Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (5): E della legge elettorale ne vogliamo parlare ?

Dopo la digressione leggera del precedente post, ritorniamo ad occuparci della arida tecnica.

Nello spazio di tempo intercorso tra le elezioni del 2008 e le prossime del maggio 2013, c’è stato tempo per una sorta di declassamento del nostro comune sceso sotto la soglia dei 15.000 abitanti e dall’altro per il varo di una apposita normativa per i comuni avente popolazioni compresa tra i 10.000 ed i 15.000 abitanti.

In particolare le modifiche alla precedente legge elettorale sono state introdotte dall‘articolo 8 della legge n.6 del 05.04.2011, che si riporta sotto.

Del fatto che si voti a turno unico, vista l’alta improbabilità che si raggiunga una perfetta parità di voti tra i due candidati a Sindaco che risultassero con il maggior numero di voti, avevamo già detto. Vince quindi il candidato Sindaco che prende più voti e poco importa che essi siano pari al 70 o al 20 per cento del totale.

Della possibilità di voto disgiunto e del fatto che il voto dato ad una lista non si estende automaticamente al candidato Sindaco collegato e delle possibilità di manovra che offre tale novità ai “furbetti” del voto, si è pure detto in uno dei precedenti post.
Tuttavia qui è da aggiungere che nelle realtà in cui il voto disgiunto è stato sperimentato, raramente ha prodotto risultati non coerenti, si veda a titolo di esempio le recenti elezioni per il presidente ed il rinnovo del consiglio regionale della Lombardia.

Non si è detto dell‘obbligo del rispetto della rappresentanza di genere, per rispettare il quale le liste non potranno avere più di 3/4 di candidati di un solo genere.

Resta da dire ora dell‘attribuzione dei seggi in consiglio.

Alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato Sindaco proclamato eletto che non abbia già conseguito almeno il 60 per cento dei seggi del Consiglio viene assegnato, comunque, il 60 per cento dei seggi, sempreché nessun altra lista o gruppo di liste collegate abbia già superato il 50 per cento dei voti validi. Il premio di maggioranza previsto per la lista o le liste collegate al Sindaco eletto viene attribuito solo nel caso in cui la lista o le liste abbiano conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi.
Nella particolare situazione castellammarese, per le cose dette nei post precedenti, c’è il rischio concreto di ritrovarsi un Sindaco che sin da subito non disporrà di una maggioranza in consiglio.

Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi, le liste che non hanno conseguito almeno il 5 per cento del totale dei voti validi espressi, il che significa che intorno ai 450 voti di lista è da fissare la soglia di allarme per cui i candidati consiglieri di una tale ipotetica lista rischiano di avere solo perso del tempo, il tutto nell’ipotesi (non irreale) di 9.000 voti validi.

Il metodo delle divisioni successive potrebbe determinare l’elezione di candidati con quoziente più basso della cifra corrispondente a tale sbarramento visto che alle scorse amministrative gli ultimi due consiglieri furono assegnati con quozienti inferiori a 400 voti e complessivamente cinque consiglieri furono assegnati con quozienti inferiori a 450 voti ?

Probabilmente si, visto che al fine della determinazione del quoziente elettorale circoscrizionale non si tiene conto dei voti riportati dalle liste non ammesse all’assegnazione dei seggi.

Per il dopo c’è da dire che il numero dei consiglieri comunali è rimasto invariato e non è sceso da 20 a 16 per come previsto dalle modifiche della normativa nazionale, grazie al fatto che la Regione Siciliana non ha legiferato in materia.
Gli assessori scendono comunque a quattro dei sette che erano e potranno essere contemporaneamente anche consiglieri comunali, ma in numero non superiore alla metà della giunta.

A seguire l’articolo 8 della L.R.S. n. 6 del 5 aprile 2011

Art. 8.

