Verso la Terza Repubblica con il “partito prodotto”

Questo commento a questo articolo, in cui si da conto del dato (il 20,2%) raggiunto nei sondaggi dal movimento di Beppe Grillo, sintetizza ciò che sta accadendo nel sentire degli italaini e che con ogni probabilità porterà questo paese alla terza repubblica:

27.MarcoB – Ma ci pensate? meno di due mesi fà ABC [Alfano, Bersani e Casini ndr.]erano impegnati a pensare ad una legge elettorale con sbarramento all’8% e ora due su tre sono scomparsi e l’ultimo è costretto a fare sondaggi ogni 5 minuti per monitorare quanto perde…
FORZA M5S !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!“.

Il +2,2% registrato da SWG in una sola settimana, conferma la teoria che afferma che in politica i vuoti vengono sempre riempiti in qualche modo.
Il vuoto politico lo ha generato l’attuale fase di sviluppo del capitalismo mondiale, che mette in dubbio l’esistenza stessa della democrazia, ed in Italia in particolare una classe politica, spesso corrotta ed irredimibile e del tutto priva di capacità di rinnovamento e rigenerazione nella sua parte più sana.
Riempire il vuoto per il tramite del movimento Cinque Stelle è ormai visto quindi da ampi settori di elettorato come necessario e possibile.

Poco importa che l’agente del cambiamento, non sia un partito, non sia un movimento, non abbia le caratteristiche di un qualsiasi organismo democratico, ma sia un “prodotto”, costruito giorno per giorno da una agenzia di marketing e comunicazione, allo scopo di essere venduto.
La direzione di oggi del Pd, le vicende parlamentari degli ultimi giorni ed il modo “leggero” in cui si muovono i partiti tradizionali, non possono che spinngere ancora più su un consenso che non è tanto adesione, quanto possibilità concreta di eliminazione della vecchia classe politica.

La forza di un tale “prodotto” è anche quella di non necessitare (come accaduto all’Idv ed in parte a Sel) della candidatura di vecchi tromboni e capi-popolo dal passato dubbio, ma di potere schierare, giovani sconosciuti e privi di forza elettorale, in perfetta sintonia con l’dea di “prodotto” che viene comunicata.

Eppure i vecchi partiti hanno strumenti semplici (e se vogliamo banali) per disinnescare l’avanzata di un tale movimento.
La modifica della legge elettorale per esempio.
Oggi per quanto appaia paradossale, il “porcellum”, l’attuale legge elettorale è quanto di più funzionale alla clamorosa affermazione del grillismo.
Con l’attuale legge voluta allora in primis da Silvio Berlusconi e non disdegnata da Walter Veltroni, si realizza il massimo del potere da parte del capo di ogni formazione politica ed il minimo di rilevanza dei candidati, la cui elezione avviene in automatico, prescindendo il sistema dalle preferenze.
Il premio di maggioranza poi, in considerazione dell’attuale frammentazione sia della destra che della sinistra, farebbe il resto.

L’uninominale, con doppio turno di collegio, proposto dal PD, forse potrebbe contribuire a disinnescare, una volta arrivati alla fase elettorale, la bomba Grillo.
Tuttavia in alternativa, visto il fallimento, sul campo del maggioritario, forse sarebbe il caso di mollare tutto ciò che amplifica (e quindi in qualche modo falsa) i risultati elettorali, e considerata quella che andiamo ad affrontare una nuova fase costituente, partire da una rappresentanza eletta con il proporzionale puro.

Studi e Proiezioni Elettorali: L’incredibile sondaggio Tecnè: la lega crolla al 4% (-3% in un mese), se ne avvantaggiano Pdl e Grillo. In difficoltà anche Sel (-1%)

Studi e Proiezioni Elettorali: L’incredibile sondaggio Tecnè: la lega crolla al 4% (-3% in un mese), se ne avvantaggiano Pdl e Grillo. In difficoltà anche Sel (-1%).

Chi ha vinto e chi ha perso le regionali

Luigi Crespi, il Frizzy risultato il più bravo nelle recenti corse clandestine, sul suo blog, fa una prima analisi dei flussi elettorali e del come e del perchè di alcuni fenomeni.

Vi ripropongo qui la parte finale.

“…

Vi sono due fenomeni che mi paiono poco compresi: la Lega e i Grillini. La Lega dimostra che la tv e i media non sono fondamentali per vincere le elezioni a patto che ci si occupi del territorio e ha assunto l’abilità tipicamente marxista, della doppia verità: quella che racconta alla gente che incontra per strada, il modello Salvini, secessionista, sprezzante, razzista, capace di sedare le paure, le rabbie di una parte del Nord che si riconosce in questa rappresentazione e dall’altra parte, il modello Bossi/Maroni, il volto di una padre nobile e di buon senso e di un funzionario dello Stato ligio alle leggi, il mix è esplosivo ed il successo garantito.

