Ludovico Corrao ed il “milazzismo”

La cruenta morte di Ludovico Corrao riporta alla memoria il ricordo di alcune indimenticabili pagine della storia politica, civile e sociale siciliana di questo dopoguerra. Dal terremoto del Belice, ed alle lotte ed alle idee che sono circolate intorno alla ricostruzione, e di cui Corrao fu uno degli artefici, alla vicenda di Franca Viola di cui fu avvocato, all’esperienza politica del milazzismo di cui Corrao fu tra i grandi protagonisti e lucido teorico.

Ludovico Corrao nasce ad Alcamo nel 1927 ed inizia l’attività politica con l’organizzazione delle ACLI, Associazione Cattolica Lavoratori Italiani, organizzazione sociale collaterale alla Democrazia Cristiana.
Per la Democrazia Cristiana viene eletto deputato, nel 1955, all’Assemblea regionale siciliana nel collegio della provincia di Trapani.

Qui in particolare ci si intende soffermare su quella parentesi politica che fu definita in maniera dispregiativa “milazzismo”, ma che forse varrebbe la pena di approfondire ulteriormente sul piano storico.

Un buon punto di partenza può essere, un pezzo di Giancarlo Macaluso del 2009 pubblicato integralmente qui e dal titolo : “Ludovico Corrao, il volto eretico e coraggioso della Sicilia anni ’50“:

Ludovico Corrao, parlamentare di lungo corso, ex sindaco di Gibellina, presidente della Fondazione Orestiadi, è un lucido signore avanti negli anni. E’ un pezzo di storia della Sicilia. Le cronache lo ricordano, oltre per il suo impegno a favore delle zone terremotate del Belice, anche per essere stato il protagonista di un’esperienza politica che alla fine degli anni Cinquanta portò la Sicilia alla ribalta nazionale con una maggioranza che più eretica non poteva essere: mischiava pezzi della Dc, con l’ Msi e il Pci. Vicenda che passa alla storia con il nome di milazzismo, dal nome del presidente della Regione che guidò quella carovana stravagante, Silvio Milazzo. Finita a gambe per aria, dopo meno di tre anni, per uno scandalo politico che vide Corrao, ancora una volta e suo malgrado, fra gli attori principali.

Sicilia. Anni Cinquanta.

L’isola è attraversata da persistenti refoli di inquietudine.

I democristiani la fanno da padroni a Palazzo Reale, a Palermo, sede del parlamento siciliano.

Intanto, si diffondono i sogni di industrializzazione alimentati da Mattei; la riforma agraria prende avvio con non poche difficoltà dopo le lotte contadine; la mafia è nel suo momento di trapasso dagli affari della campagna a quelli della città ed è intrecciata a doppio filo con politici e amministratori; il caso Giuliano, nonostante gli anni siano passati, è ancora fresco con il suo carico di flatulente mistero.
Insomma, il pentolone all’ombra di Montepellegrino ribolle di micidiale miscuglio: intrighi, affari, intrecci economici e potere.

Il potere.Esercizio che da queste parti viene ritenuto più soddisfacente di possedere una bella donna e infatti si dice che “comandare è meglio di fottere”. E infatti chi è escluso dal potere non si dà certo alle conquiste amorose, ma architetta mosse per fottere sì, ma l’avversario politico.
Insomma, in questo clima nasce il milazzismo, alchimia politica divenuta il paradigma del trasversalismo (che oggi in Sicilia sembra che sia tornato di moda)[ndr.in realtà non era mai passato di moda]*, di un certo modo spregiudicato di intendere la politica, un atteggiamento che non va tanto per il sottile, senza scrupoli, capace di mischiare il diavolo e l’acqua santa, democristiani e comunisti appunto, con pezzi del Msi.

Corrao ai tempi era un diccì. E malvolentieri parla di quell’avventura. Lo ha fatto poche settimane fa ricordando “Silvio Milazzo 50 anni dopo” in un convegno organizzato dalla presidenza della Regione siciliana. Per dire, in soldoni, che quella non fu l’impresa di intrallazzasti e avventurieri, ma il percorso di chi aveva di fronte, aperta e dolorosa una “questione siciliana” e voleva farci i conti, per superarla. La Sicilia affogava nei problemi ma restava una specie di luogotenenza dell’impero romano che poco aveva a cuore i problemi dell’Isola che si chiamavano sviluppo e sicurezza.

