I dirigenti del PD siciliano vogliono sapere…

Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare ?

SICILIA: PD, IL 5 FEBBRAIO REFERENDUM SU LOMBARDO E ALLEANZE

Palermo, 5 gen. – Si potrebbe tenere il 5 febbraio il referendum tra gli iscritti del Pd sul sostegno al governo Lombardo e sulle alleanze. Lo fa sapere il segretario del Pd siciliano, Giuseppe Lupo: “Verifichero’ lunedi’ prossimo con i segretari provinciali e con i componenti dell’esecutivo la possibilita’ di svolgere l’ampia consultazione democratica sulle alleanze e sul sostegno al governo regionale il prossimo 5 febbraio”. Aggiunge Lupo: “E’ necessario che la consultazione si svolga quanto prima per potersi meglio concentrare sulle prossime emezioni amministrative”.

da AGI.IT

*** Update

Indetto per il 12 febbraio il referendum sulle alleanze

Il coordinatore della Commissione regionale per il Congresso, che svolge temporaneamente le funzioni di presidenza dell’Assemblea regionale, sentiti il Segretario regionale, i Segretari provinciali e i componenti l’Esecutivo, nel corso della riunione che si è tenuta oggi, nella sede regionale del Partito democratico, ha indetto il referendum per il 12 febbraio prossimo.
Il referendum deliberativo, ai sensi dell’ art 36 comma 2 dello Statuto, a cui possono partecipare iscritti ed elettori del Pd, avrà i seguenti quesiti:
- “Sei d’accordo con l’impegno del Pd per costruire un’alleanza delle forze progressiste, moderate ed autonomiste in Sicilia, in vista delle prossime elezioni amministrative e regionali?
- “Alle luce della disponibilità garantita dai partiti moderati e autonomisti del Terzo Polo, sei d’accordo a consolidare l’alleanza politica contrapposta al centrodestra a sostegno del governo regionale in Sicilia, fermo restando che l’ingresso del Pd in giunta con propri rappresentanti politici potrà rafforzarsi solo dopo le elezioni?

In Sicilia un governo di persone perbene

Il Pd dell’Ars resta con Lombardo
lettera di sostegno da 20 deputati

Il gruppo del Partito democratico dell’Assemblea regionale fa quadrato intorno al governatore. La maggioranza dei deputati ha firmato e diffuso un documento di fiducia a Palazzo d’Orleans. E Lupo attacca i suoi colleghi che da Roma si oppongono

Venti dei 27 parlamentari del gruppo del Partito democratico all’Assemblea regionale hanno firmato un documento che conferma il loro sostegno al governo di Raffaele Lombardo. I parlamentari ritengono “inaccettabile che una vicenda giudiziaria rispetto alla quale la stessa Procura di Catania ha ritenuto di non dovere adottare provvedimenti nei confronti del presidente Lombardo, venga strumentalizzata per mettere in discussione il pronunciamento della stragrande maggioranza del Pd siciliano e del gruppo parlamentare all’Ars sul sostegno ad un governo formato da persone perbene, impegnato ad affrontare le emergenze sociali ed a combattere le illegalità, a cominciare dai settori più delicati come acqua, rifiuti, sanità ed energia“.

da La Repubblica

Loro hanno la Lega, noi Liga

Lui dice di essere vittima di un equivoco, gli inquirenti invece non sembrano avere particolari dubbi.

Si chiama Giuseppe Liga, ha 60 anni, di professione Architetto, iscritto all’ordine dal 1978 è stato arrestato questa notte a Palermo da agenti della Guardia di Finanza, con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione e fittizia intestazione di beni. Vero o meno che sia quanto contestatogli il fatto è che in precedenza il Liga era assai molto più noto per la sua vita da cittadino impegnato anche nel sociale che per essere, come qualcuno sostiene, come il successore dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo alla guida del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo, a Palermo per come indicato dai collaboratori di giustizia più recenti.

Le intercettazioni si dice abbiano confermato le rivelazioni dei pentiti. Secondo quanto è emerso dalle indagini, Liga, sarebbe stato il collettore delle estorsioni gestendo e incassando il denaro ricavato dal pizzo.

Liga, era indicato nei pizzini trovati nel covo del boss Lo Piccolo col numero 013. Insieme a lui sono finiti in cella il suo braccio destro Giovanni Angelo Mannino, accusato di associazione mafiosa e Agostino Carollo e Amedeo Sorvillo. Questi ultimi rispondono di fittizia intestazione di beni. Secondo gli inquirenti sarebbero i titolari della società Euteco, di fatto riconducibile a Liga.

