Trapani – Erice: gli incerti confini ed i diritti di riscossione

Questa faccenda:

Comune di Erice installa parcheggi a pagamento nel territorio di Trapani
Trapani – Il comune di Erice ha installato insegne che indicano l’istituzione di parcheggi a pagamento e divieti di sosta, in alcune zone che però ricadono nel territorio di Trapani. L’errore dipende dal fatto che alcune arterie ricadono nei due comuni. Il sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, ha scritto al collega di Erice, Giacomo Tranchida, per invitare l’amministrazione ericina a rimuovere pali e cartelli dai marciapiedi di Trapani, nonché la ditta che ha eseguito i lavori a ripristinare gli stessi marciapiedi danneggiati.
(Ansa)

Il sindaco Mimmo Fazio usa parole durissime: “Ho avuto la possibilità di constatare che il Comune di Erice si è impadronito del territorio comunale di Trapani, installandovi parcheggi a pagamento. Sui marciapiedi, ricadenti nel territorio di Trapani, da via Villa Rosina ad oltre fino all’uscita dalla città, sono stati collocati pali con le insegne per i parcheggi a pagamento. Se non ricordo male, il confine territoriale nelle zone indicate è costituito dalla mezzeria della strada”. Fazio ha scritto al collega Giacomo Tranchida sollecitandolo a rimuovere pali e cartelli e la ditta che ha eseguito i lavori a ripristinare gli stessi marciapiedi danneggiati. (Trapani OK)

chissà come chissà perchè mi ha ricordato una questione di confini e di diritti alla riscossione descritta da Luciano De Crescenzo in “Così parlò Bellavista”, film di e con Luciano de Crescenzo del 1984.

D’altra parte non siamo forse in entrambi i casi nell’ex Regno delle due Sicilie ?

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Provincia di Trapani: dialettica politico-istituzionale

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Giulia Adamo (Pdl, che lo vogliano gli altri o meno):  “Leggo l’intervista del Presidente della Provincia Girolamo Turano,detto Mimmo, pubblicata oggi dai quotidiani La Sicilia e il Giornale di Sicilia e non posso esimermi dal fare alcune considerazioni. Capisco che Turano torna da una ennesima vacanza ( nei momenti importanti della vita politica di questa Provincia il presidente non c’è mai!) ma un po’ di rispetto delle regole della politica è necessario e soprattutto considerazione per i cittadini che hanno espresso il loro voto, lo pretendo sia per i nostri elettori, che per me in qualità di deputato eletto dai cittadini. Caro presidente questo tono da ragazzino prepotente, per non dire altro, lo usi con i suoi padrini … politici. La politica ha delle regole e quella della rappresentanza, è una di quelle imprescindibili in un paese democratico. L’ arroganza è sinonimo di ignoranza e certi toni non devono essere usati da nessuno specialmente da chi è stato eletto con il voto di tutti noi. Auspico che Turano si dimentichi le piste da sci e si metta a lavorare con serietà e con l’impegno che ha promesso in campagna elettorale ma che finora non ha dimostrato per niente. Siamo stanchi di vedere impegnato il presidente a fare nomine di consulenti e vedere considerare la provincia il luogo dove passare un po’ di tempo tra una vacanza all’estero ed una sulla neve.“.

Paolo Ruggirello (Mpa):  “Turano manifesta scarsa attenzione per le forze che lo hanno sostenuto, da tempo è stata chiesta dai consiglieri una verifica politica. Noi mettiamo al centro gli interessi dei cittadini, lui difende posizioni di parte e di potere non cerca la collegialità. Malgrado il sole preso non deve credere le le istituzioni siano di sua proprietà.“.

Toni Scilla (Pdl):  “Turano dia subito risposte politiche, non è responsabile prorogare il confronto e la verifica politica chiesta dal Pdl. Fare melina e sfuggire alle proprie responsabilità non è cosa buona e giusta. Dopo tante vacanze torni alla politica.“.

Le ennesime vacanze del presidente della Provincia Regionale di Trapani Mimmo Turano sembra proprio che nessuno sia riuscito a mandarle giù.

Dite che è tutta invidia ?

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Il sindaco di Trapani Mimmo Fazio a quello di Erice Giacomo Tranchida: “La invito ad evitare di fare riferimento al Comune di Trapani per questioni politiche che riguardano lei ed il Consiglio del suo Comune.“.

Tutto nasce da un forte scontro in consiglio tra il centrodestra ericino e il sindaco Giacomo Tranchida sulla riduzione del numero degli assessori, come previsto dalla legge regionale.
L’opposizione di centro-destra aveva proposto una delibera per la riduzione degli assessori della città della vetta da 7 a 3.
Tranchida non ha aderito alla delibera puntando il dito sul lavoro delle commissioni e sul tentativo di aumentarne il numero proprio da parte di chi proponeva di ridurre la Giunta ed aveva invitato il centrodestra ericino ad occuparsi piuttosto della Provincia e del Comune di Trapani rette da maggioranze di centro-destra.