“In tale avventuroso cammino – dice Corrao – incombevano pesanti ombre della violenza mafiosa assassina dei sindacalisti socialisti, di Portella della Ginestra, dell’oscuro agguato al separatista Canepa, dell’esecuzione mortale dell’arciprete di Gibellina, don Stefano Caronia che capeggiava le lotte dei contadini”. C’era Danilo Dolci, sociologo triestino trasferitosi a Trappeto da cui guidava le sue lotte non violente ma che subì “l’anatema del cardinale Ernesto Ruffini perché denunciava la cancrena dei poteri mafiosi”. Il milazzismo, cioè, nasce contro gli steccati e gli ideologismi: “Anticipammo i tempi; oggi è largamente consolidato il principio della libera scelta dei cattolici nei diversi schieramenti politici. Noi ne pagammo il prezzo con la condanna cieca del Sant’Uffizio”. L’eresia di Corrao si chiamava Unione siciliana cristiano sociale, formazione con cui tentò di contrastare l’egemonia romana dando così vita all’esperienza autonomista del milazzismo (l’elezione avvenne nell’ottobre di cinquant’anni fa).
“Solo la miopia e la faziosità politica possono ancora blaterare di congiura di Palazzo – ragiona Corrao – espressa dalla rivolta autonomista e del primo governo Milazzo”. Insomma, il vecchio politico mezzo secolo dopo difende la posizione. “Solo facendosi tardivi megafoni degli interessi colpiti dall’operazione Milazzo – dice – si può ancora trasmettere l’idea di un pasticcio in salsa siciliana”. Perché, rievoca Corrao furono bastonati “gruppi speculativi che vanno dai petrolieri americani, ai corvi dell’industria mineraria, ai mafiosi annidati e cacciati via dai consorzi di bonifica, ai gruppi finanziari dell’elettricità battuti nelle pretese monopolistiche”.

Come la si voglia pensare, quella parentesi fu chiusa nel volgere di pochissimi anni. A Milazzo gli “conzarono la gaggia”, prepararono la trappola, nelle stanze liberty dell’Hotel des Palmes, in via Roma. Siamo nel 1960. Il democristiano Carmelo Santalco fu l’uomo che lo scudocrociato mandò in una missione da 007. Il suo compito era quello di fingere di essere disponibile a “vendersi” a Silvio Milazzo. In cambio avrebbe ottenuto un assessorato regionale e cento milioni di lire.
A condurre l’operazione proprio Ludovico Corrao. Che mani e piedi cadde nelle “gaggia”, nella trappola. Santalco denunciò all’Assemblea regionale il tentativo di corruzione politica e il governo Milazzo morì.

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Castellammare del Golfo è tra i Comuni a vocazione turistica del PO FESR 2007/2013

Con il decreto assessorale n. 38/Gab. del 28 agosto 2010, dell’ ASSESSORATO AL TURISMO, ALLO SPORT E ALLO SPETTACOLO della Regione Sicilia è’ stato approvato il Piano Settoriale che costituisce lo strumento di programmazione per l’individuazione delle località a vocazione turistica (individuazione cio’è dei territori che hanno acquisito un riconosciuto “livello di turisticità”), e riferibile a tutte le linee di intervento del PO FESR 2007 – 2013 di competenza dell’Assessorato al Turismo.
In particolare il piano ha un’importanza fondamentale ai fini dell’utilizzo e della destinazione dei fondi dell’Asse 3 del PO FESR 2007/2013, “Valorizzazione delle identità culturali e delle risorse paesaggistico-ambientali per l’attrattività turistica e lo sviluppo” e dell’Obiettivo Specifico 3.3. relativo alle misure volte a: “Rafforzare la competitività del sistema turistico siciliano attraverso l’ampliamento, la riqualificazione e la diversificazione dell’offerta turistica ed il potenziamento di investimenti produttivi delle filiere turistiche“.

