Omaggio a Ludovico Corrao

Le Orestiadi 2009 per la società multietnica

E’ stato presentato nei giorni scorsi nella Chiesa dell’Incoronazione di Palermo il programma della XXVIII Edizione delle Orestiadi di Gibellina.

Alla conferenza stampa erano presenti il presidente della fondazione Ludovico Corrao e il direttore artistico della manifestazione Michele La Tona.

Il tema di quest’anno sarà il “Sud” sintesi di una zona geografica, ma anche simbolo di esistenza piene di contraddizioni, tensioni, emozioni e ricche problematiche esistenziali, il Sud che parla e combatte attraverso il teatro.

Testi ed autori che insistono nel loro percorso teatrale lungo i sentieri dell‘approfondimento, dell’analisi, della riflessione, un teatro che affonda le proprie radici nei nuovi linguaggi che appartengono al mondo, ad una umanità che vive nelle diverse latitudini del globo.

Sarà un teatro che affronta, il tema della tradizione islamica del velo che forti scontri causa in Europa, e che intende perseguire la via del dialogo interculturale e interreligioso sui temi dell’immigrazione, dell’integrazione, della donna e delle nuove generazioni.

Emma Dante, Saverio La Ruina, Vincenzo Pirrotta, Letizia Quintavalla, Giovanni Carroni, Salvatore Rizzo, Franco Scaldati ci parleranno di drammi e tragedie della famiglia, della donna, dell’uomo.

Il denominatore comune, dell’operazione è un Sud che parla, combatte e si confronta attraverso il teatro, ma anche il Sud che mostra il volto di chi ha il coraggio di confrontarsi con un sistema talvolta fatto di abusi, di sopraffazioni, di brutture, di violenza.

La stagione inizia il 13 Luglio con Anteprima delle Orestiadi, «Tribute to…», concerto della Nuova Banda Musicale «Maestro Gabriele Asaro» di Paceco in Piazza 15 Gennaio alle 21,30

Gli spettacoli proseguono al Baglio Di Stefano.

Il 14 luglio con «L’albero del riccio, Antonio Gramsci dal bambino all’adulto», di e con Giovanni Carroni, una produzione Bocheteatro di Nuoro.

Il 16 e 17 Luglio invece va in scena «Terra Matta», dall’autobiografia di Vincenzo Rabito pubblicata da Giulio Einaudi con adattamento, impianto scenico e regia di Vincenzo Pirrotta.

Il 18 e il 19 è in programma «Hijab o del Confine» per la regia e drammaturgia di Letizia Quintavalla, produzione Fondazione Aida Teatro Stabile di Innovazione di Verona, progetto ReconcArt tra Grecia, Bulgaria, Italia».

«Dissonorata, un delitto d’onore in Calabria» è il lavoro di Saverio La Ruina porta in scena il 22 luglio; musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco, la produzione Scena Verticale.

Il 25 luglio «Le mille bolle blu di Salvatore Rizzo tratto da «Muore lentamente chi evita una passione, diverse storie diverse». Pietro Vittorietti Edizioni con Filippo Luna, produzione Palermo Teatro Festival.

E ancora il 28 luglio è in programma «La Fuga di Enea», di Vincenzo Pirrotta, produzione Associazione Culturale Esperidio.

Il 29 luglio «La Ballata delle Balate» scritto, diretto ed interpretato da Vincenzo Pirrotta.

L’1 e il 2 agosto Emma Dante porta a Gibellina «Le Pulle», con Manuela Lo Sicco, Clio Gaudenzi, Elena Borgogni Emma Dante, Sandro Maria Campagna, Sabino Civilleri, Antonio Puccia, Carmine Maringola musiche originali Gianluca, una coproduzione Teatro Mercadante-Thèatre du Rond-Point-Theatre National.

Il 27 agosto è in cartellone «Beuys, quel silenzioso sogno in sospeso» con Ada Giallongo, Monika Leskovar e Giovanni Sollima.

Infine in collaborazione con la Diocesi di Mazara il 28 e il 29 agosto alle 18,00 sono in programma «Nella Valle della Memoria», Preghiera del tramonto in onore della Beata Maria Vergine delle Grazie del Villaggio della Madonna delle Grazie, a Gibellina Vecchia e «Lettura Poetica del Mistero» con il coro della Diocesi di Mazara, la banda “G. Rossini” di Gibellina e nuova Banda Musicale di Paceco, al Cretto di Burri.

La Fondazione Orestiadi di Gibellina rende omaggio a Giovanni Bosco

La Fondazione Orestiadi ricorda l’artista castellammarese

Gibellina. Le opere di Giovanni Bosco, artista outsider di Castellammare sono esposte da ieri in una mostra a cura di Eva Di Stefano.

In occasione del trigesimo della scomparsa dell’artista outsider Giovanni Bosco (1948-2009). Ieri al Museo Delle Trame Mediterranee è stato reso omaggio alla sua memoria presentando una mostra, negli spazi degli Atelier del Baglio di Stefano, che raccoglie una ventina circa di opere (dipinti su tavola, cartone o carta di pane), tra cui le dieci che entreranno ufficialmente a far parte della collezione della Fondazione Orestiadi, presieduta da Ludovico Corrao.

Dal 2008 l’irregolare stravaganza di Bosco, adombrata da una vita di stenti, isolata in un proprio universo colorato, era uscita fuori dai confini di Castellammare, da quando il fotografo Boris Piot e il collettivo francese «Animula Vagula» lo hanno scoperto sui muri della cittadina del trapanese.

«La spontaneità genuina e indipendente della sua arte, la lontananza da qualsiasi forma di sistema culturale ufficiale, il disagio emarginante di un vissuto sofferto – è scritto in una nota della Fondazione – fanno di Bosco un esempio calzante di quella porzione di arte che Jean Dubuffet ha definito nel 1945 “Art Brut”».

«Per Giovanni Bosco “Gibellina è un cuore scuro dove il rosso trapela o risale dal margine, come linfa solare in lotta con la notte. Gibellina è anche un piede rosso e nero, che afferma una linea di terra e una stabilità orizzontale, sulla quale si attesta una gamba che porta il nome di Tunisi (…)”.

Nei suoi disegni Bosco condensa i sogni e la vita inventando da sé, senza modelli precostituiti né influenze del folklore locale, un vocabolario espressivo di forme essenziali e intense, che comunicano il nodo delle cose senza raccontarle», così scrive Eva Di Stefano storica dell’arte contemporanea e direttrice dell’Osservatorio Outsider Art della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo), nel quaderno di accompagnamento della mostra.
r.t.

da La Sicilia