Retata antimafia a Castellammare del Golfo

MAFIA: TRA ALCAMO, CASTELLAMMARE E CALATAFIMI LA RETE DEL RACKET DI COSA NOSTRA

19 giugno 2012 · by Rino Giacalone · in Notizie dall’Italia

Avevano riorganizzato le cosche mafiose tra Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi, le 12 persone arrestate la scorsa notte dalla Polizia nell’ambito del blitz denominato Crimiso. Tra gli arrestati volti noti, dal pedigree mafioso accertato, come i boss Nino Bonura, Nino Bosco, Michele Sottile, il giovane Diego Rugeri, ma anche soggetti nuovi. A capo delle “famiglie” storiche come quelle di Alcamo e Calatafimi vi sarebbero soggetti fino ad ora scon osciuti, un procacciatore di affari, Vincenzo Campo, e un operaio della Forestale, Nicolò Pidone. A incastrarli un summit che i poliziotti sono riusciti ad intercettare per intero e che si è svolto nelle campagne di monte Inici, appena sopra il golfo di Castellammare. Quel summit si era reso necessario perché erano insorti dei litigi e quindi dall’alto, dal vertice mafioso per eccellenza, dagli uomini più vicini al latitante Matteo Messina Denaro, era arrivato un boss, Tommaso Leo, anche lui arrestato la scorsa notte. La mafia sommersa non vuole avere a che fare con le armi, e le lotte intestine che una volta venivano affrontate con le faide e le armi, oggi vengono risolte con i “commissariamenti”. Proprio così. Un “commissario”, il boss di Vita Tommaso Leo, il cui nome per la prima volta venne fuori nell’ambito dell’operazione antimafia e antidroga internazionale denominata Igres, si è occupato di mettere pace a Castellammare del Golfo.

girolamo-genna-ls-ca-coDa Vita si è trasferito a Castellammare, ha rimesso in riga tutti. Ascoltando quella riunione i poliziotti hanno ricostruito la rete mafiosa dedita al racket. Oltre agli arresti anche 15 avvisi di garanzia: uno di questi ha raggiunto il consigliere comunale di Castellammare del Golfo Girolamo Genna, appartenente al Fli; avrebbe messo a disposizione il suo ufficio per alcuni incontri riservati. Tra i risvolti dell’operazione ancora dalle intercettazioni è emerso il nervosismo dei mafiosi verso la politica, anche i boss a proposito di antipolitica la pensano come i comuni cittadini. I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata, incendio aggravato, violazione di domicilio e violazione della sorveglianza speciale. Gli arresti sono scattati all’alba di oggi, poliziotti dello Sco, della Squadra Mobile di Trapani, e dei Commissariati di Alcamo e Castellammare del Golfo, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Palermo Luigi Petrucci su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo (indagini coordinate dal procuratore aggiunto Principato, e dai pm Guido, Marzella e Padova). I destinatari dell’ordinanza sono stati:

BONURA Antonino, imprenditore alcamese del 1963 residente a Sesto San Giovanni (MI), pregiudicato per mafia, già Sorvegliato Speciale di P.S.;
BOSCO Antonino, pregiudicato mafioso di Castellammare del Golfo del 1955, in atto detenuto all’ergastolo.
BOSCO Vincenzo, operaio castellammarese del 1963;
BUSSA Sebastiano, pregiudicato castellammarese del 1975 già Sorvegliato Speciale della P.S;
CAMPO Vincenzo, procacciatore d’affari pregiudicato di Alcamo del 1968;
GIORDANO Salvatore, imprenditore pregiudicato di Ravanusa (AG) del 1959 residente a Milano;
LEO Rosario Tommaso, imprenditore agricolo pregiudicato di Vita (TP) del 1969;
MERCADANTE Salvatore, allevatore di Castellammare del Golfo del 1985;
PIDONE Nicolò, dipendente stagionale del Corpo Forestale di Calatafimi del 1962;
RUGERI Diego, detto “Diego u’ nicu” pregiudicato e Sorvegliato Speciale di P.S. di Castellammare del Golfo del 1980;
SANFILIPPO Giuseppe operaio pregiudicato di Castellammare del Golfo del 1983;
SOTTILE Michele, pregiudicato di Castellammare del Golfo del 1962 già sorvegliato speciale di P.S.;