Le località inserite nel Piano sono:

Agrigento, Sciacca, Licata, Menfi, Lampedusa e Linosa, Siculiana, Porto Empedocle, Cattolica Eraclea, Aragona (provincia di Agrigento);

Caltanissetta, Gela, Mussomeli, Mazzarino, Butera (provincia di Caltanissetta);

Catania, Acireale, Caltagirone, Adrano, Paterno’, Bronte, Riposto, Nicolosi, Linguaglossa, Zafferana Etnea, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Aci Castello (provincia di Catania);

Enna, Piazza Armerina, Aidone (provincia di Enna);

Milazzo, Patti, Sant’Agata di Militello, Capo d’Orlando, Taormina, Lipari, Giardini Naxos, Santa Teresa Riva, Gioiosa Marea, Brolo, Santo Stefano di Camastra, Santa Marina Salina, Leni, Malfa, Sant’Alessio Siculo, Letojanni, Forza D’Agro’, Piraino, Motta Camastra, Savoca, Alcara li Fusi, Roccalumera, Torrenova, Tripi (provincia di Messina).

Palermo, Bagheria, Monreale, Termini Imerese, Cefalu’, Terrasini, Castelbuono, Balestrate, Petralia Soprana, Ustica, Piana degli Albanesi, Collesano, Castellana Sicula, Campofelice di Roccella, Cinisi, Capaci (provincia di Palermo);

Ragusa, Ispica, Vittoria, Modica, Pozzallo. Santa Croce Camarina, Scicli (provincia di Ragusa);
Siracusa, Noto, Avola, Palazzo Acreide, Sortino, Augusta, Solarino, Canicattini Bagni (provincia di Siracusa);

Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Erice, Castellamare del Golfo, Campobello di Mazara,Calatafimi Segesta, Pantelleria, Favignana, San Vito Lo Capo, Custonaci, Salemi, Gibellina, Castelvetrano (provincia di Trapani).

Le Orestiadi 2009 per la società multietnica

E’ stato presentato nei giorni scorsi nella Chiesa dell’Incoronazione di Palermo il programma della XXVIII Edizione delle Orestiadi di Gibellina.

Alla conferenza stampa erano presenti il presidente della fondazione Ludovico Corrao e il direttore artistico della manifestazione Michele La Tona.

Il tema di quest’anno sarà il “Sud” sintesi di una zona geografica, ma anche simbolo di esistenza piene di contraddizioni, tensioni, emozioni e ricche problematiche esistenziali, il Sud che parla e combatte attraverso il teatro.

Testi ed autori che insistono nel loro percorso teatrale lungo i sentieri dell‘approfondimento, dell’analisi, della riflessione, un teatro che affonda le proprie radici nei nuovi linguaggi che appartengono al mondo, ad una umanità che vive nelle diverse latitudini del globo.

Sarà un teatro che affronta, il tema della tradizione islamica del velo che forti scontri causa in Europa, e che intende perseguire la via del dialogo interculturale e interreligioso sui temi dell’immigrazione, dell’integrazione, della donna e delle nuove generazioni.

Emma Dante, Saverio La Ruina, Vincenzo Pirrotta, Letizia Quintavalla, Giovanni Carroni, Salvatore Rizzo, Franco Scaldati ci parleranno di drammi e tragedie della famiglia, della donna, dell’uomo.

Il denominatore comune, dell’operazione è un Sud che parla, combatte e si confronta attraverso il teatro, ma anche il Sud che mostra il volto di chi ha il coraggio di confrontarsi con un sistema talvolta fatto di abusi, di sopraffazioni, di brutture, di violenza.

La stagione inizia il 13 Luglio con Anteprima delle Orestiadi, «Tribute to…», concerto della Nuova Banda Musicale «Maestro Gabriele Asaro» di Paceco in Piazza 15 Gennaio alle 21,30

Gli spettacoli proseguono al Baglio Di Stefano.

Il 14 luglio con «L’albero del riccio, Antonio Gramsci dal bambino all’adulto», di e con Giovanni Carroni, una produzione Bocheteatro di Nuoro.