Elezione del sindaco e dei consigli nei comuni
con popolazione compresa tra 10.000 e 15.000 abitanti
1. Dopo l’articolo 2 della legge regionale 15 settembre
1997, n. 35, e successive modifiche ed integrazioni, sono
inseriti i seguenti:
a) ‘Art. 2 bis. – Elezione del sindaco nei comuni con
popolazione compresa tra 10.000 e 15.000 abitanti. – 1.
Nei comuni con popolazione compresa tra 10.000 e 15.000
abitanti il sindaco è eletto a suffragio universale e diretto
a turno unico contestualmente all’elezione del consiglio
comunale.
2. Ciascun candidato alla carica di sindaco deve
dichiarare all’atto della presentazione della candidatura il
collegamento con una o più liste presentate per l’elezione
del consiglio comunale. La dichiarazione ha efficacia solo
se convergente con analoga dichiarazione resa dai delegati delle liste interessate.
3. La scheda per l’elezione del sindaco è quella stessa
utilizzata per l’elezione del consiglio. La scheda reca i
nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco,
scritti entro un apposito rettangolo, al cui fianco sono
riportati i contrassegni della lista o delle liste cui il candidato è collegato. Ciascun elettore esprime separatamente
il voto per il candidato sindaco e per una delle liste ad esso
collegate; il voto espresso soltanto per una delle liste di
candidati al consiglio non si estende al candidato sindaco
collegato e il voto espresso soltanto per il candidato sindaco non si estende alla lista o al gruppo di liste collegate.
Ciascun elettore può altresì votare per un candidato alla
carica di sindaco anche non collegato alla lista prescelta,
tracciando un segno sul relativo rettangolo.
4. È proclamato eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità si procede
ad un turno di ballottaggio fra i due candidati che hanno
ottenuto il maggior numero di voti, da effettuarsi la seconda domenica successiva a quella del primo turno di votazione. In caso di ulteriore parità è proclamato eletto il più
anziano di età.’;
b) ‘Art. 2 ter – Elezione del consiglio comunale nei
comuni con popolazione compresa tra 10.000 e 15.000
abitanti – 1. Le liste per l’elezione del consiglio comunale
devono comprendere un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore
ai due terzi, con arrotondamento all’unità superiore qualora il numero dei consiglieri da comprendere nella lista
contenga una cifra decimale superiore a 50.
2. Il voto alla lista viene espresso, ai sensi del comma
3 dell’articolo 2 bis, tracciando un segno sul contrassegno
della lista prescelta. Ciascun elettore può esprimere inoltre un voto di preferenza per un candidato della lista da lui
votata, scrivendone il cognome sull’apposita riga posta a
fianco del contrassegno.
3. L’attribuzione dei seggi alle liste è effettuata successivamente alla proclamazione dell’elezione del sindaco.
4. Non sono ammesse all’assegnazione dei seggi, le liste
che non hanno conseguito almeno il 5 per cento del totale
dei voti validi espressi. Al fine della determinazione del quoziente elettorale circoscrizionale non si tiene conto dei voti
riportati dalle liste non ammesse all’assegnazione dei seggi.
Per le finalità di cui al comma 7, non sono pertanto computabili i voti espressi per le liste che, ai sensi del presente
comma, non sono ammesse all’assegnazione dei seggi.
5. Salvo quanto disposto dal comma 7, per l’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista o a ciascun gruppo di liste collegate con i rispettivi candidati alla
carica di sindaco si divide la cifra elettorale di ciascuna
lista o gruppo di liste collegate successivamente per 1, 2,
3, 4 . . ., sino a concorrenza del numero dei consiglieri da
eleggere e quindi si scelgono, fra i quozienti così ottenuti,
i più alti in numero eguale a quello dei consiglieri da eleggere, disponendoli in una graduatoria decrescente.
Ciascuna lista o gruppo di liste avrà tanti rappresentanti
quanti sono i quozienti ad essa appartenenti compresi
nella graduatoria. A parità di quoziente, nelle cifre intere
e decimali, il seggio è attribuito alla lista o gruppo di liste
che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale e, a parità di
quest’ultima, per sorteggio. Se ad una lista spettano più
seggi di quanti sono i suoi candidati, i seggi eccedenti
sono distribuiti, fra le altre liste, secondo l’ordine dei quozienti.
6. Nell’ambito di ciascun gruppo di liste collegate, la
cifra elettorale di ciascuna di esse, corrispondente ai voti
riportati, è divisa per 1, 2, 3, 4 …, sino a concorrenza del
numero dei seggi spettanti al gruppo di liste. Si determinano in tal modo i quozienti più alti e, quindi, il numero
dei seggi spettanti ad ogni lista.
7. Alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato
proclamato eletto che non abbia già conseguito almeno il
60 per cento dei seggi del consiglio viene assegnato,
comunque, il 60 per cento dei seggi, sempreché nessun
altra lista o gruppo di liste collegate abbia già superato il
50 per cento dei voti validi. I restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di liste collegate, ai sensi del
comma 5. Il premio di maggioranza previsto per la lista o
le liste collegate al sindaco eletto viene attribuito solo nel
caso in cui la lista o le liste abbiano conseguito almeno il
40 per cento dei voti validi.
8. Sono proclamati eletti consiglieri comunali i candidati di ciascuna lista secondo l’ordine delle rispettive cifre
individuali. In caso di parità di cifra individuale sono proclamati eletti i candidati che precedono nell’ordine di lista.’.
2. Agli articoli 3 e 4 della legge regionale 15 settembre
1997, n. 35, e successive modifiche ed integrazioni, le
parole “10.000 abitanti”, ovunque ricorrano, sono sostituite dalle parole “15.000 abitanti.”.