Non è Trapani che è razzista, sono loro che sono extracomunitari

Partiamo da qui, qualcuno sa cosa vuol dire “fare falso moralismo” ?

Una persona lontana mille miglia dalla mia cultura, quale Don Luigi Giussani ha definito il moralismo la corruzione della moralità, ovvero “la scelta unilaterale dei valori per avallare la propria visione delle cose“.

Ora se il “moralismo” che si fa è “falso”, ciò vuol dire essere sostenitori di una qualche moralità ?

Ciò detto quello che vi propongo è il chilometrico comunicato stampa del Comune di Trapani in merito a quanto ho già commentato qui:

Interrogazione dell’on. Catania su extracomunitari su autobus ATM. Le precisazioni dell’Amministrazione e dell’Azienda

23 Ottobre 2008 – In relazione al contenuto dell’interrogazione dell’europarlamentare circa una supposta intolleranza razziale in merito alla presenza di cittadini extracomuntiari sugli autobus dell’ATM, il Sindaco Girolamo Fazio ed il Presidente dell’ATM Riccardo Saluto precisano quanto segue:

“E’ giunto il momento di fare chiarezza sulla vicenda legata al trasporto degli extracomunitari ospiti del centro di accoglienza di Salinagrande, soprattutto dopo avere letto la farneticante interrogazione dell’europarlamentare Giusto Catania, che l’Amministrazione si riserva di valutare, al fine di tutelare l’immagine della città di Trapani e dei suoi cittadini.
E’ il caso di ricostruire i fatti, per smentire, dati alla mano, le affermazioni di questi giorni ed il contenuto dell’interrogazione di Catania.
A maggio dell’anno scorso l’Amministrazione Comunale di Trapani decide, proprio nell’ottica della integrazione e dei principi di solidarietà e sostegno ai soggetti svantaggiati, di accogliere la proposta della Prefettura per il trasferimento da Salinagrande a Trapani con mezzi dell’ATM,l’azienda del trasporto urbano, di cittadini extracomunitari ospiti del centro di accoglienza richiedenti asilo politico. Il 30 maggio 2007 viene così sottoscritto un protocollo d’intesa tra Prefettura, Comune ed ATM, in base al quale gli ospiti del centro (che peraltro ha sede in un immobile del Comune), possono usufruire gratuitamente del servizio di trasporto pubblico, previa esibizione al personale dell’ATM del foglio di permesso rilasciato dal direttore del Centro stesso.
Inizialmente erano una ventina al massimo i cittadini extracomunitari che usufruivano del servizio, mentre negli ultimi tempi sono diventati centinaia.
E’ appena il caso di precisare che al centro di Salinagrande non ci sono solo cittadini di colore, ma tutti coloro che, provenienti da paesi extracomunitari, giungono in città e chiedono asilo politico.
Aumentata in maniera considerevole l’utenza, i sindacati degli autisti dell’ATM, a tutela dei loro iscritti, hanno più volte denunciato all’Azienda la situazione di pericolo in cui gli stessi autisti si sarebbero trovati in diverse occasioni, tanto da costringerli a chiamare le forze dell’ordine. Non è vero, dunque, come sostiene Catania, che non vi siano denunce. Nelle note i sindacati diffidavano l’Azienda dall’intraprendere opportuni provvedimenti per garantire l’incolumità degli autisti, i quali si rifiutavano perfino di coprire la corsa 31, anticipando che, qualora si fossero verificati problemi, gli stessi sarebbero stati imputati all’azienda stessa, ritenuta responsabile.
I vertici dell’ATM si sono rivolti ripetutamente alla Prefettura per sottoporre ad essa la questione, senza ricevere riscontro. I sindacati hanno continuato ad evidenziare la situazione di pericolo per gli autisti, non dovuta certamente al colore della pelle degli extracomunitari, ma ad obiettivi episodi che si sarebbero verificati e che sono stati puntualmente denunciati, chiedendo un intervento deciso dei vertici dell’ATM. L’azienda non ha voluto sospendere la corsa 31 per non creare nocumento ne’ ai cittadini di Salinagrande, ne’ agli stessi extracomunitari ospiti del centro di accoglienza, che hanno la necessità di raggiungere Trapani, ma non poteva certamente restare inerte di fronte alle diffide dei sindacati. Così ha sostanzialmente detto agli autisti che, qualora avessero ravvisato situazioni di pericolo, in quella come in altre corse, avrebbero potuto agire per tutelare la propria incolumità, anche valutando di non osservare la fermata, ovviamente assumendosi essi stessi la responsabilità di eventuali comportamenti arbitrari. Su sollecitazione dell’ATM, poi, è stata convocata una riunione in Prefettura, nel corso della quale è stata ripresa una proposta risalente a qualche mese prima, quando, nel corso di un tavolo tecnico, evidenziando le accresciute esigenze, per l’aumento considerevole degli ospiti del centro, e gli specifici orari nei quali gli stessi devono raggiungere Trapani e devono ritornare al Centro, era stata lanciata l’ipotesi di istituire corse specifiche gratuite, proprio al fine di agevolare gli extracomunitari, fermo restando che, chiunque avesse voluto, avrebbe potuto comunque utilizzare l’autobus di linea. I sindacati hanno integrato quella proposta, suggerendo di istituire un presidio delle forze dell’ordine negli autobus, ipotesi prontamente e nettamente respinta sia dal Sindaco sia dal Presidente dell’ATM.
In conclusione, non è accettabile che un Ente che ha dato ampia dimostrazione di avere a cuore le questioni legate all’accoglienza ed all’integrazione, mettendo a disposizione un proprio immobile per il centro di accoglienza, sottoscrivendo un protocollo con la Prefettura proprio per consentire ai richiedenti asilo politico di spostarsi senza pagare il biglietto sui mezzi pubblici – che, si badi bene, contrariamente a quanto sostiene l’on. Catania, non è affatto un diritto – debba essere accusato di intolleranza razziale.
Non è stato mai posto alcun problema razziale, ne’ di colore della pelle, ne’ di altro, ma solo un problema di pericolo per la pubblica incolumità degli autisti, evidenziato dai sindacati e dagli stessi autisti denunciato.
Non esiste alcun atto in cui l’ATM chieda di non fare salire gli extracomunitari di colore sugli autobus, ne’ esiste alcun atto in cui il Comune e l’ATM richiedano il presidio di forze dell’ordine sugli autobus.
Allora, se si vuole fare falso moralismo, si faccia pure, fermo restando che il Comune e l’ATM non esiteranno a ricorrere all’autorità competente nel momento in cui si dovesse ledere l’immagine della propria città, bollata inopinatamente e sulla base di informazioni false e parziali, come razzista, quando invece ha messo in atto tutte le iniziative necessarie proprio andando incontro alle esigenze di tutti coloro che sono stati costretti a scappare dai loro paesi in guerra e si trovano in evidenti situazioni di difficoltà”.