Il 16 e 17 Luglio invece va in scena «Terra Matta», dall’autobiografia di Vincenzo Rabito pubblicata da Giulio Einaudi con adattamento, impianto scenico e regia di Vincenzo Pirrotta.

Il 18 e il 19 è in programma «Hijab o del Confine» per la regia e drammaturgia di Letizia Quintavalla, produzione Fondazione Aida Teatro Stabile di Innovazione di Verona, progetto ReconcArt tra Grecia, Bulgaria, Italia».

«Dissonorata, un delitto d’onore in Calabria» è il lavoro di Saverio La Ruina porta in scena il 22 luglio; musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco, la produzione Scena Verticale.

Il 25 luglio «Le mille bolle blu di Salvatore Rizzo tratto da «Muore lentamente chi evita una passione, diverse storie diverse». Pietro Vittorietti Edizioni con Filippo Luna, produzione Palermo Teatro Festival.

E ancora il 28 luglio è in programma «La Fuga di Enea», di Vincenzo Pirrotta, produzione Associazione Culturale Esperidio.

Il 29 luglio «La Ballata delle Balate» scritto, diretto ed interpretato da Vincenzo Pirrotta.

L’1 e il 2 agosto Emma Dante porta a Gibellina «Le Pulle», con Manuela Lo Sicco, Clio Gaudenzi, Elena Borgogni Emma Dante, Sandro Maria Campagna, Sabino Civilleri, Antonio Puccia, Carmine Maringola musiche originali Gianluca, una coproduzione Teatro Mercadante-Thèatre du Rond-Point-Theatre National.

Il 27 agosto è in cartellone «Beuys, quel silenzioso sogno in sospeso» con Ada Giallongo, Monika Leskovar e Giovanni Sollima.

Infine in collaborazione con la Diocesi di Mazara il 28 e il 29 agosto alle 18,00 sono in programma «Nella Valle della Memoria», Preghiera del tramonto in onore della Beata Maria Vergine delle Grazie del Villaggio della Madonna delle Grazie, a Gibellina Vecchia e «Lettura Poetica del Mistero» con il coro della Diocesi di Mazara, la banda “G. Rossini” di Gibellina e nuova Banda Musicale di Paceco, al Cretto di Burri.

La Fondazione Orestiadi di Gibellina rende omaggio a Giovanni Bosco

La Fondazione Orestiadi ricorda l’artista castellammarese

Gibellina. Le opere di Giovanni Bosco, artista outsider di Castellammare sono esposte da ieri in una mostra a cura di Eva Di Stefano.

In occasione del trigesimo della scomparsa dell’artista outsider Giovanni Bosco (1948-2009). Ieri al Museo Delle Trame Mediterranee è stato reso omaggio alla sua memoria presentando una mostra, negli spazi degli Atelier del Baglio di Stefano, che raccoglie una ventina circa di opere (dipinti su tavola, cartone o carta di pane), tra cui le dieci che entreranno ufficialmente a far parte della collezione della Fondazione Orestiadi, presieduta da Ludovico Corrao.

Dal 2008 l’irregolare stravaganza di Bosco, adombrata da una vita di stenti, isolata in un proprio universo colorato, era uscita fuori dai confini di Castellammare, da quando il fotografo Boris Piot e il collettivo francese «Animula Vagula» lo hanno scoperto sui muri della cittadina del trapanese.

«La spontaneità genuina e indipendente della sua arte, la lontananza da qualsiasi forma di sistema culturale ufficiale, il disagio emarginante di un vissuto sofferto – è scritto in una nota della Fondazione – fanno di Bosco un esempio calzante di quella porzione di arte che Jean Dubuffet ha definito nel 1945 “Art Brut”».

«Per Giovanni Bosco “Gibellina è un cuore scuro dove il rosso trapela o risale dal margine, come linfa solare in lotta con la notte. Gibellina è anche un piede rosso e nero, che afferma una linea di terra e una stabilità orizzontale, sulla quale si attesta una gamba che porta il nome di Tunisi (…)”.

