Sui precari e sul patto di stabilità Giacomo Tranchida sindaco di Erice disubbidisce

Non so cosa significhi esattamente in termini pratici, (forse niente, o al contrario tanto) ma è comunque un segnale forte lanciato da Giacomo Tranchida, uno dei sindaci della provincia di Trapani, al governo nazionale perchè venga rivista la norma della manovra finanziaria in discussione al parlamento, che avrebbe come risultato la creazione di altri 23.000 disoccupati in Sicilia, in aggiunta agli altri prodotti negli anni dalle politiche scellerate di una mediocre, per non dire di peggio, classe politica.

La notizia è questa.

Ieri la Giunta Tranchida ha deliberato, di fatto, in deroga al patto di stabilità fissato dal Governo Nazionale, la prosecuzione del rapporto di lavoro per i contrattisti del Comune di Erice. Non ha potuto però adottare la delibera di bilancio previsionale, perché di fatto si andrebbe a sforare il tetto finanziario di spesa prefissato dalla contestata norma nazionale. Quanto precede, da un lato per dare garanzia del rapporto giuridico ai lavoratori interessati a cui andava a scadere il contratto il 30 giugno p.v., dall’altro per non sospendere servizi essenziali in favore della comunità e che spaziano dai Vigili Urbani ai Servizi turistici, da quelli scolastici ai servizi sociali e cos’ì via.
“Ci assumiamo la responsabilità di “violare” un norma ingiusta e penalizzante, che rischia di mandare a casa tutti i lavoratori precari (oggi contrattisti e domani anche gli LSU) che sono presenti negli enti locali siciliani e che assieme al personale dipendente hanno garantito e continuano a garantire servizi essenziali – dichiara il Sindaco Tranchida – a maggior ragione, lunedì prossimo assieme ai lavoratori protesteremo nei confronti del Governo Nazionale davanti alla Prefettura per chiedere con forza la deroga al patto di stabilità, che in altre occasioni il Governo di Roma ha garantito sottoforma di contributo straordinario alla città di Palermo e di Catania, nonché per le quote latte delle Regioni care alla Lega di Tremonti e Bossi. L’Italia non può essere divisa in due, né le popolazioni siciliane e i lavoratori possono essere trattati in diversa misura”.

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Trapani – Erice fù …nivia ?

Sapete tutti che alcuni anni fà dopo decenni e decenni di chiacchere Trapani ed Erice sono stati finalmente riuniti da quel meraviglioso mezzo di trasporto che è la funivia. Riuniti, perchè già una volta l’impianto di funivia era andato in malora.

Mezzo di trasporto ecologico, veloce e moderno, ma anche attrattiva impareggiabile e “luogo” di visione senza pari su Trapani e sulle Egadi.

Insomma la funivia Trapani – Erice è una delle, non molte, cose buone che sono state realizzate negli ultimi anni dalla classe politica di questa provincia. Provincia nella quale i politici, per come evidenziano le inchieste di polizia e magistratura preferiscono spesso dedicarsi più agli affari (spesso illeciti) che alle politiche di sviluppo.

Ciò detto e a dimostrazione ulteriore dell’insipienza di questa classe politica, sembra ora che la funivia si avvii alla chiusura tant’è che i dipendenti non hanno ricevuto gli stipendi di novembre e sembra siano in pericolo anche le tredicesime.

Di alcune ragioni per cui sembra che la funivia non possa rimanere aperta avevamo detto in questo post, ora a fronte di impegni presi e non mantenuti dalla Provincia Regionale di Trapani, e per essa dal suo presidente Mimmo Turano, il Sindaco di Erice Giacomo Tranchida, che detiene una quota della società proprietaria dell’impianto, ha lanciato l’allarme.

Il sindaco di Erice ha chiamato in causa il mancato rispetto dei patti da parte dell’amministrazione provinciale, la quale nei mesi scorsi si era impegnata a versare nelle casse del Comune di Erice 150 mila euro l’anno per un triennio, quali somme da investire nella promozione di eventi e attività a sfondo turistico, in maniera tale da incentivare l’utilizzo dell’impianto nei mesi di scarsa affluenza turistica, fare aumentare il numero di utenti e giustificare il mantenimento del servizio.

Tranchida ha ricordato come la sua amministrazione abbia mantenuto gli impegni, a differenza della Provincia che ad oggi non ha versato un solo centesimo.
Tranchida rileva inoltre come il presidente della Provincia Mimmo Turano non si è presentato all’incontro convocato in Prefettura e non ha inviato neanche un sostituto.

Nel frattempo la società continua a vivere nell’incertezza e le casse della Funierice si dice siano vuote.

Il sindaco di Erice infine ha fatto sapere di non essere interessato a stare in società con chi non mantiene gli impegni, non escludendo quindi la possibilità di uscire dalla società, cedendo le proprie azioni.

Che dire di più ?

Di fronte a vicende come questa forte è il desiderio di essere altrove, in luoghi meno ostili al buon senso ed alla civiltà.

Se non avete un biglietto low cost sottomano per una simile destinazione, spero vi basti l’ascolto di “Stairway To Heaven” (Scala per il Paradiso) dei Led Zeppelin.

Led Zeppelin  – Stairway To Heaven

Trapani – Erice andata e ritorno

La pubblicazione ieri dell’indagine Monitor Città, la ricerca che ogni sei mesi Ekma realizza per i comuni italiani tesa a misurare il grado di fiducia nei confronti degli Amministratori, pubblicata in anteprima da Affaritaliani.it, ha confermato l’impressione positiva che coltivo da tempo sulla discontinuità rispetto alle passate esperienze che la sindacatura di Girolamo Fazio ha segnato per la città di Trapani, pur in assenza di analoga discontinuità da parte del Consiglio Comunale.

Gli amministratori locali che hanno superato un indice di consenso del 55% sono in Italia 37 mentre nella scorsa rilevazione erano 40 (non sono stati rilevati i sindaci eletti nell’ultima tornata elettorale, tranne quelli al secondo mandato).
Venticinque sindaci si riconoscono nello schieramento di Centrosinistra e 12 in quello di Centrodestra.
Coplessivamente 20 sono del Nord, 6 del centro e 11 del Sud.

La rilevazione Ekma pone al primo posto un sindaco di una città del Sud eletto per il Centrodestra, Giuseppe Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria con il 67,4% di fiducia e che nella rilevazione di dicembre si era piazzato già al terzo posto.

Tre i sindaci siciliani presenti nella classifica Girolamo Fazio (Pdl) (Trapani)  al 7° posto con il 61,9% di gradimento, Marco Zambuto (Agrigento) con il 55,4% al 31° posto e Nello Di Pasquale (Ragusa) con il 55,00% al 34° posto.

Altra conferma, su una certa idea ampiamente positiva che ho maturato nel tempo sul sindaco di Erice Giacomo Tranchida (Pd) alla luce della carriera politica e dei risultati amministrativi conseguiti, mi viene oggi da una intervista di Michele Rallo nella quale l’ex parlamentare nazionale di origine missina critica la ventilata ipotesi di una mozione di sfiducia che alcuni consiglieri del PDL del Comune di Erice starebbero per presentare contro il sindaco: “Tale iniziativa, valida nell’ottica di una rituale contrapposizione fra opposti schieramenti, appare politicamente incauta nel momento in cui viene diretta contro un sindaco, che è certamente tra i migliori amministratori della provincia di Trapani, un sindaco che ha ben operato e nei cui confronti i cittadini ericini ripongono molte speranze”.