Giuseppe Liga, è un professionista molto conosciuto a Palermo anche per la sua passione per la politica e i suoi frequenti rapporti istituzionali. Per otto anni, dal 1989 al 1997, è stato il segretario nazionale del Mcl, il Movimento Cristiano Lavoratori, e molto stimato anche dalle gerarchie ecclesiali. Liga ricopriva la carica di reggente regionale del Movimento fino all’11 marzo.

Liga, in un’intervista rilasciata sull’ultimo numero del magazine siciliano “S”, sosteneva di avere rapporti con numerosi esponenti politici e rappresentanti istituzionali: dal presidente della Regione Raffaele Lombardo a Sergio Mattarella fino all’ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Il nome dell’architetto Giuseppe Liga salta fuori, per la prima volta, tra le carte che i poliziotti trovarono addosso a Salvatore Lo Piccolo, il giorno del suo arresto nel covo di Giardinello il 5 novembre del 2007. Una valigetta piena di nomi e cifre. Era la contabilità del boss che annotava i nomi dei commercianti e accanto la cifra da pagare. Tra gli appunti anche la frase: “Architetto Liga 10.000″ . Un anno dopo, il 14 novembre del 2008, i boss mafiosi che progettano la ristrutturazione di Cosa nostra citano nuovamente il nome del professionista nel corso di un summit di mafia.

Nel settembre del 2008 viene arrestato l’avvocato Marcello Trapani, legale dei Lo Piccolo. E nell’ordinanza di custodia cautelare del penalista si fa nuovamentre riferimento all’architetto.
Di recente si sono aggiunte anche le dichiarazioni del pentito Maurizio Spataro, il “cassiere” della cosca di Resuttana. Ed il collaboratore, senza esitazione, indica nell’architetto Liga l’uomo che comanda a San Lorenzo.

Nell’intervista ad “S”, Liga ammette di conoscere “fin da ragazzo” il boss Salvatore Lo Piccolo ma sostiene di essere stato costretto a pagare il “pizzo” e di avere denunciato tutto ai carabinieri. Nell’intervista nega con decisione di essere il nuovo capo di Cosa Nostra a Palermo. Tra le carte sequestrate ai Lo Piccolo gli investigatori avevano trovato un appunto: “Architetto Liga 10.000″. Lui afferma che si tratta del pagamento di un’estorsione:”Se fossi stato un mafioso di certo non sarei andato da carabinieri a denunciare che sono stato vittima, io ho fatto una denuncia, perché in passato avevo ricevuto minacce. Io ho pagato 10 mila euro: sono venuti in cantiere e mi hanno detto che dovevo pagare, altrimenti saltava tutto”. Ma il pentito Maurizio Spataro, ex cassiere della cosca di Resuttana, dichiara a verbale: “So che l’architetto Liga si occupa delle attività economiche riconducibili ai Lo Piccolo”.

Lui replica nell’intervista:”gli architetti Liga sono almeno una ventina, 5 o 6 sono iscritti all’albo. Sono al centro di un equivoco”. Il professionista ammette poi di avere avuto rapporti con alcuni esponenti mafiosi, ma senza sapere chi fossero veramente: “ero direttore dei lavori in un cantiere per conto di una cooperativa che aveva subappaltato altre opere a due ditte. I titolari erano Cinà e Alamia”. E conferma di conoscere i Lo Piccolo: “Il papà l’ho conosciuto quando era ragazzo. Nel quartiere dove anche io sono cresciuto. I figli li ho visti quando erano bambini”. Per quanto riguarda le intercettazioni di un summit mafioso, avvenuto nel dicembre del 2008, in cui i boss affermano che a Tommaso Natale dopo l’arresto dei Lo Piccolo adesso “c’é l’architetto”, Liga ribatte: “Io non c’entro niente, ammesso che esista veramente un architetto e che non sia un soprannome”.

Liga sostiene infine nell’intervista di avere rapporti bipartisan con diversi rappresentanti istituzionali: “Sono cresciuto insieme al presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Mi chiama, ci parlo. Ho rapporti anche con le gerarchie ecclesiali, siciliane e nazionali. Dall’89 al ’97 sono stato segretario del Movimento Cristiano Lavoratori. Sono stato in contatto con Mattarella, il fratello di Piersanti. Leoluca Orlando e’ diventato sindaco per me e per altri due amici”. E alla domanda “Come ci si sente ad essere indicati come capimafia?”, risponde: “Non ci dormo la notte”.