L’indagine ha consentito di ricostruire l’organigramma dei vertici di tale propaggine di Cosa Nostra trapanese oltre che una serie di condotte delittuose commesse dagli indagati.

da Malitalia

Mafia, dodici arresti tra Sicilia e Lombardia indagato anche un consigliere comunale

Gli arrestati secondo la Procura di Palermo sarebbero organici ai clan trapanesi. Perquisizioni a carico di altri 15 indagati, tra cui un consigliere comunale di Castellammare del Golfo

Dodici persone sono state arrestate dalla polizia nell’operazione antimafia ”Crimiso” con l’accusa di far parte dei clan mafiosi della provincia di Trapani. I provvedimenti, emessi dal Gip di Palermo Luigi Petrucci, su richiesta del procuratore aggiunto della Dda, Maria Teresa Principato, e dei sostituti Paolo Guido, Carlo Marzella e Pierangelo Padova, sono stati eseguiti dalla squadra mobile di Trapani e della sezione Criminalità organizzata, in Sicilia a Castellammare del Golfo, Alcamo, Calatafimi e Vita, e in Lombardia a Milano e Sesto San Giovanni.

Associazione mafiosa, estorsione, incendio, violazione di domicilio e violazione delle prescrizione della sorveglianza speciale le accuse contestate a vario titolo. Sono state effettuate perquisizioni domiciliari a carico degli arrestati e di altri 15 indagati in stato di libertà cui è stata notificata l’informazione di garanzia. Tra questi, un immobiliarista e il titolare di uno studio di progettazione, che è anche consigliere comunale di Castellammare del Golfo. I due avrebbero consentito delle riunioni dei mafiosi presso i loro esercizi.

Gli arrestati sono Antonino Bonura, imprenditore alcamese 49 anni residente a Sesto San Giovanni (Milano), pregiudicato per mafia, Antonino Bosco, pregiudicato mafioso di Castellammare del Golfo, 58 anni, detenuto all’ergastolo, Vincenzo Bosco, operaio di 49 anni, Sebastiano Bussa, pregiudicato di 38 anni,Vincenzo Campo, procacciatore d’affari pregiudicato di 45 anni, Salvatore Giordano, 54 anni, imprenditore pregiudicato di Ravanusa (Agrigento) e residente a Milano, Rosario Tommaso Leo, 44 a nni, imprenditore agricolo pregiudicato, Salvatore Mercadante, 28 anni, allevatore, Nicolo’ Pidone, 50 anni, dipendente stagionale del Corpo Forestale di Calatafimi, Diego Rugeri, 33 anni, pregiudicato, Giuseppe Sanfilippo, 30 anni, operaio pregiudicato, Michele Sottile, 50 anni, pregiudicato. L’indagine ha fatto luce su una spaccatura apertasi all’interno della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo dopo gli arresti dei vertici alcuni anni fa nelle operazioni Tempesta I e II. Una spaccatura che secondo li inquirenti poteva portare ad una vera e propria faida interna alle cosche di Alcamo e Castellammare. Un gruppo legato a Diego Rugeri, rampollo di una famiglia mafiosa, sotto l’egida del piu’ autorevole Antonino Bonura, ”reggente” del clan di Alcamo, aveva intrapreso alcune estorsioni ai danni di operatori economici castellammaresi senza il consenso di Michele Sottile, uomo d’onore di Castellammare che, per ”anzianita”’ anagrafica, riteneva di dover capeggiare la cosca locale.