e qui la circolare interpretativa della L.R.S. n. 6 del 5 aprile 2011

I precedenti post sulle prossime elezioni amministrative castellammaresi stanno qui, qui e qui

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Castellammare del Golfo, verso le elezioni amministrative (2): Ancora a proposito di dati da cui partire

Continuando nella disanima dei fattori da considerare in questa lunga e convulsa fase che precede la presentazione delle candidature a Sindaco e delle liste per il rinnovo del Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo, andremo a considerare altri fattori fondamentali per orientarsi nella comprensione di cosa finirà per determinare il risultato elettorale.

La più recente autocollocazione, in un’area politica piuttosto che in un’altra dell’elettorato e la conoscenza in termini quantitativi di tali aree dice già molto sulle scarse possibilità di vittoria di un candidato Sindaco che si collochi in un’area politica già in partenza minoritaria, ma non dice tutto.
Ancor meno dice nel caso l’area di collocazione politica del candidato Sindaco non sia già minoritaria in modo netto e/o sia trasversale agli schieramenti politici preesistenti.

Riassumendo i dati esposti già nel precedente post tali aree politiche attualmente valgono:

Area M5S                     – 2.783
Area dei berlusconiani – 2.625
Area centrosinistra      – 1.251
Area dei centristi          –    542
Area di sinistra             –    297
—–
7.498 voti

L’essere passati (causa un modesto decremento della popolazione) dal sistema elettorale con eventuale ballottagio, della precedente tornata amministrativa, al sistema elettorale con turno unico (è previsto ballottaggio soltanto laddove si verifichi una perfetta ed improbabile parità di voti) e le occasioni di manovra che offre ai candidati con un certo “mestiere” la possibilità di voto disgiunto, è da ritenere che risveglieranno le ambizioni di molti, moltiplicando il numero dei concorrenti alla carica di Sindaco.
Per alcuni concorrenti questo turno di amministrative sarà solo una buona occasione di esibizione delle proprie velleità politiche, per altri (tre – quattro) è da ritenere sarà una vera e propria sfida all’ultimo voto.

Allo stato delle cose non sappiamo quanti saranno i concorrenti, ma dato il sistema del turno unico, se tali concorrenti dovessero essere in numero di cinque, sei o più pur in presenza di un facilmente prevedibile incremento dei votanti rispetto alle recenti politiche stimabile tra i 1.000 e i 2.000 votanti e nella prevedibile assenza di un qualche candidato che si stacchi in modo netto dalla pletora dei concorrenti, in quanto a trasversalità, autorevolezza e diffusione del consenso tra i maggiorenti cittadini e nei gruppi di influenza collettiva, per come accaduto con Marzio Bresciani alle precedenti elezioni, è da ritenere che potrebbero bastare anche meno di tremila voti per primeggiare e diventare Sindaco di Castellammare.

