Lavoratori precari siciliani degli enti locali, facciamo il punto, precari o disoccupati ?

Per ora nella seduta pomeridiana di ieri 6 luglio 2010 della commissione Bilancio (5a) del senato c’è stata l’approvazione dei due emendamenti che in qualche modo riguardano, anche se non esclusivamente, i precari siciliani.
Che poi siano applicabili o meno e quindi daranno luogo al prosieguo dei rapporti di lavoro o meno, dei precari negli enti locali siciliani, è tutt’altra storia, con buona pace del senatore Nania del Pdl che dalle prime pagine dei giornali dell’isola si premura di rassicurare tutti i lavoratori precari, candidati alla disoccupazione, e bacchettare il governatore dell’isola Raffaele Lombardo che ha lanciato l’allarme.

Relativamente poi al patto di stabilità del comune di Castellammare del Golfo, e degli altri comuni reduci da infiltrazioni mafiose (complicazione nella complicazione), si segnala che in sede di illustrazione dei sub emendamenti all’emendamento 14.1000 dai resoconti parlamentari risulta che:

” Il senatore FERRARA (PdL), nel riferirsi alla proposta 14.1000/12, sottolinea che essa affronta un tema estremamente delicato, come quello della sottoposizione alle regole del patto di stabilità interno degli enti locali di cui è stato disposto il commissariamento per infiltrazioni di carattere malavitoso. Pertanto, considerata la rilevanza delle questioni affrontate, chiede al relatore e al rappresentante del Governo di compierne un maggior approfondimento, anche accantonandone temporaneamente l’esame.”.

“La Commissione conviene di accantonare il subemendamento 14.1000/12 e di procedere all’espressione dei pareri ed alla votazione dei restanti subemendamenti.”

“Il RELATORE esprime parere contrario su tutti i subemendamenti riferiti all’emendamento 14.1000, ad eccezione del subemendamento 14.1000/12. Propone altresì di accantonare l’esame dell’emendamento 14.1000/120 (pubblicato in allegato al presente resoconto) presentato dal senatore LUSI (PD), per discuterlo insieme alla proposta 14.1000/12.”.

“Il rappresentante del GOVERNO esprime medesimo avviso del relatore sui subemendamenti e parere favorevole sull’emendamento 14.1000 (testo 2).”

“Si passa alla votazione dei subemendamenti riferiti alla proposta 14.1000 (testo 2).”

“Con successive distinte votazioni sono respinti i subemendamenti da 14.1000/1 a 14.1000/9.”

“Con successive votazioni sono quindi respinti i subemendamenti 14.1000/10, 14.1000/11, 14.1000/13 e 14.1000/14.”

“È quindi posto ai voti ed approvato l’emendamento 14.1000 con le modifiche apportate.”

E questo è il testo dell’emendamento 14.1000 con le modifiche apportate:

14.1000 (testo corretto)

IL RELATORE

All’articolo 14, apportare le seguenti modificazioni

a) Il comma 2 dell’articolo 14 è sostituito dal seguente:

“2. Il comma 302 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e` abrogato e al comma 296, secondo periodo, dello stesso articolo 1 sono soppresse le parole «e quello individuato, a decorrere dall’anno 2011, in base al comma 302». Le risorse statali a qualunque titolo spettanti alle regioni a statuto ordinario sono ridotte in misura pari a 4.000 milioni di euro per l’anno 2011 e a 4.500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2012. Le predette riduzioni sono ripartite secondo criteri e modalità stabiliti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e recepiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, secondo princìpi che tengano conto della adozione di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di stabilità interno e della minore incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente complessiva nonchè dell’adozione di misure di contenimento della spesa sanitaria e dell’adozione di azioni di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi. In caso di mancata deliberazione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e per gli anni successivi al 2011 entro il 30 settembre dell’anno precedente, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è comunque emanato, nel rispetto degli obiettivi finanziari predetti. In sede di attuazione dell’art. 8 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto dal primo, secondo, terzo e quarto periodo del presente comma. I trasferimenti erariali, comprensivi della compartecipazione IRPEF, dovuti alle province dal Ministero dell’interno sono ridotti di 300 milioni per l’anno 2011 e di 500 milioni annui a decorrere dall’anno 2012. I trasferimenti erariali dovuti ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti dal Ministero dell’interno sono ridotti di 1.500 milioni per l’anno 2011 e di 2.500 milioni annui a decorrere dall’anno 2012. Le predette riduzioni a province e comuni sono ripartite secondo criteri e modalità stabiliti in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali e recepiti con decreto annuale del Ministro dell’interno, secondo principi che tengano conto della adozione di misure idonee ad assicurare il rispetto del patto di stabilità interno della minore incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente complessiva e del conseguimento di adeguati indici di autonomia finanziaria . In caso di mancata deliberazione della Conferenza Stato-città ed autonomie locali entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e per gli anni successivi al 2011 entro il 30 settembre dell’anno precedente, il decreto del Ministro dell’interno è comunque emanato nel rispetto degli obiettivi finanziari predetti. In sede di attuazione dell’articolo 11 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale, non si tiene conto di quanto previsto dal sesto, settimo, ottavo e nono periodo del presente comma.”

b) al comma 22, sostituire le parole “di rientro” con le seguenti “di stabilizzazione finanziaria”;

c) al comma 30, primo periodo, sostituire le parole: “per lo svolgimento” con le seguenti: “e omogenea per area geografica per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei comuni con dimensione territoriale inferiore a quella ottimale,”.

d) al comma 31, sostituire le parole: “il completamento dell’attuazione delle disposizioni di cui ai precedenti commi” con le seguenti: “comunque il completamento dell’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 26 a 30”.

e) al comma 32, sono apportate le seguenti modificazioni:

-al secondo e al terzo periodo, le parole “entro il 31 dicembre 2010” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 31 dicembre 2011”;

– è aggiunto in fine il seguente periodo:

“Con decreto del Ministro per i rapporti con le regioni, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e per le riforme per il federalismo, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono determinate le modalità attuative del presente comma nonchè ulteriori ipotesi di esclusione dal relativo ambito di applicazione.”

Conseguentemente

All’articolo 5, comma 7, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo periodo, sostituire le parole: “fino a 250.000 abitanti e per le province con popolazione tra 500.000”, con le seguenti: “tra 15.001 e 250.000 abitanti e per le province con popolazione tra 500.001”;

b) al quarto periodo sostituire le parole: “enti territoriali diversi da quelli di cui all’articolo 114 della Costituzione,” con le seguenti: “forme associative di enti locali”.

e questo era il testo dell’emendamento 14.1000/12, né approvato, né respinto ma accantonato ed in quanto tale per il momento mera manifestazione di intenti.

14.1000/12

CENTARO, ALICATA, FLERES

All’emendamento 14.1000, dopo la lettera e), aggiungere la seguente:

«e-bis) dopo il comma 33, aggiungere il seguente:

”33-bis. All’articolo 77-bis del decreto-legge n. 112 del 2008 convertito dalla legge n. 133 del 2008, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:

4-bis. Per gli enti per i quali negli anni 2007-2009, anche per frazione di anno, l’organo consiliare era stato commissariato ai sensi dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, si applicano ai fini del Patto di stabilità interno le stesse regole degli enti di cui al comma 3, lettera b), del presente articolo; prendendo come base di riferimento le risultanze contabili dell’esercizio finanziario precedente a quello di assoggettamento alle regole del patto di stabilità interno;

b) dopo il comma 7-quinquies, è aggiunto il seguente:

7-sexies. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono considerate le risorse provenienti dai trasferimenti di cui ai commi 704 e 707 dell’articolo 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006, né le relative spese in conto capitale sostenute dai comuni. L’esclusione delle spese opera anche se effettuate in più anni, purché nei limiti complessivi delle medesime risorse.”».