Gli attriti tra i due, sostiene la polizia, potevano sfociare in una vera e propria ”faida”. Per appianare le divergenze, Bonura, assieme a Rosario Leo, affiliato alla famiglia mafiosa di Vita, aveva convocato un summit dei clan di Alcamo, di Castellammare e di Calatafimi in aperta campagna per appianare le divergenze. Questa riunione e’ stata intercettata dagli investigatori, che hanno cosi’ compreso quel che si muoveva nel contesto mafioso provinciale. E’ stata anche riscontrata la presenza di un’ulteriore ”ala autonomista” all’interno della famiglia mafiosa di Castellammare: i boss infatti accusavano Sebastiano Bussa (non presente al vertice di aver richiesto, senza l’autorizzazione della ”famiglia” il pagamento di un’estorsione ad un’impresa edile che stava svolgendo lavori pubblici nel centro della cittadina del golfo. Le indagini hanno fatto chiarezza anche su una serie di estorsioni e incendi ai danni del ristorante ”Egesta Mare” e dei bar ”Vogue” e ”La Sorgente” di Castellammare del Golfo, di vari imprenditori, di un dentista, delle ditte ”Prom.Edil” e ”F.lli Tamburello G. & c. s.n.c.”, esecutrici dei lavori appaltati dal Comune di Castellammare del Golfo per la riqualificazione urbana e il ripristino dell’antica pavimentazione del centro storico. Otre al regolare pagamento di somme di danaro, alle vittime veniva imposto di assumere parenti degli indagati, o di fornire prestazioni professionali gratis. Quest’ultimo e’ il caso del dentista.”

da la Repubblica

RETATA NEL TRAPANESE

Mafia, dodici arresti. Strappata la rete del pizzo
Martedì 19 Giugno 2012 07:23 di Riccardo Lo Verso

Retata nella zona di Trapani. Smagliata la rete del racket e decapitate le cosche. Dodici arresti.
Azzerati i vertici delle famiglie mafiose di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi. In dodici sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Si tratta di Antonino Bonura, imprenditore alcamese e già sorvegliato speciale; Antonino Bosco, pregiudicato mafioso di Castellammare del Golfo, detenuto all’ergastolo; Vincenzo Bosco, operaio castellammarese; Sebastiano Bussa, anche lui pregiudicato di Castellammare; Vincenzo Campo, procacciatore d’affari di Alcamo; Salvatore Giordano, imprenditore pregiudicato di Ravanusa (Ag), Rosario Tommaso Leo, imprenditore agricolo e pregiudicato di Vita (Tp), Salvatore Mercadante, allevatore di Castellammare del Golfo, Nicolò Pidone, operaio della forestale di Calatafimi, Diego Rugeri, sorvegliato speciale di Castellammare, Giuseppe Sanfilippo, operaio e pregiudicato anche lui di Castellammare, così come Michele Sottile, ennesimo volto noto alle forze dell’ordine coinvolto nell’inchiesta della sezione Criminalità organizzata della squadra mobile di Trapani. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Maria Teresa Principato, e dai sostituti Polo Guido, Carlo Marzella e Piero Padova. I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata, incendio aggravato, violazione di domicilio e violazione della sorveglianza speciale.

E’ stata ricostruita la spaccatura all’interno della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo. Il gruppo legato a Diego Rugeri, sotto l’egida di Antonino Bonura, reggente di Alcamo, aveva iniziato a imporre il pizzo senza chiedere il permesso a Michele Sottile. All’orizzonte si profilava una faida evitata nel corso di una riunione. I due gruppi si compattarono per fronteggiare l’avanzata di un’altra fazione, quella di Bussa e dei Bosco. Lungo l’elenco delle vittime del racket: dai titolari del ristorante Egesta Mare di Castellammare del Golfo all’imprenditore Salvatore Buscemi; dai proprietari del bar Vogue al dentista Salvatore Magaddino, sempre di Castellammare del Golfo agli imprenditori della Prom.Edil. e della Fratelli Tamburello di Partanna, vincitrici della gara per la riqualificazione del centro storico di Castellammare. Per finire con il titolare del noto bar La sorgente di Castellammare del Golfo e con gli imprenditori Giuseppe Blunda e Luigi Impastato. Tra gli indagati a piede libero ci sono anche un immobiliarista e il titolare di uno studio di progettazione di Castellammare con un passato da consigliere comunale che avrebbero ospitato delle riunioni di mafia.”