Per rinfrescare la memoria si ricorda che alle precedenti elezioni amministrative i risultati dei singoli candidati furono questi:

Bresciani Marzio                – 6.062
Mistretta Antonino               – 2.062
Bologna Antonio Salvatore – 1.168
Navarra Camillo                  –   238
—–
9.530 voti

Floresta… Davide Floresta… questo nome non mi è nuovo !

Qualcuno ricorderà Dafne, Dafne Floresta una dei tanti assessori scelti dal sindaco Marzio Bresciani per amministrare la città di Castellammare del Golfo e della quale (di lei, ma anche della sua famiglia) parlammo qui all’atto della sua nomina e di nuovo quando all’improvviso, dopo una esperienza non proprio memorabile si accomiatò dalla città del Golfo.

In seguito la cronaca (nera o grigia ?) ci portò a rioccuparci della sua famiglia nella persona del genitore ed oggi ancora la cronaca ci porta di nuovo ad occuparci di un altro membro della famiglia, il fratello Davide.

Insomma, non c’è che dire il sindaco Marzio Bresciani aveva scelto proprio un assessore di buona famiglia !

Mazzette per gli elicotteri antincendio indagato un dirigente della Regione

Perquisita dalla Finanza la casa di Francesco Sgueglia, direttore del Servizio antincendi boschivi del Corpo forestale. Sotto inchiesta anche tre imprenditori, fra i quali il figlio dell’ex deputato Floresta

di SALVO PALAZZOLO

MERCOLEDÌ scorso, di buon mattino, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Palermo hanno bussato alla porta di casa di Francesco Sgueglia, il direttore del Servizio antincendi boschivi del Corpo forestale della Regione siciliana. Avevano in mano un decreto di perquisizione firmato dalla Procura di Perugia. Nello stesso momento, altri finanzieri aprivano la porta dell’ufficio di Sgueglia, al comando del Corpo forestale, in via del Duca, a Palermo. Così Sgueglia ha scoperto di essere indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Risultano sotto inchiesta anche tre imprenditori: Davide Floresta, di Catania; Luciano Villani, di Castelletto di Branduzzo, Pavia; e Claudio Scopece, di Roma.
La Procura di Perugia sospetta gravi irregolarità nella gestione di una gara d’appalto della Regione siciliana, quella per l’assegnazione del servizio aereo antincendio.

Nell’aprile 2011 il comando del Corpo forestale ha ingaggiato un raggruppamento temporaneo di imprese per avere a disposizione una squadra di elicotteri. Adesso, i pm di Perugia ritengono di avere la prova che per l’aggiudicazione dell’appalto e per la gestione del servizio, sarebbero state pagate laute mazzette a Sgueglia.

COME NASCE L’INDAGINE. I magistrati di Perugia si sono imbattuti quasi per caso in questa storia siciliana. Stavano indagando su alcune società che avrebbero brigato per ottenere gli appalti milionari dell’Enav, l’ente nazionale di assistenza al volo. Seguendo le tracce di alcuni imprenditori, i magistrati umbri sono arrivati a Palermo.

I contorni dell’indagine restano segreti. Non resta che analizzare la lista degli imprenditori indagati e anche loro perquisiti, la settimana scorsa. L’unico siciliano è Davide Floresta, amministratore delegato della ditta “Be-on”, una società ultraspecializzata con sede a Catania che offre servizi informatici a diversi illustri clienti: dall’Università degli studi all’Autorità portuale di Catania, alla società “Sicilia eservizi”. Anche la “Heliwest srl”, che si è aggiudicata il servizio di elicotteri anticendio della Regione Sicilia, ha affidato alcuni compiti alla “Be-on”.

Davide Floresta è figlio di Ilario, componente del consiglio di amministrazione dell’Enav ed ex parlamentare di Forza Italia, di recente coinvolto nell’inchiesta della Procura di Roma sulle mazzette che ruotavano attorno agli appalti Enav. Ilario Floresta è accusato di aver intascato 250 mila euro da un imprenditore, che poi ha deciso di denunciare tutto. Dalle indagini è emerso pure il suo tentativo di imporre ad alcune aziende i subappalti gestiti dal figlio.

