Tante Italie

Ma si diciamolo, oggi il riconfermato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferirà l’incarico per la formazione di un nuovo governo per il Paese e una certa Italia (oggi maggioritaria) sarà contenta!

Perchè che lo si voglia o meno, che lo si accetti o meno, c’è una Italia ansiosa che vuole essere certa che in cabina, alla guida del treno su cui viaggia ci sia qualcuno, un macchinista preferibilmente esperto. A questa Italia importa poco chi esso sia (ce ne son tanti macchinisti disponibili su piazza), se esso sia di destra di centro di sinistra o tutte e tre le cose insieme. E’ un’Italia che ha necessità di conferme, di rassicurazioni, di certezze. E’ un’Italia di cui un’informazione ansiogena sia che tratti di cronaca, di economia, di politica o anche semplicemente del tempo, contribuisce ad alimentare gli stati di ansia e di insicurezza.

C’è poi l’Italia della “differenziata”, quella pignola ed anch’essa insicura del “qui va l’umido, qui la carta e lì la plastica“, quella che, alla ricerca di certezze e di segni per mantenere l’orientamento, pretende rispetto dei ruoli, e coerenze tra enunciati ed azioni. Per questa Italia “questo è destra e sta qui, questo è sinistra e deve stare lì” oppure in modo ancor più più manicheo “questo è il male, quest’altro è il bene e vanno tenuti distinti“, onde evitare contaminazioni e dimenticando che anche “il male” è parte della realtà, è ineliminabile dall’oggi al domani ed ha la medesima legittimazione popolare del “bene“. Ma se gli si mettono in discussione tali certezze, allora anche questa Italia va in tilt perchè teme di smarrirsi e di rischiare di non trovare più la retta via. E’ un’Italia che ha paura di se stessa di quell’altro da se che teme riaffiori da un momento all’altro.
C’è l’Italia poi del “sono tutti uguali“, quella che si autoassegna un ruolo “altro ed oltre“, l’Italia che finge di stare fuori e da li di potere osservare senza sporcarsi le mani in attesa della bancarotta, del giudizio universale e della palingenesi. E’ l’Italia del “tanto peggio, tanto meglio“, del “sono tutti morti“. E’ l’Italia “disperante” ma non necessariamente “disperata”.
E poi ci sono io.

Annunci

L’ha detto o non l’ha detto ? L’ha detto !

Beppe Grillo a Palermo: “La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente, la mafia prende il pizzo al 10%. Qui siamo nella mafia che ha preso un’altra dimensione, strangola la propria vittima”

Ma ha detto anche altre cose.

Ehi tu, Governo ! Qui Sicilia… c’è nessuno ?

La particella di sodio come metafora della Sicilia.

perchè “loro” saranno anche 30 o 100mila, come diceva Celentano, ma noi siamo il resto, poco più o poco meno, fate voi, di cinque milioni, e non è che si abbia tutta questa voglia di rimanere a fare gli ostaggi in balia di leader cileni di serie B quali: Richichi, Ferro, Morsello, Bonanno ecc.
Se a governare questo paese c’è qualcuno si svegli e si dia una mossa.

Sciopero tir: Sicilia stremata, “blocchi a oltranza”