da Live Sicilia

“Mafia: 12 arresti nel trapanese, in carcere consigliere comunale

ultimo aggiornamento: 19 giugno, ore 08:38

Palermo, 19 giu.- (Adnkronos) – E’ in corso una vasta operazione antimafia nel trapanese eseguita dalla Squadra mobile che ha arrestato dodici persone. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Palermo Luigi Petrucci, che ha accolto le richieste del Procuratore aggiunto di Palermo, Maria Teresa Principato e dei pm Paolo Guido, Carlo Marzella e Pierangelo Padova. In carcere anche un consigliere comunale di Castallemmare del Golfo. Gli arresti sono stati eseguiti tra la Sicilia e la Lombardia, da Castellammare del Golfo, Alcamo, Calatafimi e Vita, e in Lombardia a Milano e Sesto San Giovanni.”

IGN

Castellammare: Quelli di FLI obbligati alla sfiducia

Qui non si è maghi e quindi non si è in grado di prevedere se davvero finirà giorno 27 febbraio la corsa di Marzio Bresciani o se la mozione di sfiducia presentata da un pezzo della sua ex maggioranza, (oggi riunito sotto le insegne del partito di Fini) e dai due consiglieri del Partito Democratico sarà solo un ordinario incidente di percorso, nella sindacatura di Marzio Bresciani

Ciò che sembra di notare è che la fomazione di Fini abbia politicamente accelerato per avere modo anche essa di marcare in qualche modo il territorio nelle prossime tornate amministrative del 2012.

Provate ad immaginare, dopo il rinnovo dei consigli e dei sindaci a cui sono interessati alcuni comuni, non piccoli, della nostra provincia, quale sarà il quadro della rappresentanza politico-istituzionale.

Allo stato delle cose, in nessuno di tali comuni è immaginabile la candidatura vincente di un uomo di FLI, non a Marsala, non a Trapani, non ad Alcamo, non ad Erice, per citare i comuni più grossi e di maggiore rilevanza politica.

Dopo le elezioni amministrative 2012 il partito (ed il leader di partito, nella fattispecie Livio Marrocco) che uscirebbe maggiormente indebolito nell’ambito della coalizione costituita da  Terzo Polo – Autonomisti e Pd, rischierebbe di essere proprio FLI, con ovvie ripercussioni anche all’interno della stessa formazione finiana.

Puntare ad elezioni anticipate per Castellammare del Golfo, spendendosi nella candidatura a sindaco diventa quindi mossa non solo logica, ma direi obbligata per non compromettere la propria sopravvivenza politica.

Anche perchè oggi tale candidatura potrà, nell’ambito di contrattazioni al tavolo provinciale essere imposta ai numerosi, aspiranti frustrati a sindaco, nel 2013, non è detto ciò sarebbe più possibile.

Resta salva in ogni caso ogni altra ed ulteriore considerazione sui risultati non brillanti dell’esperienza Bresciani.

Sondaggio elettorale Sicilia novembre 2011 – Demopolis

Se a livello nazionale, il centrosinistra – nella configurazione Vasto – PD-Idv-Sel – otterrebbe la maggioranza relativa, staccando abbastanza nettamente il centrodestra, secondo il barometro politico di Demopolis, se si fosse votato tra il 10 e il 12 novembre 2011 in Sicilia per le Politiche, almeno tre elettori su dieci sarebbero rimasti a casa, scegliendo il partito del non voto. L’astensione penalizzerebbe oggi, in particolar modo, il PdL che si attesterebbe intorno al 25%. Il PD di Bersani invece secondo l’indagine dell’Istituto Demopolis otterrebbe il consenso del 20% dei siciliani. Crescerebbe, ma di poco l’area di sinistra (Idv al 4,5% e Sel al 4,3%).
Intorno all’8%, il bacino elettorale di Grande Sud di Gianfranco Miccichè.
La Sicilia si conferma una delle regioni più centrista con un peso del Terzo Polo, che fa dell’Isola la sua roccaforte nazionale: l’Mpa di Raffaele Lombardo si attesta al 14%; l’Udc di Casini e D’Alia sfiora in Sicilia il 10%; Fli raggiungerebbe il 4,6% e Alleanza per l’Italia all’1,4%.