Conseguentemente, alla copertura degli oneri, si provvede, per l’anno 2010, mediante corrispondente riduzione del fondo di riserva per le spese impreviste, per gli anni 2011 e 2012, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, come integrato dall’articolo 55, comma 6, del presente decreto-legge e, a decorrere dal 2013, mediante corrispondente riduzione nelle proiezioni a decorrere dall’anno 2012 dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012 nell’ambito del programma «fondi di riserva e speciali» della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2010 allo scopo utilizzando, fino a concorrenza degli oneri, gli stanziamenti di tutte le rubriche.

Sono corrispondentemente ridotti, fino all’importo massimo del 2 per cento, tutti gli stanziamenti di parte corrente della tabella C allegata alla legge n. 191 del 2009 con esclusione degli stanziamenti destinati alla ricerca, all’istruzione e alla sicurezza pubblica.

Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.”

La seduta è proseguita con l’esame dell’emendamento 14.2000 e dei relativi subemendamenti:

“Il senatore FLERES (PdL) manifesta apprezzamento per l’attenzione riservata dal relatore al tema dei lavoratori socialmente utili siciliani. Illustra diffusamente la rilevanza delle problematiche sottostanti a tale situazione lavorativa che, in Sicilia, interessa circa 23.000 lavoratori che operano nell’ambito della pubblica amministrazione senza alcuna prospettiva di certezza per il futuro.

Il senatore PISTORIO (Misto-MPA-AS) fa presente la gravità dei contorni sociali nel cui contesto si inquadrano le vicende del precariato storico della pubblica amministrazione siciliana. Richiama pertanto l’attenzione del Governo alla ricerca di una soluzione sostenibile che garantisca la tenuta del tessuto sociale e della stessa maggioranza di Governo.

Il senatore LUMIA (PD) ritiene che la gestione clientelare e dissennata della spesa pubblica e del personale dipendente da parte della pubblica amministrazione siciliana, richieda una cesura netta con il passato e la ricerca di modelli di sviluppo coerenti con le vocazioni territoriali. Auspica quindi che il relatore ricerchi una soluzione adeguata che non frustri il desiderio di cambiamento della Sicilia.

Il senatore VIZZINI (PdL) auspica che la risoluzione della questione dei lavoratori socialmente utili siciliani possa essere individuata compatibilmente con l’esigenze di certezza finanziaria e la necessità di provvedere alla sicurezza sociale dei lavoratori siciliani.

La senatrice VICARI (PdL) ritiene che il problema dei precari siciliani si scontri con le questioni dello sviluppo regionale, della qualificazione dei dipendenti pubblici e della ricerca di lavoro da parte dei giovani laureati. Chiede pertanto al relatore di verificare che la soluzione elaborata sia compatibile con i vincoli finanziari previsti dal patto di stabilità.”

“Il PRESIDENTE fa presente che già l’articolo 9 del decreto-legge in conversione offre una soluzione per la stabilizzazione del 50 per cento dei dipendenti precari. La soluzione che interessa il restante 50 per cento deve essere resa compatibile con il vincolo del patto di stabilità , con il vincolo della legislazione vigente, nonché con la previsione che le risorse impiegate siano totalmente a carico della Regione Siciliana.”

“Il RELATORE esprime parere contrario su tutti i subemendamenti riferiti all’emendamento 14.2000.

Il rappresentante del GOVERNO esprime medesimo avviso del relatore e parere favorevole sull’emendamento 14.2000.

Con successive e distinte votazioni, tutti i subemendamenti riferiti all’emendamento 14.2000 sono respinti e lo stesso emendamento risulta invece approvato.”.