Nei suoi disegni Bosco condensa i sogni e la vita inventando da sé, senza modelli precostituiti né influenze del folklore locale, un vocabolario espressivo di forme essenziali e intense, che comunicano il nodo delle cose senza raccontarle», così scrive Eva Di Stefano storica dell’arte contemporanea e direttrice dell’Osservatorio Outsider Art della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo), nel quaderno di accompagnamento della mostra.
r.t.

da La Sicilia

Provincia di Trapani tre notizie buone e una cattiva

Questa volta cominciamo dalla cattiva.

Tra le dodici persone raggiunte da informazione di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta truffa da 400 mila euro commessa ai danni dell’Ato Belice Ambiente nel periodo 2005-2006 di cui si è detto qui, c’è anche l’assessore al Territorio della Provincia di Trapani, Girolamo Pipitone (An-Pdl) accusato di tentata ripetuta estorsione ai danni dell’attuale vertice dell’Ato Belice Ambiente.

Si avete capito bene, un’ipotesi di tentata ripetuta estorsione per l’attuale assessore al Territorio della Provincia di Trapani .

Passiamo a quelle buone:

Mazara – Nei primi 31 giorni di gennaio sempre la “Belice Ambiente Spa” ha raggiunto il 30,16% di raccolta differenziata in scala d’Ambito.

Nel giorno in cui è stato reso ufficiale il dato trasmesso all’Agenzia regionale dei rifiuti, la società d’Ambito aggiunge un ulteriore tassello al percorso virtuoso che da più di un anno ha intrapreso negli undici comuni dell’Ambito Ottimale Trapani 2.

E’ stato inaugurato, infatti, il secondo centro di raccolta per la differenziata a Mazara del Vallo, che si trova in via Marsala.

Dopo quello di contrada Serroni, la società guidata dall’amministratore unico Francesco Truglio, ha inaugurato il secondo punto di conferimento, concesso in comodato dal Comune.

Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il vescovo della Diocesi, monsignor Domenico Mogavero, il sindaco Giorgio Macaddino e l’amministratore unico, Francesco Truglio.

Al centro di via Marsala gli utenti potranno conferire i rifiuti, accedendo così al sistema d’incentivo economico individuale sulla tariffa, lo stesso che viene applicato in tutti i centri ed isole ecologiche dell’Ambito

GibellinaZouheir M’Dhaffar, ministro della Funzione Pubblica della Repubblica di Tunisia, sabato alle 11,00 renderà visita alla Fondazione Orestiadi, al Baglio Di Stefano.

Nella visita sarà accompagnato dal Console generale tunisino a Palermo Abderrahmen Ben Mansour. Ad accoglierlo il sen. Ludovico Corrao.

L’incontro si inserisce nell’ambito delle relazioni esistenti da anni tra le Orestiadi ed i paesi che si affacciano nel Mediterraneo.

Nel corso dell’incontro verranno affrontati temi di collaborazione riguardanti il settore della ricerca, della cooperazione, degli scambi culturali.

SalemiSabato 28 febbraio, alle ore 12,30 al castello arabo normanno di Salemi, il sindaco Vittorio Sgarbi e il coordinatore del Progetto Terremoto, Nicolas Ballario, incontreranno la stampa in occasione dell’arrivo dei 55.000 dvd della Collezione Kim’s Video di New York, donata al Comune di Salemi di cui vi avevo parlato qui.

Alla conferenza stampa saranno presenti, inoltre, un inviato del Los Angeles Times e una trouppe dell’emittente statunitense Cbs.

“È un progetto culturale ambizioso che porterà beneficio a tutta la Sicilia, per questo invito il Presidente della Regione Lombardo a considerare questo archivio patrimonio della Sicilia“, ha detto il sindaco Vittorio Sgarbi, e “New York is the past, Salemi is the future!” ha chiosato l’assessore alla creatività Oliviero Toscani.