Metodologia di ricerca
L’indagine, è stata condotta tra il 10 ed il 12 novembre 2011, dall’Istituto Demòpolis, con metodologie Cati-Cawi su un campione di oltre mille cittadini, rappresentativo dell’universo della popolazione siciliana maggiorenne, stratificato per genere, età, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area di residenza.

da Demopolis.it

Sondaggio elettorale Ipr Marketing del 29 ottobre per La Repubblica

Sale al 10% il vantaggio del centrosinistra sul centrodestra nel sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it.
Il centrosinistra sta al 45,5% (a settembre era al 44%) e il centrodestra scende di altri due punti, dal 37,5% al 35,5%.

Resta fermo il Terzo Polo inchiodato da tempo al 13% e il Movimento 5 Stelle (3,5% come a settembre).
Federazione delle sinistre risale all’1,5% (era scesa allo 0,5%).

Recupera ancora il Pd dal 27% al 28% e l’Idv dal 6% al 7%.
Fermo al 7,5% Sel e piccoli movimenti per gli altri con i Verdi ancora in difficoltà.

Nel centrodestra continua la discesa della Lega Nord che era al 9,5% a giugno (ma, prima era arrivata anche oltre l’11%), al 9% a settembre e deve adesso accontentarsi del 7,7%.

Il suo elettorato vive negativamente la “dipendenza” dal Pdl e da Berlusconi.
Il Pdl è ora al 25,3% con un calo dell’1,2% rispetto a settembre e di oltre due punti sullo scorso giugno.

Sondaggio elettorale 29 ottobre 2011

Sondaggio elettorale 29 ottobre 2011

Periodo di effettuazione delle interviste: 29 Ottobre 2011
Interviste telefoniche con il sistema Cati
Per le intenzioni di voto Panel 1.000 cittadini residenti in Italia, disaggregati per sesso, età ed area di residenza
Istituto Fornitore: IPR Marketing – (www.iprmarketing.it)
Committente: La Repubblica.it

Sondaggi Politico-Elettorali SWG e Demopolis agosto 2011 – Grande è la sfiducia sotto il cielo

Sondaggio pubblicato il 4/8/2011. Autore: SWG srl

Committente/ Acquirente: Osservatorio Politico SWG; in pubblicazione sul quotidiano LA STAMPA in data 06/08/2011

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione probabilistico stratificato proporzionale e ripetuto (panel ruotato) rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per genere, età, titolo di studio, condizione professionale, area geografica, ampiezza del comune di residenza

Metodo di raccolta delle informazioni: sondaggio realizzato con tecnica mista computer assisted tramite interviste telefoniche CATI e online CAWI

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 900 interviste; Universo di riferimento:popolazione italiana maggiorenne (50.112.703 secondo fonte Istat 2010);

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 26/07/2011 ed il 29/07/2011

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Fiducie a confronto

.

QUESITO n.2

Domanda : Intenzioni di voto ai partiti.

QUESITO n.3

Domanda : Andamento temporale delle Intenzioni di voto.


Sondaggio Demopolis sulle intenzioni di voto

Indagine Istituto DEMOPOLIS per l’Espresso: Barometro Politico di agosto sul peso dei partiti in Italia

Pubblicato il 3/8/2011. Autore: Istituto Demopolis

Committente/ Acquirente: l’Espresso

Criteri seguiti per la formazione del campione: Campione casuale rappresentativo dell’universo di riferimento, stratificato per classi di età, sesso, titolo di studi, ampiezza demografica del comune ed area di residenza

Metodo di raccolta delle informazioni: Metodologia CATI-CAWI

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 1.012 intervistati. Universo di riferimento: cittadini italiani maggiorenni

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 22/07/2011 ed il 25/07/2011

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Se si votasse oggi per le elezioni politiche, a quale partito darebbe la sua preferenza?.

