La rimozione dei graffiti può essere arte ?

Più che un semplice video, un godibilissimo documentario (16,02 la durata), una videoindagine realizzata nella città di Portland, sulle forme d’arte prodotte inconsciamente dalla rimozione dei graffiti, dipingendovi sopra e generando a loro volta un prodotto di valore artistico a prescindere dalle intenzioni artistiche e in assenza di coscienza dell’atto.

Nel video richiami ad artisti quali Mark Rothko (1903 – 1970), Kazimir Malevich (1878 – 1935).

Realizzato da Matt Mccormick da una idea di Avalon Kalin, vi è tuttavia chi sostiene trattarsi di un’operazione di satira, vi è infatti chi sostiene: “I think the best part of this video is that some people have no idea that its satire” a cui qualcun altro ha risposto”Satire or not, there is truth to this video. The point isn’t whether or not people should be painting over graffiti. I love graffiti and I’ve also found aesthetic beauty in “buffed” pieces as well, and I’m pretty sure? I decide what art is.“.

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Ragazzi questa è arte (3)

Banksy

E’ un writer inglese nato a Yate nel 1974 il cui vero nome è Robin Gunningham.

Per anni è rimasto anonimo, e solo il 13 luglio 2008 un giornale inglese il  Mail on Sunday è riuscito nell’impresa di dargli una identità.

Banksy infatti operava già dalla fine degli anni ottanta nella crew “Bristol’s DryBreadZ” (DBZ), con i writer Kato e Tesma. Nel 1998 con Inkie di Bristol organizzò il gigantesco raduno di graffitari Walls On Fire, un lungo weekend di eventi, che richiamò artisti da tutto il Regno Unito e da tutt’Europa, e quest’organizzazione dell’evento pose il nome “Banksy”, nello starsystem dei graffiti europeo

Dal 2000 passò all’arte dello stencil. Gli stencil di Banksy sono immagini singolari ed umoristiche, a volte accompagnate da slogan. Il messaggio di solito e contro la guerra, anti-capitalistico, anti-istituzionale e pacifista. I soggetti sono animali quali scimmie e ratti, ma anche poliziotti, soldati, bambini e anziani. Realizza anche adesivi e sculture, come la famosa “cabina telefonica assassinata“.

Tra le cose più note di Banksy:

l’ abilità ad entrare nei musei più importanti del mondo e appendere delle sue opere tra le altre già presenti. In questi casi, predilige la realizzazzione di quadri dipinti in stile settecentesco, ma con l’aggiunta di alcuni particolari anacronistici (nobili del Settecento con bombolette spray, dame di corte con maschere antigas, ecc.).

gli stencil di topi, i famosi “rat“.

i murales realizzati nel 2005 sulla barriera di separazione costruita dal governo israeliano nei territori occupati della Cisgiordania (soprattutto a Betlemme, Ramallah e Abu Dis), combinando varie tecniche. Veri e propri squarci nel muro (realizzati con la tecnica del trompe l’oeil) che permettono di “vedere” cosa c’è dall’altra parte, di solito paesaggi tropicali, bambini che giocano, spiagge.