Lombardia elezioni regionali Lista Formigoni fuori Respinto il ricorso

La Corte d’Appello di Milano ha respinto il ricorso della Lista per la Lombardia (il listino) di Roberto Formigoni, confermandone l’esclusione dalla competizione elettorale del 28 e 29 marzo.

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Elezioni Regionali Lazio: la lista Pdl è fuori

E’ stata respinta l’istanza presentata dal Pdl per l’accoglimento della lista dei suoi candidati alle elezioni regionali del Lazio del 28 e 29 marzo 2010.
Ora il Pdl puo’ presentare appello all’Ufficio centrale regionale.
Allo stato la lista dei candidati Pdl della provincia di Roma risulta non presentata e non ammessa alla competizione elettorale per il rinnovo del consiglio regionale.

“Diciamoci le cose come stanno: questa lista non c’è, non c’è verbale”, questo era stato in mattinata il commento della candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino riferendosi alla vicenda.
“Dopo le leggi ad personam non vorrei che si arrivasse a un provvedimento ad listam, sarebbe un’ innovazione degna di qualche altro regime. Forse anche Alemanno dovrebbe pentirsi della sua arroganza: davanti alle nostre richieste di legalità aveva detto che avevamo problemi di visibilità. Poi era intervenuto il ministro Maroni, dicendo che a 30 giorni dalle elezioni non si poteva cambiare niente e non dovevamo lamentarci. Non vorrei che avessero una memoria troppo corta”.

Senza appello il commento del ministro per l`Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi che ha denunciato la “incapacità” organizzativa del Pdl, alla luce del ritardo nella presentazione della lista nel Lazio .
“L’onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del Pdl hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia”.

Elezioni Regionali 2010: liste del Pdl fuori dalla competizone nel Lazio

Ancora non si e’ dipanato il “mistero” della presentazione della lista del Pdl per le regionali nel Lazio. La documentazione richiesta per il deposito in Tribunale e’ stata presentata in ritardo, oltre il termine delle 12 fissato per legge, dunque la lista del Pdl a sostegno della candidatura di Renata Polverini sarebbe a rischio esclusione.

Il Pdl non ha presentato le liste elettorali per il collegio della provincia di Roma alle regionali del Lazio nel termine improrogabile delle ore 12 previsto dalla legge“, denuncia Mario Gasbarri, senatore del Partito Democratico.

Ero presente – spiega Gasbarri –  al Tribunale di Roma ed ho potuto filmare l’episodio con il cellulare. Posso percio’ documentare che intorno alle ore 14, quindi due ore oltre il limite di tempo consentito, le firme non erano state consegnate e giacevano abbandonate in un corridoio. Mi auguro che ora il Pdl non cerchi espedienti per far rientrare dalla finestra cio’ che, secondo la legge, e’ ormai fuori della porta“.

Se anche ci fosse stato un vizio di forma nella presentazione della lista del PdL, cosa ancora tutta da dimostrare, non si e’ mai visto escludere una lista per questioni di pura forma” afferma Marco Marsilio, deputato del Popolo della Liberta’, sottolineando che “i delegati e la documentazione del PdL erano presenti all’ora convenuta. Chi sta tentando di escludere la lista vuole falsare la partita. Sarebbe un gravissimo attentato a democrazia. Cerchino altre strade per vincere le elezioni“.

Pare che non siano in grado nemmeno di rispettare i tempi per la presentazione della propria lista, figurarsi di governare una Regione come il Lazio” dice Esterino Montino, vice presidente della Regione Lazio.

Suggerisco ai rappresentanti della lista del Pdl a Roma – spiega Montino – di allenarsi un po’, fare esperienza nella vita di tutti i giorni cercando di rispettare le regole, a partire dagli orari, e di fare, la prossima volta, una figura migliore“.

Resta il fatto che i termini in materia elettorale non sono puramente indicativi, ma perentori ed ordinativi, “entro e non oltre” ha un solo significato, “entro e non oltre”.

E da rilevare poi che non di “partita” si tratta, ma di esercizio regolato della democrazia, esercizio per la regolarità del quale le regole necessariamente non sono forma, ma sostanza.