Risposta: Grafico allegato – Non sa: 25%

Solo un quarto degli italiani ritiene che l’operato del Governo Berlusconi negli 12 mesi sia stato in linea con le reali esigenze del Paese. L’insoddisfazione dei cittadini per l’attività dell’Esecutivo pesa sul PDL (26%) che risulterebbe oggi fortemente penalizzato dall’astensionismo in caso di elezioni anticipate. L’indagine Demopolis sulle intenzioni di voto degli italiani fotografa un vantaggio del Centro Sinistra alla Camera. Se ci recasse oggi alle urne, il PD sarebbe, con il 28%, il primo partito del Paese. La Lega, per la prima volta dalle Europee, è sotto il 10%. Il Terzo Polo, con il 12,5%, possibile ago della bilancia al Senato. Il Movimento 5 Stelle di Grillo sfiora la soglia del 4%. La fotografia del voto, scattata dall’Istituto Demopolis per l’Espresso agli inizi di un mese di agosto che si preannuncia politicamente caldissimo nei palazzi romani, appare destinata a modificarsi nelle prossime settimane, sulla base della probabile evoluzione degli scenari politici nazionali. Se ci recasse oggi alle urne per le Politiche – secondo il Barometro Politico sulle intenzioni di voto degli italiani, realizzato per il settimanale l’Espresso dall’Istituto Demopolis – il Centro Sinistra, se unito, conquisterebbe la maggioranza dei seggi alla Camera, attestandosi intorno al 44% e superando il CD (39%) di circa 5 punti. L’attuale sistema elettorale non permetterebbe però al Centro Sinistra di ottenere la maggioranza a Palazzo Madama. Il Terzo Polo, con il 12,5%, nonostante un certo indebolimento registrato nelle ultime settimane, potrebbe esercitare, quale ago della bilancia al Senato, un ruolo determinante per la futura governabilità. “Resta molto consistente, intorno al 26%, il partito dell’astensione – sostiene il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – ma soprattutto il numero degli incerti, di quanti – di Centro Destra o Di Centro Sinistra – appaiono oggi indecisi sulla scelta da compiere nell’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. I due terzi dei cittadini intervistati – conclude Pietro Vento – appaiono anche molto preoccupati per gli effetti della manovra finanziaria del Governo e per il prolungarsi della crisi economica ed occupazionale nel nostro Paese: un dato che da molti anni non si rilevava così elevato”. La fotografia del voto, scattata da Demopolis per l’Espresso agli inizi di un mese di agosto che, a partire dal caso Tremonti, si preannuncia politicamente caldissimo nei palazzi romani, appare destinata a modificarsi nelle prossime settimane, sulla base dell’evoluzione degli scenari nazionali. Approfondimenti e metodologia completa su: http://www.demopolis.it Il Barometro Politico dell’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis è diretto e coordinato da Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano, Marco Tabacchi e Maria Sabrina Titone.

Castellammare del Golfo consiglio comunale il 4 e l’otto agosto

Il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo è stato convocato nei giorni 04 e 08 Agosto dell’anno 2011, alle ore 19,00, presso i locali del Palazzo Municipale, Aula Consiliare, in seduta pubblica ordinaria.

ORDINE DEL GIORNO

Scelta e nomina scrutatori;
Lettura ed approvazione verbali sedute precedenti;
Comunicazioni del Presidente;
Interrogazione del Consigliere Colomba Piero ( Gruppo FLI), prot.n°0022636 del 29/06/2011 avente ad oggetto: “Automezzi Comunali “.
Interrogazione del Consigliere Bonventre Vito (Gruppo UDC) prot.n°0024772 del 14/07/2011 avente ad oggetto: “Completamento assetto Giunta, nomina assessori mancanti”.
Interpellanza del Consigliere Mercadante Antonio ( Gruppo FLI), prot.n° 0025827 del 25/07/2011 avente ad oggetto: “Incarico Capo di Gabinetto all’Enologo Carlo Navarra”.
Interpellanza del Consigliere Mercadante Antonio ( Gruppo FLI), prot.n° 0025828 del 25/07/2011 avente ad oggetto: “Incarichi legali”.
Mozione di censura nei confronti dell’Assessore alle finanze dott. Giuseppe Fausto del PDL per aver dichiarato il falso pubblicamente, prot. n°25794 del 25/07/2011;
Riconoscimento debito Fuori Bilancio di euro 5.225,50 a favore dell’Avv. Donatella Anselmo.
Riconoscimento debito Fuori Bilancio di euro1.002,68 a favore dell’Avv. Gerbino Giuseppe.
Discussione e valutazioni politiche sul ricorso al T.A.R. avverso le delibere di C.C. n°56/11 e n°58/11, relative all’elezione del collegio dei Revisori dei Conti;
Relazione del Sindaco sull’attività amministrativa relativa all’anno 2010;
Approvazione Statuto del costituendo distretto turistico telematico ” Borghi Marinari”.
Proposta modifica dell’art. 3 del regolamento relativo al rilascio delle autorizzazione alla sosta nella zona blu località, spiaggia plaja.
Approvazione proposta schema regolamento di polizia urbana.