E questo è il testo dell’emendamento 14.2000

“14.2000

IL RELATORE

All’articolo 14, dopo il comma 24, inserire il seguente:

“24-bis. I limiti previsti ai sensi dell’articolo 9, comma 28, possono essere superati limitatamente in ragione della proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato stipulati dalle regioni a statuto speciale, nonché dagli enti territoriali facenti parte delle predette regioni, a valere sulle risorse finanziarie aggiuntive appositamente reperite da queste ultime attraverso apposite misure di riduzione e razionalizzazione della spesa certificate dagli organi di controllo interno. Restano fermi, in ogni caso, i vincoli e gli obiettivi previsti ai sensi del presente articolo 14. Le predette amministrazioni pubbliche, per l’attuazione dei processi assunzionali consentiti ai sensi della normativa vigente, attingono prioritariamente ai lavoratori di cui al presente comma, salva motivata indicazione concernente gli specifici profili professionali richiesti.”.”.

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Sicilia: i sindaci consegnano le fasce tricolori ai Prefetti ed una lettera per Silvio Berlusconi

Una nutrita rappresentanza di sindaci nelle diverse province dell’isola, ha consegnato questa mattina ai prefetti, le fasce tricolori, simbolicamente e in segno di protesta.
Ricevuti dai prefetti, nel corso degli incontri è stata ribadita dai sindaci la drammatica situazione dei precari che lavorano negli Enti locali, molti dei quali in sit-in davanti alle Prefetture.

L’azione congiunta dei sindaci di oggi è il risultato dell’assemblea organizzata dall’AnciSicilia la scorsa settimana a Palermo.
In quella occasione i primi cittadini dell’Isola decisero di organizzare questa ulteriore azione di protesta per mantenere alta l’attenzione sui problemi legati alla manovra finanziaria e che stanno mettendo in ginocchio molte amministrazioni locali.

Durante l’incontro in prefettura a Palermo, cui hanno preso parte, tra gli altri, anche i sindaci dei comuni di Corleone, Termini Imerese, Vicari, Petralia Sottana, Prizzi, Lascari e Chiusa Sclafani, Giuseppe Siviglia, anche in qualita’ di sindaco di San Giuseppe Jato, ha ribadito: “La manovra finanziaria, oltre ad operare un pesantissimo taglio dei trasferimenti ai comuni, inasprisce il sistema sanzionatorio per chi viola il patto di stabilita’, costringendoci a sbattere la porta in faccia ai precari che, da oltre vent’anni, lavorano nella pubblica amministrazione. Non solo tra questi c’e’ gente che ha sempre lavorato con grande impegno e professionalita’, ma molti di loro sono stati le colonne di servizi importanti come l’anagrafe o la polizia municipale. Non rinnovare il contratto a queste persone significa non essere in grado di offrire alle citta’ i servizi essenziali“.
Gli amministratori siciliani, in attesa di risposte precise e in attesa che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fissi una data per incontrarli, stanno anche preparando una manifestazione di protesta nella capitale.

Questa mattina ai prefetti è stata anche consegnata la lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.

LETTERA APERTA
Al Presidente del Consiglio dei Ministri,
On. Cav. Silvio Berlusconi

I Sindaci e i Presidenti delle Province della Regione siciliana,

consapevoli che per affrontare e superare l’attuale situazione economica tutte le amministrazioni dello Stato e delle Regioni e gli Enti Locali sono chiamati a concorrere in modo equo e sopportabile;

nel ribadire che i Comuni e le Province dell’Isola non beneficiano delle entrate finanziarie proprie delle Amministrazioni con sede nelle aree più sviluppate del Paese e che, allo stesso tempo, non dispongono delle risorse necessarie a contribuire alla crescita economica dei loro territori;

nel ritenere che in una realtà sociale quale quella del Mezzogiorno, storicamente caratterizzata da una condizione di scarso sviluppo economico e di forte disoccupazione e ulteriormente segnata dalle conseguenze dell’attuale crisi economica, le scelte della manovra finanziaria approvata dal Governo possono produrre effetti particolarmente gravi per i cittadini;

nell’evidenziare segnatamente che in tale difficile contesto, a causa dei ristretti vincoli del Patto di Stabilità interno, gran parte del personale degli Enti Locali della Regione Siciliana si troverà, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, senza lavoro e i Comuni e le Province siciliane non potranno utilizzare il suddetto personale divenuto indispensabile per la gestione degli Enti ai quali ormai da molti anni assicurano servizi vitali;

