola, la prossima estate.

da “Escape from Alcatraz”

 

*** – Numerosi sono i Film ispirati o ambientati ad Alcatraz, quello he segue è un elenco tratto da Wikipedia

L’uomo di Alcatraz (Birthman of Alcatraz, 1962) di John Frankenheimer con Burt Lancaster;

Cielo di piombo, ispettore Callaghan (The Enforcer, 1976) di James Fargo con Clint Eastwood e Tyne Daly;

Fuga da Alcatraz (Escape from Alcatraz, 1979) di Don Siegel con Clint Eastwood;

L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz (Murder in the First, 1995) di Marc Rocco con Kevin Bacon, Christian Slater e Gary Oldman;

The Rock (The Rock, 1996) di Michael Bay con Sean Connery e Nicolas Cage;

Lupin III – Alcatraz Connection (Rupan Sansei: Arukatorazu Konekushon, 2001) di Hideki Tonokatsu;

X-Men: Conflitto finale (X-Men: The Last Stand, 2006) di Brett Ratner con Patrick Stewart e Hugh Jackman.

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Lampedusa o del mondo alla rovescia

Non ricordo esattamente quando, ma certamente alcuni secoli dopo l’anno mille,  si è posta fine alla consuetudine  di disegnare le mappe geografiche con orientamento inverso, rispetto all’attuale, nel senso Nord in alto,  Sud in basso .

Per cui seguendo la precedente consuetudine Lampedusa verrebbe ogi rappresentata nell’estremo superiore dell’Italia.

La cosa di cui parlerò credo sia di un qualche interesse e vale la pena di occuparsene oltre i luoghi comuni, e i pregiudizi, (nel senso di giudizi maturati a priori), nei confronti dei protagonisti e delle comparse della vicenda.

Partiamo da quella sera quando 233 clandestini, soccorsi nel pomeriggio nel Canale di Sicilia, sono arrivati al porto di Lampedusa, sotto la pioggia, mentre nella vicina spiaggia di Guiggia era in corso O’ Scià, e Claudio Baglioni stava cantando “Strada facendo”.

La polemica è quella innescata da Angela Maraventano senatrice della Lega Nord ed ex vice sindaco di Lampedusa dimissionata d’ufficio dal Sindaco Bernardino De Rubeis, in seguito alla richiesta della stessa Maraventano così sintetizzata da “Il Messagero“:

Claudio Baglioni dovrà spiegarmi, fatture alla mano, come ha speso i 600mila euro stanziati, in parte da Comune e Regione, in parte dal ministero degli Interni, per questa edizione del suo Festival O’ Scià

[non mi spiego]

“come mai l’evento abbia costi così elevati, visto che gli artisti dicono di partecipare a titolo gratuito”

“Avevo proposto a Baglioni di fare una semplice serata di spettacolo da solo per risparmiare e poter acquistare una risonanza magnetica per l’unico pronto soccorso dell’isola, ma la risposta che mi è arrivata è stata negativa. Non mi farò portavoce della richiesta di fondi per O’ Scià in Senato. Nulla contro Baglioni, ma qui a Lampedusa ho altre priorità: 200 malati di tumore che fanno su e giù da Palermo per la chemioterapia, la mancanza di un vero ospedale, 250 bambini in età da asilo nido a casa, una scuola materna da sistemare…

A difesa della manifestazione le parole del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo:

“La manifestazione “O’ scià” – dice il ministro – rappresenta un forte tributo alla generosità del popolo dell’isola e alla sua grande disponibilità all’accoglienza nella legalità. Il grande successo di pubblico, la partecipazione di tanti artisti sono il segnale del caloroso e sentito “grazie” che gli italiani devono alla gente di Lampedusa, ma anche la riaffermazione di come i valori dell’accoglienza siano sempre più sentiti – anche grazie a questo appuntamento – come elementi fondanti del vivere civile nel nostro Paese. Un paese che con la sua tradizione di apertura al Mediterraneo e alla cultura del mondo intero, con la sua gente generosa e attenta agli altri non ha mai deluso le aspettative di chi chiede di farsi ospite, qualsiasi spinta o motivo lo conduca sulla nostra terra”.

Sbaglio o le parole della Prestigiacomo sanno tanto di vuota retorica ?

La replica del sindaco di Lampedusa De Rubeis:

Se fra gli amministratori c’è qualcuno non in linea con le nostre intenzioni sull’evento “O’ Scià”, quella è la porta

«Baglioni e “O’ Scià” sono un bene prezioso per noi, l’evento musicale che è alla sua sesta edizione ha confermato le presenze sull’isola degli scorsi anni. Non è possibile; non è giusto e non è corretto durante lo svolgimento della manifestazione, speculare su dichiarazioni contro la manifestazione, da parte di chicchessia”

“la manifestazione ha un significato che va al di la dell’immaginario, è diventato parte integrante delle nostre isole e nessuno ha il diritto di mettere in discussione la sua valenza, la sua importanza, la sua imponenza. Diventerà un evento istituzionalizzato e sarà questa la nostra prossima battaglia, per riuscire a farlo diventare un appuntamento importantissimo e che dovrà coinvolgere sia il governo centrale che quello regionale”

“O’ Scià è un evento che Baglioni fa a costo zero: le spese che si fanno sono relative esclusivamente ai costi reali per palco strumentazioni. Gli artisti che si sono alternati sul palco, se avessimo dovuto pagarli, ci sarebbero voluti milioni di euro e non poche centinaia di migliaia”.

E’ grettezza quella della leghista di Lampedusa Maraventano che esprime preoccupazione per problemi reali dei cittadini lampedusani, o è grettezza quella del sindaco che si compiace che “l’evento musicale ha confermato le presenze sull’isola” ?

Alla luce di quanto detto in apertura di questo post poi suona ridicolo pur in un clima da tragedia quanto detto dalla portavoce della Fondazione e membro del cda della fondazione “O’ Scià”, Dalia Gaberscik  “Basterebbe venire sulla spiaggia della Guitgia per rendersi conto di ciò che si realizza ogni anno per Lampedusa e per l’enorme emergenza dell’immigrazione clandestina e dell’integrazione culturale”.

Continuiamo a cantare “Strada facendo”.