L’Italia un paese sempre più nelle mani degli oligarchi

Negli USA il 4 novembre si vota per eleggere il presidente, anzi si sta già votando, e si stima che il 3 novembre avrà già votato un terzo degli elettori poichè il voto anticipato è consentito in trentuno stati.

Contrariamente a ciò che si pensa dalle nostre parti Barack Obama e John Mccain non sono gli unici candidati, ma ai due sono da aggiungere una decina di altri candidati le cui uniche possibilità sono quelle di giocare un qualche ruolo, in negativo, in qualcuno degli stati in bilico, a danno di questo o quello dei due maggiori candidati.

L’esistenza di due forti aggregazioni,(democratici e repubblicani), in grado di schiacciare qualsiasi aspirazione dei cosidetti “indipendenti” tuttavia non ha mai messo in discussione come diritto costituzionale la scelta dell’uomo prima che del partito.     

In Italia invece.

L’iter parlamentare della nuova legge elettorale per le europee va avanti, trattata sui media quasi come una questione secondaria, senza che se ne parli abbastanza e che se ne metta in discussione l’alterazione della natura stessa della nostra democrazia..

Siamo sempre più europei, dipendenti dalle istituzioni europee a cui più o meno consapevolmente abbiamo ceduto nel tempo una parte sempre maggiore della sovranità nazionale, e ciò che si sta esaminando sarà lo strumento principe per mezzo del quale il popolo italiano dovrà decidere gli uomini e donne che intende delegare in sua vece al Parlamemto Europeo.

Se ne parla poco e non si dice abbastanza che tolgono la possibilità di esprimere la preferenza per “tizio” piuttosto che per “caio”, così come è stato già fatto per il Parlamento nazionale, aumentando il potere di cui già gode l’oligarchia ed allontanando sempre di più gli elettori dagli eletti (o per meglio dire, dai nominati).

 

 

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Homer Simpson prova a votare per Barack Obama

Anticipazione dell’episodio dei Simpsons che andrà in onda il 2 Novembre a soli due giorni dall’ Election Day, in cui Homer Simpson prova a votare per il suo candidato ma una delle famigerate macchine per il voto elettronico altera il risultato e assegna il voto a John Mccain.
Homer non si rassegna e viste le intemperanze la macchina lo uccide.

Al Jean, produttore esecutivo della serie, ha dichiarato che il cartone non deve essere interpretato come una dichiarazione di voto dei Simpson ma solo come un’ennesimo allarme sulle possibili irregolarita’ nelle procedure elettorali, che nel 2000 costarono, il seggio a Al Gore sconfitto per soli 537 voti nello stato della Florida.

 

Barack Obama vs John McCain: qui si vola alto

Poteva “diarioelettorale” non occuparsi, almeno un pò, delle elezioni americane in programma nell’Election Day del 4 novembre prossimo ?

No che non poteva e così è qui per fornirvi il link accedendo al quale potrete ascoltare, vedere e leggere (in inglese, senza intermediari) il primo dei tre dibattiti previsti,  svoltosi ad Oxford nello Stato del Missisipi ieri 26 settembre.
Potrete così sentire i toni e gli accenti dei protagonisti, farvi una idea di quanto possa essere importante e cosa significhi il confronto elettorale in una democrazia matura.

Vi è chi ha notato che McCain ha evitato di guardare l’avversario, e chi ha notato l’esitazione nel pronunciare il nome di Ahmadinejad, o lo scivolone sul nome del nuovo presidente pakistano Asif Ali Zardari, o ancora che entrambi i candidati hanno ripetutamente glissato sul piano anticrisi da 700 miliardi di dollari.

Il titolo del pezzo di Alessandra Stanley sul “The New Yorks Times”, “Beyond Ideology, a Collision of Generations” – Più che di ideologie un contrasto di generazioniriassume forse meglio di ogni altro limiti e prospettive dello scontro in atto in questa campagna per il rinnovo della presiudenza USA.