nel condividere integralmente le richieste e le azioni di protesta dell’Anci e dell’Upi in ordine alle misure introdotte con il decreto n. 78 del 2010;

considerando che da oggi inizia una mobilitazione permanente che porterà, tra l’altro, alla manifestazione indetta per il giorno 28 giugno davanti alle nove Prefetture

chiedono alla S.V. On.le

che vengano apportate modifiche alle regole del Patto di stabilità interno tali da consentire una sterilizzazione delle somme impiegate dai Comuni e dalle Province in misure di stabilizzazione del personale precario e prevedere precise deroghe al rigido sistema sanzionatorio;

che venga profondamente rivista la misura della partecipazione degli Enti locali al risanamento dei conti pubblici prevista dalla manovra approvata dal Governo, che allo stato potrebbe determinare la mancata erogazione di servizi essenziali ai cittadini;

che venga fissato un incontro urgente – entro il 30 giugno – al fine di rappresentarLe la specifica realtà regionale in ordine alle misure di stabilizzazione dei lavoratori precari, la drammatica situazione in cui versano i Comuni siciliani e il grave stato di disagio degli Amministratori, anche con la simbolica consegna della fascia tricolore.

Di ombra in ombra e poi la luce !

Dopo l’ombra di un ministro la Sicilia rivela oggi “urbi et orbi” di esprimere anche l’ombra di un governatore e da quest’ombra di essere amministrata.
Anche questa volta lasciamo che sia lo stesso personaggio l’onorevole Raffaele Lombardo governatore dell’Isola a rivelare tutta la sua inconsistenza.
Dichiara infatti Raffaele Lombardo intervenendo a RAI News 24 e parlando della tragedia di Messina: “Il disegno di legge sul piano case in Sicilia che giace da qualche mese all’Assemblea regionale siciliana non potrà che essere rivisto, lo ritireremo e lo rivedremo – in Sicilia, soprattutto a Messina ci sono territori, in cui l’equilibrio idrogeologico è fragilissimo e credo che di queste alterazioni ce ne siano state più che in altre parti. Andare a pensare di riedificare con il trenta per cento in più sarebbe da folli, quindi il ddl va ritirato”.
Il che tradotto dovrebbe sognificare più o meno “Ero matto fino a pochi giorni or sono poi una cinquantina di morti causati dal dissesto del territorio, di cui sono stato in passato fautore e a cui mi accingevo a dare un’ulteriore spinta, mi hanno fatto rinsavire.”
Hallelujah !
Raffaele ha visto la luce !

Dopo l’ombra di un ministro la Sicilia rivela oggi “urbi et orbi” di esprimere anche l’ombra di un governatore e da quest’ombra di essere amministrata.

Anche questa volta lasciamo che sia lo stesso personaggio l’onorevole Raffaele Lombardo governatore dell’Isola a rivelare tutta la sua inconsistenza.

Dichiara infatti Raffaele Lombardo intervenendo a RAI News 24 e parlando della tragedia di Messina: “Il disegno di legge sul piano case in Sicilia che giace da qualche mese all’Assemblea regionale siciliana non potrà che essere rivisto, lo ritireremo e lo rivedremo – in Sicilia, soprattutto a Messina ci sono territori, in cui l’equilibrio idrogeologico è fragilissimo e credo che di queste alterazioni ce ne siano state più che in altre parti. Andare a pensare di riedificare con il trenta per cento in più sarebbe da folli, quindi il ddl va ritirato“.

Il che tradotto dovrebbe significare più o meno “Ero matto fino a pochi giorni or sono poi una cinquantina di morti causati dal dissesto del territorio, di cui sono stato in passato fautore e a cui mi accingevo a dare un’ulteriore spinta, mi hanno fatto rinsavire.

Hallelujah !

Raffaele ha visto la luce !