L’altro movimento sono i Grillini, definiti di sinistra , di protesta e rabbia, istanze che secondo me non rappresentano in modo completo il movimento di Grillo che fonda il proprio indiscusso successo su un programma costruito nel tempo chiaro e dicotomico sul tema dei rifiuti, dell’energia e della giustizia. Non sono di sinistra perché nessuno dei 90mila elettori di Grillo avrebbe votato la Bresso in Piemonte perché in quel caso il fattore distintivo era essere o meno a favore della TAV.

Lungi dall’essere esaustivo su tutti i temi del post-elettorale, solo due elementi legati al futuro: il primo riguarda il Partito del Sud, dove la domanda di una rappresentanza territoriale è diventata forte ed accentuata dal successo della Lega, determinando un vuoto nell’offerta che prima o poi qualcuno dovrà riempire. L’altra è sulla sinistra e centrosinistra, assediata da Di Pietro, dai Grillini e dall’UDC, se sarà tentata dal rimettere in piedi l’Ulivo, inteso come comitato nazionale contro Berlusconi, sarà presa a calci dagli elettori. Ma la vera questione è che oltre a mettere insieme tutti quelli che sono contro, non esistono progetti, idee, percorsi che legittimano la parola “alternativa”, cedendo così lo spazio dell’opposizione alle stesse forze della maggioranza.”

Tutta l’analisi la trovate qui

Dai Cota, di più …

«La Bresso ha isolato il Piemonte, ma noi sapremo sfruttare tutte le occasioni per non essere né subalterni né isolati, a incominciare da Tav e centrali nucleari»: il giorno dopo la vittoria al fotofinish in Piemonte, di misura, ma storica per la Lega, Roberto Cota è a Roma a fare il capogruppo del Carroccio.

Cota contro la Ru486 in Piemonte “Per me può restare nei magazzini”. Il neopresidente del Piemonte non ha nascosto di pensarla in modo ”completamente diverso” dall’ex presidente Mercedes Bresso. ‘Sono per la difesa della vita – ha detto Cota – e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero’. ‘E’ il primo esempio di parola non mantenuta’, replica il ginecologo Silvio Viale.

Roma – Il neogovernatore del Piemonte Roberto Cota, intervenendo alla trasmissione “Porta a porta”, ha anticipato che revocherà il patrocinio alla prossima edizione del Gay pride torinese concesso dall’ex presidente Mercedes Bresso. “Dovrò revocare il patrocincio al Gay pride” ha ripetuto più volte l’esponente leghista al termine della puntata.

E gli amici di Grillo godono … come bestie !

Elezioni Regionali 2010 è finita 7 a 6, determinante Grillo per la vittoria della Lega in Piemonte

E’ finita nel migliore dei modi per il centrodestra una tornata elettorale che a tratti è sembrato dovesse segnarne in qualche modo l’inizio della fine.

Alla conferma delle regioni assegnate al centrodestra già con certezza Lombardia e Veneto prima, e Calabria e Campania dopo, si sono unite nella tarda serata di ieri Lazio e Piemonte.

Nel Lazio Renata Polverini ha infine prevalso su Emma Bonino e in Piemonte il leghista Roberto Cota ha scalzato l’uscente Mercedes Bresso.

Il centrosinistra ha confermato l’ Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, le Marche, la Basilicata e la Puglia e la Liguria.

Il centro destra incluso la Lega Nord è intorno al 47,7 % quindi recupera sulle europee e anche sulle politiche del 2008 in assoluta cotrotendenza con il quadro europeo.

Il centro sinistra è ancora più diviso di prima e tutto insieme è intorno al 44 %, comprendendo nel conto, dai vendoliani al Pd all’Idv ai Comunisti, e le liste “minori fai da te”.

Il gioco sempre in auge nella sinistra italiana, conosciuto come, “anche io faccio un partito”, in Piemonte, in questa tornata elettorale, ha prodotto certamente la vittoria del candidato di centro destra.

In Piemonte infatti il candidato del movimento 5 stelle (Grillo) ha conseguito un 4,08 %, sottratto interamente a sinistra alla candidata Mercedes Bresso bloccata al 46,88 % nella battaglia contro il leghista Roberto Cota, il quale ha conseguito il 47,34 %, solo lo 0,46% in più della Bresso.

In tutti gli altri casi, i pur non esaltanti risultati conseguiti da tali “giocatori”, non sono stati determinanti per la vittoria dello schieramento avverso.