Come si vede il comunicato niente smentisce di quanto si era letto e sentito nelle interviste alle diverse emittenti locali da parte del personale dell’ATM e di un sindacalista della UIL.
Che non esistano atti ufficiali non stupisce, in una realtà quale Trapani, incapace ancora oggi di produrre anche i più ordinari e normali strumenti di pianificazione, di cui dovrebbe preoccuparsi di dotare la propria città ogni amministrazione, come ampiamente detto anche qui.

Trapani, Funierice assalto alla diligenza

Forse si è capito, ma qui si ha una certa trasversalità nelle simpatie politiche, in genere generate da un mix di storia, azioni e dichiarazioni dei personaggi più che dalle contingenti frequentazioni di questa o quella formazione politica.

Questo per dire che mi è piaciuta l’uscita di Giulia Adamo sulla Funivia di Erice, così come mi erano piaciute le sue dichiarazioni a proposito delle vicende riguardanti l’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani.

Strana Provincia quella in cui ogni opera pubblica che vada appena oltre l’ordinario, necessita, anche negli anni successivi alla sua realizzazione, della protezione materna di chi ne è stata l’artefice, perchè in assenza di tale protezione la “congrega di mediocri” che a questa si sono avvicendati, incapaci della creazione di qualcosa di nuovo, credono bene di celare la loro impotenza con il fare sparire financo le tracce visibili del buon operare di chi ha gestito la cosa pubblica prima di loro, in una sorta di “damnatio memoriae” seguita dalla “rescissio actorum” .

Tocca quindi ancora a Giulia Adamo denunciare l’ultimo caso di spreco di denaro pubblico che riguarda la Funivia di Erice.

L’episodio che l’ha fatta infuriare riguarda i due liquidatori della società, Antonino Mazzara e Angela Fiorella Greca, che si sarebbero “autoliquidati” circa 90.000 euro, 45.000 a testa, ovvero 4.500 euro al mese per ciascun liquidatore, essendo la società di gestione della struttura uscita, infatti dopo undici mesi, dallo stato di liquidazione nello scorso settembre.

“Mi chiedo – dice l’Adamo – con quale coraggio si sono chiesti sacrifici ai lavoratori, non si sono pagati gli stipendi in tempo per molti mesi, si è lavorato in continua emergenza senza alcuna programmazione, non si sono pagati i fornitori ed appena c’è stata la disponibilità di somme si sono svuotate le casse della società senza un minimo ritegno nei confronti dei lavoratori e degli impegni economici che la società dovrà affrontare nel periodo invernale di bassa stagione”.

Sempre all’Adamo tocca ricordare, come i liquidatori abbiano percepito questi compensi stratosferici, avendo prodotto, tra novembre e dicembre 2007, una perdita di 160.000 euro.

Si attendono ora dichiarazioni ed azioni conseguenti da parte dei sindaci di Trapani ed Erice, Fazio e Tranchida, e del Presidente della Provincia Turano.