Salemi “Case a un euro”, fumo solo fumo

Di fronte al comunicato del Comune di Salemi, in cui si annuncia che è stato individuato l’iter amministrativo che permetterà l’inclusione, nel piano urbanistico della città, di uno strumento di sviluppo destinato alla parte più antica di Salemi, vi è stato chi ha pensato che il progetto “Case a un euro” sia già pronto per la sua effettiva realizzazione.

In realtà, e spiace dirlo perchè siamo osservatori attenti e non ostili dell’esperienza salemitana di Vittorio Sgarbi & C., le cose non stanno affatto in questo modo, ed il progetto “Case a un euro”, da quanto si ricava leggendo il comunicato,  è in alto mare tanto, ne più ne meno, di quanto lo era al momento del suo lancio.

Vero che la Giunta ha nominato Mariano Palermo, come responsabile unico del progetto e che l’ingegnere Palermo ha individuato, in una dettagliata relazione trasmessa al sindaco Vittorio Sgarbi, l’iter amministrativo per procedere alla realizzazione concreta del progetto «Case a un euro», e che gli uffici comunale hanno già avviato le relative procedure, ma niente allo stato attuale degli atti può far supporre, dati i passaggi burocratici necessari e conseguenti, che tali procedure possano essere rapide e portare in tempi ravvicinati all’inizio dei lavori anche solo in un unico edificio del centro storico.

Tutto il resto, per ora, è solo fumo.

Di seguito il comunicato:

COMUNICATO STAMPA del Comune di Salemi di giovedì 27 novembre 2008

Individuato l’iter amministrativo:  gli uffici hanno avviato le procedure

Progetto «Case a un euro»: nominati il «Responsabile unico» e i Coordinatori dei «Gruppi di lavoro»

L’ingegnere Mariano Palermo ha già trasmesso al Sindaco la relazione tecnica che individua il percorso amministrativo per procederealle assegnazioni e dunque ai primi restauri

SALEMI – L’ingegnere Mariano Palermo, attuale Esperto del Sindaco in procedure della Pubblica Amministrazione, è stato nominato «Responsabile Unico» per l’attuazione del progetto «Case a un euro» ideato dall’Assessore alla Creatività Oliviero Toscani e dal sindaco Vittorio Sgarbi.

L’ingegnere Palermo si raccorderà con il Sindaco, l’Assessore alla Creatività e con i consulenti da loro indicati.

Contestualmente sono stati nominati dei Coordinatori dei «Gruppi di lavoro»: l’avvocato Vito Bonanno (attuale Sindaco di Gibellina) che curerà gli aspetti di natura amministrativa; Calogero Calamia, Dirigente del Settore Finanze del Comune di Salemi, che si occuperà degli aspetti fiscali e societari; l’architetto lucchese Pietro Carlo Pellegrini, esperto in recupero e restauro del patrimonio architettonico; l’ingegnere Mariano Palermo per gli aspetti di natura urbanistica ed amministrativa.

I Coordinatori costituiranno «Gruppi di lavoro» con professionisti, funzionari, istituti, enti e comunque con soggetti giuridici che hanno specifica competenza nei relativi settori e che vorranno aderire liberamente, senza alcun onere per il Comune di Salemi, all’iniziativa previo assenso del responsabile unico.  L’assessore al Centro Storico Bernardo Tortorici vigilerà sul progetto una volta iniziati i lavori di restauro. Il responsabile unico, con apposita delibera di giunta, è stato autorizzato a ricercare forme di sponsorizzazione con partner pubblici e privati per la redazione del preliminare studio di fattibilità.

L’ingegnere Palermo ha già individuato, in una dettagliata relazione trasmessa al sindaco Vittorio Sgarbi, l’iter amministrativo per procedere alla realizzazione concreta del progetto «Case a un euro». Gli uffici comunale hanno già avviato le relative procedure.

