Floresta… Davide Floresta… questo nome non mi è nuovo !

Qualcuno ricorderà Dafne, Dafne Floresta una dei tanti assessori scelti dal sindaco Marzio Bresciani per amministrare la città di Castellammare del Golfo e della quale (di lei, ma anche della sua famiglia) parlammo qui all’atto della sua nomina e di nuovo quando all’improvviso, dopo una esperienza non proprio memorabile si accomiatò dalla città del Golfo.

In seguito la cronaca (nera o grigia ?) ci portò a rioccuparci della sua famiglia nella persona del genitore ed oggi ancora la cronaca ci porta di nuovo ad occuparci di un altro membro della famiglia, il fratello Davide.

Insomma, non c’è che dire il sindaco Marzio Bresciani aveva scelto proprio un assessore di buona famiglia !

Mazzette per gli elicotteri antincendio indagato un dirigente della Regione

Perquisita dalla Finanza la casa di Francesco Sgueglia, direttore del Servizio antincendi boschivi del Corpo forestale. Sotto inchiesta anche tre imprenditori, fra i quali il figlio dell’ex deputato Floresta

di SALVO PALAZZOLO

MERCOLEDÌ scorso, di buon mattino, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Palermo hanno bussato alla porta di casa di Francesco Sgueglia, il direttore del Servizio antincendi boschivi del Corpo forestale della Regione siciliana. Avevano in mano un decreto di perquisizione firmato dalla Procura di Perugia. Nello stesso momento, altri finanzieri aprivano la porta dell’ufficio di Sgueglia, al comando del Corpo forestale, in via del Duca, a Palermo. Così Sgueglia ha scoperto di essere indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Risultano sotto inchiesta anche tre imprenditori: Davide Floresta, di Catania; Luciano Villani, di Castelletto di Branduzzo, Pavia; e Claudio Scopece, di Roma.
La Procura di Perugia sospetta gravi irregolarità nella gestione di una gara d’appalto della Regione siciliana, quella per l’assegnazione del servizio aereo antincendio.

Nell’aprile 2011 il comando del Corpo forestale ha ingaggiato un raggruppamento temporaneo di imprese per avere a disposizione una squadra di elicotteri. Adesso, i pm di Perugia ritengono di avere la prova che per l’aggiudicazione dell’appalto e per la gestione del servizio, sarebbero state pagate laute mazzette a Sgueglia.

COME NASCE L’INDAGINE. I magistrati di Perugia si sono imbattuti quasi per caso in questa storia siciliana. Stavano indagando su alcune società che avrebbero brigato per ottenere gli appalti milionari dell’Enav, l’ente nazionale di assistenza al volo. Seguendo le tracce di alcuni imprenditori, i magistrati umbri sono arrivati a Palermo.

I contorni dell’indagine restano segreti. Non resta che analizzare la lista degli imprenditori indagati e anche loro perquisiti, la settimana scorsa. L’unico siciliano è Davide Floresta, amministratore delegato della ditta “Be-on”, una società ultraspecializzata con sede a Catania che offre servizi informatici a diversi illustri clienti: dall’Università degli studi all’Autorità portuale di Catania, alla società “Sicilia eservizi”. Anche la “Heliwest srl”, che si è aggiudicata il servizio di elicotteri anticendio della Regione Sicilia, ha affidato alcuni compiti alla “Be-on”.

Davide Floresta è figlio di Ilario, componente del consiglio di amministrazione dell’Enav ed ex parlamentare di Forza Italia, di recente coinvolto nell’inchiesta della Procura di Roma sulle mazzette che ruotavano attorno agli appalti Enav. Ilario Floresta è accusato di aver intascato 250 mila euro da un imprenditore, che poi ha deciso di denunciare tutto. Dalle indagini è emerso pure il suo tentativo di imporre ad alcune aziende i subappalti gestiti dal figlio.

LA GARA PER GLI ELICOTTERI. Il 19 aprile 2011, il comando del Corpo forestale aggiudica il “servizio aereo per la prevenzione, ricognizione ed estinzione
degli incendi boschivi ed altri interventi tecnici connessi con l’attività del corpo forestale della Regione siciliana, per il triennio 2011-2013″. La base d’asta è di 11 milioni e 88 mila euro. Non c’è grande concorrenza. Arriva una sola offerta all’Area 3 “Sicurezza e logistica” del comando Corpo forestale, quella di un raggruppamento temporaneo di imprese formato da quattro società e guidato dalla “Heliwest” con sede in provincia di Asti, il cui amministratore è Luciano Villani, anche lui fra i quattro indagati dell’ultima indagine della Guardia di finanza.

Il raggruppamento offre un ribasso dello 0,84 per cento, che corrisponde a 93 mila di euro. E l’appalto viene aggiudicato senza problemi. I magistrati di Perugia hanno già esaminato alcuni documenti e hanno verificato che Sgueglia è “responsabile unico del procedimento” per la gestione del servizio anticendio aereo.