15:03 20 GEN 2012

(AGI) – Palermo, 20 gen. – I padroncini dell’Aias alla mezzanotte di oggi, come comunicato alla Commissione di garanzia sciopero, interromperanno la protesta iniziata domenica scorsa. Ma tutti gli altri autotrasportatori indipendenti, assieme ai produttori agricoli e ai pescatori delle marinerie, “continueranno la protesta a oltranza”, afferma il comitato ‘Forza d’urto’. Un ennesimo colpo alle speranze dei siciliani, stremati da cinque giorni di proteste, dalla penuria di carburante e dagli scaffali dei supermercati che vanno vuotandosi. Numerosi gli arresti per furto di benzina, ad auto e barche, uno dei sintomi dell’esasperazione; mentre ad Agrigento i vigili urbani sono rimasti a piedi per mancanza di carburante.
Da questa mattina i vertici del movimento sono riuniti in un’assemblea permanente e aperta a tutti nella zona industriale di Catania. La tensione resta alta. “I presidi non li togliamo e la protesta andra’ avanti – spiega Mariano Ferro del Movimento dei forconi – perche’ attendiamo ancora risposte concrete. Questo popolo si’ e’ messo in cammino e non possiamo fermarlo senza una vera ragione. Ma – spiega – allargheremo le maglie dei presidi per permettere il rifornimento delle stazioni di servizio e la presenza di generi di prima necessita’[Grazie, grazie  a vossia Don Mariano ! ndr.].
Il governatore Raffaele Lombardo oggi ha sentito il presidente del Consiglio Mario Monti: “Abbiamo discusso di quanto sta accadendo in Sicilia. Al piu’ presto, gia’ all’inizio della prossima settimana, ci incontreremo a Roma per affrontare i nodi di una vertenza delicata e complessa. E’ la dimostrazione di come nessuno abbia sottovalutato le ragioni di chi sta manifestando. Non condividiamo certo i metodi della protesta, ma dopo il colloquio con Monti sono convinto che riusciremo a sbloccare positivamente la situazione”. Nel suo blog, Lombardo ha detto che sta facendo tutto quello che puo’, ma che non ha “il potere di abbassare il prezzo della benzina o le tariffe autostradali o quelle delle assicurazioni. Se si vuole protestare bisogna farlo a Roma per far sentire li’ il disagio e la protesta”. Sono 26, secondo i dati dei manifestanti, i blocchi stradali principali che interessano sette delle nove province, ognuno dei quali con un coordinatore.
Gli autotrasportatori continuano a presidiare i caselli in entrata e uscita a Messina. Ai caselli di Tremestieri si trova la concentrazione maggiore di manifestanti, mentre il resto si trova sul versante opposto, alla barriera di Divieto a Villafranca Tirrena.
Situazione difficile anche allo svincolo di Catenanuova (Enna), sull’autostrada A/19, Palermo-Catania. Resistono ancora i blocchi agli svincoli autostradali e sulla statale 114, nel siracusano. Le forze dell’ordine continuano a scortare i trasporti essenziali, tra cui i carichi di ossigeno, destinati agli ospedali e alle cliniche private, che escono dallo stabilimento Air Liquide di Siracusa.
Emergenza rifiuti a Gela dove rimane molto grave la situazione igienico-sanitaria. La spazzatura non viene raccolta da quattro giorni perche’ gli auto-compattatori non riescono a raggiungere la discarica di contrada Timpazzo. Un vertice si e’ tenuto in prefettura sull’emergenza e un appello alla ragionevolezza e’ stato lanciato dal sindaco. I manifestanti continuano a presidiare le principali vie d’accesso alla citta’ e circa cinquemila agricoltori di Niscemi e Butera con i loro trattori stazionano in contrada Ponte Olivo, lungo la statale 117 Catania-Gela a una decina di chilometri dalla citta’.
Accanto a loro mogli e figli. A Ragusa i padroncini hanno preso in ‘ostaggio’ il polo commerciale. Nella notte i pescatori delle marinerie di Porticello, Termini Imerese e Santa Flavia hanno occupato il mercato ittico di Palermo. E, sempre nel capoluogo, gli studenti oggi si sono uniti al movimento dei Forconi: hanno paralizzato le vie del centro, bloccato il porto e bruciato una bandiera italiana. Intanto, la Digos indaga su possibili infiltrazioni tra i manifestanti di estremisti di destra e di sinistra. Mentre resta alto il livello della polemica per l’accusa di presenze mafiose nelle fila della protesta lanciata dal presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello. Uno dei leader dei ‘Forconi’ prosegue da ieri lo sciopero della fame per contestare queste affermazioni. Il procuratore di Palermo Francesco Messineo ha spiegato che e’ stato “predisposto un fascicolo” sulle possibili infiltrazioni da parte di uomini di Cosa nostra.

da AGI.IT

Questo è un governo di destra !

Parla Michele Emiliano:

Il premier a me non mi imbroglia

L’intervista di Michele Emiliano, magistrato e sindaco Pd di Bari all’Opinione

di Pietro Salvatori

“Monti può imbrogliare Fazio, ma non me”. È durissimo Michele Emiliano, sindaco di Bari in quota Pd. Che non risparmia critiche al conduttore di Che tempo che fa: “Dovrei fargli qualche corso di interrogatorio di quelli seri. Come fare a far cantare qualcuno e a fargli dire la verità”. Ma va giù duro soprattutto sull’intervistato: “Ho avuto l’impressione che il presidente sia andato da Fazio cercando di dire il meno possibile. Perché non sembra aver condiviso nulla prima con le forze politiche, come mi conferma l’intervista di Bersani di ieri. Credo che voglia utilizzare il meccanismo dell’emergenza e della paura per imporre una linea teorica in gran parte legata ad una cultura economica profondamente di destra. Come ha ben detto Zagrebelsky qualche giorno fa, questo è un governo di destra, che sta facendo quello che il governo Berlusconi non ha avuto la forza politica di realizzare. È per questo che in realtà non si parla di politica, non si dice nulla di specifico sulle grandi questioni, non si pronuncia mai la parola Sud“.

