Porto di Castellammare: l’amministrazione è fiduciosa

Ora si che possiamo stare tranquilli !

Porto. Il sindaco Marzio Bresciani: “La Regione non ci faccia perdere i fondi. Rimaniamo fiduciosi

«Già ieri abbiamo preso contatto con i dirigenti regionali per chiedere spiegazioni in merito alla notizia, appresa dalla stampa, che l’Unione Europea ha congelato 220 milioni di euro di Fondi Por, tra i quali rientrano anche i lavori per il porto di Castellammare». Lo afferma il sindaco Marzio Bresciani, che prosegue: «A fine ottobre, alla Regione, quando c’è stato l’audit dei revisori della Commissione Europea, abbiamo avuto sentore che si presentassero ulteriori problemi. Da quel momento abbiamo seguito sempre da vicino l’evolversi della situazione. Chiediamo con forza che la Regioni attui tutte le procedure perché i fondi non vengano definitivamente bloccati e ci consenta di non perdere i fondi destinati ad un’opera di fondamentale importanza per l’economia cittadina, che ha già subìto troppe vicissitudini e lungaggini burocratiche. Rimaniamo fiduciosi anche perché, con rassicurazioni verbali, ci dicono che il porto di Castellammare sarà completato».

IL PORTAVOCE DEL SINDACO
(Annalisa Ferrante)

Annunci

Porto di Castellammare del Golfo, mettiamoci una pietra sopra, ma grossa però !

Dicono che la UE abbia bloccato anche i fondi per il porto di Castellamare del Golfo… dicono per irregolarità e violazioni di legge.
A occhio e croce e senza leggere le carte, visto che i lavori erano già sotto sequestro, non avrebbe potuto essere finanziato il secondo stralcio, in quanto i relativi lavori non erano immediatamente cantierabili.

L’Ue blocca 220 milioni di fondi Por per la Sicilia

L’Ue blocca 220 milioni di euro di fondi Por destinati alla Sicilia per irregolarità e violazioni di legge, commesse dal dipartimento regionale per la Programmazione della Regione che dipende direttamente dalla Presidenza. Come scrive oggi “Il Fatto Quotidiano”, una corposa relazione, all’inizio di quest’anno, è giunta sul tavolo di Palazzo d’Orleans ma soprattutto dei ministeri romani, e ha annunciato il blocco ai finanziamenti.
Sei ispettori inviati da Bruxelles, il 24 ottobre scorso, in appena quattro giorni, durante un controllo peraltro ampiamente previsto, hanno riscontrato irregolarità nelle pratiche ammesse ai finanziamenti. Come successo in quella per l’allargamento del porto di Castellammare del Golfo: è stato rinvenuto un verbale di sequestro del cantiere ad opera della Guardia di Finanza. La relazione degli ispettori punta il dito contro la Regione e parla di “carenze significative nel funzionamento dei sistemi di gestione e controllo, tali da giustificare l’interruzione dei termini di pagamento”.
Una bacchettata in piena regola, che riguarda anche mancati controlli su alcuni appalti pubblici e non solo: “I servizi della commissione – si legge nella relazione – hanno osservato che le verifiche di gestione effettuate su spese superiori a 50 milioni di euro erano parziali o inadeguate”. Adesso la Regione avrà due mesi di tempo per correre ai ripari ed evitare che il blocco si trasformi in un taglio delle risorse.

da Live Sicilia.It

Se invece di chiamarsi Jobs si fosse chiamato Lavori …

e fosse nato a Napoli, per Antonio Menna, forse sarebbe andata così:

“Steve Jobs è cresciuto a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Qui, con il suo amico Steve Wozniak, fonda la Apple Computer, il primo aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vende il suo pulmino Volkswagen, e Wozniak la propria calcolatrice. La prima sede della nuova società fu il garage dei genitori: qui lavorarono al loro primo computer, l’Apple I. Ne vendono qualcuno, sulla carta, solo sulla base dell’idea, ai membri dell’Homebrew Computer Club. Con l’impegno d’acquisto, ottengono credito dai fornitori e assemblano i computer, che consegnano in tempo. Successivamente portano l’idea ad un industriale, Mike Markkula, che versa, senza garanzie, nelle casse della società la somma di 250.000 dollari, ottenendo in cambio un terzo di Apple. Con quei soldi Jobs e Wozniak lanciano il prodotto. Le vendite toccano il milione di dollari. Quattro anni dopo, la Apple si quota in Borsa.

Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.

Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.

Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.

I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.

Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?

Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista a Napoli che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.

I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.

Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”.

Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro.

Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.

I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.

La Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.”