Intanto il Movimento cristiano dei Lavoratori, a cui era a capo Liga, ha comunicato in una nota di aver “sospeso in via precauzionale l’architetto già dallo scorso 11 marzo, in seguito ad alcuni articoli di giornale che riferivano di un presunto coinvolgimento di Liga in fatti all’attenzione della magistratura”.

Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, preannuncia che si costituirà parte civile e dichiara: “Esprimo il mio sentito compiacimento ai magistrati e alla guardia di finanza che, a Palermo, lavorano all’indagine che ha portato all’arresto per associazione mafiosa dell’architetto Giuseppe Liga, conosciuto negli ambienti politici e istituzionali per la sua funzione di dirigente provinciale e regionale del Movimento cristiano lavoratori. La notizia di un suo coinvolgimento negli affari delle cosche che lo avrebbero portato a diventare addirittura il reggente di un mandamento mafioso, suscita un profondo sconcerto.” ed ancora “Un medico mio amico, undici anni fa, mi presento’ il presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori, senatore Carlo Costalli. E da quel momento ho intrattenuto con i rappresentanti nazionali, regionali e locali di Mcl un rapporto di collaborazione istituzionale, tanto che ho partecipato a numerose riunioni e iniziative pubbliche del movimento, a Catania, Palermo, Roma e Bruxelles.”.

Infine,  “Ancora una volta il lavoro encomiabile ed instancabile della magistratura e delle forze dell’ordine ha messo a segno un altro successo”, dichiarano in una nota congiunta Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano dell’ Italia dei Valori, e Leoluca Orlando, portavoce nazionale del partito, commentando l’oeprazione che ha portato all’arresto di Liga.

Non ci posso credere !

ASCA) – Milano, 4 mar – Le porte del Tar lombardo erano gia’ chiuse da 10 minuti quando l’avv. Luca Giuliante, legale rappresentante del listino Formigoni, si e’ presentato davanti ai cancelli del tribunale amministrativo regionale per presentare il ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello che esclude dalla competizione elettorale il listino dell’attuale governatore. L’orario di chiusura del Tar e’ fissato alle ore 13, e a quell’ora sono stati chiusi come di norma gli uffici amministrativi, cosi’ i legali per farsi aprire hanno dovuto telefonare al personale del Tar per avere accesso agli uffici. Non e’ ancora chiaro se il ricorso verra’ accettato nonostante i dieci minuti di ritardo rispetto all’orario previsto.

Vittorio Sgarbi “non chiudere l’ospedale di Salemi”

“Preso atto delle puntualizzazioni dell’assessore Russo, voglio sottolineare che né verso di lui e la sua professionalità, né tanto meno verso l’amico Presidente della Regione io intendevo indirizzare contumelie, ma indicare una ineludibile strada da percorrere insieme per l’impegno del tutto gratuito e senza indennità che muove con spirito missionario o, altamente politico, me e i miei assessori, in particolare Oliviero Toscani che finanzia molte attività senza ricevere alcun finanziamento dalla Regione per idee ed impulsi di cui tutto il mondo è a conoscenza e che sono stati riconosciuti anche dai 16 rappresentanti della stampa estera ospitati proprio dal Presidente Lombardo. 

In questa logica non si può innalzare il nome, l’immagine e la vitalità di una città (e questo vale oggi per Salemi ma da anni vale anche e soprattutto per Pantelleria) e privarla di quei servizi primari dei quali l’ospedale è l’emblema più necessario.

Mentre la città cresce non le si può togliere quello che ha al di là di direttive e piani di rientro.

Così al Presidente Lombardo rivolgo intanto una prima domanda: mentre ammirano e traggono anch’essi beneficio dal lavoro che svolgiamo a Salemi, perché, prima di una qualunque decisione e al di là di direttive astratte, l’assessore Russo, in rapporti amichevoli con me e con i miei assessori, non è venuto in visita all’ospedale di Salemi per apprezzarne le risorse, la pulizia e i reparti di riconosciuta qualità rispetto ad altri ospedali,  e da preservare, non da abolire, in cambio di un ospizio per lungodegenti e, forse, senza neppure un pronto soccorso ?

Allo stesso modo, per l’attenzione che meritiamo, che ci è dovuta, così come ci vengono chiesti – a me e a Toscani in particolare – impegni per tutta l’Isola, non sarebbe stata, vista la sua competenza ed esperienza, inopportuna una visita dello stesso Presidente Lombardo, per apprezzare il funzionamento e i servizi garantiti dall’ospedale di Salemi.