Un governo così politicamente marcato ?

Il presidente del Consiglio, confidando sul fatto che sta facendo questo lavoro sotto copertura, come se fosse un agente provocatore, non ha alcuna intenzione di condividere nulla con l’opinione pubblica, proprio perché sta facendo quello che è nell’immaginario collettivo della destra finanziaria europea. Ovviamente con il volto da persona per bene qual è. Sta incarnando il vero spauracchio della sinistra europea e italiana. Fintanto che l’avversario della sinistra nostrana era Berlusconi, bastava fargli la guerra. Adesso c’è una persona per bene, ma è più di destra di Berlusconi: occorre fargli un’opposizione politica, linea che il centrosinistra fatica a portare avanti.

La sua è una critica alla linea del Pd ?

Non mi pare di essere critico. L’intervista di Bersani sulla Stampa esprime una delusione assoluta. Il segretario del secondo azionista del governo che dice all’amministratore delegato che deve concordare un’agenda del lavoro parlamentare, perché si deve decidere insieme cosa fare, esprime la più profonda frustrazione.

C’è una parte del partito che sembra sostenere a spada tratta Monti, come testimonia il dibattito sviluppatosi su “Europa”.

Quanti saranno quelli che sostengono Monti, che si raccolgono intorno a Europa? Pochini. Stefano Menichini, il direttore, è un amico caro, ci prendiamo in giro. È che purtroppo io sono di sinistra e lui no.

La sinistra, con Bersani, che dice dunque al governo oggi ?

Più che al governo, parla all’elettore. E sta dicendo che noi stiamo subendo una serie di azioni da parte dell’esecutivo che pur non avendo particolare significato politico hanno un contenuto intrinseco proprio della destra finanziaria europea. Che è una cosa dignitosa, per carità, non è una cosa che la sera va girando a dare scandalo, ma quando governa sceglie un particolare tipo di composizione sociale e sostiene gli elettori dei ceti più legati alla finanza internazionale e ai grandi patrimoni, e meno al sistema produttivo di beni e servizi.

Perché il Pd ha avallato questa soluzione ?

Perché Monti è il presidente del Consiglio voluto da Napolitano.

Il Capo dello Stato avrà pur consultato Bersani.

Non credo proprio.

E dunque, per volere di Napolitano state ingoiando un governo più a destra di quello Berlusconi ?

In sostanza sì.

Un governo del quale tra l’altro lei rifiuta l’etichetta di “tecnico”.

Non esistono i governi tecnici. È una dichiarazione che non mi è piaciuta, quella di Monti in questa direzione. Una dichiarazione un po’ pietistica, cercando di sostenere le ragioni dei politici di professione. Potrei dirlo anche io, che faccio politica da nemmeno sette anni e sono un magistrato. Ma come fa il sindaco di Bari a dire di non essere un politico. Al pari, come fa il presidente del Consiglio, ex Commissario europeo a dire di non essere un politico? È un espediente mediatico, ma Monti è un politico, il più esperto e di lungo corso che esista in Italia.

Dunque gli chiedete un atteggiamento più responsabilmente politico? Condivisione di idee e proposte ?

Quello che doveva fare l’ha fatto. Mettendo tutto insieme nella manovra, ha massacrato la parte più debole del paese. E noi l’abbiamo pure votato…

Come va il rapporto tra governo ed Enti locali, visto che la questione rientra tra quelle toccate dalla manovra ?

Malissimo. In particolare con quelli del sud. È stato eliminato il fondo di perequazione, con un codicillo, come fanno gli assicuratori nelle polizze. Fondo previsto dall’articolo 119 della Costituzione, che deve essere finanziato per riequilibrare le differenze di trasferimenti diretti tra i comuni più ricchi e quelli meno ricchi. Quando Bari e Napoli hanno tentato di protestare, nella sostanza ci è stato detto: “Cercate di non alzare troppo la voce sennò sarà peggio ancora”.

Cosa chiedete in concreto a Monti ?