Lo strumento urbanistico attualmente vigente nel centro Storico è il «Piano particolareggiato di risanamento» approvato dal Consiglio Comunale nel 1981. Le norme di attuazione di questo Piano demandano, attraverso una apposita delibera consiliare, all’Amministrazione comunale l’onere e la facoltà di disporre d’ufficio o su richiesta dei proprietari  interessati «la formazione di comparti che includano uno o più edifici e/o aree inedificate, dotando pertanto il piano di estrema flessibilità, considerando di fatto l’attuazione per comparti in quei casi in cui se ne ravvisano la necessità (rilottizzazione di aree ad elevato frazionamento fondiario, edificazione di aree molto estese ed appartenenti a diversi proprietari)»

Nella delibera di nomina del «Responsabile unico» e dei Coordinatori dei «Gruppi di lavoro» viene specificato come il progetto «Case a un euro» mira principalmente a ricostruire e rendere nuovamente abitabile la parte del centro storico oggi abbandonata, in base ad un progetto che ha questi obiettivi: «Avvantaggiare la nascita di attività come case-vacanze a gestione immobiliare o singola, attività commerciali di nicchia, attività artigianali di prodotti tipici, servizi in genere e servizi per giovani; evitare la ricostruzione di «volumi dormitorio», salvo quelli a servizio delle attività, limitando pertanto le case-alloggio solo per alcuni personaggi, istituzioni e soggetti portatori di «interessi diffusi»; rispettare la memoria dei luoghi attraverso la «lettura del contemporaneo»; ricercare un «sistema unico di dialogo tra il disegno architettonico e la verifica dello stato dei luoghi.”

Salemi, non solo pane ma anche “writers” …

Già su “Ordinanza Pazza” abbiamo informato qui, e qui sulla questione legata ai “writers” e/o “graffitisti”, e la presa di posizione fuori dal coro del critico d’arte e sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.

Ora una nota dell’Ansa ci informa che:

La legge contro il degrado urbanistico annunciata dal governo è sbagliata: secondo Vittorio Sgarbi ‘se è giusto proteggere dai graffiti dei writers gli edifici storici fino al 1958, non ha senso estendere il divieto agli edifici moderni, soprattutto quelli nati con la speculazione edilizia degli anni ’60”.
Sgarbi, che nei mesi scorsi ha organizzato una mostra di “graffitisti” a Milano, con tanto di catalogo, invita i writers a recarsi in massa a Salemi, la cittadina siciliana della quale è sindaco.
‘In virtù dell’autonomia regionale siciliana in materia di beni culturali – spiega Sgarbi – ho tutto il diritto di reclutare i graffitisti e avvalermi della loro opera per riqualificare alcune brutture edilizie presenti nel mio comune. Penso anche di farli operare a Gibellina, il paese colpito dal terremoto nel 1968 e ricostruito negli anni ’70 con l’intervento di grandi artisti: l’architettura di Gibellina si presta in particolar modo a ospitare composizioni artistiche di grafitisti’. Secondo Sgarbi, l’idea potrebbe estendersi ad altri centri della Sicilia: ‘Penso a Gela, città deturpata da un’edilizia selvaggia che non potrebbe che migliorare con grandi graffiti dipinti sui muri’. “La mia idea – sottolinea – è appoggiata dal sottosegretario Micciché, che ne ha parlato a Berlusconi. Il premier, per la verità, si è mostrato un po’ rigido, ma visto che lo statuto della regione Sicilia consente l’autonomia in questo campo, intendo andare avanti con la mia idea’
.

Debbo dire la verità questa idea di Sgarbi non mi entusiasma affatto, per due ordini di motivi.

Il primo legato alla natura stessa della forma espressiva tipica dei writers la quale nasce in contesti di disagio metropolitano e appare quindi di difficile esportazione in un contesto non metropolitano, di tipo rurale o semi rurale quali possono essere Salemi o Gibellina.

Il secondo legato alla natura del degrado urbano cui fa riferimento lo steso Sgarbi, la cui riqualificazione richiede interventi sulla struttura sociale, dei servizi ed urbanistica, e rispetto ai quali l’intervento sul paesaggio urbano dei writers sembra improbabile possa aggiungere valore.

Provi Vittorio Sgarbi a proporre a Gianfranco Miccichè un grande progetto di riqualificazione, per il tramite dei “writers”, dell’ex “ZEN” a Palermo, e fra qualche anno interroghiamo assieme gli abitanti per sapere quanto è cambiata la loro vita e la loro percezione del futuro.