Diarioelettorale sta con Giacomo Di Girolamo

Scrive Giacomo Di Girolamo:

Il Comune di Marsala ritiene che io sia lesivo per la sua immagine. Non per una cosa che ho scritto, ma per le cose che scrivo.
Il Comune di Marsala si sente danneggiato da me.
Il Comune di Marsala mi chiede i danni.
Il Sindaco di Marsala, Giulia Adamo, mi sta dicendo chiaramente – a nome di tutti – che io non sono cittadino marsalese gradito.
50.000 euro non è una richiesta di risarcimento danni. E’ un cazzotto nei denti. Coscienze meno pelose avrebbero chiesto almeno dieci volte tanto, se davvero ci tengono all’immagine della città che io avrei danneggiato, o si sarebbero tutelate in sede penale, con un processo, delle prove, dei giudici.
50.000 euro è il ticket che si paga ad un tentativo di lobotomia dell’informazione libera a Marsala. Perchè, è evidente, è un richiesta che, se passa, è destinata a gambizzare me, il mio lavoro, la nostra redazione.
50.000 euro è il prezzo che si paga per scrivere notizie anzichè fare fusa.
E credo che paghiamo di più proprio questo, il fatto che spingiamo a pensare, che solleviamo dubbi. Lo abbiamo fatto sempre. Quando c’era Sindaco Galfano (centrosinistra), Carini (centrodestra), e ora Adamo (centro del mondo). A Carini abbiamo rovinato la vita, letteralmente. Ma era un gran signore, un incassatore di altri tempi. Oggi con lui ci ridiamo su. Negli stessi anni in cui lui era Sindaco della città io per per Giulia Adamo il miglior giornalista di Marsala, vanto da esporre nelle conversazioni con gli amici, pezzo aggiunto della sua argenteria.

L’azione legale del Sindaco Adamo è ancora più pesante perchè figlia di una concezione assoluta del potere.

maggiori dettagli sulla vicenda qui e qui

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No, non è Trapani…

E’ la stampa bellezza !

Da “L’ultima minaccia” (1952).
Un film di Richard Brooks. Con Humphrey Bogart, Kim Hunter, Ethel Barrymore, Martin Gabel, Paul Dubov Titolo originale Deadline.
Il direttore di un giornale si oppone alla cessione del quotidiano dopo la morte dell’editore per portare a termine una campagna contro un’organizzazione criminale.
Uno dei migliori film di ambiente giornalistico, scritto e diretto da un ex giornalista che s’ispirò a fatti veri (la chiusura del New York World dopo la morte di Joseph Pulitzer) e uno dei più eloquenti sulla libertà di stampa, minacciata dai gruppi di pressione e dagli interessi mercantili.

I duetti Bogart/Barrymore sono d’antologia.
Proverbiale la battuta di Bogart: «E’ la stampa bellezza, questa è la stampa, amico. E non ci puoi fare niente».

E nell’originale inglese la frase è “That’s the press, baby !