LA GARA PER GLI ELICOTTERI. Il 19 aprile 2011, il comando del Corpo forestale aggiudica il “servizio aereo per la prevenzione, ricognizione ed estinzione
degli incendi boschivi ed altri interventi tecnici connessi con l’attività del corpo forestale della Regione siciliana, per il triennio 2011-2013”. La base d’asta è di 11 milioni e 88 mila euro. Non c’è grande concorrenza. Arriva una sola offerta all’Area 3 “Sicurezza e logistica” del comando Corpo forestale, quella di un raggruppamento temporaneo di imprese formato da quattro società e guidato dalla “Heliwest” con sede in provincia di Asti, il cui amministratore è Luciano Villani, anche lui fra i quattro indagati dell’ultima indagine della Guardia di finanza.

Il raggruppamento offre un ribasso dello 0,84 per cento, che corrisponde a 93 mila di euro. E l’appalto viene aggiudicato senza problemi. I magistrati di Perugia hanno già esaminato alcuni documenti e hanno verificato che Sgueglia è “responsabile unico del procedimento” per la gestione del servizio anticendio aereo.

LE PERQUISIZIONI. I militari del nucleo di polizia tributaria di Palermo stanno adesso inviando alla Procura di Perugia i computer sequestrati nelle abitazioni e negli uffici degli indagati. L’inchiesta resta al momento ancorata saldamente a Perugia: la vicenda siciliana sarebbe infatti solo un capitolo di un’indagine molto più ampia sui fondi neri costituiti da alcune società per pagare mazzette a funzionari pubblici corrotti.

Da Asti a Palermo, gli appalti iperspecializzati – nel settore informatico o in quello aeronautico o della sicurezza – sono ormai diventati un business a tantissimi zeri. Il sospetto dei magistrati perugini è che alcuni imprenditori spregiudicati abbiano costituito una vera e propria regia unica della corruzione, per aggiudicarsi e spartirsi più velocemente gli appalti banditi da enti pubblici sparsi per l’Italia.

Anche per le mazzette ci sarebbe una gestione unica: i soldi arriverebbero da un unico canale. Per questa ragione, la settimana scorsa, le perquisizioni sono scattate pure nelle sedi di alcune società che non fanno capo agli indagati.”

da La Repubblica

Castellammare del Golfo, in materia di mafia il Sindaco e la giunta intendono fare sul serio

… ed il consiglio comunale ?

Il sindaco e la giunta con un apposito atto deliberativo hanno fissato “motu proprio” un importante principio in materia di amministrazione della cosa pubblica ed indagini di mafia, che non si possa cio’è essere coinvolti a qualsiasi titolo in indagini di mafia e nel contempo continuare a rivestire il ruolo di amministratori della cosa pubblica.

Questo il comunicato che ne da notizia:

Il sindaco e gli assessori si impegnano a dimettersi in caso di indagini per reati di mafia.

Importante e significativa delibera dell’amministrazione comunale: il sindaco Marzio Bresciani e gli assessori del Comune di Castellammare del Golfo, con una delibera approvata il 4 luglio “si impegnano a rassegnare le proprie dimissioni, ove venissero a conoscenza di essere indagati per reati di mafia”. Con la delibera “il sindaco e gli assessori intendono allontanare dalla istituzione ogni disagio e sospetto e dimostrare trasparenza e disinteresse personale a permanere, pur se indagati, nell’incarico anche nelle ipotesi in cui ciò sia consentito dalla normativa in materia. Pertanto per assicurare esemplarità e onorabilità, il sindaco e gli assessori procederanno a rassegnare le proprie dimissioni ove venissero a conoscenza di essere indagati per reati di mafia”. La delibera è stata votata il 4 luglio e resa di immediata esecuzione perché “in ogni Comune devono sempre albergare legalità e trasparenza oltre che integrità in capo ad ogni amministratore comunale per un sereno vivere sociale ed un ottimale operato amministrativo”. Gli amministratori considerano opportuno che “alle iniziative legislative nazionali e regionali volte a contrastare il fenomeno mafioso, si accompagnino anche, da parte degli amministratori, comportamenti che preservino le istituzioni da sospetti e disagi, particolarmente rilevanti qualora un amministratore sia soggetto ad indagini giudiziarie relative a reati di mafia, anche se non ancora pervenute a rinvio a giudizio o a misure restrittive della libertà personale”.