Che si vada il più presto possibile a elezioni. Possibilmente a maggio. Prima si vota meglio è. Se non lo facciamo lo spread arriverà alle stelle, nemmeno con Berlusconi aveva toccato quota 530. Non riesco a capire i media di sinistra che hanno messo Berlusconi sulla graticola, e adesso non dicono nulla. Serve un governo politico che parli all’Europa, non sarà una differenza di stile a fare la forza di Monti nel dialogo con Francia e Germania. Serve un uomo che vince con il 60% dei voti e va a Bruxelles a dire di fare gli eurobond e non giocare sul nostro debito pubblico. Ma serve un vero leader.

Cosa che Monti non è ?

Ovvio che non lo è.

E chi potrebbe essere? Bersani ?

Potrebbe, perché no? Al momento è la persona della quale personalmente – ed è tutto dire – io mi fido di più.

Con quale sistema elettorale, nel caso ?

Con una bella sfida tra un uomo e una donna in un collegio elettorale. In modo che quando arriva in Parlamento sono guai per tutti, perché non risponde solo al suo segretario, ma anche al proprio territorio.

da l’Opinione

Nb – Il grassetto è di Diarioelettorale

Questi imbecilli governano l’Italia

Tiro alla fune alla festa della Lega, la corda si spezza sul Ticino, 30 feriti

La manifestazione organizzata dal Carroccio tra le sponde lombarda e piemontese
Il cavo teso attraverso il fiume ha ceduto facendo cadere tutti i lombardi

Sono una trentina, secondo quanto si è appreso sul posto, i contusi e due le sospette fratture fra i militanti leghisti caduti a terra oggi pomeriggio, quando alla festa della Lega di Sesto Calende, si è spezzata la fune che era stata tesa sul Ticino per la sfida tra le due sponde. Tra i feriti il segretario regionale Giancarlo Giorgetti. La manifestazione lungo il fiume si è poco dopo conclusa, ovviamente più in fretta di quanto previsto.
da La Repubblica

In Sicilia un governo di persone perbene

Il Pd dell’Ars resta con Lombardo
lettera di sostegno da 20 deputati

Il gruppo del Partito democratico dell’Assemblea regionale fa quadrato intorno al governatore. La maggioranza dei deputati ha firmato e diffuso un documento di fiducia a Palazzo d’Orleans. E Lupo attacca i suoi colleghi che da Roma si oppongono

Venti dei 27 parlamentari del gruppo del Partito democratico all’Assemblea regionale hanno firmato un documento che conferma il loro sostegno al governo di Raffaele Lombardo. I parlamentari ritengono “inaccettabile che una vicenda giudiziaria rispetto alla quale la stessa Procura di Catania ha ritenuto di non dovere adottare provvedimenti nei confronti del presidente Lombardo, venga strumentalizzata per mettere in discussione il pronunciamento della stragrande maggioranza del Pd siciliano e del gruppo parlamentare all’Ars sul sostegno ad un governo formato da persone perbene, impegnato ad affrontare le emergenze sociali ed a combattere le illegalità, a cominciare dai settori più delicati come acqua, rifiuti, sanità ed energia“.

da La Repubblica

A che punto è la notte ?

Non ho nemmeno voglia di commentare ulteriormente il rituale “fuori di testa” del Presidente del Consiglio, ne spendere le solite trite e ritrite considerazioni sull’assenza di scrupoli e di senso della legalità di quest’uomo.
Per quanti fossero interessati dò solo due link a due articoli non de “La Repubblica” o de “L’unità”, ma di quell’altro pericoloso e sovversivo foglio che è il “Corriere della Sera”. I link sono questo e questo e mostrano da un lato l’inadeguatezza al ruolo di statista dell’uomo e dall’altro in che misura l’azione di governo sia ormai assorbita in maniera esclusiva dalle proprie personali vicende.

Nel frattempo l’Istat ci informa che almeno 11 milioni di cittadini italiani sono disinteressati alle vicende politiche. Sondaggi, studi e analisi indicano poi che il primo problema per gli italiani è di gran lunga il lavoro, la sua mancanza, la perdita di fiducia delle famiglie nel futuro, la percezione dell’assenza di ogni e qualsiasi disegno strategico per la ridefinizione del ruolo economico dell’Italia nell’ambito dei cambiamenti necessari indotti dalla globalizzazione.
Ma su questi temi centrali si assiste alla assenza di iniziative da parte del governo e a una complessiva deresponsabilizzazione di tutte le forze politiche.

Il cittadino, alla disperata ricerca di interlocutori su questi problemi, continua a non trovarli. Deluso ma non rassegnato, rimane li a chiedersi, a che punto è la notte ?