E’ soltanto per quest’ordine di considerazioni che io ho dichiarato di essermi meravigliato di una mancanza di attenzione per una città di cui parlano i giornali di tutto il mondo.

Ed in questo senso va intesa anche l’infelice espressione di “una sicilia allo sbando”, pensando a molte realtà più in balia della criminalità ma senza prospettive e progetti che ne indichino un futuro desiderato e desiderabile da parte di tutti i siciliani, del Presidente della Regione e mia.

E se la collaborazione per un risultato, al quale noi diamo tutte le energie, non dovesse esserci, e se il segnale di mancata attenzione dovesse essere la chiusura dell’ospedale di Salemi, io potrei anche ritenere interrotta la mia esperienza di sindaco a Salemi e rinunciare a spendere energie senza trovare da parte delle autorità regionali disponibilità, attenzione particolare e garanzie di scelte non fatte sulla carta ma valutate le circostanze.

Queste circostanze a Salemi e per la Sicilia sono un esempio e un  modello per cui vogliamo non riconoscenza, ma riconoscimento.

Ecco la ragione delle mie parole, senza alcuna animosità, se non specifica nei confronti dell’assessore Russo e del Presidente Lombardo, ai quali resta la mia stima personale, ma li voglio partecipi alla nostra impresa.

All’assessore Russo voglio aggiungere: la miopia è un difetto correggibile fisicamente, ma molto pericoloso metaforicamente.”

PD e LEGA in Brianza, concorrenza sleale

In principio mi aveva colpito quanto detto dal presidente della Provincia di Milano Filippo Penati (PD) e qui vi ho detto perchè.

Poi Luca Sofri resta anche lui scosso dalla visione dell’imbarazzante manifesto del PD sui lombardi che pagano per le spese di Catania che qui vi ripropongo, ma si tranquillizza, lui, apprendendo da Civati che voleva essere un’ironica citazione che sfottesse la Lega, e tuttavia conclude: “per quel che può valere, secondo me non si capiva, e sembrava una penosa rincorsa sugli stessi terreni“.

Manifesto del PD

Manifesto del PD

 

Per come la capisco io non solo non si capiva, ma sembra proprio che I PD “padani” rincorrono consapevolmente la Lega sullo stesso terreno del razzismo antimeridionale.

Il comunicato infatti recita:

Comunicato stampa. “Lombardo, taci e paga le ballerine di Catania“. Questo il messaggio del manifesto predisposto dal PD di Monza e Brianza, “chiaramente e provocatoriamente ispirato ai manifesti leghisti, per denunciare – dicono Enrico Brambilla, segretario provinciale e Giuseppe Civati, Consigliere regionale – lo spreco di denaro pubblico del Governo Berlusconi”.

Mentre i brianzoli e i comuni tirano la cinghia, Berlusconi ci fa pagare i debiti del suo amico Scapagnini“, denuncia ancora il manifesto, riferendosi ai 140 milioni di euro destinati dal governo al comune di Catania per colmare i debiti accumulati dall’amministrazione. Il manifesto sarà affisso in tutti i comuni della Brianza.

“Vogliamo informare i brianzoli – dicono ancora Bramilla e Civati – sulla finanza allegra di Berlusconi, in un periodo di grave crisi economica e di probabile recessione. I cittadini della Brianza e i lombardi che lavorano e pagano le tasse, hanno il diritto a una gestione più oculata delle risorse e che queste vengano spese per colmare le lacune, anzitutto infrastrutturali, di un territorio che produce una fetta rilevante della ricchezza nazionale”.

“Non si può essere federalisti a parole e poi muoversi in una direzione opposta – concludono Brambilla e Civati. I 140 milioni destinati al comune di Catania sono più di quanto finora il governo ha stanziato per l’Expo. Lega Nord che dice?”.

Nessun cenno allo spreco di denaro pubblico fatto con la concessione di un finanziamento straordinario di 500 mila euro alla città di Roma per pagare parte dei debiti, (si parla di qualcosa vicino ai 9 miliardi di euro), prodotti dalla gestione diciamo così disinvolta, nel suo ruolo di sindaco di Roma, dall’attuale segretario del PD Walter Weltroni.

Chiedo a Penati, Brambilla e Civati, è forse meglio che in Brianza questo non si sappia ?

A quando un analogo appello al popolo della Brianza per farlo riflettere sulla complicità in loro danno della coppia Berlusconi – Veltroni ?

I leghisti (anche se non tutti) hanno avuto almeno il buon senso di tacere sia nel caso di Roma che in quello di Catania.