Si tratta di un gesto concreto, di particolare rilievo, in una realtà quale Castellammare del Golfo, ma il cui significato ed i cui effetti sul piano del costume amministrativo non mancheranno di produrre frutti anche nelle altre realtà locali, in cui operano forti e radicate consorterie mafiose.

Ora si auspica altrettanta risolutezza da parte del Consiglio Comunale che non ha affatto brillato in materia.

Castellammare: Quelli di FLI obbligati alla sfiducia

Qui non si è maghi e quindi non si è in grado di prevedere se davvero finirà giorno 27 febbraio la corsa di Marzio Bresciani o se la mozione di sfiducia presentata da un pezzo della sua ex maggioranza, (oggi riunito sotto le insegne del partito di Fini) e dai due consiglieri del Partito Democratico sarà solo un ordinario incidente di percorso, nella sindacatura di Marzio Bresciani

Ciò che sembra di notare è che la fomazione di Fini abbia politicamente accelerato per avere modo anche essa di marcare in qualche modo il territorio nelle prossime tornate amministrative del 2012.

Provate ad immaginare, dopo il rinnovo dei consigli e dei sindaci a cui sono interessati alcuni comuni, non piccoli, della nostra provincia, quale sarà il quadro della rappresentanza politico-istituzionale.

Allo stato delle cose, in nessuno di tali comuni è immaginabile la candidatura vincente di un uomo di FLI, non a Marsala, non a Trapani, non ad Alcamo, non ad Erice, per citare i comuni più grossi e di maggiore rilevanza politica.

Dopo le elezioni amministrative 2012 il partito (ed il leader di partito, nella fattispecie Livio Marrocco) che uscirebbe maggiormente indebolito nell’ambito della coalizione costituita da  Terzo Polo – Autonomisti e Pd, rischierebbe di essere proprio FLI, con ovvie ripercussioni anche all’interno della stessa formazione finiana.

Puntare ad elezioni anticipate per Castellammare del Golfo, spendendosi nella candidatura a sindaco diventa quindi mossa non solo logica, ma direi obbligata per non compromettere la propria sopravvivenza politica.

Anche perchè oggi tale candidatura potrà, nell’ambito di contrattazioni al tavolo provinciale essere imposta ai numerosi, aspiranti frustrati a sindaco, nel 2013, non è detto ciò sarebbe più possibile.

Resta salva in ogni caso ogni altra ed ulteriore considerazione sui risultati non brillanti dell’esperienza Bresciani.

Salemi, Vittorio Sgarbi si è dimesso

Oggi 6 febbraio 2012 il sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi ha rassegnato le dimissioni.

Dice il Giornale di Sicilia Online:

SALEMI. “Mi sono dimesso da sindaco di Salemi. Grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto”. Lo dice all’ANSA, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, dopo la notizia della proposta di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose da parte degli ispettori del ministero dell’Interno. “Mi sentivo – aggiunge – in pericolo e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledì prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta”.
Sgarbi, tra il serio e l’ironico ringrazia di “esser stato tutelato”. “Ero sotto scorta – aggiunge – e tutti vedevano quello che facevo. Penso che la Sicilia non abbia possibilità di fare qualcosa di nuovo, di ipotizzare un futuro diverso. Invito il consiglio comunale a dimettersi prima che i consiglieri vengano smobilitati, sarebbe una cosa non onorevole”. “Io ho creato il museo della mafia – prosegue – ho portato Picasso, Rubens, Caravaggio stavo portando Van Gogh e hanno trovato infiltrazioni mafiose ignari delle infiltrazioni culturali. Non ho alternative devo ringraziarli…” L’ex sindaco ha annullato anche la conferenza stampa prevista per domani e ha detto che la nomina di Giammarinaro a vicesindaco era una risposta alla notizia dei risultati dell’ispezione ministeriale. “Poi – dice – ho riflettuto e ho deciso di dimettermi”.