LE PERQUISIZIONI. I militari del nucleo di polizia tributaria di Palermo stanno adesso inviando alla Procura di Perugia i computer sequestrati nelle abitazioni e negli uffici degli indagati. L’inchiesta resta al momento ancorata saldamente a Perugia: la vicenda siciliana sarebbe infatti solo un capitolo di un’indagine molto più ampia sui fondi neri costituiti da alcune società per pagare mazzette a funzionari pubblici corrotti.

Da Asti a Palermo, gli appalti iperspecializzati – nel settore informatico o in quello aeronautico o della sicurezza – sono ormai diventati un business a tantissimi zeri. Il sospetto dei magistrati perugini è che alcuni imprenditori spregiudicati abbiano costituito una vera e propria regia unica della corruzione, per aggiudicarsi e spartirsi più velocemente gli appalti banditi da enti pubblici sparsi per l’Italia.

Anche per le mazzette ci sarebbe una gestione unica: i soldi arriverebbero da un unico canale. Per questa ragione, la settimana scorsa, le perquisizioni sono scattate pure nelle sedi di alcune società che non fanno capo agli indagati.”

da La Repubblica

Bambini scrivete ! Castellammare è una ridente città della provincia di Trapani

Qualcuno ricorderà quando, per non farsi mancare niente nella gamma delle sue conoscenze non proprio limpide (per usare un eufemismo) collezionate durante la sua permanenza in terra di Sicilia, il sindaco attuale della nostra ridente, spensierata e smemorata cittadina, nominò come assessore della sua giunta la signora Dafne Floresta, della quale illustrammo i natali e le vicende (anch’esse già allora non proprio limpide) dell’entourage familiare in questo post e di cui salutammo le dimissioni con quest’altro post. Ebbene ora un altro tassello sembra aggiungersi al quadro delle vicende giudiziarie dei Floresta con il sequestro di conti correnti e di un immobile al papà dell’ex assessore l’ex deputato e componente del cda dell’ENAV Ilario Floresta da Desio.

“ENAV FREGATURA – SCATTANO I SEQUESTRI DEL RICAVATO DELLE TANGENTI CON CUI I SUBAPPALTATORI DI ENAV E SELEX, TOMMASO DI LERNIA E MARCO IANNILLI, CORROMPEVANO I MANAGER DELL’ENAV – 200 MILA € AL PRESIDENTE ED EX GENERALE DELLA FINANZA BRUNO NIEDDU, 300 MILA € AL RESPONSABILE DELLE OPERE CIVILI DELL´ENTE RAFFAELE RIZZO, VARI CONTI CORRENTI E UNA CASA IN SICILIA A ILARIO FLORESTA (EX FORZA ITALIA)

Maria Elena Vincenzi per “la Repubblica”

Che le mazzette ci fossero state era già certezza. Ma ora ci sono le prove. Per questo la procura ha deciso di sequestrare i corrispettivi delle somme con cui Tommaso Di Lernia e Marco Iannilli, subappaltatori di Enav e Selex Sistemi integrati, si sono assicurati la “compiacenza” di alcuni dirigenti e consiglieri di amministrazione dell´ente, tutti indagati per corruzione.

L´inchiesta è quella sulle sovraffatturazioni per «creare fondi neri – si legge nel decreto di sequestro – solo in parte impiegati per illeciti finanziamenti a partiti e/o a parlamentari» che ha travolto l´Ente e la controllata di Finmeccanica guidata da Marina Grossi, moglie dell´ex presidente Guarguaglini.

Soldi e immobili, che sono stati messi sotto sigilli dai carabinieri del Ros e dai finanzieri del nucleo tributario di Roma. Un sequestro preventivo, disposto dal gip Anna Maria Fattori su richiesta del pm Paolo Ielo, che corrisponde alle “donazioni” di cui Iannilli e Di Lernia hanno parlato e che sono state riscontrate dagli investigatori.

Un primo passo nell´attesa di verificare altri movimenti: i due subappaltatori hanno parlato a lungo delle “regalie” ai dirigenti Enav compiacenti. E su queste in particolare, spiega il gip, «nessuna particolare questione si pose sulla sequestrabilità delle somme trattandosi pacificamente del prezzo del reato di corruzione».

Nel mirino della procura, anche grazie ad alcune rogatorie, sono finiti l´ex generale della Finanza Bruno Nieddu, già presidente di Enav, a cui sono stati sequestrati conti correnti per 200mila euro, la stessa cifra presente su un conto a San Marino a lui riconducibile su cui Di Lernia ha detto di avere fatto diversi versamenti.

A Raffaele Rizzo, responsabile delle opere civili dell´Ente, è stato bloccato un deposito da 300mila euro. Mentre a Ilario Floresta, componente del cda Enav ed ex parlamentare di Forza Italia che, secondo Di Lernia e Iannilli avrebbe ricevuto 250 mila euro per comprare un immobile in Egitto, sono stati sequestrati alcuni conti correnti e un immobile in Sicilia.

da DAGOSPIA.COM

PS – Spero si sia capito che il titolo fa riferimento al precedente post Ritratto di Trapani e provincia