I misteriosi percorsi della mente, da Zazà a Fini e ritorno

Ma cosa avranno in comune Zazà e Fini ?
Eppure, non so come, oggi mi sono svegliato con questa associazione di idee in testa !

Dove sta Zazà è una canzone napoletana scritta nel 1944 da Raffaele Cutolo (parole) e Giuseppe Cioffi (musica).
La canzone racconta la misteriosa scomparsa di una donna di nome Zazà (descritta con il colorito termine “se fumarono a Zazá!”), nel bel mezzo della festa di San Gennaro, dove vi si trovava insieme al compagno di nome Isaia, che è anche il narratore dell’intera vicenda. Dopo averla cercata invano, Isaia torna l’anno seguente alla festa, ormai arresosi all’idea di non trovare più l’amata Zazà, ma con l’intenzione di “rifarsi” con la sorella di Zazà (“Con tua sorella aggia sfugà…”)..

da Wikipedia

I finiani temono una trattativa «sottobanco» dei democristiani. I centristi non hanno gradito l’incontro tra Bocchino e il premier, a loro insaputa. I finiani sono pronti a chiudere su un bis, se Berlusconi si dimettesse. Casini invece si è spinto oltre elencando già una rosa di nomi per palazzo Chigi, tra cui Letta, e non contempla di fare la stampella al Cavaliere. Ed è più di uno scricchiolio tra i due se il leader dell’Udc ha tagliato corto coi suoi sul tema: «Se Fini – questo il senso del ragionamento – ha mandato Bocchino come mossa tattica per farsi dire di no e tenere il gruppo, amen, e andremo avanti. Se vuole chiudere con Berlusconi, amen lo stesso, ed è un problema suo».
L’elenco dei distinguo diventa assai lungo se poi si inizia a discutere di «terzo polo». E non solo perché anche Francesco Rutelli ha espresso le sue perplessità sulla trattativa finiana (per la serie: se Fini rientra, lui è finito, e pure il terzo polo) ma soprattutto perché l’amalgama, per ora, pare poco riuscito. Sulla leadership l’accordo non c’è. Fini considera scontata la sua, Casini non perde occasione per dire che non farà il «donatore di sangue», Rutelli, che oggi presenta il nuovo simbolo dell’Api perché sente aria di elezioni, spera nel papa straniero Montezemolo e pure in un accordo tra terzo polo e Pd. Ma più in generale, l’operazione il presidente della Camera l’ha vissuta in chiave tattica: il terzo polo – questo lo schema – serve per far dimettere Berlusconi, poi sia in caso di nuovo governo di centrodestra sia in caso di governo di transizione l’obiettivo è un nuovo centrodestra e non un’operazione centrista.

da Il Riformista

Bersani ha fatto la squadra … e che squadra !

Pierluigi Bersani, ha inaugurato la sede del suo comitato nella piazza Santi Apostoli, e ha auspicato che tutti i competitor “chiariscano dalla A alla Z” la loro idea di partito e di Paese.

Le agenzie dicono che il suo partito sara’ “di combattimento” e che Bersani si ripromette di “essere vicino alla gente” in questo momento di crisi.

Il programma dell’ex ministro sara’ illustrato nel dettaglio domani, nell’incontro con i giovani che si terra’ all’Ambra Jovinelli a Roma.

Sarà Filippo Penati (fresco ex presidente della provinciua di Milano) il coordinatore della mozione che sosterrà la candidatura dell’ex ministro Pierluigi Bersani alla segreteria del Pd.

Nella squadra dell’ex ministro figurano anche l’eurodeputato Gianni Pittella, vicino a Enrico Letta, come responsabile dell’organizzazione; Margherita Miotto, vicina a Rosy Bindi, curerà i rapporti con le Associazioni; Walter Tocci sarà il responsabile dell’elaborazione programmatica, e Stefano Di Traglia quello della comunicazione. All’inaugurazione erano presenti anche Letta e Bindi, con diversi parlamentari a loro vicini (Alessia Mosca, Marco Stradiotto, Giovanni Bachelet, Franca Chiaromonte).

Nell’affollatissima sala si sono visti anche Ricky Levy, sottosegretario alla presidenza con l’ex premier Romano Prodi, gli ex ministri Livia Turco e Vincenzo Visco, ma anche Matteo Colaninno, lanciato in politica da Walter Veltroni.

Numerosi i parlamentari dell’ associazione “Red” di Massimo D’Alema, come Michele Ventura, Andrea Lulli o Rolando Nannicini, e gli ex popolari Luigi Meduri e Nicodemo Oliverio. Assente il principale neo-acquisto di Bersani degli ultimi giorni, cioé Salvatore Ladu, già braccio destro di Marini e finora con Fioroni, che dovrenne portare con sé la maggior parte degli ex popolari della Sardegna.

Entusiasmo alle stelle !

Visto che in questo paese da destra a sinistra, pasando per il centro, si è smarrito il senso del ridicolo, non farà male rivedere Maurizio Ferrini in “Quelli della notte”.  Era il 1985, se non sbaglio, come dire circa 24 anni fa.