Ludovico Einaudi, intervista su carta e in video

Nipote di un Presidente della Repubblica e padre della patria, figlio di un editore storico. Un passato come pianista jazz rock, un presente di settantamila copie vendute incidendo dischi sperimentali.

Il percorso di Ludovico Einaudi non ha nulla di canonico e molto di stupefacente. Non fa eccezione Nightbook, portato ora in tour (il 14 a Torino) con il musicista elettronico Robert Lippok e il violoncellista Marco Decimo. Tredici tracce che rappresentano “sguardi possibili sulle esperienze che appartengono al lato più onirico di noi stessi”.

Quello sopra è l’incipit dell‘intervista a Ludovico Einaudi su La Stampa che potete leggere qui.

Il grande compositore e interprete della nuova world music per pianoforte, Ludovico Einaudi, ci svela come la notte abbia ispirato le atmosfere e le sonorità dell’album Nightbook e dell’omonimo tour che nel 2010 lo porterà a solcare i più importanti palcoscenici d’ Europa, Stati Uniti, Giappone e Cina

Queste invece le informazioni a corredo della videointervista di Televisionet.Tv dello scorso 2 dicembre

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Obama e la mosca

Il presidente americano Barack Obama durante un’intervista televisiva alla Cnbc, ha interrotto l’intervista oer uccidere senza esitazioni una mosca che gli girava intorno e non accennava ad allontanarsi.
Via di qui, vai via !“, ha detto il presidente cercando di cacciare l’insetto.
Ma di fronte alla nota testardaggine dell’animale, ha aspettato che si posasse e l’ha stesa al primo colpo.
Non male eh ? – ha detto all’intervistatore – L’ho beccata, la maledetta“.
Poi, ha indicato ai cameraman la mosca morta per terra:
Volete filmarla ?“.
Quindi Obama è tornato a prestare attenzione al giornalista che lo stava intervistando, John Harwood,  con un “Allora dove eravamo rimasti ?” e alla fine dell’intervista ha raccolto con un kleenex l’insetto da terra per portarlo via.

Enrico Letta e l’andare oltre

Enrico Letta dirigente di primo piano del Pd ed ex ministro del governo Prodi, in una intervista ad Aldo Cazzullo oggi su il Corriere dice cose interessanti:

Questo bipolarismo è finito.
L’elettorato non è bipolare, ma tripo­lare: diviso non tra destra e sinistra ma tra progressisti, moderati e popu­listi.
Si tratta di unire progressisti e moderati, in un patto che non potrà includere né la Lega da una parte, né Di Pietro e i comunisti dall’altra.
Dob­biamo costruire un nuovo Centro-si­nistra: con la C di Centro maiuscola. Con un terzo dei voti non si vince: è evidente che dobbiamo rispacchetta­re tutto.
Il Pd, così com’è, è condan­nato alla sconfitta: non a caso, come ha fatto notare per primo Marc La­zar, il suo insediamento elettorale coincide in modo impressionante con quello del Pci di trent’anni fa.
Si tratta di andare oltre questo Pd, e an­che oltre l’alleanza con Casini. Uscire dalla riserva indiana dei perdenti, e cambiare il sistema

e ancora

L’addio di Veltroni chiude quindici anni di politica italiana.
Saranno decisivi i prossimi tre mesi. L’esito delle europee. E più ancora quello delle amministrative.
Ce la stiamo mettendo tutta, ben gui­dati da Franceschini, per ottenere il miglior risultato possibile del Pd.
E lo stesso impegno dopo le elezioni dovremo metterlo per un congresso che sposti l’asse del partito, lo aiuti a parlare agli elettori moderati, e a fa­re come Lorenzo Dellai in Trentino: l’unica regione dove abbiamo vinto perché il Pd si è impegnato in pro­prio e con alleanze larghe a convince­re i moderati
.”

ed infine

L’illusione di mantenere nel Pd le culture e gli organigrammi dei vecchi partiti è il peccato origina­le le cui conseguenze si vedono oggi.
E’ il rischio della «mancanza di ambi­zione a governare», il male contagio­so di cui soffre la Gauche francese, incline ad accontentarsi del control­lo della piazza e dei governi locali.
E’ «la vergogna di parlare ai moderati», un virus insito nel centrosinistra fin dal ’94

OK gran belle parole e gran bella trovata, seppure non particolarmente originale.

Escludi la Lega, Di Pietro e i comunisti, ti tieni l’Udc di Casini e vai anche oltre.

Ma non passa per la testa a Enrico Letta che ciò che lascia fuori (Pdl+Lega+Idv+Comunisti+i tanti cespugli) sia un pò troppo anche andando oltre ?

O il Pdl non è tra gli esclusi ?

grazie a Civati

Un fiume di extra light

Sul finire della settimana appena trascorsa le emittenti locali, in particolari le alcamesi, hanno servito fiumi di interviste a candidati al consiglio e a candidati sindaci.
La parola più usata in assoluto dagli intervistati è stata “progettualità“.
Se ne e deduce che contrariamente a quanto accaduto in passato i progetti per lo sviluppo e l’ammnistrazione della città non mancheranno e che, stante i due anni di pausa, dovuti al commissariamento, si sarà accumulato un arretrato di progetti non indifferente.

Ci sarà da preoccuparsi ?

Avrei gradito da spettatore che l’intervistatore di turno avesse richiesto all’intervistato l’esposizione per grandi linee di due tre progetti che ne caratterizzeranno l’ azione amministrativa (finalità, risorse,compatibilità, differenze con analoghi progetti già attuati in passato), ma le interviste del tipo “extra lightmodello Marzullo, evidentemente non prevedono il contraddittorio ma la messa a proprio agio dell’intervistato.

Conforta tuttavia che nessuno degli intervistati che mi è capitato di sentire abbia detto che:

“non si farà scrupolo di appropiarsi di risorse pubbliche;
che è candidato per cercare di assicurare un futuro ai nostri figli, anzi ai suoi;
che è candidato perchè ha da tentare di risolvere un problema suo e della sua piccola-grande lobby;
che si è candidato perchè gli è stata fatta una offerta che non poteva rifiutare;
Che deve rendere edificabile quei 5.000 metri che gli sono rimasti sulla pancia;
che a lui della cultura, del territorio e dell’ambiente non può fregare di meno;
che è favorevole ai comitati d’affari;
che è fortemente impegnato in favore dell’ illegalità”.

Rassicurante, molto rassicurante.