Porto di Castellammare del Golfo, un altro passo avanti

Aggiudicato all’ATI (associazione temporanea di imprese) costituita da COMES TIGULLIO di Chiavari (Ge), CA.TI.FRA srl di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), SEICON srl di Castellammare del Golfo (TP) e CO.GE.TA. srl di Trapani, l’appalto integrato per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di prolungamento della diga foranea dalla prog. 490,00 m. alla prog. 800,00 m. – realizzazione del molo sottoflutto soffolto – Stralcio di completamento – del Comune di Castellammare del Golfo, a seguito di gara effettuata dall’UREGA di Trapani ed i cui lavori iniziati il 2 dicembre 2010 si sono conclusi il 21 dicembre 2010.

L’ATI aggiudicatario ha praticato un ribasso del 38,7600 %, cinque le ditte ammesse alla gara tre le escluse.

Altre informazioni su questa tranche dei lavori qui

Porto di Castellammare update … update !

Anyway.

Sindaco e presidente del consiglio all’assessorato regionale, per sollecitare la ripresa dei lavori al porto

Un tavolo tecnico per discutere dei lavori al porto di Castellammare il cui cantiere è stato sequestrato il 26 maggio (con l’ipotesi di reato di utilizzo di cemento impoverito) e dissequestrato parzialmente il 6 luglio scorso. L’assessorato regionale alle Infrastrutture, dopo richiesta del sindaco Marzio Bresciani, si è impegnato a convocare, in tempi strettissimi, un incontro al quale parteciperanno tutti i soggetti interessati ai lavori al porto di Castellammare: dalla ditta appaltante (Coveco) alla esecutrice (Nettuno), responsabile unico del procedimento e tecnici interessati, nonché lo stesso sindaco Marzio Bresciani. «Con il presidente del consiglio abbiamo verificato – dice il sindaco Marzio Bresciani- che già due giorni dopo il dissequestro parziale del cantiere, l’assessorato regionale aveva convocato tutti gli interessati per sollecitare la ripresa dei lavori». La scorsa settimana il sindaco Marzio Bresciani ed il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Cruciata, si sono recati a Palermo ed hanno incontrato il dirigente dell’assessorato, l’architetto Carmen Lo Cascio, e l’ingegnere Calogero Triolo (Rup). «Abbiamo verificato – continua il sindaco Marzio Bresciani – che la preoccupazione da noi espressa per la mancata ripresa dei lavori, è stata condivisa dagli stessi dirigenti regionali. Siamo fiduciosi e, grazie anche alla disponibilità dei dirigenti dell’assessorato che ci hanno dato precise delucidazioni ed informazioni in merito, crediamo che la ripresa dei lavori possa avvenire in tempi brevissimi». Ai dirigenti dell’assessorato è stato anche consegnato il documento approvato all’unanimità dal consiglio comunale, con cui i consiglieri hanno richiesto l’intervento del Prefetto ed espresso “preoccupazione per il mancato riavvio dei lavori e per la situazione economica venutasi a creare nei rapporti commerciali tra la ditta esecutrice dei lavori e le ditte fornitrici della stessa”. Il sindaco Marzio Bresciani ed il presidente del consiglio Giuseppe Cruciata, infatti, avevano incontrato le ditte fornitrici della società consortile Nettuno S.C.A.R.L., esecutrice dei lavori, che aveva comunicato di essere disposta a pagare solo una parte del debito, per il blocco di due stati di avanzamento. «Entro la fine del mese – afferma il presidente del consiglio Giuseppe Cruciata- verrà costituita dal consiglio comunale, una commissione speciale che avrà il compito di monitorare l’esecuzione dei lavori, come previsto dall’ordine del giorno approvato il 22 settembre.”

IL PORTAVOCE DEL SINDACO – Annalisa Ferrante

C’è del marcio a 200 metri dalla Riserva dello Zingaro ?

L’architetto Iano Monaco ha inviato una nota agli organi di stampa, e per conoscenza alla procura di Trapani, nella quale chiede se siano stati autorizzati i lavori privati a ridosso della strada provinciale 24, a 200 metri dal parco dello Zingaro, in zona di pre-riserva. La provinciale 24 è l’unica via di accesso alla riserva dello Zingaro da Castellammare del Golfo. “Da due giorni – spiega – a cura di un privato, sono in corso i lavori per la realizzazione di una rampa che si innesta (lato mare) nella provinciale, esattamente in corrispondenza del tratto stradale che da alcuni anni è in stato di dissesto. I lavori procedono alacremente (anche di notte) e consistono nell’accumulo e nella costipazione di un notevole volume di terra di riporto, mista a pietre, trasportata con camion, collocata e modellata in loco mediante una ruspa in modo da superare il forte dislivello esistente tra il piano stradale e il terreno lato mare, terreno in cui non esiste attualmente alcuna abitazione”. “L’assenza di qualsiasi avviso – conclude – non consente di conoscere gli estremi dell’eventuale autorizzazione dei lavori né la loro natura e destinazione”.

da SiciliaInformazioni