La presidenza dell’ANCI a Giacomo Scala sindaco di Alcamo

Il nuovo presidente regionale dell’Associazione dei comuni siciliani e’ da ieri 23 luglio Giacomo Scala, sindaco a fine mandato di Alcamo, espressione dell’area Innovazioni del Pd (gli ex margheritini di Papania e Genovese), e prossimo deputato regionale del Pd.
L’esponente del Partito democratico conquista la carica che da oltre un decennio era appannaggio del centrodestra, ed in particolare negli ultimi anni del pessimo sindaco di Palermo Diego Cammarata.
Scala, e’ stato eletto per acclamazione, a conclusione della decima assemblea congressuale dell’Anci Sicilia, svoltasi a Palermo.
L’asse Terzo polo-Pd è riuscito a catalizzare un vasto consenso, ben oltre gli steccati degli schieramenti.
L’elezione del nuovo presidente e’ avvenuta dopo la nomina dei 65 membri del consiglio regionale. Nello Di Pasquale, sindaco di Ragusa, e’ stato invece nominato vicepresidente vicario.
Il Giornale di Sicilia, che evidentemente non ama questa maggioranza, con un pezzo di Giacinto Pipitone, si attarda oggi in una analisi tesa a sottolineare lo sfaldamento in casa Pd quale conseguenza di alcuni spostamenti di uomini dallo stesso Pd all’Api il microscopico partito di Rutelli, facendo passare in secondo piano i significati politici che possono leggersi dietro l’elezione di Scala.
Al di là delle dichiarazioni di circostanza, l’elezione di Scala infatti, segna il consolidarsi di un asse quello tra Terzo polo e Pd che sembra destinato a segnare la politica isolana nei prossimi anni e che già da settembre potrebbe dare luogo ad un rimpasto della giunta Lombardo con l’inserimento di politici del Pd e dell’Udc.
Di fatto il processo di perdita di centralità politica del Pdl che in Sicilia aveva già segnato un punto con l’elezione di Raffaele Lombardo alla presidenza della regione sembra destinato a continuare nella prossima tornata amministrativa del 2012.
Non è privo di fondamento quanto dichiarato nei giorni scorso da Raffaele Lombardo alla convention del Terzo polo: “Qualcuno si chiede se il Terzo polo potra’ avere ruolo importante, se ci sono le condizioni perche’ questo avvenga. Noi la risposta gia’ ce l’abbiamo… il terzo polo governa una regione che, con tutto il rispetto non e’ il Trentino o la Val D’Aosta, ma e’ una grande regione italiana, la Sicilia con i suoi cinque milioni di abitanti, con un gruppo di 30 parlamentari che e’ il piu’ grande del consiglio regionale“.
Quanto invece al suo auspicio “Che si possa chiudere al piu’ presto presto una ventennale parentesi che ci lascia degrado economico e morale e grande crisi“, ci sfugge chi identifichi lo stesso Raffaele Lombardo nella veste di protagonisti della parentesiche ci lascia degrado economico e morale e grande crisi” e per quale oscura ragione ritenga di doverne essere identificato non come corresponsabile, ma come oppositore.
Il solito vecchio, caro, trasformismo isolano.